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Quanto bisogna chiedere per un lavoro di traduzione?

Soprattutto all’inizio della vostra carriera di traduttori, impostare le tariffe da applicare è un delicato equilibrio tra cercare di essere competitivi, senza sottovalutare voi stessi. Il tutto, non solo perché alla fine avrete bisogno di guadagnarvi da vivere, ma anche perché i clienti (quelli che vale la pena avere) sono spesso stanchi di tariffe estremamente economiche (e spesso con buone ragioni).

In genere potete aspettarvi di guadagnare tra 0,04 e 0,08 euro a parola per traduzione. Inoltre, sarebbe opportuno ricordarsi di aggiungere una piccola quota fissa, che possa compensare il lavoro contabile e amministrativo (ad esempio, 10 o 20 euro). (altro…)

Principali tipi di future

In commercio esistono diverse tipologie di future. Per poter realizzare una breve panoramica su questo tema iniziamo dai future commodity, o sulle materie prime, il più importante dei quali è il contratto future sul petrolio, che contribuisce a stabilire i prezzi attuali e futuri del greggio. Altri contratti future connessi all’energia sono a valere su gas naturale, olio combustibile. Non solo: i contratti future su merci e materie prime possono essere anche a valere su metalli, prodotti agricoli e bestiame. Esistono poi dei future su titoli finanziari come valute, tassi di interesse e indici azionari. (altro…)

Quali studi servono per lavorare in una banca

Volete lavorare nel dinamico (ma non più così remunerativo) mondo delle banche e della finanza? Che cosa vi conviene studiare all’università?

Per saperlo possiamo riferirci alla recente analisi condotta sui candidati nel database CV globale di eFinancialCareers, che ha nove materie “core” (matematica, economia, finanza, informatica, fisica, chimica, biologia, storia e letteratura) a livello di laurea triennale, con 1 – 3 anni di esperienza in investment banking / M & A o trading. (altro…)

Bonus assunzione Neet, chi sono i datori interessati

Una delle più recenti novità legate al mondo del lavoro, è legata all’incentivo all’occupazione dei Neet – acronimo inglese di «not (engaged) in education, employment or training», che indica le persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione. Tale agevolazione, introdotta dal Dd Anpal del 2 gennaio 2018, n. 3 (rettificato dal successivo Dd 83/2018), ha una validità transitoria e potrebbe permettere di fornire una buona spinta alle nuove assunzioni di giovani. (altro…)