12
March , 2010
Friday

Archivio per la categoria ‘Salute&Benessere’

Asl Benevento: attivo il servizio alle cure domicialiari

Scritto da: redazione marzo - 5 - 2010 COMMENTI

sedeaslIn riferimento alle problematiche dell’assistenza ai malati terminali la Asl di Benevento tiene a precisare che presso la propria Azienda è attivo da sempre il Servizio per le Cure Domiciliari, ivi comprese le cure ai malati terminali, in ogni sede distrettuale facente capo alle UU.OO. Anziani e Assistenza Domiciliari e che tale servizio non è stato mai interrotto, ne’ ad alcun paziente in carico è stata sospesa l’assistenza.
Le richieste di assistenza possono essere inoltrate dai Medici di medicina generale dei pazienti, come previsto dalle normative vigenti, alle Unità Operative Assistenza Anziani e Assistenza Domiciliare dei Distretti Sanitari.
Nel precisare che la collaborazione di figure professionali esterne riguardava un progetto sperimentale biennale, finanziato dalla Regione Campania e allo stato concluso, si ribadisce che le attività di assistenza ai malati terminali sono erogate ed assicurate dai Servizi territoriali della Asl di Benevento.

Guardia Sanframondi, domenica giornata di informazione e consulenza gratuita per la prevenzione dei tumori

Scritto da: redazione marzo - 3 - 2010 COMMENTI

legalottatumoriLa direzione didattica di Guardia Sanframondi organizza, in collaborazione con la Misericordia e La Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori, “La terza giornata di informazione e consulenza gratuita per una corretta prevenzione”. Nel corso della giornata di Domenica 7 Marzo 2010 , dalle 9 alle 12,30, i medici del consiglio direttivo della lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori di Benevento, Pietro Antonio Carbone (specialista in Chirurgia Oncologica) e Stefania Luciano (specialista in Dermatologia), effettueranno, gratuitamente, visite senologiche di prevenzione dei tumori della pelle e controllo dei nei. Gli specialisti riceveranno i cittadini presso la scuola primaria ‘A De Blasio’ in Piazza Campopiano.

Nunzia De Girolamo: necessità di etichettatura ed informazione per tutelare il consumatore dagli ogm

Scritto da: redazione marzo - 3 - 2010 COMMENTI

degirolamoL’onorevole De Girolamo, in relazione all’autorizzazione della coltivazione della patata ogm Amflora da parte dell’Unione Europea, esprime preoccupazione per le conseguenze sulla nostra agricoltura e sulla salute dei consumatori. “La delibera dell’Ue che ha autorizzato la coltivazione di una patata transgenica brevettata dal gruppo tedesco Basf rischia di compromettere la nostra agricoltura”, afferma la parlamentare nonché componente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. “Ora è indispensabile avviare una discussione seria sull’etichettatura e tutelare così i prodotti di qualità Made in Italy”, prosegue l’onorevole. “Il consumatore deve essere tutelato attraverso una informazione corretta e deve poter effettuare scelte consapevoli quando acquista un prodotto”, aggiunge ancora la parlamentare del PdL. La De Girolamo, vista “la diffidenza sugli Ogm e l’esistenza di prodotti agricoli transgenici, sebbene io ritenga essenziale proseguire nella ricerca” - afferma - , rivolge un appello al presidente della delegazione del Polo della Libertà al Parlamento Europeo, Mario Mauro, e al presidente della commissione Agricoltura del PE, Paolo De Castro, “affinché creino immediatamente le condizioni per porre mano ad una legge sull’etichettatura, essendo materia comunitaria e pertanto di esclusiva competenza del Parlamento Europeo”.

Adiconsum esprime preoccupazione per l’ok della U.E. alla coltivazione della patata ogm Amflora

Scritto da: redazione marzo - 2 - 2010 COMMENTI

adiconsum1Preoccupazione espressa dall’Adiconsum, Associazione Difesa Consumatori e Ambiente, nei confronti dell’autorizzazione concessa dall’Unione Europea all’inizio della coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora da parte del gruppo Basf, titolare del relativo brevetto. Nonostante la ditta produttrice rassicuri affermando che l’ortaggio non sarà destinato all’alimentazione umana, restano molti dubbi. La preoccupazione è data dal fatto che l’Ogm in questione è stato selezionato utilizzando come marcatore un gene, l’nptII, che conferisce la resistenza a due antibiotici minoglicosidici, la kanamicina e la neomicina, attivi contro molti batteri. I timori derivano dalla possibilità che la resistenza possa essere trasmessa all’uomo attraverso la catena alimentare: gli scarti della patata potrebbero essere assunti, attraverso i mangimi, dai batteri presenti nell’apparato digerente degli animali e poi, attraverso l’alimentazione, dalla flora batterica dell’intestino umano. Dal canto suo la Basf rassicura affermando che la patata non sarà mai destinata all’alimentazione umana e l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha invece sminuito il problema dichiarando che “kanamicina e neomicina hanno un uso limitato sia in medicina sia in veterinaria” e che “la probabilità che il gene nptII si trasferisca dalla pianta ai batteri è molto bassa”. Ma l’Adiconsum fa osservare che la possibilità del passaggio, per quanto bassa, non può essere esclusa; inoltre quello della resistenza agli antibiotici è un fenomeno serio, e la cautela è d’obbligo anche quando il rischio di propagarla sembra trascurabile. Per di più la direttiva 2001/18/Ce, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, vieta l’uso negli ogm di geni della resistenza usati come marcatori quando questi potrebbero avere effetti negativi per la salute umana. Per questi motivi l’Adiconsum accoglie con favore la pronta presa di posizione del ministro Zaia, che chiede la realizzazione di un fronte comune che raccolga tutti i Paesi contrari agli Ogm e più preoccupati per la sicurezza dei propri cittadini e dell’ambiente che per i guadagni delle multinazionali.

L’Asl di Benevento sospende il servizio di assistenza ai malati terminali. Quale futuro?

