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Archivio per la categoria ‘Animali’

A Benevento si protesta contro la vivisezione, appuntamento martedì prossimo

Scritto da: redazione maggio - 5 - 2012 COMMENTI

1217580-caneNo alla vivisezione, si alla chiusura di Green Hill.
Li amiamo dal profondo dell’anima, li rispettiamo e li accudiamo, i cani sono una componente essenziale della nostra vita! Per questo motivo li difendiamo e li difenderemo sempre e comunque. Li proteggeremo dalle piccole violenze e dai grandi soprusi. Per questo, martedì 8 maggio 2012 a partire dalle ore 18.00, faremo una grande “cagnara” al Corso Garibaldi di Benevento nei pressi della Prefettura, per l’abolizione della vivisezione e per la chiusura di Green Hill. La manifestazione non ha etichette o colore politico poiché nasce spontaneamente e soprattutto è ispirata, solo ed unicamente, dall’amore verso gli animali.

Fauna selvatica in pericolo, Aceto: “Intesa con associazioni ambientaliste”

Scritto da: redazione aprile - 27 - 2012 COMMENTI

gianluca20aceto202010L’assessore alla caccia della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, ha convocato una riunione presso la Rocca dei Rettori, per esaminare lo stato di attuazione del regolamento della Regione Campania concernente il recupero, la detenzione e la reimmissione in natura della fauna selvatica.
La misura, che prevede non solo il soccorso e la detenzione in strutture attrezzate della fauna selvatica rinvenuta ferita o debilitata, ma anche l’esame autoptico per gli individui trovati morti al fine di accertare le cause dei decessi, presenta una serie di criticità che hanno indotto l’assessore ad indire un confronto tecnico con le strutture veterinarie regionali sul territorio, il Corpo Forestale dello Stato, il Corpo di Polizia provinciale e gli Uffici competenti della Provincia.
Nel corso del confronto sono emerse alcune proposte operative per il superamento delle individuate criticità: l’assessore provinciale ha, in particolare, prospettato la possibilità che la Provincia di Benevento si accolli le spese per il trasferimento e la detenzione nell’unica struttura specializzata e autorizzata regionale (il Centro regionale di Igiene Urbana Veterinaria) con sede in Napoli della fauna selvatica rinvenuta da volontari o comunque dai componenti delle Associazioni ambientaliste. L’assessore ha anche prospettato la possibilità di un coinvolgimento delle Guardie Ambientali Volontarie per il soccorso. I tecnici presenti hanno inoltre fatto presente che si rende necessaria una riflessione anche sui mezzi utilizzati per il soccorso e il trasporto al Centro di soccorso regionale della fauna selvatica, nonché la necessità di sollecitare una rivisitazione di alcune parti del Regolamento che risultano di difficile o inefficace attuazione. Al termine del confronto, su proposta dell’assessore Aceto, è stato deciso di convocare un Tavolo tecnico per approfondire la discussione e provvedere a stilare un protocollo d’intesa da sottoporre a tutte le Associazioni ambientaliste e venatorie al fine di rendere concreto ed operativo il Regolamento, anche attraverso una sua rivisitazione da parte della stessa Regione.

Caccia al cinghiale nel Sannio: il regolamento, possibile domanda fino al 30 maggio

