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March , 2010
Thursday

Archivio per la categoria ‘Le Ricette del Corriere’

Sandwich di melanzane

Scritto da: redazione marzo - 8 - 2010 COMMENTI

Questa ricetta mi è stata insegnata da una cugina che ha la passione per i fornelli. Di solito lei prepara torte e pasticcini, ma ogni tanto lascia libera la sua inventiva e si diletta a cucinare secondi piatti e contorni. Mi racconta spesso di quando da bambina, mentre sua madre era uscita per commissioni, per la prima volta aveva preparato una ciambella… tutti gli ingredienti al posto giusto con un piccolo particolare: il lievito in polvere, invece di amalgamarlo all’impasto, lo aveva cosparso sul dolce prima di infornarlo come si fa con lo zucchero a velo. Poco male come primo tentativo ma a quella cuginetta dolce e delicata si perdonava tutto.

cotolette_di_melanzaneIngredienti - per 4 persone:
1 grossa melanzana
2 uova
4 fette di mozzarella
4 fette di prosciutto cotto
Burro
sale
pan grattato

Procedimento:
Lavate la melanzana e tagliatela in otto fette sottili nel senso della lunghezza. Sbattete le uova e inzuppatevi le fette di melanzana. Quando le melanzane sono ricoperte di uovo, formate dei sandwich in questo modo: prendete due fette di melanzana e in mezzo farcitele con una fetta di mozzarella e una di prosciutto cotto. Ripassate il sandwich nel pan grattato, disponete la carta da forno su una teglia e adagiatevi i sandwich di melanzana. Fate fioccare su ogni sandwich qualche pezzettino di burro e un pizzico di sale, infornate a 200 gradi per circa mezz’ora.
Nota: per questa ricetta potete tagliare le melanzane anche in tondo formando così dei medaglioni.  Per i più golosi è possibile cuocere i sandwich di melanzana friggendoli in abbondante olio bollente.

 

Biscotti alle nocciole

Scritto da: redazione febbraio - 18 - 2010 COMMENTI

biscottiVi piacerebbe imparare a fare i biscotti come si fanno a Siena? Come i cantucci, per intenderci! Dopo svariate prove sono riuscito a realizzare una ricetta che può accontentare sia gli amanti dei cantucci (di sicuro abbastanza duri, tant’è vero che di solito si inzuppano nel vino) che gli amanti dei biscotti di pasta frolla, un po’ più morbidi. Una volta, dopo averli preparati, li misi in un cestino e li portai in un giardino per mangiarli insieme ad una persona speciale. Mi trovavo nei giardini adiacenti alla Rocca dei Rettori di Benevento. Seduto su una panchina con quella persona speciale, davanti al panorama delle colline colorate di arancio… Al tramonto, il profumo della prima fresia annunciava primavera.

 

Ingredienti
250 gr. di farina
50 gr. di burro
2 uova
125 gr. di zucchero
Un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
30 gr. di nocciole
30 gr. di cioccolato fondente

Procedimento
Disponete la farina a fontana su una spianatoia e mettete al centro il burro ammorbidito a temperatura ambiente. Aggiungete lo zucchero al burro ed amalgamate burro e zucchero con le mani. Sbattete leggermente le uova e incorporatele al composto di burro e zucchero. Aggiungete le nocciole tritate grossolanamente, il cioccolato spezzettato con un coltello e il lievito. Iniziate ad incorporare la farina al composto di burro, zucchero, nocciole, cioccolato, uova e lievito fino a formare un impasto morbido. Lasciate l’impasto in un luogo fresco per mezz’ora. Tagliate in due parti l’impasto e formate due lunghi rulli; foderate una teglia con della carta da forno e disponetevi i due rulli di impasto. Cuocete in forno a 180 gradi per circa 40 minuti. Sfornate i rulli e tagliateli a caldo in modo obliquo con un coltello, in modo da dare ai biscotti la forma dei cantucci.

Curiosità: come avete letto, per fare un buon impasto è opportuno amalgamare prima il burro, lo zucchero, le uova, le nocciole, il cioccolato e il lievito; la farina va incorporata alla fine.
I cantucci senesi non si preparano con le nocciole né con il cioccolato ma con le mandorle.

