In queste ultime settimane abbiamo avuto un’pò tutti la sensazione di subire l’eccessivo martellamento dei mass media, che come un quotidiano bollettino di guerra ha ingenerato nella popolazione generale, e nelle famiglie con bambini in particolare, una psicosi collettiva, che he determinato non pochi problemi a caloro i quali è demandata l’assistenza e l’organizzazione sanitaria. La conseguente dissonanza cognitiva, favorita da contraddizioni ministeriali, nonchè da divergenti opinioni espresse a vario livello da medici sugli aspetti preventivi e terapeutici ha portato ad uno stato di confusione e di allarmismo direi quasi esagerato.
Quello che oggi sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale A/H1N1, è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. La bassa mortalità, ossia quanti morti rispetto ai casi, riscontrata finora nei paesi dove il virus è già circolato ampiamente (dello 0,3% in Europa e 0,4% negli USA) potrebbe essere ancora inferiore perchè facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause presenti e non solo al virus. Inoltre, i sintomi della nuova influenza sono assai generici (febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari, malessere generale, vomito, diarrea) e, come quelli dell’influenza stagionale, possono essere causati da molti altri virus o batteri. Questo è uno dei motivi per cui il “fenomeno influenzale” nel suo complesso viene generalmente sovrastimato.
Allora se la realtà dei fatti è questa, perchè se ne continua a parlare e soprattutto se ne parla con estremo timore, prevedendo una pandemia che finora non c’è stata affatto?
Chiariamoci, innanzitutto, su cosa significhi lettaralmente il termine pandemia: si tratta di una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classifica le pandemie in 6 fasi: le fasi da 1 a 3 sono caratterizzate da una diffusione prevalente tra gli animali con pochi esseri umani contagiati dagli animali stessi; la fase 4 dalla trasmissione da un essere umano all’altro; le fasi 5 e 6 sono quelle di massima allerta, perchè la trasmissione interumana è capace di dare gravi malattie ad elevata mortalità e con rapida diffusione.
A questo punto una serie di eventi ha determinato la crescita esponenziale dell’allarmismo che ha travolto governi, media ed opinione pubblica. Erano 4 anni che l’OMS si stata preparando ad una pandemia, e i funzionari governativi hanno risposto all’influenza “SUINA” come se si trovassero di fronte al peggior scenario possibile, investendo somme molto ingenti. Pur di dichiarare “fase 6 pandemica”, l’OMS ha rimosso dalla definizione di pandemia la dicitura “focolaio che causa enorme numero di morti e malattie” senza spiegarne il motivo. Probabilmente c’è stata anche una sovrastima di diagnosi, legata al fatto che, per ridurre il carico di lavoro dei laboratori , molti casi sono stati diagnosticati con test rapidi usati per la diagnosi di altri tipi di influenza. Dopo il 27 Aprile (data in cui l’OMS ha alzato il livello di allerta) sono salite vertiginosamente le diagnosi di nuova influenza.
Una parte l’hanno avuta anche naturalmente i media : la paura fa vendere più giornali e attrae i telespettatori sui telegiornati. Le notizie sull’inflenza A sono state, secondo un recente sondaggio, le più lette e le più ascoltate; non è passato giorno che un telegiornale non aprisse con la notizia di nuovi morti CAUSATI dall’influenza, salvo poi rilevare la cosa di sicuro più significativa e cioè che si trattava di persone affette da gravissime patologie di base.
Poi c’è lo zampino degli addetti ai lavori. Qualche tempo fa, un collega pediatra, intervistato da un telegiornale a proposito di chiudere le scuole per evitare il diffondersi della pandemia, eveva dichiarato testualmente: “se l’OMS ha inteso introdurre anche questa misura (la chiusura delle scuole), io credo che le autorità politiche e governative debbano prenderla in seria considerazione e quindi esprimersi con la massima cautela”. Questa oscura frase venne immediatamente interpretata come un invito da parte dei pediatri a rimandare l’apertura delle scuole. Il giorno dopo l’invito venne smentito ma ormai la frittata era fatta e si era già gettata benzina sul fuoco. Lo stesso Viceministro della Salute Fazio, la sera del 2 Settembre, al termine della riunione dell’Unità di crisi convocata per fronteggiare “il grave pericolo dell’influenza suina” parlava di un eventuale chiusura mirata delle scuole in caso di insorgenza di almeno tre casi contemporanemante in una scuola o in una classe. Ulteriore panico…
Peccato che questa influenza non si distinge facilmente da altre forme influenzali che hanno iniziato a diffondersi nelle scuole (soprattutto materne ed elementari) fin dai primi giorni della riapertura. E così per individuare questi famosi tre casi avremmo due sole possibilità. Dotare tutti i pediatri di un test valido per la diagnosi di influenza A e questo è impossibile anche perchè la diagnosi precisa del virus responsabile di una sindrome influenzale non è indispensabile ai fini terapeutici a meno che il bambino non presenti eventuali complicanze e non necessiti per questo di ricovero ospedaliero . Oppure fare una”diagnosi clinica” considerando influenza A tutti i casi con febbre superiore a X, tosse, malessere, ecc..il che vuol dire che bisognerebbe chiudere le scuole da subito per poi riaprirle chissà quando, visto che non capiterà mai un momento dell’anno in cui in una scuola non ci siano almeno tre bambini con questi sintomi.
Naturalmente in tutto questo caos c’è anche lo zampino dell’industria farmeceutica che in tutto il mondo si è mobilitata nella produzione di vaccini e farmaci antivirali. Vaccini che una buona parte della popolazione non ha eseguito nonostante una campagna di allarmismo esagerato nei confronti dell’HIN1, perchè poi contemporaneamente si è diffuso il terrore circa effetti collaterali “pericolosissimi” provacati dal vaccino stesso.
E così, in questa confusione totale, siamo qui, in mezzo al guado, e la palla di cristallo che poi si puo chiamare anche semplicemente “ buon senso” ci dice di stare tranquilli e perciò sono pronta a scommettere contro tutti i profeti di queste ultime settimane: sarà come la SARS e l’aviaria. La pandemia è solo un pandemonio scatenato dai media!!!
Dott. ssa Maria Giovanna Limongelli (Dirigente Medico U.O.C. Pediatria/Neonatologia/UTIN Ospedale Fatebenefratelli Benevento)