Scritto da: redazione aprile - 14 - 2012 COMMENTI

cacciatoreDal 2 al 30 maggio prossimi sarà possibile presentare la domanda di iscrizione al registro provinciale per la gestionefaunistico-venatoria del cinghiale sul territorio sannita. E’ quanto è stato stabilito nel corso di un incontro, presiedutodall’assessore provinciale sannita alla caccia Gianluca Aceto, dedicato all’attuazione del Regolamento faunistico-venatorio del cinghiale, approvato nel 2011 dal Consiglio provinciale. Nei cinque Distretti o macro aree, nei quali èstato suddiviso il territorio provinciale, e all’interno delle aree a caccia specifica (ACS) individuate in ciascunDistretto, sarà possibile intervenire per la caccia agli ungulati, ma in maniera ed in misura tale da garantire ilcorretto equilibrio di presenza della popolazione di cinghiali rispetto all’ecosistema. In altre parole, si potrà cacciarecon il duplice obiettivo, però, di tutelare il territorio e di assicurare l’autosufficienza degli stessi ungulati. Nel corsodella riunione di approfondimento dei contenuti del regolamento, cui hanno partecipato il responsabile delcompetente Servizio della Provincia dott. Antonio Castellucci, e i rappresentanti di tre Associazioni Venatorie e i 23responsabili di altrettante Squadre di cacciatori per gli ungulati, è stato ribadito il concetto alla base del regolamentoe cioé che, appunto, il cinghiale è una risorsa per l’ambiente e che occorre garantirne la presenza sul territorio in unnumero sufficiente per la stessa loro sopravvivenza, ma avendo cura di limitare i danni alle produzioni agricole chegli ungulati inevitabilmente causano. Il regolamento, in questo spirito, infatti, definisce la massima densitàraggiungibile dalle popolazioni di cinghiali sul territorio senza che si danneggino le coltivazioni, le piantagioni e lealtre specie animali in ogni ACS, secondo il parametro della Densità agricola forestale. Quanto alle modalità operative del programma, il regolamento stabilisce che saranno formate squadre di cacciatori, ciascuna delle qualicomposta da un numero massimo di trenta unità, individuate ed assegnate in base alla residenza anagrafica dellestesse. Tutte le squadre avranno cura della gestione dell’intero Distretto per un massimo di cinque anni. Comeprevisto dal regolamento, infine, sarà ammessa la rotazione delle squadre all’interno di uno stesso Distretto.Tuttavia, ogni tre anni sarà effettuata dalla Provincia la valutazione del comportamento sul territorio delle squadre dei cacciatori e saranno inoltre stabilite eventuali misure ed accorgimenti al fine di migliorare la gestione faunisticavenatoria della specie. Nel commentare gli esiti della riunione su tale regolamento l’assessore Aceto ha affermato:«Stiamo presentando e discutendo i contenuti del vigente Piano faunistico/venatorio e le relative norme diattuazione, avendo peraltro cura di informare che stiamo provvedendo al loro necessario aggiornamento. In questafase abbiamo voluto avviare la sperimentazione di una delle attività più delicate ed importanti previste dal Piano eche concerne per l’appunto la caccia al cinghiale, una specie animale che causa non pochi problemi alle coltivazioni agricole. Abbiamo voluto illustrare lo spirito e la lettera del regolamento e confidiamo nel senso di responsabilità enella disponibilità ed intelligenza di ciascun cacciatore per la sua corretta applicazione. Riteniamo il regolamento come un provvedimenti “in fieri”: in altre parole, siamo pronti a recepire suggerimenti ed indicazioni per migliorare ed arricchire il documento nel prossimo futuro, nella consapevolezza che questa fase di sperimentazione, si richiede lapiù ampia collaborazione e condivisione delle norme. D’altra parte abbiamo già introdotto misure specifiche per laverifica ed il monitoraggio dei comportamenti sul campo».

cinghiale

Allarme lupi: Wwf segnala avvistamenti nel Fortore

Scritto da: redazione marzo - 9 - 2012 COMMENTI

lupo-ringhioFin dallo scorso settembre sono giunte al WWF Sannio segnalazioni di avvistamenti o di
abbattimenti di presunti lupi nell’area delle colline che digradano verso la valle del
Fortore. L’area non è fortemente urbanizzata né impervia e probabilmente rappresenta uno dei
corridoi frequentati da piccoli branchi di lupi negli spostamenti tra i monti
dell’Abbruzzo-Molise a Nord ed i Picentini ed il Cilento a Sud, aree dove la loro
presenza è certa e documentata da vari anni.
Sono stati subito contattati gli esperti presso le strutture competenti: l’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Benevento ed il Corpo Forestale dello
Stato, ma i primi esami su una carcassa di un esemplare probabilmente ucciso non
hanno confermato che si trattasse di lupo, bensì di un cane.
E così anche in altre occasioni, per cui è stato mantenuto un atteggiamento prudente per
non creare inutile allarme nella popolazione.
La Provincia si è mossa, anche a seguito di un invito ad incrementare la vigilanza
inviato dalla Regione Campania a vari Enti ed Associazioni, organizzando incontri e
sopralluoghi.
Nel frattempo il numero di esemplari abbattuti è aumentato e così anche le
testimonianze di avvistamenti, complice anche la neve abbondante caduta sull’area.
Quello che appare certo è che nell’area delle colline del Fortore ci sono alcuni gruppetti
di canidi dediti alla predazione del bestiame domestico, ma non è ancora possibile
confermare che siano lupi.

