Alife-Caiazzo, Rev.do Mons. Valentino Di Cerbo nuovo Vescovo della diocesi
Nominato Vescovo di Alife-Caiazzo, il Rev.do Mons. Valentino Di Cerbo, del clero della diocesi di Roma, finora Capo Ufficio della Prima Sezione della Segreteria di Stato. L’ufficializzazione è avvenuta oggi attraverso le colonne dell’Osservatore Romano, dal Papa Benedetto XVI .
Il Rev.do Mons. Valentino Di Cerbo, originario di Frasso Telesino, succede alla guida della comunità di fedeli dell’alto casertano a Monsignor Pietro Farina, da poco Vescovo della città di Caserta.
Accettata la nomina lunedì, in realtà l’insediamento ufficiale non avverrà prima di Maggio. Nei prossimi mesi il nuovo Vescovo di Alife-Caiazzo seguirà l’iter di rito.
In questi anni d’intensa attività ecclesiastica, diverso sono stati gli incarichi svolti: Assistente nel Pontificio Seminario Romano Maggiore dal 1968 al 1974; Vice-Parroco della parrocchia “S. Lucia” al Prenestino; Insegnante di Religione nelle scuole medie di Roma. Nel 1980 è stato nominato Direttore del Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi del Vicariato di Roma ed, in seguito, dell’Ufficio Catechistico Regionale del Lazio. Nel 1982 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Tra il 1980 e il 1991 è stato: Membro del Consiglio dell’Ufficio Catechistico nazionale; Membro del Comitato nazionale per il riconoscimento degli studi di scienze religiose e del Forum europeo per l’insegnamento della Religione cattolica; Direttore Amministrativo dell’Istituto di Scienze Religiose Ecclesia Mater e Direttore dell’Istituto Superiore “E. Caymari”; nel 1989 è stato Promotore dei gruppi di studio per l’insegnamento della religione cattolica nelle città europee; dal 1987 al 1991 è stato Rettore della Chiesa di “Sant’Eustachio” in Roma; dal 1991 al 1994 ha lavorato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana; da 1993 al 2007 ha tenuto i corsi di Catechesi e Inculturazione presso la Pontificia Università Urbaniana. Infine ha anche fondato e diretto alcune riviste di carattere pedagogico e catechetico e ha collaborato a periodici dello stesso genere.

Una vasta operazione è stata portata a termine dai CC della compagnia di Piedimonte Matese.
Giovedì 18, ore 18.00, nella sala Consiliare del Comune di Melizzano esperti a convegno sul tema: “La gestione del vincolo paesaggistico”.
A pochi giorni dal 10 Febbraio, “Giorno del ricordo” dedicato alle vittime delle foibe slave, Andrea Boggia, dirigente della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, rinnova la proposta di intitolare “una strada, una piazza o un parco cittadino ai martiri delle foibe”. Boggia ricorda come questa decisione sia già stata presa in molti comuni italiani e richiama il comune di Piedimonte al “dovere di non dimenticare”. Boggia ammette l’impegno da parte dell’amministrazione comunale negli ultimi due anni nel coinvolgere le scuole in proggetti per tenere viva la memoria nel giorno 10; “ma” aggiunge, “c’è ancora da fare… quella pagina della storia nazionale deve trovare spazio non solo per un giorno all’anno”. Il dirigente della Giovane Italia rafforza la richiesta parlando della storia dei quarantacinque giorni di occupazione jugoslava a Triste, delle deportazioni nei campi di concentramento e degli oltre 300 mila profughi che subirono quelle violenze. Boggia conclude confidando in una concreta valutazione della proposta da parte dell’aministrazione comunale, al fine di compiere un passo avanti verso la verità “anche per Piedimonte Matese”
Dragoni. È stato arrestato per la terza volta in due settimane, E. R., 58enne, ex elettricista mentre rubava energia elettrica pubblica. L’uomo, ancora una volta, per fornire la propria abitazione di corrente elettrica, quindi alimentare luce, elettrodomestici e altri utensili elettronici, aveva creato abusivamente un sistema di allaccio tra la sua privata abitazione e la rete elettrica pubblica dell’Enel. Ora, in attesa del processo per direttissima nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è rinchiuso nelle camere di sicurezza dell’Arma.
