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Archivio per la categoria ‘Italia’

L’On.Mazzoni direttore della “Spring School 2012″: strategia anticrisi e laboratorio di riforme

Scritto da: redazione maggio - 19 - 2012 COMMENTI

erminiamazzoni1“E’ fondamentale riuscire a combinare il massimo di libertà nella competizione politica con la capacità di convergere non solo sui principi fondamentali ma sui grandi interessi nazionali comuni”. Dalla Tunisia, dove si è recato in visita ufficiale, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto un accorato appello alla politica italiana, che sembra essersi arenata su posizioni divergenti e non sostanziali, affinché rispetti le priorità del piano anticrisi. Il timore palesato dal Capo dello Stato, e non solo, è che le difficoltà incontrate dalla classe dirigente nel tentativo di trovare un punto di mediazione tra le diverse esigenze possa fermare il cammino delle riforme.

E mentre a Roma i partiti sonnecchiano, disorientati dai recenti risultati elettorali, a Benevento, invece, si rianima lo spirito dialettico e propositivo della politica con la seconda giornata di lavori della Spring School 2012. L’evento diretto dall’on. Erminia Mazzoni, infatti, e promosso dall’Associazione Magna Carta Campania in collaborazione con il Gruppo del Partito popolare europeo, ha ospitato ieri la tavola rotonda dal titolo “Riforme istituzionali, una ricetta contro la crisi”.

“Chiudere in commissione entro giovedì la riforma costituzionale, nessuno si sottragga”. E’ la risposta solerte del senatore Stefano Ceccanti, membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica e relatore della plenaria Spring, all’esigenza di accelerare sul processo di revisione invocato dal Presidente Napolitano. “E’ decisivo – ha ribadito il senatore - che, senza nessuna omissione o ritardo, nella prossima settimana la Commissione Affari Costituzionali dia il via libera alla bozza costituzionale Vizzini. La riforma della governance politica (numero dei parlamentari e legge elettorale, revisione del bicameralismo paritario, Governo più stabile ed efficiente) non è un optional né un’esigenza secondaria rispetto alle riforme economiche avviate dal Governo Monti”.

Ma le riforme non bastano. La parola all’on. Calderisi, membro Commissione Affari Istituzionali della Camera dei deputati, che, rivolgendosi alla giovane platea dei corsisti, ha invitato alla cautela nel riporre ogni speranza nel pur indispensabile percorso di riforma: “E’ certo che, per superare la crisi, è necessaria anche una strategia per la crescita economica, per la riduzione della pressione fiscale, e quindi necessariamente per la riduzione del peso dello Stato e della mano pubblica a tutti i livelli, nell’economia e nella società”.

All’incontro erano presenti anche il prof. Paolo Macry, professore di Storia Contemporanea presso l’Università “Federico II” di Napoli e l’on. Ciriaco De Mita, membro della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, qui in veste di testimonial chiave della corrente riformista e dell’urgenza delle sue istanze avendo vissuto in prima linea trent’anni di vani tentativi di modifica costituzionale. La responsabilità, secondo l’ex segretario nazionale della vecchia Dc, è dei partiti che “sono il luogo del distacco profondo tra i problemi delle persone e la gestione del potere”.

La nuova stagione, in cui lo Stato deve trasformarsi in un ordinamento meno distante, meno farraginoso e più moderno, quindi, sembra in ogni caso prossima. La maggioranza di questo governo, egregiamente rappresentata nella kermesse beneventana, lo conferma e i segnali sono confortanti.

“La conversione della Merkel – ha rassicurato la presidente Erminia Mazzoni a margine dell’incontro - verso misure per la crescita è il primo successo dei cittadini che, bocciando i partiti di governo, hanno dettato la linea”. Da Benevento all’Europa ”la primavera è iniziata”. In Italia gli Ultimi sondaggi SWG assegnano il 43,7% all’area del non voto. Il messaggio, secondo l’europarlementare, è “alla politica perché si rigeneri”. Stiamo minando la democrazia. “Per noi – ha aggiunto - la  ricetta contro la crisi è riforme, rigore e crescita. Per i partiti la dieta deve essere severa. Stop ai finanziamenti e via a una legge elettorale che dia agli elettori la libertà di scegliere. Pd, Pdl e Terzo polo devono lasciare a Monti la gestione e occuparsi di cambiare le regole subito”.