Sono ancora in corso esami più sofisticati (come quello del DNA) che potrebbero
smentire le prime ipotesi basate su esami visivi o fotografici, per cui è opportuno
mantenere un atteggiamento di prudenza.
Se si trattasse di cani rinselvatichiti, sarà necessario valutare un intervento, perché tali
animali non hanno paura dell’uomo e possono costituire una minaccia diretta alle
persone, oltre che che agli allevamenti.
Se invece gli esami confermeranno che si tratta di lupi, fosse pure uno solo, sarà urgente
definire un piano di tutela e di informazione alla popolazione per evitare episodi di
bracconaggio.
Il lupo infatti è una specie particolarmente protetta, necessaria all’equilibrio naturale
delle zoocenosi, non pericolosa per l’uomo, e per la quale sono stati spesi anni di
ricerche, studi, progetti per rinvigorirne le popolazioni o favorirne il ritorno.

Ritrovamento carcasse lupi. Aceto: “Faremo il possibile per tutelare la specie”

Scritto da: redazione gennaio - 26 - 2012 COMMENTI

carcassa-lupo1 Nei giorni scorsi nelle aree rurali del Fortore dell’Alto Tammaro sono state rinvenute quattro carcasse di lupi, abbattuti a colpi di arma da fuoco o dal veleno. Per fare fronte a questa vera e propria emergenza, è stata convocata presso la Provincia una riunione cui hanno preso parte: il dott. Angelo Marciano e Geppino Mauriello del comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato, I’Ispettore Franco Gagliardo comandante della stazione CFS di San Marco dei Cavoti; il Dott. Fiorentino Sateriale, dirigente del Servizio Veterinario ASL BN 1; Il dottor Nicola D’Alessio e Mariani Ugo dell’Istituto Zooprofilattico di Avellino e Benevento; il dottore Sabatino Troisi dell’Istituto di gestione della fauna di Napoli; l’assessore delegato alla caccia della Provincia Gianluca Aceto e il dottor Antonio Castellucci, responsabile del servizio forestazione, caccia e pesca dello stesso ente.
Gli esperti e i funzionari intervenuti hanno tutti convenuto sulla gravità di quanto è successo nei giorni scorsi sul territorio provinciale: innanzitutto uccidere i lupi è un’attività delittuosa e poi quei capi di bestiame avvelenati lasciati sul territorio quali esche per i lupi costituiscono un serio pericoli per l’intero ambiente.
E’ vero che in Provincia di Benevento dal 2008 al 2011 le segnalazioni pervenute di danni da fauna selvatica ascrivibile al lupo sono state complessivamente 14 e che tali aggressione hanno causato l’uccisione di 14 capi bovini e 45 ovini; ma è altrettanto vero che sono previsti risarcimenti per tali eventi.
Dopo un’ampia disamina della situazione, l’assessore Aceto, acquisiti i notevoli contributi tecnici apportati nel corso della discussione, ha formulato una proposta di lavoro che è stata accolta dal Tavolo. Questo il programma:
1) è stato fissato un incontro con i sindaci dell’area del Tammaro Fortore (probabilmente il 3 febbraio);
2) un altro incontro è stato fissato con le Associazioni di categoria, Organizzazioni di Categoria e gli allevatori, Associazioni ambientaliste e venatorie entro il 15 febbraio;
3) è stato avviata la redazione di un protocollo operativo con i seguenti obiettivi: a) informare i cittadini e gli allevatori su come occorra agire in caso di danni da lupo, con la possibilità di ottenere i relativi risarcimenti in denaro; b) accelerazione delle procedure risarcitorie da parte della Provincia, anche mediante corsie preferenziale istruttorie; c) interessamento della Regione Campania affinché renda accessibile la Misura 216 del PSR anche nei Comuni che non hanno segnalato in precedenza da danni da lupo; d) avvio di un censimento sistematico della specie; e) estesa Campagna di Educazione presso le Scuole primarie delle aree interessate.
L’assessore Aceto, nel ringraziare tutti i partecipanti al tavolo di lavoro, ne ha così commentato l’esito: “Esprimo profonda preoccupazione e rincrescimento per quanto appreso nel Tavolo del tecnico. Organizzare una braccata e avvelenare le carcasse per uccidere i lupi sono veri e propri reati, che implicano inoltre possibili conseguenze sull’eco-sistema. Il lupo, in quanto fauna selvatica, è specie protetta ed è patrimonio indisponibile dello Stato: inoltre il lupo è un importante indicatore ambientale. Per tutto questo faremo quanto nelle nostre possibilità per tutelare la specie”.