Scritto da: redazione febbraio - 16 - 2010 COMMENTI

aslbn1L’ex amministrazione dell’ A.S.L. di Benevento nel 2007, intraprese attraverso uno specifico progetto, avvalendosi di figure professionali esterne, un percorso assistenziale dedicato ai servizi domiciliari per i malati terminali, anticipando nei fatti quello che oggi è un tema predominante dibattuto in Parlamento ed è imminente l’approvazione, in tal senso, di una specifica Legge.
Bene, quest’assistenza, volta principalmente alla tutela della dignità del malato, da questo mese di febbraio è stata sospesa dall’attuale Amministrazione che intenderebbe erogare il servizio utilizzando solo risorse proprie interne. L’“Equipe Assistenza ai Malati Terminali” a questo punto si pone diversi interrogativi. Quali risorse interne saranno impegnate visto che la A.S.L. si è dovuta avvalere per 3 anni di figure esterne? Saranno conservati i livelli assistenziali raggiunti in anni di sacrificio ed organizzazione? Si terrà conto della dignità dell’ammalato che ha fin qui seguito un percorso terapeutico individualizzato? Una cosa è chiara ed evidente: “I cittadini dalla Sanità si aspettano SANITA’” e non sempre è possibile prescindere da chi materialmente la eroga.
Il Progetto ha garantito nei tre anni d’attività la migliore qualità di vita al malato terminale attraverso personale qualificato e preparato nelle Cure Palliative, tanto che il numero dei malati assistiti è sensibilmente aumentato nel tempo. Segno inconfutabile di quanto bene l’equipe esterna ha operato su tutto il territorio.
Si spera che il management della ASL, a complemento della decisione di rescindere il rapporto con persone, che hanno profuso ogni impegno su un aspetto sicuramente importante della vita di ogni uomo, possa porre in essere, davvero, le risorse idonee e soprattutto adeguate per continuare ad erogare l’Assistenza con gli stessi livelli. Si spera inoltre che tutta l’Amministrazione ASL si chieda davvero chi è il malato terminale. L’invito a una maggiore umanità intorno alla morte e ai morenti non è certo superfluo nel mondo in cui viviamo oggi. Le Cure Palliative rappresentano di fatti una nuova forma di umanità, affettività e autenticità.
Prescindendo dalla ricaduta occupazionale che purtroppo si abbatte sull’intera equipe speriamo che l’ipotizzato risparmio possa essere utilizzato davvero per i malati terminali. Essi non hanno colore politico.

Trasferimento da Cerreto a Sant’Agata: la Cgil-Fp richiede un tavolo di trattative per discutere del nuovo piano sanitario provinciale

Scritto da: redazione febbraio - 16 - 2010 COMMENTI

cgil1Una nota diramata ieri dalla Segretaria Provinciale della Cgil-Funzione Pubblica, a firma del segretario provinciale del sindacato Felice Zinno, richiedeva con forza la convocazione di tutte le parti sociali coinvolte per programmare modalità e tempi di trasferimento presso il nuovo presidio ospedaliero di Sant’Agata dé Goti. Nella nota si evidenzia la necessità di istituire un tavolo di trattative per evitare temporeggiamenti e perchè questa nuova impostazione del territorio provinciale sul piano sanitario venga analizzato a trecentosessanta gradi nel rispetto dei diritti dei lavoratori e nell’interesse dell’intera comunità

“Focus di Pediatria” dell’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2010 COMMENTI

fatebenefratelli1Presso la Sala Capitolare dell’Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” Fatebenefratelli di Benevento, si sono svolti i lavori della I giornata dei “Focus di Pediatria - Incontri monotematici mensili: dai sintomi alla diagnosi”, organizzata dalla U.O.C. di Pediatria Neonatologia UTIN, diretta dal dott. Gennaro Vetrano.
La Segreteria Scientifica composta dai dott.ri Giuseppe Furcolo, Maria Majorana e Flavio Quarantiello, pediatri dell’Ospedale cittadino, hanno inteso dare vita a undici incontri a cadenza mensile, per approfondire patologie rare e piuttosto rare, la cui diagnosi precoce può cambiare la prognosi o la storia naturale della malattia.
Gli organizzatori hanno voluto dare al corso un taglio prettamente operativo finalizzato a favorire un utile confronto tra gli iscritti e gli esperti della materia che interverranno.
Tutte le relazioni, precedute da casi clinici, verranno svolte seguendo un preciso schema espositivo in cui saranno messi in risalto i vari quadri di presentazione (clinico, ematochimico, ematologico e strumentale) e di diagnostica differenziale.
Sarà così raggiunto il fine di facilitare la diagnosi precoce prima di stabilizzare e inviare i piccoli pazienti ai centri di riferimento regionali.
L’obiettivo dei Focus, a cui sono iscritti 40 pediatri in rappresentanza delle diverse realtà territoriali ed ospedaliere della regione Campania, è quello di riuscire a realizzare una rete regionale che consenta una vera possibilità di comunicazione tra Centri di Riferimento e pediatri di periferia e dare una risposta concreta, corretta e rapida ai dubbi diagnostici che si incontrano nel lavoro di tutti i giorni.
Un ulteriore proposito della Segreteria Scientifica sarà quello di stilare, in collaborazione con gli esperti e con i partecipanti che vorranno aderire, una procedura diagnostico-terapeutica per ognuna delle patologie trattate.
Il tema trattato nel primo incontro è stato la “Linfoistiocitosi emofagocitica”.
Dopo il saluto del direttore sanitario dott.ssa Adriana Sorrentino e del direttore dell’U.O.C. di Pediatria Neonatologia e UTIN dott. Gennaro Vetrano sono stati presentati vari casi clinici di presentazione della patologia trattata.
Subito dopo si è svolta la relazione dell’esperto, la dott.ssa Carmen De Fusco del Dipartimento di Oncoematologia dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli.
Successivamente il dott. Raul Montemagno, U.O.C. di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Buon Consiglio dei Fatebenefratelli di Napoli, ha proiettato un interessante video sulla diagnosi prenatale mediante villocentesi.
Quindi è intervenuto il Prof. Silverio Perrotta del Dipartimento di Oncoematologia della Seconda Università degli Studi di Napoli esponendo le principali caratteristiche cliniche di presentazione che devono indirizzare il pediatra alla diagnosi di linfoistiocitosi ematofagica ed infine il dott. Gioacchino Scarano direttore dell’U.O.C. di Genetica Medica dell’A.O.R.N. “G. Rummo” di Benevento ha relazionato sulle possibilità offerte dalla genetica per l’idividuazione della patologia.
Al termine del primo incontro gli organizzatori sono stati molto gratificati dalle lusinghiere parole di apprezzamento che hanno ricevuto dai numerosi pediatri che hanno animato il Focus, testimoniando così la riuscita di questa nuova formula congressuale.
Oltre ai 40 pediatri iscritti ufficialmente, molti altri pediatri dalla Campania, della Puglia e del Lazio hanno partecipato quali uditori ai lavori dato l’interesse che ha suscitato il modulo scientifico proposto e l’argomento trattato.
Gli argomenti che saranno affrontati nei prossimi Focus saranno: Chetoacidosi diabetica (Prof. Dario Iafusco), Eritrocitosi e piastrinopenie (Prof. Silverio Perrotta), Sindrome uremico- emolitica (Prof. Carmine Pecoraro), Leucemie (Prof. Vincenzo Poggi), Tubercolosi (Prof. Giorgio Bartolozzi), Immunodeficienze (Prof. Claudio Pignata), Tumori solidi (Prof. Fiorina Casale e Prof. Roberta Migliorati), Leishmaniosi (Prof. Lucio Di Martino), Collagenopatie (Prof. Loredana Lepore).
E’ stato previsto un ulteriore incontro con la psicologa dott.ssa Giuseppina Colatruglio e il prof. Raffaele Sinno dell’Università di Bari per trattare il delicato tema “Le parole per dirlo: comunicare il dolore” e “L’etica nella comunicazione del dolore”.