E il processo di gemmazione culturale continua. Il programma della Spring oggi, alle 16.30 presso il Bei Park Hotel di Benevento, si arricchisce della testimonianza del sen. Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta, impegnato in un dibattito su politica nazionale, riforme e scenari europei. Alle 17.30, invece, la consueta tavola rotonda verte sul ruolo della Ricerca e dell’Innovazione nel processo di ripristino degli equilibri socio-economici per consentire la crescita. All’evento partecipano: l’on. Francesco Boccia, membro della Commissione Bilancio della Camera dei deputati; il sen. Raffaele Calabrò, membro della Commissione Salute del Senato della Repubblica, Consigliere per la Sanità del Presidente della Regione Campania; l’on. Elisabetta Gardini, vice coordinatore Ppe della Commissione Ambiente del Parlamento europeo; il prof. Luigi Nicolais, presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche. Modera: Alfonso Ruffo, direttore de “Il Denaro”.

Provincia di Benevento: aumenta tasso di mortalità e il Governo investe su infanzia e anziani

Scritto da: redazione maggio - 11 - 2012 COMMENTI

tasso-di-mortalitaIl Governo Monti punta ad investire, tra un taglio e una cuci(na)tura sui cittadini anziani e i più giovanissimi, anche sull’infanzia. A tal proposito sono attuali i dati dei prossimi emendamenti che puntano ad investire circa 400 milioni di euro  nella cura dell’infanzia.  Dato che,volendo incrociare, si riferiscono sicuramente al fenomeno della mortalità e al fattore della prevenzione, nel tentativo di diminirlo sempre più e intercettare le maggiori e le possibili cause della mortalità. Assistenza e fondi che il Governo Monti dovrebbe investire in 330 milioni di euro, per gli anziani.  Anziani che, stando agli ultimi dati del 2009, sono sempre più a morire.

Aumenta il numero dei decessi nella provincia di Benevento, stando agli ultimi dati che si riferiscono al 2009. Rispetto al 2008, in cui gli anziani di sesso maschile della fascia di età compresa tra gli 85 e gli 89 che sono deceduti nel numero di 17.244, aumenta il tasso di mortalità. In valori assoluti gli anziani di età compresa tra gli 85 e gli 89 anni sono stati 19.945, nel corso del 2009. Ultimo dato disponibile rilevato. La mortalità delle donne anziane di età compresa tra gli 85 e gli 89 anni, dal 2008, il cui dato dei decessi è stato di 22.504 è diminuito, stando al dato ultimo del 2009, fino  a 22.212 decessi.

Stessa sorte, sostanzialmente è toccata alla mortalità dei bambini piccoli di età compresa tra 0 e 4 anni. Nel 2008, i decessi delle bambine piccolissime sono stati 564 casi. Nel 2009 sono diminuiti fino a 503 casi. La mortalità di bambini di età compresa tra 0 e 4 anni è, anch’essa, diminuita: i casi di decesso sono passati dal valore numerico di 641 del 2008, a 511 casi di bambini deceduti nel 2009.

Tra i ragazzi giovanissimi,invece, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, i decessi nel 2009 sono stati 262.

276,invece,sono stati i casi di decesso nel 2008. Dunque, 14 casi in meno di morte per i ragazzi tra i 15 e i 16 anni.

I decessi delle ragazze di età compresa tra i 25 e i 29 anni sono stati 147.   Invece, 79 ragazze sono decedute nel 2009, di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Nel 2008,sono state 78. A confronto la mortalità del 20o9 è diminuita di un solo decesso.Lo rileva la geo-demo dell’Istat.