Il Sannio boccia progetto “Affida un cane ad un anziano”, ma a Roma è già realtà

Scritto da: redazione gennaio - 7 - 2012 COMMENTI

cani-randagi-fotoDa Pasquale Casciello, presidente dell’associazione animalista Accademia Kronos da sempre impegnato per contenere il fenomeno del randagismo riceviamo e pubblichiamo:

“Alcuni anni fa, sempre pronti, e mobilitati nella lotta per debellare il randagismo,e per la tutele della salute dei cani e dei loro diritti,proponemmo ai sindaci, e particolarmente a quello di S Giorgio, e Benevento, una idea per contenere il fenomeno del randagismo e conseguentemente, per contenere, se non addirittura eliminare, la spesa che questo fenomeno fa pesare su tutta la
comunità provinciale dal momento che avere un cane in un canile ha un costo. La proposta era “Affida un cane ad un anziano” e partiva dalla considerazione che i cittadini ultrasessantacinquenni son circa 59.000, ed i maschi circa la metà, potenziali affidatari di un randagio di canile.
Se questa proposta fosse stata accolta, ad oggi, teoricamente, non avremmo più randagi , e cosa molto importante, non avremmo più canili, luoghi di espiazione per tanti cani innocenti. In realtà. Visto quanto tempo è passato,ci sembra che la nostra prioposta non solo non sia stata valutata, ma probabilmente neanche letta, visto che non c’è mai stato un riscontro da parte delle autorità coinvolte e ciò a riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che gli amministratori, di tutte le razze, non vogliono, non gradiscono, non sollecitano la partecipazione “dal basso” quantunque ciò costituisca un impegno di tutti, preso in tutte le campagne elettorali. Invece altrove, a Roma le cose sono diverse, perché gli amministratori sono stati, lungimiranti, Abbiamo letto su internet proprio stamattina, che a Roma l’assessore alle politiche ambientali con delega alla tutela degli animali, Marco visconti, ha presentato in Campidoglio, progetto “Umberto D” progetto promosso da Roma capitale e da un’associazione animalista. Questo progetto ispirato dal celebre film del 1952 di Vittorio De Sica, prevede la rieducazione e l’inserimento dei cani, non più giovani, con scarse possibilità di essere adottati, ospitati nelle strutture pubbliche, canili, in case di cura di Roma e provincia, e verranno impiegati in attività di pet trerapy rivolte agli anziani. Naturalmente i cani seguiranno un percorso, cosi pure il personale che li dovrà gestire, un percorso, con educatori e veterinari. Tutto ciò è come ,se e quando utilizzati con intelligenza i rifiuti solidi urbani, diventano oro. Da noi restano invariabilmente solo e sempre rifiuti!!!”

In città. Esposizione regionale canina, aperte le iscrizioni

Scritto da: redazione novembre - 28 - 2011 COMMENTI

20080118_mostra_caninaIl 4 dicembre dalle ore 9.00 in piazza Commestibili saranno premiati i migliori cani di razza ed il più giovane handler.
La quota di iscrizione è di 15 euro.

