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Opzioni binarie sul petrolio, nuovo focus con stime aggiornate

petrolioIeri il report mensile dell’OPEC sanciva che nel 2014 la domanda mondiale di greggio dovrebbe salire a quota 91,1 milioni di barili giornalieri, con un aumento di 1,1 milioni di barili giornalieri rispetto a quanto affermato per il 2013. In ogni caso, l’offerta non-OPEC dovrebbe contestualmente crescere a quota 55,6 milioni di barili giornalieri, in incremento di 1,4 milioni di barili giornalieri.

Sulla base di quanto precede, è evidente che per poter bilanciare i mercati l’OPEC, principale organizzazione di riferimento nella produzione di greggio, dovrebbe ridurre la propria offerta a quota 29,7 milioni di barili giornalieri (- 0,5 milioni di barili giornalieri rispetto a precedente rilevazione), andando così a pareggiare le forze di mercato. Nel suo report l’organizzazione stima altresì che il continuo incremento dell’offerta sarà adeguato a soddisfare la crescita della domanda di petrolio nel secondo semestre dell’anno, risultando così ben bilanciato il mercato di riferimento.

Il tutto, fin quando la crisi in Iraq non genererà evidenti ripercussioni nell’ambito dei bilanciamenti suddetti. Il rischio è infatti che lo scoppio di una crisi civile ancora più profonda di quella attualmente in atto possa pregiudicare la stabilità delle forniture di petrolio da parte dell’Iraq che, in evidenza, è tutt’oggi il secondo Paese produttore per l’area OPEC.

Ancora, sottolineiamo come nel secondo semestre la domanda di petrolio OPEC sarà pari a 30,3 milioni di barili giornalieri, con un livello più elevato rispetto a quello riscontrato nel primo semestre, e più elevato – altresì – della produzione di 30 milioni di barili giornalieri che è stata stimata per maggio da fonti secondarie. Infine, nel proprio report l’OPEC stima come le scorte mondiali siano su livelli sufficienti per fronteggiare qualsiasi situazione prevedibile, con scorte molto elevate negli Stati Uniti e in aumento nei Paesi non appartenenti all’OECD (Cina & co.).

Insomma, la situazione, pur da tenere sotto controllo, per l’OPEC non sembra essere così esplosiva come invece sanciscono alcune stime internazionali, evidentemente timorose che la crisi iraqena possa effettivamente pregiudicare gli auspici formulati alla fine dello scorso anno. Continueremo ad aggiornarvi sull’evoluzione di tali congiunture anche nel corso delle prossime settimane.

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