Raffaele Di Santo

Pasqua: in Campania “dolce” record, 1.400 le pasticcerie in attività

Scritto da: redazione aprile - 6 - 2012 COMMENTI

pasquajpgLa Campania è la regione più “dolce” di questa Pasqua 2012. Non parliamo certo di affetti, ma delle rinomate e tradizionali uova di cioccolato, con annesse sorprese all’interno per bambini o per i più grandi, e dei classici dolci a forma di colomba. Sono infatti 1.400 le pasticcerie in Campania che stanno producendo dolci e panetteria fresca in occasione della Pasqua. Un vero record,se si pensa che il totale delle pasticcerie in Italia,in piena attività per soddisfare la richiesta del mercato, sono “soltanto” 10.000.

Raffaele Di Santo

Riforma del lavoro. Uil: “Servono modifiche”

Scritto da: redazione marzo - 21 - 2012 COMMENTI

riforma-del-lavoroUil: un primo commento sulla riforma del mercato del lavoro
”Per un giudizio positivo” sull’impianto della riforma del mercato del lavoro ‘’servono modifiche”: così il segretario generale della Uil sannita, Fioravante Bosco. ”Ho apprezzato che sia stato scritto che in caso di licenziamento disciplinare senza giusta causa il giudice non possa fare altro che reintegrare il lavoratore. Per i licenziamenti economici, invece, avevamo chiesto che fosse delegata al giudice la possibilità di decidere tra indennizzo o reintegro: ma ciò nel testo non c’è. Noi chiediamo inoltre che l’impresa informi le rappresentanze sindacali delle ragioni per cui si dovrebbe procedere ad un licenziamento: spetta alle imprese provare che ci sono le condizioni oggettive e il giudice dovrà valutare sentendo anche le rappresentanze sindacali”.
“Infine – conclude Fioravante Bosco - il licenziamento discriminatorio «è nullo, è come non fosse mai avvenuto» per qualunque tipo di impresa, anche quella con meno di 15 dipendenti. Questa è un’innovazione che accogliamo positivamente. E poi, il contratto a tempo indeterminato sarà «dominante» con il rafforzamento dell’apprendistato per l’ingresso nel mercato del lavoro. Saranno penalizzati i contratti a termine (ad esclusione di quelli stagionali o sostitutivi) con un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all’1,3% attuale). Per i contratti a termine non saranno possibili proroghe oltre i 36 mesi”.

Industria, produzione mai così bassa dal 2009 e… nessuno ripara più nulla

Scritto da: redazione marzo - 9 - 2012 COMMENTI

riparazioneA gennaio 2012 la produzione industriale diminuisce di 2 punti percentuali e mezzo rispetto all’anno precedente. Crolla,dunque,l’indice di produttività pur avendo avendo avuto,da calendario, un giorno lavorativo in più, ventuno a fronte dei venti dello scorso anno. Rispetto al trimestre dell’anno precedente, la produzione industriale è crollata dell’1,9 per cento: in particolar modo l’energia e i beni di consumo.
L’energia prodotta è,infatti, diminuita di quasi il 6 per cento, insieme ai beni di consumo, al - 5,4 per cento i beni intermedi, al di sotto del 5 per cento i beni strumentali.
Cresce,pero’, l’industria alimentare, in particolare modo quella dei tabacchi che, sale di due punti percentuali, così come l’attività estrattiva e la produzione di beni legati al tempo:orologi e apparecchi di misurazione.
Crolla anche l’industria del legno, della carta e della stampa con meno sedici punti percentuali rispetto all’anno precedente. Declina, letteralmente,con la perdita di più di 13 punti percentuali l’industria della riparazione e della manutenzione delle apparecchiature.

Il dato riscontrato non è mai stato così basso. L’ultimo dato riferito alla diminuzione industriale è del  2009.

Raffaele Di Santo

Nascita dello Stato Italiano: celebrazioni il 17 marzo

Scritto da: redazione marzo - 9 - 2012 COMMENTI

il-tricolore-la-bandiera-italianaIl prossimo 17 marzo le scuole di ogni ordine e grado, gli uffici pubblici saranno protagonisti di una serie di convegni,manifestazioni, riflessioni legate alla celebrazione della nascita dello Stato Italiano.
Una data che il Consiglio dei Ministri ha istituito riservandosi di un elevato valore simbolico che non arrivi a pesare ulteriormente nelle tasche della finanza pubblica. Giornate di studio,eventi, dibattiti, confronti pubblici saranno, per il 17 marzo, gli elementi fondamentali per celebrare il ricco patrimonio storico e culturale dell’Italia, delle Province e dei Comuni.