Il presidente Cimitile: “Sì a una politica unitaria regionale di gestione dei rifiuti”

Scritto da: redazione novembre - 24 - 2011 COMMENTI

p1300354Al “Green Focus sui rifiuti” al Centro Studi della Provincia (Museo della tecnica in agricoltura) in contrada Piano Cappelle si è tenuta la annunciata Tavola rotonda con gli assessori all’ambiente delle Province della Campania, Giuseppe Caliendo di Napoli, Antonio Fasolino di Salerno, Maria Laura Mastellone di Caserta, e del vice sindaco di Napoli sen. Tommaso Sodano vicesindaco di Napoli con il coordinamento di Michele Buonomo presidente Legambiente Campania.
Gli assessori hanno portato il contributo delle esperienze maturate nelle rispettive realtà circa la gestione del ciclo dei rifiuti. Ne è emerso un quadro contraddistinto da notevoli differenze gestionali tra Provincia e Provincia, ma che comunque è segnato da una serie di problemi comuni: la mancanza, innanzitutto, di impianti per il trattamento dei rifiuti anche della raccolta differenziata (con il trasferimento dell’umido persino in Sicilia) e le difficoltà finanziarie derivanti dalla crisi economica globale che inevitabilmente si riverberano sulla gestione.
Particolarmente attese, in questo contesto, le dichiarazioni del vice sindaco di Napoli, sen. Sodano, a ragione del fatto che, evidentemente, è proprio la città di Napoli, con il suo formidabile numero di abitanti concentrati in pochissimi chilometri quadrati, a produrre la gran parte del quantitativo indifferenziato dei rifiuti che occorre stoccare da qualche parte con le inevitabili polemiche. Intervenendo nel dibattito, il sen. Sodano, innanzi tutto, ha voluto esprimere il proprio rammarico, alla vista dello stupendo panorama rurale assicurato dalle ampie vetrate del Centro studi della Provincia, per i trasferimenti di enormi quantitativi di immondizia dal napoletano verso le aree interne rovinando un ambiente così bello “con la scusa – ha scandito il sen. Sodano – che queste aree sono spopolate”. Il vice sindaco ha quindi continuato affermando che Napoli sta inseguendo l’obiettivo di raggiungere il 25% della raccolta differenziata entro la fine dell’anno: “si tratta di un obiettivo che non ci soddisfa, naturalmente; ma è l’unico realistico in una situazione difficile quale quella che stiamo vivendo, con la crisi finanziaria che taglia le gambe alle Aziende. Vorrei precisare però che ben 240mila napoletano già oggi praticano la raccolta differenziata con risultati che spesso sono assolutamente ottimali. Dico questo perché spesso in questo Paese c’è chi vuole dipingere il quadro molto più fosco di quanto non lo sia”. A questo proposito, il sen. Sodano ha affermato che le recenti polemiche circa prese di posizione da parte dell’Unione Europea contro la città di Napoli (“una vergogna” - secondo il Commissario europeo) sarebbero state in realtà montate ad arte, ha precisato ancora il vice sindaco, con la complicità di qualche organo di stampa, da chi, ha detto il senatore, evidentemente non ha gradito che la gara del termovalorizzatore di Napoli sia andata deserta. Il sen. Sodano ha infatti contestato duramente la pratica dell’incenerimento dei rifiuti in cui la Regione Campania crede fermamente: e, comunque, ha detto, se proprio incenerimento dev’essere “non si capisce perché in Campania debba essere realizzato un altro inceneritore: per la quantità dei rifiuti complessivamente prodotti, e dedotti i carichi dell’umido e delle altre materie riciclabili, infatti il solo inceneritore di Acerra è più che sufficiente alle esigenze della Campania, senza che vi sia necessità di altri impianti del genere”. Infine il sen. Sodano ha detto che non è vero che l’Unione Europea sia già giunta nella determinazione di “stangare” l’Italia per via dei rifiuti indifferenziati napoletani: “è successo semplicemente che, poiché in questi giorni il Governo italiano è cambiato, la data dell’incontro già previsto per discutere della questione napoletana, è stata rinviata al 2 dicembre”.
Il presidente della Provincia Aniello Cimitile nel concludere la Tavola rotonda ha auspicato un maggiore coordinamento delle Province per definire una politica unitaria regionale di gestione dei rifiuti. La Sezione campana dell’Unione delle Province d’Italia, ha affermato Cimitile, non funziona e questo purtroppo non aiuta la risoluzione dei problemi. Cimitile ha infine contestato la persistente visione della gestione dei rifiuti che vorrebbe reintrodurre, ancora una volta, una fase emp1300365ergenziale che potrebbe infine portap1300331re ad un deroga a tutti i vincoli in materia ambientale al fine di riavviare il percorso della dislocazione nelle aree interne dei rifiuti napoletani.