Crema di noci

Scritto da: redazione febbraio - 4 - 2010 COMMENTI

noci2 Sono passati alcuni anni da quando mi avventurai nella Costiera Ligure alla ricerca di un po’ di relax estivo. Nell’attraversare le città di Alassio, Imperia, Sanremo notavo la somiglianza della Costiera Ligure con la Costiera Amalfitana. Trascorsi alcuni giorni a Sanremo prima di visitare più avanti la Costa Azzurra. In quell’occasione assaggiai alcune specialità liguri tra cui il famoso pesto alla genovese che di solito viene fatto con pinoli ma è possibile sostituire i pinoli con le noci; mi piacque molto anche un piatto di pasta condito con una particolare salsa di noci, ed è questa che vi voglio descrivere nella ricetta seguente.

Ingredienti

20 noci
100 gr. di panna
formaggio parmigiano grattugiato
mezzo bicchiere di latte
50 gr. di mollica di pane
2 cucchiai di olio
un cucchiaino di maggiorana tritata
un cucchiaino di salvia tritata
mezzo spicchio di aglio
sale

Procedimento

Fate ammorbidire la mollica di pane nel latte. Nel mixer tritate le noci con la mollica di pane insieme all’aglio, al parmigiano, all’olio, al sale, alla maggiorana e alla salvia tritata. Otterrete una crema. Versatela in una ciotola, aggiungete la panna e mescolate.

Consigli: questa salsa è adatta per condire alcuni tipi di pasta come gli gnocchi, gli spaghetti le trenette e i famosi pansotti liguri, una pasta ripiena di tante verdure tra cui un misto di erbe selvatiche chiamato preboggion.

Cornettone rustico farcito

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2010 COMMENTI

cornettonerusticoVi confesso che sono un po’ geloso di questa ricetta. E’ nata in modo insolito durante un sabato pomeriggio. Mi trovavo a casa, non avevo granchè da fare e iniziai a telefonare agli amici per invitarli a cena. Il fatto è che dopo averli chiamati non sapevo cosa preparare, eppure qualcosa dovevo fare. Avevo letto da qualche parte la ricetta del Kugelupf, un dolce tedesco che ha un merito particolare, è l’antenato del babà, infatti deve lievitare per molto tempo. A differenza del babà però non è bagnato con il rhum, ha la consistenza di una brioche e in più è arricchito dall’uva sultanina. Leggendo questa ricetta ho pensato di fare qualche modifica per adattarla al sapore rustico e ho cercato di farmi bastare gli ingredienti che avevo in casa. Sapete anche voi che quando si hanno invitati a cena bisogna preparare ricette già collaudate per evitare piatti improponibili invece quella sera mi dedicai agli esperimenti… questo rustico riuscì in modo strabiliante e da allora amici e parenti mi invitano nelle loro case per preparare la ricetta insieme a loro.

Ingredienti:

500 gr. di farina
50 gr. di olio
30 gr. di zucchero
1 cubetto di lievito di birra
1 uovo
250 gr. di latte

Per il ripeno:
6 fette molto fini di mortadella
6 fette di prosciutto cotto
100 gr. di formaggio emmenthal
100 gr. di provolone dolce
formaggio parmigiano grattugiato
formaggio pecorino grattugiato