Raffaele Di Santo

Immigrazione. Subito una sanatoria per ottimizzare i conti dello Stato

Scritto da: redazione marzo - 9 - 2012 COMMENTI

immigrati2Nell’era del “frughiamo nelle tasche degli italiani” per tirar su il Paese, c’e’ un posto in cui il Governo Monti ancora non ha guardato. E’ il mondo del lavoro nero dei cittadini stranieri clandestini, e dei relativi datori di lavoro. Non e’ un mistero che centinaia di migliaia di clandestini lavorino a nero nei piu’ svariati settori, ne’ e’ un mistero che portare nella legalita’ questi lavoratori porterebbe miliardi di euro di euro nelle casse dello Stato, sottraendo questo denaro all’evasione fiscale.

Si pensi che nel 2007 i contributi previdenziali relativi a lavoratori stranieri ammontavano a quasi 7 miliardi, circa il 4 per cento del totale, ai quali vanno aggiunti oltre 3 miliardi tra Irpef, Iva, imposte per il lavoro autonomo e sui fabbricati. Questi dati si riferiscono al gettito contributivo di piu’ di due milioni di cittadini stranieri regolarmente iscritti all’INPS nell’anno 2007, e considerando che almeno altrettanti stranieri lavorano da clandestini, i conti sono presto fatti.

Si tratta di un tesoro che il Governo Monti non puo’ ignorare e che entrera’ nelle casse dello Stato solo con una vera sanatoria. Non parliamo dei provvedimenti farsa emanati finora, come quello del 2009, ad esempio, limitato a colf e badanti: ecco che tutti i clandestini si improvvisano collaboratori domestici e pagano 500 euro solo per presentare la domanda. Da queste sanatorie finte e’ scaturito solo un vasto giro di malaffare, con finti datori di lavoro che promettevano di presentare la domanda dietro pagamento di migliaia di euro, salvo poi darsi alla macchia, oppure presentavano la domanda pur sapendo di non avere i requisiti reddituali. Queste sanatorie piene di paletti spesso incomprensibili hanno portato a poco.

L’Italia ha bisogno dei lavoratori stranieri, e ha bisogno delle tasse che questi pagherebbero se non lavorassero (come gia’ fanno) a nero. Il Governo Monti deve imparare dall’esperienza dei governi precedenti e non commettere gli stessi errori. Quello che chiediamo e’ una sanatoria “vera” e “semplice”, che consenta agli stranieri clandestini presenti in Italia di ottenere un permesso di soggiorno se trovano un datore di lavoro pronto ad assumerli senza lungaggini e procedure che durano anni in attesa di una chiamata dallo Sportello unico per l’immigrazione: trovi un datore di lavoro, ti fai assumere, inizi a percepire uno stipendio, a pagare le tasse, ottieni il tanto sospirato permesso di soggiorno.

Sarebbe un primo passo per ripensare seriamente alle politiche migratorie scelte dall’Italia negli ultimi vent’anni, che fino ad ora hanno portato solo illegalita’, criminalita’, evasione fiscale. Disciplinare l’ingresso per lavoro in Italia con i decreti flussi e’ stata un’esperienza fallimentare, ed e’ ora di cambiare pagina: un meccanismo di ingresso in Italia che non sia contingentato a un determinato numero di quote annuali (flusso continuo) abbatterebbe quasi completamente la clandestinita’ di chi lavora, e non delinque. Cio’ favorirebbe inoltre un aumento degli introiti fiscali, nella misura in cui il lavoratore regolare pagherebbe le tasse, i contributi previdenziali, ecc.
In un sistema di “finestre” di ingresso in Italia che si aprono per una manciata di minuti l’anno, decisamente concordiamo con l’inutilita’ di sanatorie una tantum, che non fanno altro che invogliare chi non riesce a vincere la lotteria dei flussi a venire comunque in Italia, in attesa di una nuova sanatoria, fra un anno, fra due anni, o al successivo cambio di Governo.
Tutto cio’ e’ indice della necessita’ di ripensare i meccanismi delle politiche migratorie in Italia. Una sanatoria puo’ essere un nuovo punto di partenza, se ad essa segue una riforma del sistema degli ingressi in Italia. E cio’ potrebbe avvenire creando un sistema di flussi “continuo” all’interno del quale in qualsiasi momento dell’anno, qualunque datore di lavoro che abbia bisogno di manodopera che non riesce a reperire in Italia possa chiamarla dall’estero. A beneficio dell’economia italiana, delle casse dello Stato, della sicurezza pubblica…