Il 27 novembre 2009, a Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando provinciale di Benevento hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’ufficio del Giudice delle Indagini Preliminare del Tribunale di Benevento, nei confronti di C. M. , 49enne di Maddaloni. L’uomo, pregiudicato, è allo stato già detenuto per rapina in abitazione. Il provvedimento è stato emesso sulla base di ulteriori riscontri investigativi acquisiti dai militari in ordine ad altre quattro rapine da lui perpetrate nei primi sei mesi del 2008, presso le case rurali isolate. Nel 2008, lo stesso era stato già arrestato sempre per rapina.
Nel corso di una vasta operazione predisposta dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, finalizzata all’attuazione delle misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania, nonché le misure urgenti di tutela ambientale emanate dal Governo, i militari delle Stazioni di Capriati a Volturno e Prata Sannita, hanno intercettato sulla Strada Provinciale che collega i comuni matesini, poco prima di Capriati, un camion che trasportava oltre venti quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso. Si tratta di carcasse e parti di veicoli, batterie esauste, pneumatici, fusti e filtri di olio motore, elettrodomestici in disuso, rottami ferrosi e altro materiale altamente inquinante. I responsabili del trasporto, Alfredo Colurcio, 53enne, e Luigi Buonincontri, 55enne, entrambi originari di Aversa, già con precedenti specifici, risultavano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione relativa alla gestione, allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, sono stati pertanto arrestati e dopo le formalità di rito espletate presso la caserma di Piedimonte Matese, trasferiti nella Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Sulla provenienza e la destinazione del mezzo con il pericoloso carico, finiti sotto sequestro, sono ora in corso ulteriori indagini da parte dell’Arma. Non é la prima volta che nel comprensorio matesino vengono intercettati carichi di questo tipo e per questo motivo altissima é l’attenzione da parte dei militari della Compagnia di Piedimonte Matese nello specifico settore. Solo tre giorni fa a Piedimonte Matese, due persone del posto sono finite in manette per deposito e smaltimento illecito di rifiuti speciali su un terreno di oltre 1.300 mq. ubicato a poche centinaia di metri dal cimitero. Nella circostanza é finita sotto sequestro l’intera discarica abusiva e oltre 50 quintali di rifiuti altamente tossici per la salute pubblica.
Si è tenuta lunedì 26 ottobre alle ore 19 l’Assemblea degli iscritti e simpatizzanti di Italia dei Valori dell’Alto Casertano, con la partecipazione, propositiva e attenta, di iscritti e riferimenti territoriali di buona parte dei comuni dell’Alto Casertano.
Una Fiat Punto in moto, ‘abbandonata’ nei pressi del cimitero di Dragoni alle tre di notte. Un dettaglio che ha incuriosito i carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese impegnati in servizi di controllo disposti dal capitano Salvatore Vitiello e che effettivamente non andava trascurato visto quello che poi è stato scoperto. I militari hanno immediatamente ricostruito infatti che quell’utilitaria era stata da poco rubata all’esterno di una abitazione di località Pezze e non solo. A pochi metri dalla Punto c’era anche una Rover, a motore spento, e all’interno dell’abitacolo è stata rinvenuta refurtiva: un televisore a plasma, un computer portatile e capi d’abbigliamento maschili e femminili, un malloppo dal valore di circa 10mila euro, frutto di un colpo in appartamento da poco compiuto sempre in località Pezze e che l’Arma ha immediatamente riconsegnato ai legittimi proprietari. E’ stata restituita al padrone anche la Punto, tutto questo mentre altro personale dell’Arma si è dedicato alle indagini. Dagli accertamenti è saltato fuori che la Rover era intestata ad un pregiudicato di Santa Maria Capua Vetere che è stato indagato per favoreggiamento, vecchia conoscenza che in quel momento si trovava a casa e ha rispedito ogni accusa ma che l’Arma non esclude che possa aver organizzato a distanza il furto. Continuano intanto le ricerche al fine di rintracciare gli autori materiali dei due furti. Le forze dell’ordine, sulla base di testimonianze e dei risultati delle impronte, sono sulle tracce di bande di stranieri dell’Est Europeo, gang che nell’ultimo periodo stanno passando a setaccio l’Alto Casertano ma che avrebbero le ore contate.