Cerreto Sannita: assemblea dei sindaci del compresorio titerno-telesino per evitare il ridimensionamento dell’ospedale di Cerreto Sannita

Scritto da: redazione gennaio - 29 - 2010 COMMENTI

ospedalemariadellegraziecerretosannitaSi è tenuta di recente, a Cerreto Sannita, l’assemblea dei sindaci del comprensorio titerno-telesino in cui sono state avanzate proposte per evitare il ridimensionamento dell’ospedale “Maria delle Grazie” di Cerreto Sannita.
Tra i suggerimenti da sottoporre all’attenzione del commissario straordinario della sanità campana vengono menzionati: Pronto Soccorso attivo 24 ore con disponibilità di posti letto per ricoveri urgenti, attivazione ed adeguamento dell’eliporto, potenziamento della rete emergenza nella Valle del Titerno e Valle Telesina alta, ultimazione rampa di accesso Pronto Soccorso, adeguamento dell’attuale offerta di medicina specialistica, impiego dei medici di reparto per attività ambulatorie con risparmio di ore specialistiche, dislocazione di posti letto della clinica Maugeri preso l’ospedale di Cerreto per l’erogazione di prestazioni di riabilitazioni in Cardiologia, Ortopedia, Neurologia, Pneumologia.
Sono queste le proposte più importanti discusse nel corso dell’assemblea e si attende la risposta tra qualche settimana.

Professor Antonio Iavarone: guida scienziati che scoprono i due geni cruciali che scatenano l’aggressività del tumore del cervello.

Scritto da: redazione dicembre - 23 - 2009 COMMENTI

foto-iavaroneScoperte le ‘centraline di controllo’ di uno dei tumori del cervello più letali e devastanti, il glioblastoma multiforme. E il brillante risultato ancora una volta si deve a un gruppo di ricerca guidato dal professor Antonio Iavarone, scienziato sannita che lavora alla Columbia University di New York e direttore scientifico della Fondazione MIB (Mediterranean Institute of Biotechnologies). In particolare sono stati identificati due geni cruciali, C/EBP e Stat3, che determinano il comportamento aggressivo di questo tipo di tumori e la scoperta apre finalmente la strada alla possibilità di prevedere recidive e individuare future cure. Al risultato, pubblicato sul numero di domani della rivista Nature, ha contribuito anche la ricercatrice Maria Stella Carro, dell’Instituite for Cancer Genetics del Columbia University Medical Center, borsista di un programma di ricerche anticancro promosso nel 2005 dalla Provincia di Benevento, in particolare dall’allora presidente Carmine Nardone, e sostenuto dal Ministero del Lavoro, grazie all’impegno del sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, finalizzato ad acquisire esperienze scientifiche e conoscenze da trasferire al Mediterranean Institute of Biotechnologies (MIB). Un Polo di ricerca medica e oncologica che la Fondazione MIB (di cui il presidente è il dottor Carmine Nardone e il vicepresidente è il dottor Carlo Landolfi) intende promuovere nel capoluogo sannita. Altri due italiani, sempre ricercatori presso la Columbia University, sono fra i protagonisti di questa scoperta, Anna Lasorella, moglie del professor Iavarone, e Andrea Califano, coordinatore dell’analisi bioinformatica che ha permesso di comprendere che i due geni individuati non solo cooperano tra loro, ma attivano altri tre geni, che a loro volta mettono in movimento una rete di altri geni che scatena il comportamento aggressivo del glioblastoma multiforme. Prima di questo studio, non era chiaro perché il glioblastoma avesse un comportamento così aggressivo, questo tumore, infatti, è tra i più letali (è lo stesso che non ha dato scampo a Ted Kennedy) poiché invade il cervello producendo masse tumorali inoperabili e si riproduce rapidamente in altre zone del cervello.
“Adesso sappiamo che C/EBP e Stat3 sono le ‘centraline di controllo’ di questo tumore”, ha osservato il professor Iavarone che ha aggiunto: “Quando attivati simultaneamente, questi due geni lavorano insieme attivando centinaia di altri geni che conferiscono direttamente alle cellule tumorali elevata aggressività e invasività”. Parole di apprezzamento per il gruppo guidato da Iavarone sono giunte dal presidente della Fondazione MIB Carmine Nardone “mi complimento per i risultati ottenuti dal professor Iavarone, dalla dottoressa Lasorella e da tutti il gruppo di ricercatori coinvolti. I loro studi stanno aprendo molte speranze nella lotta a queste devastanti malattie”. Lo studio ha prima dimostrato che, sia nelle cellule sia negli animali, eliminando i due geni (che nel frattempo sono stati brevettati) si riduce la capacità delle cellule di formare i tumori. Poi si è andati a cercare i due geni nelle cellule tumorali dei pazienti con il glioblastoma e si è visto che questi rendono il tumore estremamente aggressivo e riducono la sopravvivenza. Per la prima volta così diventa possibile prevedere come si evolverà la malattia. Le implicazioni di questo studio potranno avere importanti ripercussioni sia sulla classificazione del rischio di recidiva per i pazienti affetti da glioblastoma multiforme, sia per le strategie terapeutiche future. “Ora – ha detto il professor Iavarone - stiamo lavorando all’individuazione delle molecole in grado di bloccare la funzione dei due geni, stiamo facendo uno screening di composti chimici per individuare quelli in grado di colpire le due proteine scoperte, ma è presto per parlare di farmaci”. I due geni sono stati scoperti attraverso un nuovo approccio di biologia dei sistemi. Come spiega una nota della Columbia University: per capire il problema risolto da questo studio, si possono immaginare i ricercatori in modo analogo a degli ingegneri urbanisti che cercano di ridurre la congestione del traffico senza una mappa precisa delle strade coinvolte dal blocco. Tali sforzi rimarranno sempre infruttuosi fino a che non sarà disponibile una mappa dettagliata della città. Grazie al progetto-genoma, che ha fornito ai biologi una lista completa di nuovi geni, tutti quelli che esistono all’interno della cellula umana, i ricercatori della Columbia sono stati in grado di assemblare innanzitutto il circuito molecolare nelle cellule di glioblastoma e poi hanno dimostrato sperimentalmente la validità scientifica. Si è trattato di un percorso estremamente complesso e innovativo che ha utilizzato numerosi nuovi approcci presi in prestito per la prima volta da settori apparentemente molto distanti dalla biologia come la teoria informatica e la biologia computazionale. “Il fatto di avere a disposizione per la prima volta una tale mappa dettagliata dei network che operano nelle cellule di glioblastoma umano ci ha consentito di porci domande precise ma senza alcuna scelta preventiva per questo o quel gene e che ci hanno consentito di scoprire proprio quei geni responsabili delle caratteristiche più maligne di questi tumori” ha detto il professor Iavarone. Ed è stata proprio questa mappa, assemblata dal gruppo di ricercatori coordinato da Califano, che ha consentito l’identificazione delle due “centraline di controllo” della malignità dei tumori al cervello. Il lavoro sperimentale successivamente realizzato dal gruppo di ricercatori coordinato dal professor Iavarone in cellule di glioblastoma umano e inanimali da laboratorio ha confermato l’accuratezza del circuito molecolare e l’importanza dei due geni principali. “L’identificazione di C/EBP e Stat3 come “centraline di controllo” della malignità del glioblastoma – ha spiegato il professor Iavarone - ci ha colto di sorpresa in quanto nessuno avrebbe mai potuto prevedere che questi geni funzionassero insieme nei tumori al cervello”. Ed infatti, se avessero usato soltanto gli approcci biologici tradizionali, i ricercatori non avrebbero mai potuto ricostruire il ruolo così importante che essi hanno nel glioblastoma umano. Da un punto di vista terapeutico, questo risultato implica che finalmente Andrea Califano e Antonio Iavarone non dovranno più sprecare anni a cercare farmaci diretti contro attori di poco conto che operano nei tumori cerebrali ma potranno indirizzare tutti i loro sforzi per aggredire le “centraline di controllo” del tumore. Il fatto che tale approccio sperimentale sia ora possibile è destinato a cambiare profondamente il modo in cui i ricercatori studiano i tumori e la maggior parte delle malattie umane. Il professor Iavarone ha spiegato che sarebbe stato difficile identificare C/EBP e Stat3, come i controllori principali di centinaia di altri geni che direttamente conferiscono alle cellule tumorali elevata aggressività, senza gli strumenti bioinformatici sviluppati dal gruppo di Califano. “Utilizzando dati provenienti da glioblastomi analizzati in numerosi centri americani, queste metodologie hanno portato alla costruzione una mappa di interazioni geniche che ci ha suggerito una ipotesi biologica. Ci siamo chiesti se fosse possibile che l’attività di un vasto gruppo di geni che concorrono a determinare caratteristiche cellulari specifiche, come la capacità di invasione, di formare nuovi vasi etc, fosse sostenuta da pochissimi fattori che cooperano nel mantenere queste funzioni. Questa ipotesi aveva delle implicazioni molto importanti poiché si intuisce facilmente che se si riesce ad individuare le colonne portanti il compito di minare un’intera costruzione può diventare meno arduo”.