Federcaccia: no all’istanza del Wwf contro la caccia

Scritto da: redazione novembre - 18 - 2011 COMMENTI

federcacciaIl Tar Campania, nella giornata di giovedì 10 novembre scorso, ha rigettato l’istanza cautelare di sospensiva del Calendario Venatorio Regionale 2011/2012 presentata dal WWF Italia. Nel dibattito era presente, “ad opponendum” ed a tutela degli interessi dei Cacciatori, la Federcaccia Campania che, anche questa volta, è stata attiva e pronta ad evitare ogni forma di danno nei confronti del mondo venatorio. La Federcaccia Campania, con l’intervento “ad opponendum” ha chiesto il rigetto dell’istanza cautelare in quanto totalmente carente dei presupposti di legge richiesti e, nel merito, il rigetto del ricorso introduttivo, integrato con motivi aggiunti, perché inammissibile ed infondato. Le linee guida della Federcaccia non cambiano: gestione faunistica – venatoria conciliabile con gli interessi di tutte le categorie interessare e programmazione condivisa fra mondo agricolo-venatorio-ambientalista ed istituzionale.

Rotondi. Esche avvelenate probabile causa di decesso di un cane

Scritto da: redazione novembre - 15 - 2011 COMMENTI

caneAlle ore 09:30 circa a Rotondi (AV) in zona agricola di quella località Ficucella, i militari della competente Stazione Carabinieri di Cervinara (AV) rinvenivano la carcassa di un cane, verosimilmente morto per avvelenamento, giacente accanto a degli alberi sui quali erano appese, a mo’ di esche, due buste di cellophane trasparente contenenti frammenti di carne bovina, in stato di decomposizione e probabilmente avvelenate.
Carcassa animale e frammenti di carne sequestrati e affidati in custodia all’ASL – Sezione Zooprofilattica di Avellino per le successive analisi tossicologiche.
Indagini in corso e autorità giudiziaria informata dalla Stazione di Cervinara (AV) che procede.

In città. Week-end verde: al via la campagna contro la centrale turbogas

Scritto da: redazione novembre - 11 - 2011 COMMENTI

100_4489Il WWF Sannio, affiancato dalle Associazioni della Rete Arcobaleno, promuove la campagna di raccolta fondi “Compra una quota di futuro per i tuoi figli” a sostegno del ricorso presentato al TAR dal WWF Italia contro l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dal Ministero dell’Ambiente alla società Luminosa il 26 luglio scorso per realizzare una centrale a turbogas nell’Area di Sviluppo Industriale di Ponte Valentino, nel territorio comunale di Benevento.

La campagna sarà una battaglia di civiltà contro una mega centrale della potenza di 385 mega watt che porterà i profitti in Svizzera e produrrà energia per le altre province, causando danni all’ambiente ed alla salute dei beneventani. L’impianto, se entrerà in esercizio, provocherà il surriscaldamento delle acque del fiume Calore e l’emissione nell’aria di CO2, biossidi e ossidi di zolfo, polveri sottili e ultrasottili che ricadrebbero in gran parte nelle vicinanze e nella conca beneventana, producendo gravi conseguenze sulla salute degli abitanti, come allergie, malattie respiratorie, cardiovascolari e tumorali, sul paesaggio e sull’ambiente, e sull’economia del territorio almeno nelle vicinanze dell’impianto per la diminuzione del valore degli immobili e dei terreni e inficiando la sicurezza agro-alimentare della produzione locale.