I Consiglieri di minoranza di Piedimonte Matese hanno proposto ricorso al TAR per ottenere l’annullamento della nomina del commissario per l’approvazione del Siad “facendo quello che il Sindaco e la maggioranza avrebbero dovuto fare da subito per tutelare gli interessi di Piedimonte e dei commercianti”. Secondo il gruppo “Il Popolo della Libertà” nel corso del Consiglio comunale di martedì scorso (in merito alla discussione sul piano commerciale) è risultato evidente che l’Amministrazione Cappello non ha fatto nulla per impedire il commissariamento da parte della Regione: “Basti considerare che gli uffici regionali a fine marzo 2009 avevano informato il Sindaco dell’intenzione di commissariare il Comune per l’approvazione del SIAD e che la nomina è stata formalizzata a fine giugno (dopo tre mesi) e resa efficace soltanto il 13 luglio con la pubblicazione nel bollettino ufficiale”. Secondo i consiglieri comunali Giovanni Ferrante, Carlo Sarro, Giacomo Cestaro, Nicola De Girolamo, Michele Iannarelli, Mauro Martino il Sindaco ha avuto tutto il tempo necessario per attivarsi ed impedire il commissariamento: “L’impressione che noi abbiamo, confermata anche dall’andamento del dibattito in Consiglio comunale (adunanza voluta su richiesta dei Consiglieri di minoranza) è che la nomina del commissario sia un comodo alibi per consentire una inammissibile espansione delle superfici di vendita riservate alla media e grande distribuzione, circa 44,000 mq., senza assumere la responsabilità politica di una scelta cosi scellerata”. “Il Sindaco pensa in tal modo di poter continuare a raccontare la favoletta che lui “non c’entra” e che queste sono scelte del commissario alle quali lui “non può opporsi” – continua il gruppo del Pdl - si continua, cioè, a raggirare i commercianti di Piedimonte cosi come è avvenuto rispetto alle sanatorie edilizie rilasciate per i lavori abusivi svolti nell’ex cotonificio”. “Noi riteniamo, viceversa, che decisioni cosi importanti debbano essere precedute da una discussione alla luce del sole ed assunte con assoluta chiarezza di posizioni – concludono - Non possiamo accettare che il Consiglio comunale, luogo massimo della democrazia cittadina, sia espropriato della podestà di pianificare il territorio e di definire la organizzazione commerciale della città. Non è ammissibile che gli oltre 200 operatori commerciali di Piedimonte non abbiano considerazione e tutela proprio nel Consiglio comunale che è l’organo istituzionalmente competente per assumere simili decisioni”.
Ennesima operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese. Questa mattina alle prime luci dell’alba i militari della locale Stazione hanno proceduto all’arresto di un pregiudicato, Donato Viscione, 34enne, sul quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un mandato di cattura per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Lo spacciatore é stato sorpreso presso la propria abitazione ubicata nel pieno centro della cittadina pedemontana, dove i Carabinieri si sono presentati muniti dell’ordine di carcerazione. Viscione, manette ai polsi é stato trasferito presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, poiché riconosciuto colpevole dei reati di traffico e spaccio di stupefacenti. Le indagini dei Carabinieri hanno accertato che per un lungo periodo Donato Viscione aveva fornito di droga, in particolare “cocaina” ed “eroina” decine di acquirenti dell’alto casertano. Da qui la decisione da parte della competente Autorità Giudiziaria di emettere l’ordine di arresto. Nell’estate dello scorso anno, Donato Viscione, finì in manette durante una vasta operazione antidroga dei Carabinieri di Piedimonte Matese, che portò all’arresto di altri sette spacciatori, Francesco Bianco, Bartolomeo Di Muccio, Luigi Iavarone, Luca Di Chello, Nicola Tedesco, Antonio De Caprio e Gianluigi Vitaletti, insieme ad altri nove indagati, tutti residenti nei comuni del comprensorio matesino, ai quali fu contestata l’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, che vide coinvolti anche quattro pregiudicati di origine nord-africana, protagonisti di traffico internazionale di droga che avveniva attraverso le rotte Ghana-Nigeria-Italia, Ghana-Spagna-Italia e Ghana-Olanda-Italia. Stupefacenti che finivano poi anche nelle piazze locali dello spaccio, in quella circostanza i casi di cessione di stupefacenti accertati dai militari matesini furono circa 800. Nelle ultime ore inoltre i Carabinieri hanno “visitato” altre abitazioni del centro pedemontano dove hanno notificato nei confronti di due giovani, poco più che 20enni, un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per l’ipotesi di reato di detenzione a spaccio di sostanze stupefacenti.