Legge Regionale sull’Unità di Senologia. Ascierto Della Ratta: “L’attuale deve essere ancora migliorata”

Scritto da: redazione dicembre - 17 - 2009 COMMENTI

marioasciertoLa legge regionale – n. 20/2005 - sull’istituzione Unità di Senologia - Breast Unit rappresenta uno dei pochi casi di un provvedimento legislativo votato all’unanimità dall’intero Consiglio Regionale, segno tangibile della sensibilità esistente in Campania nei confronti di una malattia che purtroppo colpisce tantissime donne.
“Eppure, ironia della sorte dopo quattro anni la giunta Bassolino non ha fatto nulla per dare piena attuazione ad un provvedimento che potenzialmente potrebbe salvare molte vite umane. Dare attuazione a questa legge con piccole ma intelligenti modifiche, suggerite da insigni medici, dovrà essere una delle priorità del nuovo governo della regione Campania”.
E’ questo il commento del consigliere regionale Mario Ascierto Della Ratta interventio al convegno-dibattito, organizzato nei giorni scorsi dal Forum Giovani a San Leucio del Sannio, in provincia di Benevento, sul tema “Il carcinoma della mammella”. All’incontro hanno partecipato tra gli altri, i medici Carlo Iannace, Giovanni Ianiello, Giancarlo Pepicelli, affiancati dalle testimonianze di Morena Marilena, Emilia Fioriello, Angela Montone.
“Il carcinoma alla mammella va combattuto – ha continuato il consigliere regionale Ascierto Della Ratta – con la prevenzione, la ricerca e tanto volontariato – informativo, soprattutto in quelle aree che fino ad ora sono state emarginate da qualsiasi intervento”. La legge regionale approvata nel 2005 prevedeva l’istituzione in ogni singola provinciale delle Brest Unit ed oggi a distanza di quattro anni, fatta eccezione per Avellino, nessuna delle altre provincie ha attivato questo fondamentale presidio sanitario.
“L’impegno della classe politica è quello di dare le risposte immediate a queste problematiche - ha concluso Ascierto Della Ratta – con una sanità vicina alle persone, una sanità qualificata e meritocratica che non segua logiche partitiche, poiché troppe volte, soprattutto nelle aree interne del Sannio, abbiamo scontato i danni di una politica sanitaria clientelare. Per queste ragioni, ho presentato nella prossima finanziaria, un articolo aggiuntivo alla Legge 20/2005 con l’obiettivo di migliorarla e di eliminare quelle lacune evidenziata dalla mancata attuazione”.

Influenza A: Cosa c’è di vero…secondo me!!

