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Quanto bisogna chiedere per un lavoro di traduzione?

Soprattutto all’inizio della vostra carriera di traduttori, impostare le tariffe da applicare è un delicato equilibrio tra cercare di essere competitivi, senza sottovalutare voi stessi. Il tutto, non solo perché alla fine avrete bisogno di guadagnarvi da vivere, ma anche perché i clienti (quelli che vale la pena avere) sono spesso stanchi di tariffe estremamente economiche (e spesso con buone ragioni).

In genere potete aspettarvi di guadagnare tra 0,04 e 0,08 euro a parola per traduzione. Inoltre, sarebbe opportuno ricordarsi di aggiungere una piccola quota fissa, che possa compensare il lavoro contabile e amministrativo (ad esempio, 10 o 20 euro).

Chiarito quanto sopra, potrebbe essere utile ricordare che esistono diversi modi per decidere quale tariffa applicare: potete ad esempio iniziare trovando il proprio obiettivo di reddito, e dunque cercare di capire, sulla base delle ore di lavoro che volete destinare a questa professione, la tariffa minima in termini di centesimi di euro per parola.

Insomma, sapendo quali sono i costi da sostenere, il reddito desiderato, le spese vive, vi sarà sufficiente ponderare il tutto per il numero di ore che potete dedicare alla traduzione (ricordate che nelle ore da dedicare dovranno rientrare anche quelle utili per poter commercializzare i vostri servizi e per potersi occupare delle attività amministrative), quante parole potete tradurre all’ora e quante settimane di ferie avete intenzione di fare ogni anno.

Una volta che saprete qual è il vostro costo minimo assoluto… cercate di puntare più in alto! Lavorare per il minimo non è certo piacevole, e forzare un po’ la mano verso l’alto vi permetterà di mettere alla prova la vostra capacità negoziale, stando attenti a non commettere l’errore di tirare troppo la corda!

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