Procedimento

Preparate l’impasto mettendo in una capiente terrina la farina a fontana e aggiungendo al centro l’olio, lo zucchero, l’uovo, il latte e il cubetto di lievito sbriciolato con le dita. Impastate in modo da formare una palla liscia e soda (se durante la lavorazione il composto è abbastanza molle aggiungete ancora un po’ di farina). Lasciate lievitare il panetto nella terrina ricoprendolo con un canovaccio umido. Intanto preparate il ripieno tagliando l’emmenthal e il provolone a dadini e sfilacciando le fette di mortadella e di prosciutto cotto. Dopo circa un’ora e mezza di lievitazione prendete il panetto e iniziate a stenderlo su un piano di legno con il matterello. Formate un’ampia sfoglia abbastanza fine (non finissima anche perché deve contenere il ripieno). Iniziate a disporre su tutta la sfoglia prima la mortadella, poi il prosciutto cotto e poi i formaggi a pezzetti e infine spolverate con abbondante parmigiano e pecorino grattugiato. Avvolgete la sfoglia partendo dal basso e salendo fino ad arrotolarla tutta. Datele la caratteristica forma di un croissant. Mettete della carta da forno su un’ampia teglia da forno e disponetevi il rustico lasciandolo lievitare per un’altra ora. Accendete il forno a 180 gradi, spennellate il rustico con un tuorlo d’uovo sbattuto e infornate per 30-40 minuti. Servite il rustico caldo.
Consigli: l’impasto che vi ho proposto può essere utilizzato in modo molto versatile. Potete farcirlo in vari modi ad esempio con salsicce e broccoli, peperoni e provola… fate lavorare la fantasia.

Plum cake dolce - rustico

Scritto da: redazione gennaio - 23 - 2010 COMMENTI

plum-cakeImparare a fare un plum cake significa esplorare una parte rilevante della cucina inglese. Di solito però le ricette che troviamo nei libri di cucina italiani non riportano la ricetta originale; l’errore, tuttavia, è perdonabile. Oggi con le parole plum cake si indica un dolce dalla forma rettangolare dalla consistenza soffice, spesso viene preparato con lo yogurt o con essenza di vaniglia e quasi mai arricchito con i tradizionali ingredienti descritti nella ricetta originale. Se nel XIV secolo il plum cake nasce sotto forma di zuppa piena di uva passa, prugne e vino, servita durante le festività natalizie, col passare del tempo viene bandito dalle tavole perché troppo ricco e pertanto contrario ai costumi puritani del XVII secolo. Nel periodo vittoriano (ma già prima, durante il regno di Giorgio I), invece, questo dolce torna in auge e inizia ad assomigliare a quello attuale. Anche se “plum” significa prugna, a rendere particolare questo dolce è l’uva sultanina, non a caso in inglese antico, “plum” significa proprio uva passa. Quella che vi descrivo di seguito è la ricetta di un plum cake rustico, un’invenzione moderna e rivisitata del dolce… sì ho detto bene, parlo di dolce proprio perché la presenza del lievito vanigliato fa assumere un sapore delicatamente dolce a questo piacevole tortino.

Ingredienti

180 gr. di farina
3 uova
10 cl. di latte
10 cl. di olio di oliva
100 gr. di formaggio emmenthal grattugiato
2 zucchine
foglie di menta
1 bustina di lievito
sale
pepe

Procedimento

Lavate le zucchine e tritatele grossolanamente a pezzetti. In una terrina sbattete le uova con l’olio e con il latte e aggiungete le zucchine continuando a mescolare. Aggiungete la farina, l’emmenthal, la menta finemente tritata (potete usare anche la menta che trovate già tritata al supermercato), il sale e il pepe e continuate a mescolare. Setacciate il lievito e Incorporatelo delicatamente al composto. Imburrate e infarinate uno stampo da plum cake, versatevi il composto e fate cuocere a 180 gradi per 50 minuti. Fate raffreddare il dolce e sformatelo.

Consigli: se volete omaggiare la tradizione, aggiungete al composto durante la preparazione una manciata di uva sultanina.

Fusilli con salsiccia

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2010 COMMENTI

fusilliPer un pranzo particolare una volta chiesi a mia madre di preparare ricette tipiche dell’irpinia. Di buon mattino lei iniziò a cucinare. Prima di tutto il ragù con polpette di carne, poi passò ad affettare salumi e formaggi, infine mise al forno l’immancabile agnello con patate. Di solito il ragù fa da condimento alla pasta ma quel giorno mia madre fece assaggiare a tutti dei deliziosi fusilli con salsicce. Ovviamente io osservavo tutti i passaggi che portarono a realizzare un piatto semplicissimo ma molto gustoso.
Mentre la legna sul fuoco scoppiettava, anche il ragù andava lentamente e accompagnava con il suo profumo le nostre chiacchiere di una giornata amorevole e intima. Il ragù ancora sul fuoco… chiesi a mia madre quanto tempo occorresse per la cottura del ragù, lei mi rispose: “Mia nonna diceva… quando il ragù è pronto è lui che ti chiama”.