Scritto da: redazione dicembre - 1 - 2009 COMMENTI

influenzaqIn queste ultime settimane abbiamo avuto un’pò tutti la sensazione di subire l’eccessivo martellamento dei mass media, che come un quotidiano bollettino di guerra ha ingenerato nella popolazione generale, e nelle famiglie con bambini in particolare, una psicosi collettiva, che he determinato non pochi problemi a caloro i quali è demandata l’assistenza e l’organizzazione sanitaria. La conseguente dissonanza cognitiva, favorita da contraddizioni ministeriali, nonchè da divergenti opinioni espresse a vario livello da medici sugli aspetti preventivi e terapeutici ha portato ad uno stato di confusione e di allarmismo direi quasi esagerato.
Quello che oggi sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale A/H1N1, è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. La bassa mortalità, ossia quanti morti rispetto ai casi, riscontrata finora nei paesi dove il virus è già circolato ampiamente (dello 0,3% in Europa e 0,4% negli USA) potrebbe essere ancora inferiore perchè facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause presenti e non solo al virus. Inoltre, i sintomi della nuova influenza sono assai generici (febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari, malessere generale, vomito, diarrea) e, come quelli dell’influenza stagionale, possono essere causati da molti altri virus o batteri. Questo è uno dei motivi per cui il “fenomeno influenzale” nel suo complesso viene generalmente sovrastimato.
Allora se la realtà dei fatti è questa, perchè se ne continua a parlare e soprattutto se ne parla con estremo timore, prevedendo una pandemia che finora non c’è stata affatto?
Chiariamoci, innanzitutto, su cosa significhi lettaralmente il termine pandemia: si tratta di una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classifica le pandemie in 6 fasi: le fasi da 1 a 3 sono caratterizzate da una diffusione prevalente tra gli animali con pochi esseri umani contagiati dagli animali stessi; la fase 4 dalla trasmissione da un essere umano all’altro; le fasi 5 e 6 sono quelle di massima allerta, perchè la trasmissione interumana è capace di dare gravi malattie ad elevata mortalità e con rapida diffusione.
A questo punto una serie di eventi ha determinato la crescita esponenziale dell’allarmismo che ha travolto governi, media ed opinione pubblica. Erano 4 anni che l’OMS si stata preparando ad una pandemia, e i funzionari governativi hanno risposto all’influenza “SUINA” come se si trovassero di fronte al peggior scenario possibile, investendo somme molto ingenti. Pur di dichiarare “fase 6 pandemica”, l’OMS ha rimosso dalla definizione di pandemia la dicitura “focolaio che causa enorme numero di morti e malattie” senza spiegarne il motivo. Probabilmente c’è stata anche una sovrastima di diagnosi, legata al fatto che, per ridurre il carico di lavoro dei laboratori , molti casi sono stati diagnosticati con test rapidi usati per la diagnosi di altri tipi di influenza. Dopo il 27 Aprile (data in cui l’OMS ha alzato il livello di allerta) sono salite vertiginosamente le diagnosi di nuova influenza.
Una parte l’hanno avuta anche naturalmente i media : la paura fa vendere più giornali e attrae i telespettatori sui telegiornati. Le notizie sull’inflenza A sono state, secondo un recente sondaggio, le più lette e le più ascoltate; non è passato giorno che un telegiornale non aprisse con la notizia di nuovi morti CAUSATI dall’influenza, salvo poi rilevare la cosa di sicuro più significativa e cioè che si trattava di persone affette da gravissime patologie di base.
Poi c’è lo zampino degli addetti ai lavori. Qualche tempo fa, un collega pediatra, intervistato da un telegiornale a proposito di chiudere le scuole per evitare il diffondersi della pandemia, eveva dichiarato testualmente: “se l’OMS ha inteso introdurre anche questa misura (la chiusura delle scuole), io credo che le autorità politiche e governative debbano prenderla in seria considerazione e quindi esprimersi con la massima cautela”. Questa oscura frase venne immediatamente interpretata come un invito da parte dei pediatri a rimandare l’apertura delle scuole. Il giorno dopo l’invito venne smentito ma ormai la frittata era fatta e si era già gettata benzina sul fuoco. Lo stesso Viceministro della Salute Fazio, la sera del 2 Settembre, al termine della riunione dell’Unità di crisi convocata per fronteggiare “il grave pericolo dell’influenza suina” parlava di un eventuale chiusura mirata delle scuole in caso di insorgenza di almeno tre casi contemporanemante in una scuola o in una classe. Ulteriore panico…
Peccato che questa influenza non si distinge facilmente da altre forme influenzali che hanno iniziato a diffondersi nelle scuole (soprattutto materne ed elementari) fin dai primi giorni della riapertura. E così per individuare questi famosi tre casi avremmo due sole possibilità. Dotare tutti i pediatri di un test valido per la diagnosi di influenza A e questo è impossibile anche perchè la diagnosi precisa del virus responsabile di una sindrome influenzale non è indispensabile ai fini terapeutici a meno che il bambino non presenti eventuali complicanze e non necessiti per questo di ricovero ospedaliero . Oppure fare una”diagnosi clinica” considerando influenza A tutti i casi con febbre superiore a X, tosse, malessere, ecc..il che vuol dire che bisognerebbe chiudere le scuole da subito per poi riaprirle chissà quando, visto che non capiterà mai un momento dell’anno in cui in una scuola non ci siano almeno tre bambini con questi sintomi.
Naturalmente in tutto questo caos c’è anche lo zampino dell’industria farmeceutica che in tutto il mondo si è mobilitata nella produzione di vaccini e farmaci antivirali. Vaccini che una buona parte della popolazione non ha eseguito nonostante una campagna di allarmismo esagerato nei confronti dell’HIN1, perchè poi contemporaneamente si è diffuso il terrore circa effetti collaterali “pericolosissimi” provacati dal vaccino stesso.
E così, in questa confusione totale, siamo qui, in mezzo al guado, e la palla di cristallo che poi si puo chiamare anche semplicemente “ buon senso” ci dice di stare tranquilli e perciò sono pronta a scommettere contro tutti i profeti di queste ultime settimane: sarà come la SARS e l’aviaria. La pandemia è solo un pandemonio scatenato dai media!!!

