Brexit, la Fed assume posizione di attesa

fedLa Federal Reserve continua ad assumere una prevedibile (e comprensibile) posizione di attesa per quanto concerne il post-Brexit. Di fatti, qualche ora fa Dudley (della Federal Reserve di New York) ha sottolineato che i rischi derivanti dall’esito del referendum inglese non sono ancora ben valutabili poiché “è ancora troppo presto per capire che tipo di conseguenze avrà”.

In particolar modo, Dudley ritiene che se la turbolenza “si confina al Regno Unito, allora è piuttosto limitata, se c’è contagio diffuso attraverso i mercati finanziari (…) allora potrebbe avere conseguenze più significative”. Dunque, Dudley per il momento sembra esser più preoccupato non tanto di comprendere quali saranno gli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, quanto valutare se altri seguiranno l’esempio o, più cautamente, se la crisi si allargherà fino a ricomprendere uno shock per la tenuta dell’area euro e dell’UE.

Sull’economia USA, poi, Dudley ha detto che la crescita intorno al 2 per cento prevista per il 1° semestre “è sufficiente a generare il tipo di aumento di occupati che continuerà a ridurre gradualmente il tasso di disoccupazione”. Tuttavia, l’inflazione ancora al di sotto del 2 per cento permette di “essere pazienti”. Il presidente della NY Fed segnala la volontà di attendere maggiori informazioni e dà supporto alla previsione di tassi fermi a luglio, senza escludere rialzi più avanti nell’anno.

Escludendo qualsiasi rialzo dei tassi Fed nel mese di luglio, riteniamo che il mese di agosto e quello di settembre serviranno alla Federal Reserve per effettuare approfondite valutazioni sul futuro della propria politica monetaria.

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