Ingredienti per 4 persone

500gr. di fusilli
1 cipolla
4 salsicce
1 bicchiere di vino bianco
formaggio parmigiano grattugiato
formaggio pecorino grattugiato
olio
foglie di alloro

Procedimento

Tagliate la cipolla a pezzetti e fatela imbiondire nell’olio in una capiente padella. Aggiungete le salsicce tagliate a pezzetti e fatele rosolare. Aggiungete il bicchiere di vino bianco e fatelo sfumare fino a cottura completa delle salsicce. Fate cuocere i fusilli in abbondante acqua salata. Quando i fusilli sono cotti versateli nella padella dove avete cotto le salsicce e mantecate il tutto su fuoco lento con un’ abbondante spruzzata di formaggio parmigiano, pecorino e con le foglie di alloro. Servite in tavola.

Tiramisù… alternativo

Scritto da: redazione gennaio - 15 - 2010 COMMENTI

tiramisuIl dolce che vi propongo purtroppo non sono riuscito a mangiarlo perché ero a dieta, ma l’ho visto fare da un amico nel suo locale; questo posto ha le caratteristiche di un pub anche se è a tutti gli effetti un ristorante con tanto di lista dei vini e un menù molto ricco. Una sera ho cenato lì in compagnia di tre amici, tutti buongustai. Mentre io mi accontentavo di un’insalata, loro si immergevano nelle patatine fritte, negli hamburger giganti di chianina, nella provola arrostita, nei contorni vari… dulcis in fundo si tuffavano in questo tiramisù un po’ particolare. I cuochi al pub lo chiamano tiramisù finto anche perché non ha nulla del tiramisù classico. Tuttavia verrete attratti da un’altra cosa; di solito il tiramisù tradizionale viene fatto con i savoiardi e con le uova, questo invece è fatto con dei biscotti che conoscete bene, i Pan di Stelle, quelli al cioccolato sormontati da stelline di zucchero per intenderci e non ci sono le uova…

… all’uscita dal pub il vento sferzava freddo sul viso ma ciò non mi impedì di affacciarmi alla ringhiera per ammirare lo spettacolo della baia di Napoli illuminata di mille colori e per dirla con il Pascoli… “quanto amore sbocciò nei miei pensieri…”

 

 

Consigli: è chiaro che questo tiramisù potete farlo seguendo la ricetta tradizionale con le uova e il mascarpone stando attenti a sostituire i savoiardi con i Pan di Stelle.

Ingredienti

 

Un pacco grande di biscotti Pan di Stelle

750 gr. di nutella

 

500 ml. di panna

 

un cucchiaio di liquore all’amaretto

500 ml. di latte

caffè

cacao in polvere

 

 

 

 

 

Procedimento

 

Riscaldate il latte in una casseruola e fate il caffè con la moka. Montate a neve la panna e aggiungete il liquore all’amaretto. Mescolate latte e caffè e inumidite i biscotti. Formate un primo strato di biscotti in un recipiente circolare di vetro, cospargete i biscotti prima con uno strato di nutella e poi con uno di panna. Ripetete gli strati e terminate con la panna spolverandola di cacao.

Il soufflè della befana

Scritto da: redazione gennaio - 5 - 2010 COMMENTI

souffleVolete sorprendere la befana con questi piccoli soufflé? Preparateli in giornata e offriteli alla befana. Quando ero piccolo mia madre mi diceva che la befana entrava in casa attraversando i vetri delle finestre chiuse, lasciava vicino al camino tutti i regali e prima di ripartire si riposava mangiando i dolcetti che la sera prima io e mio fratello le avevamo messo sulla tavola. In effetti il mattino dopo i dolcetti non c’erano più. La magia più bella l’ho vissuta quando trascorsi con la famiglia un Natale della mia infanzia a Fiuggi ma per l’epifania già ero tornato a casa. A Fiuggi avevo visto un gioco che a Benevento nessun negozio vendeva, chiesi alla befana di portarmelo; al mattino trovai quel gioco sotto l’albero ma mi meravigliava più del giocattolo il racconto di mia madre che quella notte era salita sulla scopa insieme alla befana ed era andata a Fiuggi a prendermi quel gioco… tanti anni sono passati eppure io so bene che quella notte mia madre sorvolò il cielo su di una scopa, ci credo ancora perché quella mattina di tanti anni fa, nella scatola accanto al giocattolo, trovai il frammento di una stella.