Dott. ssa Maria Giovanna Limongelli (Dirigente Medico U.O.C. Pediatria/Neonatologia/UTIN Ospedale Fatebenefratelli Benevento)

“Lo sviluppo del sistema sanitario nazionale tra etica e norma”. Convegno martedì 24

Scritto da: redazione novembre - 23 - 2009 COMMENTI

biblioteca_beneventoLa Provincia Religiosa di San Pietro dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio e la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, organizzano per martedì 24 Novembre, alle ore 8.30, presso la Biblioteca Provinciale al Corso Garibaldi, il Convegno “Medicina e Sanità Pubblica”.
Tema dell’VIII edizione sarà “Lo sviluppo del sistema sanitario nazionale tra etica e norma”.
“L’obiettivo del convegno – ha dichiarato il Direttore Sanitario del Fatebenefratelli Adriana Sorrentino responsabile dell’iniziativa – è quello di sensibilizzare tutti gli operatori sanitari, sul “rischio puro” in ambito sanitario, che non è correlato alla complessità del sistema produttivo ma dipende dal concatenarsi di situazioni che favoriscono l’insorgenza di un evento avverso. Questo tipo di rischio non è prevedibile né quantificabile”.
Dopo i saluti delle Autorità, Fra Angelico Bellino, Superiore FBF Bn, Fra Gerardo D’Auria, Direttore Generale Provincia Religiosa di San Pietro FBF Roma, Giuseppe Maddalena, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, Aniello Cimatile, Presidente Provincia Benevento, Vincenzo Lucani, Presidente Ordine Medici Benevento, Giovanni Carozza, responsabile Area Amministrativa FBF Benevento, Roberto Tomaciello, membro segreteria nazionale ANMIRS, seguiranno tre sessioni di lavoro.
La prima, moderata dai dottori Lanzetta e Rosato, avrà quale tema “Evoluzione del sistema sanitario nazionale. Dall’istituzione al federalismo”.
La seconda, in programma alle ore 11.30, sarà moderata dal Prof. Ricci e dal dott. Pilla, e si occuperà di “Contenziosi e responsabilita’ degli operatori”.
Infine, la terza ed ultima sessione pomeridiana (ore 14.30), moderata dai Prof.ri Sciaudone e Lama, riguarderà il tema “Innovazione nella sicurezza sul lavoro ai sensi del Dlgs 106/09”.

Influenza A-H1N1, vertice a Palazzo Mosti. Pepe: “Fenomeno sotto controllo“

Scritto da: redazione novembre - 11 - 2009 COMMENTI

 

influenzaQuesta mattina a Palazzo Mosti si è tenuto un vertice, convocato dal Sindaco Fausto Pepe, per fare il punto sulla situazione in città relativamente al virus A-H1N1. All’incontro hanno partecipato l’Assessore all’Istruzione, Luigi Ionico, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Pietro Esposito, il direttore sanitario dell’Asl Bn1, Tommaso Zerella, la responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’ASL Bn1, Annarita Citarella, e i dirigenti scolastici delle strutture cittadine.

Nel corso della riunione sono stati illustrati i dati relativi alle assenze che si sono registrate nelle scuole (non particolarmente allarmanti), le azioni di profilassi e prevenzione adottate dall’Asl Bn1 e il numero dei casi di influenza A-H1N1 ufficialmente accertati, e cioè 8, oltre ad un caso sospetto verificatosi nelle ultime ore in valle Telesina si è in attesa della conferma ufficiale.
“Questa riunione – ha spiegato il Sindaco Fausto Pepe in avvio – testimonia la grande attenzione con cui stiamo affrontando il problema dell’influenza. Proprio alla luce dei dati fornitici dall’Asl e dal Provveditorato agli Studi – ha proseguito – possiamo rassicurare le famiglie ed evitare di ingenerare pericolose psicosi. Il fenomeno è assolutamente sotto controllo e non desta, quindi, particolari preoccupazioni”.

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Posizione condivisa dall’assessore all’Istruzione, Luigi Ionico, che ha aggiunto: “Al momento non c’è assolutamente da allarmarsi. La vaccinazione resta l’unico metodo per circoscrivere il diffondersi del virus”. Di qui l’invito a vaccinarsi, secondo il calendario stabilito dall’Asl.
Al termine il Sindaco Fausto Pepe ha così riassunto le risultanze della discussione: “Sostanzialmente sono tre i punti emersi da questa riunione. Innanzitutto rassicuriamo e rassicuriamoci. Poi occorre proseguire il monitoraggio delle assenze con l’invio dei dati da parte delle scuole al Provveditorato ogni sabato. Ed, infine, - ha concluso Pepe - occorre accelerare i tempi per la vaccinazione dei docenti, con la precedenza per quelli delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie”.

Sclerosi Laterale Amiotrofica: testimonianze, cure e ricerca

Scritto da: redazione novembre - 2 - 2009 COMMENTI

sclerosi_multipla

La SLA, Sclerosi laterale amiotrofica, è una malattia neurologica devastante che colpisce inesorabilmente l’apparato motorio portando rapidamente i pazienti ad invalidità con esito drammatico. Il 23 Ottobre, l’IRCCS Neuromed, l’Associazione Malattie Rare-Palmina Giannini e la Fondazione Neuromed si uniranno per mostrare quanto sia importante una collaborazione tra scienza ed umanità soprattutto quando si tratta di patologie che colpiscono interamente l’individuo e la sua sfera familiare. La SLA, avanza negli individui colpiti in modo progressivo, facendoli vivere, nello stato finale, una vita priva di movimenti, togliendo loro la capacità di auto-alimentarsi, di comunicare ed infine di respirare. Non è coinvolto, in questo dramma, solo il soggetto in prima persona ma anche i suoi familiari che si trovano a dover gestire una malattia di cui ancora oggi non si conosce una cura. L’unica speranza è rappresentata dalla ricerca e pertanto l’informazione sui progressi scientifici riveste un ruolo fondamentale.
Per conoscere tale patologia intervistiamo il Prof. Francesco Fornai dell’Anatomia umana dell’Università di Pisa e Responsabile del laboratorio di Neurologia dei disturbi del movimento dell’IRCCS Neuromed. “La SLA colpisce i motoneuroni ovvero le cellule nervose che regolano il movimento. Conduce ad esiti gravissimi, come ad esempio l’arresto respiratorio. Generalmente tale patologia - afferma il Prof. Francesco Fornai - interessa persone adulte di età compresa fra i 40 e i 70 anni, non esiste ancora una terapia capace di guarirla”.
Riguardo le nuove prospettive della ricerca sulla SLA, lo studio del Prof. Fornai su tale patologia, è segnalato tra le 100 migliori scoperte scientifiche dello scorso anno, come rivelato dalla rivista americana “Discovery magazine”.
La ricerca condotta al Neuromed presso il laboratorio di Neurobiologia dei Disturbi del Movimento/Neurologia Clinica dell’IRCCS Neuromed e presso l’Anatomia umana dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’IRCCS Santa Lucia e l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, ha messo in luce aspetti estremamente significativi sulla patogenesi della SLA, segnalando nuove prospettive terapeutiche basate su specifici bersagli cellulari. Infatti lo studio di base è stato traslato in uno studio pilota in collaborazione con il Prof. Stefano Ruggieri.
Questo studio ha utilizzato i Sali di Litio, un farmaco noto da decenni e quindi ben noto ma la cui utilizzazione era ridotta solo ai disturbi dell’umore (depressione e manie), in un gruppo ristretto di pazienti con risultati incoraggianti. I dati più recenti hanno dimostrato come i sali di litio possiedono uno spiccato effetto protettivo nei confronti dei neuroni aprendo quindi nuovi studi terapeutici. I risultati dell’esperimento hanno dato impulso in tutto il mondo a nuove ricerche per valutare, in trial clinici controllati con placebo, l’efficacia del litio.