Sarà un’azione di cittadinanza attiva per l’autodeterminazione del territorio contro un’opera voluta dalla Regione Campania e dal Governo centrale, sebbene avversata dal Comune e dalla Provincia di Benevento.
La raccolta fondi avrà come protagonisti i cittadini che mediante la sottoscrizione volontaria di quote da 5 euro parteciperanno al sostenimento del ricorso al TAR attivando una forma di tutela collettiva contro il funzionamento della centrale.

Sabato 11 e domenica 12 novembre, a Benevento, il WWF Sannio e le Associazioni della Rete Arcobaleno incontreranno i cittadini presso il gazebo informativo in piazza Torre, davanti alla Basilica di San Bartolomeo.

Le sottoscrizioni continueranno presso le sedi delle associazioni sostenitrici della campagna: WWF Sannio; Rete Arcobaleno Benevento; Lipu Benevento; GAS Arcobaleno Benevento; Codisam di Sant’Arcangelo Trimonte; Lerka Minerka; Slow Food Benevento; La Cinta onlus; Januaria, natura e cultura; Emisfero Sud, Bottega del Commercio Equo; Comitato civico di San Salvatore Telesino; A Guardia dell’Ambiente, Guardia Sanframondi; La Città di Eufemia, San Lorenzello; Club Alpino Italiano, sezione di Benevento; E’ Più Bello Insieme, centro per disabili.

In pochi giorni la LIPU ha salvato un airone cenerino, una tartaruga terrestre, una poiana ed un gheppio

Scritto da: redazione ottobre - 11 - 2011 COMMENTI

gheppio1 Il primo ad arrivare è stato un airone cenerino (Ardea cinerea) trovato ferito da una cittadina residente a Torello di Melizzano e consegnato alla sezione LIPU di Benevento dagli agenti dei Comandi Stazione di Solopaca e Vitulano del Corpo Forestale dello Stato. Alcune ore dopo il grande uccello acquatico è stato trasportato da due volontari della sezione LIPU di Benevento al Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) che la LIPU gestisce a Casacalenda, nel Sannio Molisano. Al momento del ricovero all’airone sono state riscontrate ferite alle zampe e dopo una visita accurata e la relativa diagnosi del veterinario del Centro, specializzato nella cura della fauna selvatica, si è capito che erano state prodotte da pallini sparati con un fucile da caccia. La responsabile del CRFS LIPU, Angela Damiano, ha annunciato però che l’airone cenerino guarirà in una ventina di giorni per poi essere liberato in un ambiente acquatico idoneo.
tartaruga-terrestre1In seguito è giunta alla sede LIPU di Benevento una tartaruga terrestre (Testudo hermanni) ritrovata nel territorio comunale di Pontelandolfo da una cittadina e consegnata al Comando Stazione di Pontelandolfo del Corpo Forestale dello Stato. Il rettile è stato quindi dato in consegna ai volontari della sezione LIPU di Benevento che hanno provveduto a trasferirlo al CRFS LIPU a Casacalenda, dopo un consulto con la responsabile del Centro per verificare se l’animale faceva parte della fauna di quelle zone o era stato rilasciato da un privato cittadino. In effetti la tartaruga terrestre (da non confondere con quelle acquatiche provenienti dall’America o da altri continenti che vengono vendute nei negozi di animali) un tempo era una specie diffusa nell’areale appenninico, oggi però solo pochi gruppi ancora vivono liberi in natura. Molte di queste furono catturate e poi anche commercializzate, cosa che oggi non si può più fare visto che è un animale protetto dalla Convenzione di Washington. Conseguentemente capita che chi non le ha denunciate a suo tempo, quando la legge lo consentiva (fino al 1995), è un detentore illegale, per questa ragione c’è chi se ne disfa. La tartaruga che è arrivata da Pontelandolfo sicuramente è una di queste, vista la marcatura di smalto che aveva sul carapace, e per questa ragione verrà tenuta, dopo il letargo autunnale e invernale, in un apposito recinto dove si trovano piante che mangiano in natura per il necessario riadattamento, successivamente sarà liberata in posti dove ci sono ancora nuclei di questa specie.
poiana_011Un paio di giorni dopo è giunto alla sede della LIPU una poiana (Buteo buteo), uccello rapace della famiglia degli Accipitridi, la stessa dell’aquila reale. L’animale è stato trovato ferito nel territorio comunale di Casalduni da un abitante del posto ed è stato consegnato alla LIPU di Benevento dagli agenti del Comando Stazione di Torrecuso del Corpo Forestale dello Stato. I volontari della sezione beneventana della LIPU hanno dato da mangiare alla poiana prima di trasferirla presso il CRFS LIPU a Casacalenda, dove le sono state riscontrate varie ferite tra cui anche una frattura ad una delle ali.
L’ultimo animale, in ordine di tempo, ad essere stato soccorso dalla LIPU è stato un gheppio (Falco tinnunculus), anch’esso un uccello rapace, ma di una famiglia diversa da quella della poiana, ossia quella dei Falconidi. L’animale, che una signora di Solopaca ha trovato ferito nei pressi della sua casa, è stato segnalato al Corpo Forestale dello Stato che si è appoggiato alla Polizia Provinciale di Benevento per farlo giungere alla LIPU a Benevento.
>airone2Anche questo uccello rapace è stato prima alimentato dai volontari della LIPU e poi trasferito al Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU a Casacalenda. Qui appena viste le ferite alla zampa e all’ala si è capito che l’animale è stato vittima di elettrocuzione, ossia di una scossa di corrente elettrica che più che su fili elettrici è probabile sia avvenuto su un palo di raccordo della rete elettrica.