A seguito di una serie di operazioni anticrimine predisposte dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, è stata emessa una ordinanza del divieto di far ritorno nei comuni di Piedimonte Matese, Alife e Dragoni, nei confronti di tre pregiudicati tutti provenienti dall’hinterland Napoletano. Il primo ad essere raggiunto dalla misura di prevenzione S.P., 43enne, con a carico precedenti di reato contro il patrimonio e la persona, il quale è stato sorpreso mentre si aggirava con fare sospetto nei pressi della Villa Comunale di Piedimonte Matese. Ad Alife, in piazza della Liberazione, è stato invece sorpreso M.C., 44enne, tra i suoi precedenti figurano reati di falso, atti osceni e inosservanza alle norme sul soggiorno dei cittadini stranieri. Infine a Dragoni, nei pressi dell’Ufficio Postale di via Roma è stato fermato L.V., 40enne, con precedenti che vanno dall’estorsione al furto, dalla ricettazione a reati in materia di stupefacenti. Tutti e tre i pregiudicati, ovviamente non hanno saputo giustificare la loro presenza nei comuni matesini, pertanto i militari non escludendo che stessero in zona per progettare il compimento di azioni criminose, hanno redatto nei loro confronti una informativa che ha portato alla emissione dell’ordinanza di divieto di ritorno nei predetti comuni. In caso di violazione di tale provvedimento e la commissioni di ulteriori reati per loro potrebbe anche scattare l’arresto.
Nuova pandemia influenzale in primo piano giovedì 22 ottobre nei locali de la “Maison de Campagne” di Alvignano. Un incontro organizzato dal Rotary Club Alto Casertano di Piedimonte Matese per approndire i rischi e la profilassi da seguire in caso di contagio dell’oramai tanto temuto virus A H1N1. L’argomento sarà illustrato dal dottor Antonio Catuogno, infettivologo-pediatra presso l’U.O.C. malattie infettive dell’Azienda Ospedaliera S. Sebastiano di Caserta, ma a fare gli onori di casa ci penserà il presidente del Rotary Club dottor Nicola Di Fusco. “La pandemia influenzale del 2009 - anticipa il dottor Catuogno - è causata da una variante finora sconosciuta del virus H1N1. Le pandemie avvengono quando un nuovo ceppo del virus dell’influenza viene trasmesso all’uomo da un’altra specie animale. Le specie importanti nell’insorgenza di un nuovo ceppo umano sono i suini, le galline e le anatre”. Ma in attesa dell’arrivo del vaccino l’influenza A H1N1 come si può contrastare il virus? “A questo scopo la Croce Rossa Italiana - conclude l’esperto - recependo la direttiva della Federazione internazionale di Croce Rossa, ha stilato un piccolo vademecum comportamentale all’interno del quale sono presenti accorgimenti e procedure di igiene da seguire per ridurre il rischio di contrarre o trasmettere l’influenza A. Semplici accorgimenti perché la migliore difesa dall’influenza sono le persone stesse. Lavarsi accuratamente le mani, gettare i rifiuti, coprirsi la bocca e le vie respiratorie, evitare contatti con individui malati possono ridurre il rischio di contagio”.
