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Euro in parziale recupero, ecco cosa accade

euroL’euro ha chiuso la scorsa settimana mantenendo il recupero degli ultimi due giorni, e riaffiacciandosi in zona 1,1100 EUR/USD, sostenuto dai buoni dati di inflazione, che hanno mostrato un lieve aumento da 0,1 punti percentuali a 0,2 punti percentuali per la stima di luglio, con stabilizzazione del “core” a 0,9 per cento.

Interessante anche il dato sul prodotto interno lordo del secondo trimestre, che ha invece registrato un ampio rallentamento da 0,6 per cento trimestre su trimestre, a 0,3 per cento: i rischi verso il basso derivanti da Brexit dovrebbero mantenere compresso l’upside dell’euro entro 1,11-1,12 EUR/USD, a meno di significative sorprese positive dai dati dell’area. Non si sottovaluti comunque il fatto che diverse altre determinanti potrebbero indurre a nuovi rischi verso il basso, dando allo scenario euro una valutazione maggiormente complessiva.

Per quanto concerne il dollaro, la valuta verde statunitense ha mantenuto il calo post FOMC, allargandolo ulteriormente venerdì mattina, dopo che i mercati hanno inglobato la decisione della BoJ di mantenere un atteggiamento fortemente attendista. Il dollaro comunque sta rimanendo vicino ai massimi post referendum britannico. La prospettiva che la Federal Reserve possa riprendere ad alzare i tassi di riferimento a settembre o a novembre – dicembre dovrebbe fornire un buon sostegno alla valuta statunitense, limitando lo spazio di eventuale arretramento (che non è tuttavia escluso, soprattutto se i dati dell’area dollaro non dovessero fornire buoni spunti).

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