Guardia Sanframondi. Cervi in fuga dall’oasi. Federcaccia: “Collaboreremo al recupero”

Scritto da: redazione settembre - 30 - 2011 COMMENTI

federcacciaLa FEDERCACCIA, con una nota trasmessa alla Comunità Montana del Titerno, al Sindaco del Comune di Guardia Sanframondi ed al Presidente della Provincia, ha offerto la propria disponibilità a collaborare per il rinvenimento dei Cervi fuoriusciti dal “Fondo Chiuso” di Guardia Sanframondi. La possibilità di impiego dei volontari della FEDERCACCIA rientra nei compiti statutari dell’Associazione che da sempre dedica il proprio impegno a contrastare il bracconaggio ma soprattutto a difendere i diritti dei Cittadini Cacciatori. Disdegna, però, alcune strumentali affermazioni finalizzate ad accostare le azioni dei bracconieri con quelle dei Cacciatori.

Benessere animali: il Corpo forestale eleva multe per 4000 euro

Scritto da: redazione aprile - 22 - 2011 COMMENTI

corpo-forestale1Il Settore Agroalimentare Forestale del Corpo forestale dello Stato di Benevento, ed il personale dei Comandi Stazione operanti sul territorio provinciale nei giorni scorsi hanno svolto una serie di controlli a tutela del benessere degli animali durante il loro trasporto, soprattutto di quelli destinati alla macellazione, che, come è noto, nei giorni precedenti alle festività Pasquali è più intenso.
Il numero totale dei controlli effettuati è stato pari a 30.
Sono state elevate sanzioni amministrative di importo pari a Euro 4.000,00
In questi giorni i controlli volti a tutelare il benessere degli animali e al rispetto delle norme vigenti in materia di contrasto ai reati in danno agli stessi saranno ulteriormente intensificati.

Calvi, ampliata l’anagrafe canina. Da ora Fido avrà un microchip

Scritto da: redazione aprile - 8 - 2011 COMMENTI

cane-anagrafeMartedì 12 aprile alle ore 9, al campo sportivo di Calvi la sezione Veterinaria dell’Azienda Sanitaria Locale provvederà ad ampliare l’anagrafe canina al fine di registrare e monitorare i dati anagrafici e sanitari degli animali di proprietà, dotandoli di microchip.
Naturalmente, l’iniziativa verrà ripetuta anche in altre zone della cittadina al fine di consentire a tutti gli interessati di regolarizzare la loro posizione.
Va ricordato che se l’animale identificato con microchip viene smarrito o rubato, può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso animale è registrato. Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente per chi intende liberarsi del proprio animale



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