Ingredienti

100 gr. di cioccolato fondente
100 gr. di zucchero semolato
30 gr. di cacao amaro
60 gr. di burro
2 tuorli d’uovo
4 albumi d’uovo

Procedimento

Fate fondere il cioccolato fondente a bagnomaria con il burro. Sbattete i tuorli d’uovo con lo zucchero, aggiungete il cacao e mescolate il tutto con il cioccolato fuso. Accendete il forno a 200 gradi. Montate gli albumi a neve con le fruste elettriche e incorporateli al cioccolato con un movimento dal basso verso l’alto. Versate il composto in appositi stampini da soufflé imburrati e leggermente infarinati. Cuocete in forno per dieci minuti. Servite i soufflé caldi.
Consigli: questi soufflé possono essere accompagnati da una crema alla Strega (magari in omaggio alla befana) che si prepara con questi ingredienti e con questo procedimento: 2,5 dl di latte, 100 gr. di zucchero, 2 tuorli d’uovo, 20 gr. di farina, 1 dl di liquore Strega, 1 dl di crema allo Strega (o in alternativa crema di latte), vaniglia. Sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e continuate a mescolare in modo da eliminare i grumi. Nel frattempo riscaldate il latte sul fuoco. Versate il latte caldo sulla crema di zucchero uova e farina e riportate il tutto sul fuoco mescolando di continuo. Aggiungete la vaniglia, il liquore e la crema allo Strega (o la crema di latte). Continuate a mescolare. Quando la crema inizia a rapprendersi togliete dal fuoco e servitela assieme ai soufflé.

Bianca Melba e… buon anno a tutti

Scritto da: redazione dicembre - 31 - 2009 COMMENTI

melba-trifleQuando nel 1899 il grande soprano australiano Helen Porter Mitchell, in arte Nellie Melba, nome adottato in onore di Melbourne sua città natale, si trovò a Londra per la rappresentazione del Loehngrin di Wagner, il famoso chef dell’Hotel Carlton Auguste Escoffier quella sera era presente e rimase estasiato dall’esibizione. Appassionato della voce della famosa cantante lirica che egli definiva “bellissima diva”, Escoffier ideò un dolce e glielo dedicò chiamandolo per l’appunto Melba. Così lo chef scriveva nei suoi diari:
“Ripensando al maestoso cigno mitico che apparve nel primo atto del Lohengrin, le feci servire, al momento opportuno, delle pesche disposte su di un letto di gelato alla vaniglia, all’interno di una coppa d’argento incastrata tra le ali di un superbo cigno scolpito in un blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di zucchero filato.
L’effetto prodotto fu sorprendente e la signora Melba si mostrò estremamente colpita dalla mia attenzione. La grande artista, che di recente mi è capitato di rivedere all’Hôtel Ritz di Parigi, mi ha ricordato la serata delle famose pesche al cigno”. (Auguste Escoffier, Ricordi inediti, Slow Food editore, 1999 pag. 103).

Nacque così la famosa “Pesca Melba” che ancora oggi si prepara con delle pesche (anche sciroppate), lamponi, gelato alla vaniglia, zucchero filato e scaglie di mandorle.
Quella che vi presento oggi è una rivisitazione della ricetta che, già di per sé coreografica, si orna di una deliziosa crema al mascarpone. Potete chiudere in questo modo il cenone di capodanno, lasciandovi alle spalle i vecchi pensieri e qualche favola probabilmente non ben riuscita dell’anno che va via ed immaginare tante dolcezze per l’anno che sta per entrare… buon anno a tutti.