“Forza del Sud” si trasferisce nel nuovo “PSI”

Scritto da: redazione marzo - 2 - 2012 COMMENTI

nuovo-psi-logo2Visto il disinteresse palesato nell’ambito territoriale della provincia di Benevento del soggetto politico denominato FORZA DEL SUD (F.D.S.), il coordinamento provinciale, nelle persone dei signori dott. Roberto Di Dio - segr. provinciale, d.c. Maria Anna Di Dio - dirigente provinciale e avv. Antonio Testa - segr. cittadino, decide e dispone con decorrenza immediata il trasferimento nei ruoli del soggetto politico denominato Nuovo PSI.
Tanto si comunica per opportuna, doverosa conoscenza, per gli adempimenti consequenziali dei soggetti destinatari interessati

Santoro e Ambrosino (FLI)su criminalità: “Territorio più sicuro dal 2008″

Scritto da: redazione marzo - 2 - 2012 COMMENTI

fliRiceviamo e Pubblichiamo il  comunicato stampa del coordinatore di Futuro e Libertà, Raffaele Ambrosino e del capogruppo in consiglio comunale, Andrea Santoro:

 

“A differenza di soggetti politici appartenenti alla maggioranza, plaudiamo alle precedenti e all’odierna azione degli uomini della polizia municipale al comando del Generale Sementa nel quartiere di Scampia.

L’azione di prevenzione e repressione  dei crimini e delle illegalità diffuse attuate da Sementa sin dal giorno della sua nomina, nel luglio 2008,  sta rendendo più sicura la città ed ha fatto ritrovare dignità e motivazioni a un corpo di polizia mortificato, nel recente passato, da scandali e prostrato da decenni di inefficienze.

Si continui su questa linea intransigente a 360 gradi, indispensabile per la crescita e lo sviluppo di questa città che resterà ferma senza la diminuzione della criminalità e le innumerevoli illegalità diffuse.”

Pastificio Rummo. 1°concorso Lady Chef FIC, vittoria alla siciliana Rosaria Fiorentino