E’ stato sorpreso dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, alla guida della propria auto sulla strada provinciale che conduce a Piedimonte Matese, incurante dei limiti di velocità e del buio della notte che limitava la visibilità, mettendo in gravissimo pericolo la circolazione stradale, invadendo anche la corsia opposta al senso di marcia. Davvero provvidenziale l’intervento dei militari che hanno evitato l’ennesima tragedia. A seguito del controllo degli uomini della “benemerita” che stavano svolgendo un posto di blocco proprio finalizzato alla tutela della sicurezza stradale, C.S., 30enne, originario di Piedimonte Matese, ma residente nel beneventano, é risultato positivo al test per rilevare l’eventuale assunzione di alcol, mediante l’utilizzo di un nuovo sofisticato apparato etilometro. Il limite massimo del tasso alcolemico, superava di ben tre volte quello previsto dall’attuale normativa. Per lui a questo punto sono scattati una serie di provvedimenti che vanno dal ritiro immediato della patente di guida al sequestro del veicolo e ad una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per guida in stato di ebbrezza. Secondo le ultime modifiche legislative in tema di sicurezza stradale, ora chi viene “pescato” in stato di ebbrezza dovuta all’assunzione di alcol o di sostanze stupefacenti rischia anche l’arresto fino a sei mesi.
Vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa nei comuni dell’alto casertano. A Piedimonte Matese, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinati dal Maresciallo Giuseppe Calabrese, hanno sorpreso nella centralissima piazza Carmine, due pregiudicati di origine rumena, G.N., 23enne, e I.N., 26enne, entrambi provenienti dai campi nomadi del napoletano, i quali avendo a loro carico precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, e non sapendo giustificare i motivi della loro presenza nella cittadina pedemontana, sono stati fermati ed accompagnati in caserma, dove nei loro confronti è stata emessa una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Sempre a Piedimonte, in via Aldo Moro, M.M., 35enne, di Alife, è stato sorpreso alla guida della propria autovettura in stato di ebbrezza alcolica. Nei suoi confronti è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il sequestro del veicolo e il ritiro della patente di guida. Ad Alife, quattro immigrati clandestini, A.A., 36enne, R.S., 34enne, S.O., 40enne, e C.S., 29enne, il primo di origine nord africana e i rimanenti di origine asiatica, sono invece stati denunciati in base alle recenti modifiche legislative, per il reato di ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale, in quanto risultavano tutti privi di regolare permesso di soggiorno. Infine ad Ailano, i militari della locale Stazione, attualmente diretta dal Maresciallo William Salvatore, hanno denunciato in stato di libertà F.I., 60enne, del posto, in quanto sorpreso alla guida della propria autovettura, nonostante la stessa fosse stata già sottoposta precedentemente a sequestro amministrativo in quanto priva di copertura assicurativa. Dovrà ora rispondere del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro, mentre l’auto gli è stata definitivamente confiscata.
Lotta senza quartiere all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio matesino. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piedimonte Matese, nella tarda serata hanno stretto le manette ai polsi a due pregiudicati di origine tunisina, si tratta di S. Y., 27enne, e S. G., 45enne. Entrambi sono stati sorpresi a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria del centro pedemontano. I carabinieri insospettiti dalla presenza dei due sconosciuti, li hanno fermati ed accompagnati in caserma per identificarli e procedere alla perquisizione personale. In loro possesso sono state rinvenute 15 stecche di “hashish”, che sono state immediatamente sottoposte a sequestro. Pertanto nei confronti dei due pregiudicati é scattato l’arresto in flagranza per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, a cui é seguito il loro trasferimento presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove ora si trovano rinchiusi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. I Carabinieri, non escludono che con quest’ultima operazione antidroga, che ha portato all’arresto dei due pregiudicati con a carico vari precedenti legati anche al traffico di droga, sia stato decapitato un vero e proprio canale di rifornimento per i giovani “pusher” dell’alto casertano .















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