Ilaria Pucci

Influenza A: l’Asl distribuisce il vaccino ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri

Scritto da: redazione novembre - 2 - 2009 COMMENTI

aslbn1“Presso la sede dell’Asl Bn1 si sta completando la vaccinazione degli operatori sanitari ed è iniziata la distribuzione del vaccino ai Medici di Medicina Generale ed ai Pediatri di Libera Scelta, per la somministrazione ai soggetti a rischio per gravi patologie”.
Lo rende noto il Direttore Sanitario dell’Asl Bn1, Tommaso Zerella, in seguito all’incontro convocato oggi a Napoli dall’Assessore regionale alla Sanità, con tutti i Direttori Generali delle Asl campane ed i Presidenti degli Ordini dei Medici, per concordare ulteriori modalità organizzative della campagna vaccinale contro il virus pandemico dell’influenza A.
“L’assessore regionale – ha dichiarato Zerella – ha chiesto ai Presidenti degli Ordini professionali la massima collaborazione degli iscritti a questa campagna vaccinale, al fine di evitare che i soggetti a rischio possano avere difficoltà ad accedere alla somministrazione del vaccino. A tal proposito la grande maggioranza dei Medici di Medicina Generale ha dato la propria disponibilità ad effettuare direttamente la vaccinazione presso i propri studi o, in alternativa, a fornire gli elenchi dei pazienti candidati alla vaccinazione presso la Asl”.
“E’ stato inoltre assicurato da parte dell’Assessore regionale alla Sanità – ha concluso Zerella – l’invio alle Asl di un ulteriore quantitativo di vaccini per coprire i fabbisogni”.

Benevento. Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale del “Rummo” sbarca su Rai1

Scritto da: redazione ottobre - 28 - 2009 COMMENTI

ospedale-rummoDomani, alle ore 14,00, su Rai Uno, nella trasmissione presentata da Caterina Balivo, “Festa Italiana”, andrà in onda un servizio registrato presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale, dell’Azienda Ospedaliera “Rummo”, diretto dal dott. Luigi Orfeo. Il servizio è incentrato sulla vicenda di un bambino, proveniente dal Molise, ospedalizzato da circa un anno che a causa di una rara malattia avrebbe necessità di assistenza domiciliare integrata.

In Campania la percentuale più alta d’Italia dei bambini obesi

Scritto da: redazione ottobre - 27 - 2009 COMMENTI

bambiniobesiRecord amaro( anche se in questo caso la parola appare stonata) per la Campania: secondo quanto afferma Coldiretti, infatti, alla nostra regione spetta il poco invidiabile primato della percentuale più alta d’ Italia dei bambini obesi. Il 12,3 per cento dei bambini infatti è obeso. Non va meglio per quanto riguarda i soprappeso con una percentuale che è del 23,6 per cento. La causa, osserva Coldiretti, è da ricercarsi soprattutto nelle cattive abitudini alimentari, con un eccessivo uso e abuso di merendine, cibi grassi e fritture. L’indagine, svolta dall’ Istituto Superiore di Sanità, è stata condotta su bambini con un’età compresa tra i 6 e gli 11 anni. “In Italia ( e dunque anche in Campania) un bambino su quattro- comunica Coldiretti- non mangia né frutta né verdura almeno una volta al giorno e per questo occorre intervenire con una maggiore attenzione ai menu in casa e a scuola “.

Giornata mondiale della psoriasi 2009. Domani a Benevento gazebi informativi

Scritto da: redazione ottobre - 24 - 2009 1 COMMENTI

adipsoE’ iniziata oggi l’edizione 2009 della Giornata Mondiale della Psoriasi, la campagna destinata a migliorare l’informazione su questa patologia della pelle che colpisce circa 150 milioni di persone al mondo e 3 milioni di italiani.
Oggi e domani, Sabato 24 e domenica 25 ottobre verranno allestiti nelle piazze di oltre 40 città italiane gazebo dell’ADIPSO - Associazione per la Difesa degli Psoriasici - dove dermatologi e volontari dell’associazione saranno a disposizione per sensibilizzare e informare la popolazione sulla psoriasi, malattia della pelle dal grande impatto sociale che, sebbene non contagiosa, crea ancora forti pregiudizi.
In Campania, il gazebo sarà a Salerno in Piazza San Francesco e, solo sabato 24, a Benevento in Piazza Risorgimento.
La campagna informativa sulla psoriasi proseguirà con il nuovo progetto “ADIPSO STUDENTI” che prevede l’organizzazione di manifestazioni presso le università delle principali città italiane. A novembre, in questi atenei si effettueranno visite gratuite agli studenti con distribuzione di materiale informativo e verranno raccolti questionari conoscitivi sulla psoriasi. La Survey promossa dall’A.DI.PSO ha recentemente pubblicato sullo European Journal of Dermatology, uno studio che  ha approfondito l’importante tematica delle comorbidità, ossia le malattie croniche che spesso sono associate alla psoriasi: in particolare è stata analizzata la relazione esistente tra caratteristiche socio-demografiche, vizio del fumo e consumi di alcool nei pazienti psoriasici e patologie quali l’ipertensione, il diabete e l’obesità. Dai risultati della Survey, è emerso che la frequenza di queste malattie nei pazienti psoriasici è pari al 12,9% per ipertensione, al 10,3% per obesità e al 7,1% per diabete di tipo 2.
L’ipertensione è risultata più alta nei maschi (15,5%) che nelle femmine (9,6%) e l’incidenza maggiore si riscontra nella fascia di età maschile over 40 anni; inoltre, in quei pazienti psoriasici che fumano più di 15 sigarette e bevono più di 2 bicchieri di vino al giorno si assiste ad un aumento del rischio di ipertensione
L’obesità negli psoriasici, invece, riguarda maggiormente le donne (12,3%) rispetto agli uomini (8,3), con il periodo più a rischio che si attesta nella fascia di età 40-59 anni; anche i pazienti che vivono in aree estremamente urbane hanno un rischio più alto di diventare obesi, così come coloro che bevono abitualmente più di 1 drink alcoolico al giorno.
Infine, il rischio di comparsa del diabete è risultato maggiore per i pazienti con psoriasi che vivono in zone urbane ed estremamente urbane, rischio che aumenta con l’avanzare dell’età ed è più alto per chi beve 1 drink alcoolico al giorno.
La ricerca sulla psoriasi è in continua evoluzione sia dal punto di vista farmacologico, con l’individuazione di terapie sempre più efficaci, sia nello studio sulle cause genetiche che possono favorirne l’insorgenza.