Ingredienti

800 gr. di pesche sciroppate
15 amaretti morbidi
120 gr. di farina
150 gr. di zucchero semolato
4 uova
un litro di latte
500 gr. di mascarpone
vaniglia
50 gr. di zucchero a velo
sciroppo delle pesche

Procedimento

Con le fruste elettriche montate le uova con lo zucchero in una terrina. Unite la farina e la vaniglia e continuate a mescolare. Mettete il latte in una casseruola e lasciatelo riscaldare a fiamma bassa. Versate il latte sul composto di uova, zucchero e farina e cuocete la crema fino a che si addensa. Intanto mescolate il mascarpone e lo zucchero a velo. Disponete gli amaretti in una coppa trasparente abbastanza capiente, bagnateli con lo sciroppo delle pesche, copriteli con la crema di mascarpone e con le pesche tagliate a spicchi. Proseguite alternando strati di amaretti, sciroppo, crema al mascarpone e pesche. In cima terminate con il mascarpone formando magari dei fiocchi con una tasca da pasticciere. Potete aggiungere in superficie mandorle tagliate a lamelle in omaggio alla ricetta originaria.
Consigli: quando bagnate gli amaretti non abbondate con lo sciroppo, il bagno deve essere semplicemente accennato.

Sfoglia di formaggi e pancetta

Scritto da: redazione dicembre - 30 - 2009 COMMENTI

sfogli1Questo rustico di pasta sfoglia è di mia invenzione. Non sto qui a dirvi le difficoltà che i cuochi (i veri cuochi) incontrano nel preparare la pasta frolla. E dal momento che io non sono un vero cuoco ma soltanto uno che ha tanta passione per la cucina e per la preparazione di piatti che possano rendere felici gli amici e la famiglia sono costretto a dirvi che la pasta sfoglia la dovete acquista già pronta o leggere qualche ricettario di un buon maestro. Immagino già il disappunto di qualche lettore ma vi devo dire che ho provato a fare la pasta sfoglia senza mai riuscirci. Una sola volta l’ho vista fare da una donna di casa tanto brava quanto bella; aveva una manualità unica nello stendere l’impasto di farina e acqua e nell’inserire il panetto di burro, ripetendo costantemente il movimento, ruotando l’impasto come si fa di solito, lasciandolo riposare in frigorifero per poi ripetete l’operazione almeno tre o quattro volte.
Ho preparato questo rustico in occasione di una cena a cui sono stato invitato. Quando sono arrivato a casa di questi amici ho trovato sulla tavola le lasagne, la bresaola con sedano e scaglie di parmigiano, anatra all’arancia e dolci molto interessanti. Il mio rustico ha avuto successo, è piaciuto a tutti, spero che piaccia anche a voi.

Ingredienti

2 rotoli di pasta sfoglia
400 ml di besciamella
100 gr. di formaggio emmenthal
100 gr. di provolone dolce
100 gr. di pancetta a fette
formaggio pecorino grattugiato
latte
basilico
sale
pepe

Procedimento
Fate scongelare i rotoli di pasta sfoglia. Nel frattempo tagliate a dadini il formaggio emmenthal e il provolone dolce e metteteli in una terrina. Aggiungete la besciamella e grattugiate abbondante formaggio pecorino. Iniziate a mescolare il tutto. Prendete le fette di pancetta e stracciatele, aggiungetele al composto e continuate a mescolare. Se il composto non è fluido aggiungete del latte fino a quando il composto stesso vi sembrerà cremoso. Aggiustate di sale e pepe e spolverate con il basilico. Disponete in una teglia antiaderente imburrata il primo rotolo di pasta sfoglia, alzatene i bordi e riempitelo con il composto di formaggi e pancetta. Chiudete con l’altro rotolo di pasta sfoglia adagiandolo al di sopra del composto di formaggi e sigillando i bordi. Cuocete in forno a 180 gradi per circa mezz’ora e comunque fino a che la superficie divenga dorata e fragrante.
Consigli: anche la besciamella potete trovarla già pronta nei supermercati. Se volete farla in casa dovete mettere 50 gr. di farina e 50 gr. di burro in una casseruola. Versatevi sopra mezzo litro di latte freddo e portate ad ebollizione a fuoco medio mescolando di continuo per evitare che si formino grumi. Aggiustate di sale. (Se i grumi si formano lo stesso, vi consiglio di filtrare la besciamella una volta pronta attraverso un colino).

