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USA, vendite al dettaglio deboli

Tra gli ultimi dati macroeconomici pubblicati nel corso degli ultimi giorni sul territorio statunitense, spiccano anche gli ultimi aggiornamenti relativi all’andamento delle vendite al dettaglio, che nel corso del mese di marzo sono risultate essere piuttosto deboli, in flessione di -0,2 per cento mese su mese, in parte ovviamente anche per via della correzione dei prezzi. Il dato di febbraio è intanto stato rivisto verso il basso, a -0,3 per cento mese su mese da +0,1 per cento mese su mese.

Per quanto concerne gli elementi maggiormente condizionanti tale trend, le determinanti principali sono state il calo del comparto auto, per 1,2 per cento mese su mese e per la terza correzione consecutiva, e la benzina ( -1 per cento su base mensile). Al netto delle auto le vendite sono rimaste invariate, come nel mese di febbraio (periodo il cui dato è stato rivisto da +0,2 per cento mese su mese).

In parte, inoltre, non è da escludersi che la debolezza delle vendite possa essere stata amplificata dal clima avverso: arredamento, -0,3 per cento mese su mese, materiali edilizi-1,5 per cento mese su mese, ristoranti e bar, -0,6 per cento sul mese, articoli sportivi -0,8 per cento sul mese.

Complessivamente, è possibile che nel secondo trimestre sia probabile una ripresa dei consumi su ritmi vicini a 2,5 per cento trimestre su trimestre, annualizzato. Si tenga infine conto come la debolezza delle vendite al dettaglio abbia determinato un ulteriore scivolamento della stima nowcasting dell’Atlanta Fed per il PIL del primo trimestre, a 0,5 per cento trimestre su trimestre annualizzato, con consumi attesi in aumento di solo 0,3 per cento trimestre su trimestre annualizzato nei primi tre mesi dell’anno, dopo + 3,5 per cento trimestre su trimestre precedente.

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