Benevento, tecnologia e nuovi test per i malati reumatici

Scritto da: redazione ottobre - 23 - 2009 COMMENTI

rummo2Prendono il via le “6e giornate reumatologiche sannite”, due giornate di studio e dibattito interamente dedicate alle malattie reumatiche, una costellazione di oltre 200 patologie le più note delle quali sono artrosi e artrite reumatoide.
Si stima che in Italia a soffrire di patologie reumatiche sia circa il 10% della popolazione, con una diffusione abbastanza omogenea da Nord a Sud, il che ci porta a dire che in Campania i malati sono circa 600 mila e nella provincia di Benevento sono 30 mila.

Iniziate nel 1987 e organizzate dalla Divisione di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera G. Rummo di Benevento, le Giornate Reumatologiche si svolgono con cadenza triennale. Sono dirette all’aggiornamento professionale dei reumatologi del territorio e dell’ospedale, nonché all’incontro con gli altri specialisti di confine dell’apparato locomotore e dei tessuti connettivi e con i medici di medicina generale.

Nel corso del convegno, in cui si parlerà anche di spondilite, osteoporosi e artrite reumatoide, particolare attenzione sarà dedicata alla sindrome del dolore diffuso, un’insieme di patologie la più diffusa delle quali è la fibromialgia. Queste patologia, che interessa circa 1,3 milioni di italiani, colpisce soprattutto le donne (quattro volte su cinque) e il sintomo principale è proprio il dolore cronico.

E’ importante che la fibromialgia venga diagnosticata correttamente, dal momento che gli esami tradizionali risultano sempre nella norma e non riescono ad individuarla. Per favorire la diagnosi precoce della fibromialgia, al centro di Benevento è stato messo a punto un test per l’autodiagnosi del paziente con fibromialgia cui è stato dato il nome di “Test di Benevento”. Se il paziente sospetta di avere la fibromialgia si potrà subito rivolgere al medico di famiglia e iniziare un percorso di diagnosi e, eventualmente, di cura.

«Abbiamo pensato di promuovere questo convegno multidisciplinare –ha dichiarato il Dott. Stefano Stisi che dirige il centro di Reumatologia di Benevento- per favorire un confronto e uno scambio di conoscenze tra il medico di famiglia e gli specialisti che curano i malati reumatici, a partire dai reumatologi. Ogni anno nel nostro centro effettuiamo circa 4000 visite ambulatoriali suddivisi in 7 ambulatori e quasi 400 sono i pazienti ricoverati in degenza ordinaria. Il numero di malati della nostra provincia è però molto superiore ed è importante un buon coordinamento con la medicina del territorio affinché solo i malati più gravi arrivino in ospedale. Gli altri possono essere seguiti bene anche senza doverli ricoverare, purché si lavori in team con gli specialisti del territorio, cosa che abbiamo già iniziato a fare».

Per favorire una migliore integrazione tra medicina del territorio e medicina, da circa 6 mesi è operativo un sistema per la prenotazione automatica delle viste per le osteoporosi complicate, sclerosi sistemica, farmaci biologici e fibromialgia. Una ventina di specialisti ambulatoriali di reumatologia della provincia di Benevento, accreditati con l’Ospedale “G. Rummo” di Benevento, possono prenotare alcune visite ambulatoriali da effettuarsi presso il centro ospedaliero di Benevento. La prenotazione viene effettuata direttamente dal computer del medico e in presenza del paziente.
Già operativo da alcuni mesi, il servizio è risultato in grado di migliorare l’assistenza e ridurre i tempi di attesa e i disagi per i pazienti e i loro famigliari.

Al via la VI edizione delle Giornate Reumatologiche Sannite

Scritto da: redazione ottobre - 21 - 2009 COMMENTI

rummoUna due giorni dedicata alle novità in tema di diagnosi, cura e trattamento delle malattie reumatiche. Un fitto programma che vede protagonista una nuova proposta di classificazione delle Sindromi diffuse dolorose croniche, presso l’Hotel Traiano, nei giorni 23 e 24 ottobre, in occasione della VI edizione delle “Giornate Reumatologiche Sannite”. L’incontro rivolto a Medici di base e Specialisti in Reumatologia, Ortopedia, Medicina Interna e Fisiatria, è organizzato dalla Divisione di Reumatologia dell’ Azienda Ospedaliera G. Rummo di Benevento, con la direzione del Dott. Stefano Stisi. Le novità allettanti saranno in primis il nuovo sistema elettronico per la prenotazione delle visite ambulatoriali in reumatologia, attivato nella Provincia di Benevento, un servizio già operativo da alcuni mesi, in grado di migliorare finalmente l’assistenza, riducendo i tempi di attesa per i pazienti e i loro famigliari. In secondo luogo sarà possibile assistere alla presentazione, in anteprima nazionale, del “Test di Benevento”, un questionario rivolto al paziente per facilitare la diagnosi precoce della Fibromialgia, una patologia di estrema diffusione ma ancora poco conosciuta e mal diagnosticata.
Ad affiancare i beneventani Stefano Stisi, Antonio Gallo, Salvatore Bellissimo, Maria Grazia Ferrucci,Carlo Venditti, relatori provenienti da tutta Italia dal nome illustre quale Laura Amodeo e Vittorio Modena (Torino), Roberto Casale (Montescano, PV), Oriana Casilli (Brindisi), Marco Cazzola (Saronno, VA), Alessandro Ciocci (Roma), Angelo De Cata (S. Giovanni Rotondo, FG), Luigi Di Matteo (Pescara), Liana Evangelista (Campobasso), Francesco La Palombara, Mario Gallo e Angelo Spanò (Napoli), CiroManzo (Castellamare di Stabia, NA),Roberto Gorla (Brescia), AntonioMarsico (Taranto), RobertoMurgia (Cagliari), Raffaele Numo (Bari), Pier Carlo Sarzi-Puttini (Milano).
Gli orari del Convegno sono il giorno 23 Ottobre: ore 10,30-18 e il giorno 24 Ottobre: ore 8.30-13.

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