Curiosità: il termine béchamel si deve al Marchese di Nointel, Louise de Béchamel che secondo alcuni avrebbe inventato la ricetta (secondo altri l’origine sarebbe italiana, toscana per la precisione, mentre in Francia sarebbe arrivata con Caterina de’ Medici). Originariamente si trattava di una salsa di latte, brodo e carni, ma per la prima volta appare con il nome con cui la conosciamo alla metà del 1600 nel ricettario Le cuisinier François del cuoco di Luigi XIV. Se alla besciamella aggiungete le uova e la panna state preparando la salsa Mornay.

Torta glassata all’arancia

Scritto da: redazione dicembre - 28 - 2009 COMMENTI

glassaVi descrivo la ricetta di un altro dolce per allietare le vacanze natalizie. Questa volta si tratta di una torta all’arancia con glassa e canditi che ho imparato a Londra. Mi trovavo nello Yorkshire, una terra meravigliosa battuta da burrasche incessanti in inverno e rinfrescata da fresche pioggerelline in estate. E’ la cosiddetta moorland cioè la terra delle brughiere caratterizzata da sconfinati spazi verdi i cui confini sono disegnati da muri di pietre sovrapposte, paesini inerpicati sulle colline, laghi incantati nel famoso Lake District. A tratti sembra che lungo il corso di un ruscello spuntino fatine e folletti a farvi compagnia e ad invitarvi al loro banchetto tra i fili d’erba. Un giorno, mentre ero a casa di un amico mi misi a sperimentare insieme a lui questo dolce; mi trovavo per la prima volta in una tipica cucina inglese di provincia: legno e porcellana dappertutto, tendine alle finestre con disegni di fiorellini e farfalle, un tuffo nell’Inghilterra vittoriana in pratica. Sapete, eravamo in ritardo ma riuscimmo a sfornare in tempo il dolce e portarlo alla festa che quella sera era stata organizzata per noi… da chi? Ma dalle fate naturalmente!

Ingredienti
150 gr. di farina
100 gr. di zucchero
70 gr. di burro
2 uova
2 cucchiai di succo d’arancia
1 cucchiaio di buccia d’arancia grattugiata
½ bustina di lievito per dolci
Per la decorazione
100 gr. di zucchero a velo
100 gr. di arancia candita a pezzetti
1-2 cucchiaini di liquore all’arancia (tipo Cointreau)

Procedimento

In una terrina sbattete con le fruste elettriche le uova e lo zucchero. Aggiungete la farina e il burro ammorbidito a temperatura ambiente continuando a sbattere. Versate nel composto i due cucchiai di succo d’arancia e la buccia d’arancia ed infine la mezza bustina di lievito per dolci. Imburrate ed infarinate uno stampo circolare a cerniera, versatevi il composto e cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per 20-30 munuti. Sformate il dolce e fatelo raffreddare. Nel frattempo preparate la glassa mettendo in una ciotola lo zucchero a velo e il cointreau necessario per ottenere una glassa fluida. Cospargete il dolce di glassa aiutandovi con una spatola. Aggiungete i canditi sulla superficie.

Da oggi “Le ricette del Corriere”

Scritto da: redazione novembre - 20 - 2009 COMMENTI

bimbaLa rubrica “Le ricette del corriere” si propone di ampliare le tematiche del quotidiano attraverso l’invito ai lettori a leggere e a sperimentare una serie di ricette che prendono spunto sia dalla tradizione che da esperienze gastronomiche più lontane dalla terra del Sannio.
Ogni ricetta sarà preceduta da un pensiero, da una storia o dall’esperienza legata a quel piatto. Leggendo queste ricette è possibile accorgersi che la cucina rappresenta molto spesso l’espressione di un sentimento o di una emozione. Quante volte ci siamo trovati a creare legami di amicizia o a coltivare legami familiari durante la preparazione di un piatto? Simbolo di dedizione, la cucina è anche un modo per comunicare un ricordo, una gioia o la nostalgia di un amore lontano.
Buona lettura e buon lavoro
Rubrica curata da Valerio Maria Bianco

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