Nell’ambito delle manifestazioni promosse dalla Provincia per la ricorrenza dei 150 anni della nascita della Provincia di Benevento, con la collaborazione del Coordinamento provinciale, di Associazioni e Comitati locali, si è svolto a Frasso Telesino, con la cooperazione e il patrocinio della locale Amministrazione comunale, il primo incontro di un intero ciclo sul tema “da Terra di Lavoro a Provincia di Benevento”, proposto dall’Associazione Terre dei Gambacorta e relativo ai Comuni che appunto dal casertano transitarono nella neonata provincia di Benevento.
Il primo appuntamento, sotto la presidenza del Sindaco Avv. Lino Massaro, ha svolto il tema: “La formazione della Guardia nazionale e il brigantaggio dal Volturno al Taburno tra 1860 e 1863″. L’iniziativa, arricchita da una mostra di documenti d’archivio, realizzata dai giovani di Frasso Telesino, guidati dall’assessore Sergio De Fortuna, è stata curata dal Comitato di Frasso, costituito dall’Amministrazione Comunale con con le Associazione locali (Forum giovanile, Pro Loco, Associazione Toutiks), Terre dei Gambacorta, la Provincia e il Coordinamento provinciale per le Celebrazioni del 150°.
Hanno discusso del tema: il prof. Vittorio Dini dell’Università di Salerno, la coordinatrice provinciale e direttrice dell’Archivio di Stato, dott.ssa Valeria Taddeo, l’assessore Carlo Falato e il vice presidente Avv. Antonio Barbieri in rappresentanza della Provincia, e il presidente dell’Asssociazione Gambacorta, prof. Antonio Gisondi.
Scopo primario di queste manifestazioni è avviare una riflessione critica sui tumultuosi avvenimenti della nascita della Provincia, senza alcun pregiudizio storico politico o ideologico, per avvicinarli e farli conoscere alle nostre comunità attraverso la lettura diretta e fedele dei documenti spesso conservati senza essere stati mai consultati.
Una lettura, non riservata agli specialisti, ma capace di suscitare la curiosità e di interessare l’attenzione di tutta la comunità che solo in tal modo si appropria della sua storia reale, superando criticamente racconti immaginari o di parte: ciò è possibile, però, solo se si riesce sensibilizzare le energie locali alla conoscenza diretta della propria storia.
Tale intendimento è peraltro impegno quotidiano dell’Associazione Terre dei Gambacorta.
Le celebrazioni dei 150 anni della istituzione della Provincia diventano occasione per concretizzare tale orientamento.
La manifestazione di Frasso Telesino ha evidenziato le difficoltà del passaggio di molti Comuni da Terra di Lavoro alla Provincia di Benevento nel contesto della formazione della Guardia nazionale e, purtroppo, anche dell’esplosione del brigantaggio. Frasso Telesino fu, perciò, centro di avvenimenti controversi: la Guardia nazionale, formata già a metà luglio del 1860, con appena 26 uomini (quasi tutti proprietari), si ampliò fino a formare ben due compagnie e raccogliendo persone, esigenze, storie, aspettative discordi e contrastanti. Fino al punto che nel 1861 il luogotenente Cialdini ne impose l’epurazione, lo scioglimento e poi la ricostituzione. Come purtroppo avvenne anche altrove, non solo nei Comuni vicini.
A Frasso Telesino essa, come è emerso nella indagine riprodotta dai grafici elaborati da Cristina Viscusi, e dalla relazione del dott. De Fortuna, fu sempre dominata da proprietari e possidenti: a testimonianza quindi che la Guardia nazionale, voluta dal ministro dell’Interno Liborio Romano per difendere la Statuto Costituzionale concesso da Francesco II di Borbone prima dell’arrivo di Giuseppe Garibaldi a Napoli (7 settembre 1860), divenne subito lo strumento di autodifesa della proprietà terriera locale dalle possibili “riforme” proposte o vanamente minacciate da mazziniani e garibaldini. Proprio questa concezione della Guardia nazionale sollecitò e favorì la ripresa del brigantaggio come reazione dei nullatenenti; dei soldati borbonici sconfitti, delusi e senza alcun lavoro; e persino degli stessi garibaldini sbandati e abbandonati, senza alcuna protezione e rappresentanza politica; e, ovviamente, di comuni malviventi, contro i proprietari locali che usavano gli strumenti e il potere del nuovo Stato nazionale per meglio difendere i loro interessi.
Proprietà, anche a Frasso Telesino, spesso di origine feudale, incerta, sottratta al demanio statale o comunale, o di origine ecclesiastica: su questi aspetti si è soffermato il prof. Giaquinto
Questi aspetti problematici del brigantaggio sono stati sottolineati in particolare dal prof. Dini, richiamando anche l’intervento autorevole del Presidente Napolitano, mentre il Sindaco ha sottolineato la validità della proposta federalista di Carlo Cattaneo, rimasta purtroppo inascoltata.
L’indagine svolta con entusiasmo e intelligenza amorosa per la vita della propria comunità dai giovani di Frasso Telesino attraverso documenti archivistici, riprodotti e messi in mostra lungo il Corso Amedeo Calandra, evidenzia la specificità dell’intreccio tra nascita della Provincia, difficile processo risorgimentale ed il fenomeno del brigantaggio.
In queste vicende emerge l’attività e la notevole personalità dell’avv. Cosmo Gisondi, della stessa generazione e formazione dei primi presidenti della nostra Provincia, Ungaro e Picone, e forse entrambi legati a Liborio Romano (sul quale si è soffermato il presidente dell’Associazione). Su Cosmo Gisondi, liberale nel ‘48 a Napoli, per questo processato e condannato, promotore e capitano della Guardia nazionale di Frasso Telesino, garibaldino, sindaco, accusato poi dagli stessi proprietari di connivenza col brigantaggio, processato e assolto, poi consigliere provinciale, si è soffermato l’assessore De Fortuna. Ma su di lui, sulle controverse concezioni di Patria, Nazione e Stato che si affermano anche a Frasso Telesino, come sui moti frassesi contro la tassa sul macinato, su Chiesa, clero locale e Risorgimento, su brigantaggio ed emigrazione, il Comitato di Frasso intende soffermarsi con altre iniziative specifiche ed eventi pubblici. Ma sempre e soltanto a partire dalla documentazione esistente e disponibile.
Ora si proseguirà con altre iniziative negli altri Comuni interessati al passaggio da Terra di Lavoro a Provincia di Benevento: con “Il Risorgimento di Dugenta” e “Il brigantaggio a Limatola” ed altre nei Comuni di Melizzano, Cerreto, Sant’Agata de’Goti e Morcone.