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Il petrolio tenta il rimbalzo

petrolioQuesta mattina le quotazioni del greggio appaiono essere in lieve aumento, precedendo il rilascio dei consueti dati settimanali che riguardano la produzione del greggio e dei prodotti petroliferi statunitensi. Secondo un sondaggio di Bloomberg, recentemente diffuso sui media, le scorte probabilmente sono scese di 2,25 milioni di barili durante la scorsa settimana, dopo aver raggiunto un record storico di 535,5 milioni di barili alla fine del mese di marzo.

Intanto, stasera, l’American Petroleum Institute (API) rilascerà i suoi dati settimanali sulle scorte statunitensi, mentre domani il Dipartimento dell’energia americana (DOE) pubblicherà il suo rapporto settimanale. In entrambi i casi gli analisti non si attendono particolari sorprese dall’evoluzione dei dati, che dovrebbero pertanto confermare i presupposti già noti, con conferma della tendenza in atto.

Durante le prossime settimane è tuttavia possibile attendersi una contrazione continua degli stock grezzi statunitensi, ma in contemporanea all’aumento delle le scorte di benzina statunitensi. Infatti, i prezzi dei greggi più bassi stanno allargando i margini di raffinazione e, di conseguenza, non sarebbe certamente raro vedere livelli più elevati di attività di raffineria durante l’estate, con conseguente consolidamento e rafforzamento degli stock di benzina.

Infine, ricordiamo che secondo quanto affermano alcuni produttori di shale oil, l’estrazione statunitense potrebbe rimanere in condizioni di profitto anche se i prezzi del greggio dovessero cadere ancora in maniera drastica, fino a un range di 25-30 dollari.

Insomma, nonostante gli sforzi compiuti dall’OPEC, la situazione sul mercato petrolifero continua ad essere particolarmente critica, e non è detto che il progetto di riequilibrio sperato in seguito agli ultimi meeting del Cartello (con coinvolgimento delle posizioni di alcuni Paesi estranei ad esso) possa poi essere raggiunto nei modi e nei tempi che erano stati auspicati.

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