Scritto da: redazione febbraio - 27 - 2012 COMMENTI

foto-vincitrici-concorso-rummoDomenica 26 febbraio, a Sapore 2012, si è tenuta la finale del concorso “Una grande pasta per una grande donna” ideato dal pastificio beneventano RUMMO, in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi. Le otto donne Lady Chef selezionate hanno gareggiato cucinando un “Primo Piatto” - rigorosamente preparato con uno a scelta fra i formati di pasta RUMMO Lenta Lavorazione® - e dedicandolo ad una grande donna del presente o del passato che si sia distinta per l’impegno civile, sociale, culturale.
Il primo premio il Fusillotto d’Oro Rummo è stato vinto dalla siciliana Rosaria Fiorentino, proprietaria della sala ricevimenti Moon Flower a Monforte Marina in provincia di Messina, che ha deciso di partecipare per l’originalità del concorso, stimolata dall’idea solo in apparenza semplice di abbinare una ricetta ad una donna. Il formato da lei scelto è stato proprio il Fusillotto, un fusillo più grande e più corto, dall’ampia superficie elicoidale studiata dalla divisione Ricerca&Sviluppo di Rummo Spa, per consentire da un lato una cottura perfetta e dall’altro di raccogliere bene il condimento, il cui nome è stato brevettato perché fosse unico e inimitabile.
Fusillotto d’Argento per la seconda classificata, Alessandra Baruzzi che ha dedicato la ricetta alla cantante Laura Pausini, sua conterranea, per l’impegno nel sociale e l’umiltà nonostante l’enorme successo internazionale. Un “piatto povero ma ricco” è invece quello della terza classificata, Daniela Moscarelli, che si è aggiudicata il Fusillotto gioiello in bronzo, con una ricetta a base di ingredienti poveri come patate e baccalà creata in funzione della persona a cui voleva dedicarlo ovvero Madre Teresa di Calcutta.
Le tre vincitrici riceveranno, inoltre, una fornitura di 48 kg di pasta RUMMO Lenta Lavorazione® per continuare a gustare tutte le qualità di una pasta ineguagliabile, l’unica approvata dalla Federazione Italiana Cuochi.
Tutte le partecipanti comunque hanno dedicato la propria ricetta a donne più o meno celebri che hanno dimostrato con le loro concrete e perseveranti gesta, umanità, umiltà e coraggio. Così il concorso RUMMO ha voluto dare il proprio contributo alla valorizzazione della figura femminile nell’ambito di una professione, quella di chef, fino ad oggi tipicamente maschile.
LE LADY CHEF FIC VINCITRICI
Nome Ricetta Personaggio
1° Rosaria Fiorentino
Monforte San Giorgio (ME)
Fusillotti Rummo Lenta Lavorazione® con carciofi e palmita al finocchietto selvatico su purea di zucca gialla profumata al cedro Maria Montessori
Pedagogista
2° Alessandra Baruzzi
Gatteo (FC) Mezzi Paccheri Rummo Lenta Lavorazione® ripieni di ricotta mortadella e pistacchio in crosta croccante su letto di salsa al pomodoro e crema di formaggio di fossa Laura Pausini
Cantante
3° Daniela Moscarelli
Potenza (PZ)
Gnocchetti Sardi Rummo Lenta Lavorazione® con patate e baccalà Madre Teresa di Calcutta
Religiosa Missionaria

Benzina, ancora aumenti: verde a 1,81

Scritto da: redazione febbraio - 24 - 2012 COMMENTI

benzina1Nuova stangata per i prezzi della benzina: schizzano infatti le medie nazionali dei prezzi tra i diversi marchi in modalità servito, con la verde, secondo quanto rileva Staffetta quotidiana, a 1,809 euro al litro (+0,6 centesimi) e il diesel a 1,752 euro (+0,6 centesimi).

Dopo il rincaro di Eni, quello che si attende è un weekend da record. Aumenti anche per Esso e IP (+0,5 sulla benzina e +1 centesimo sul diesel), Tamoil (+1 centesimo su entrambi) e TotalErg (rispettivamente +0,7 e quasi 1 cent).

Risultato di questa raffica di rincari l’aumento dei prezzi praticati sul territorio, destinati a salire ancora nel fine settimana. La verde viaggia così in media nazionale a 1,81 euro/litro e il diesel oltre 1,75. Ma le punte della benzina ora toccano al Centro 1,91 euro mentre per il diesel al Sud siamo a 1,78. In crescita anche le no-logo. Questo il quadro che emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio.

Senza sosta quindi la corsa verso l’ormai prossimo “traguardo” negativo dei 2 euro al litro per la benzina. Risultato che si spera sia, si vicino, ma solo una paura di tutti gli automobilisti, e non una realtà da aspettarsi.

Tommaso De Feo

Agricoltura. Accordo UE-Marocco su apertura a prodotti marocchini: il no di FIMA

Scritto da: redazione febbraio - 21 - 2012 COMMENTI

pesca “La notizia che giunge in questi giorni dal Parlamento europeo dimostra, attraverso la spaccatura sull’ accordo Ue - Marocco, l’ennesima sconfitta dell’agricoltura italiana. Perdono gli agricoltori del sud Europa e vincono ancora una volta i Governi e i “poteri forti del nord”, schierati contro l’agricoltura mediterranea con il sostegno dei parlamentari del PPE tra cui la Muscardini, vice presidente della Commissione commercio internazionale, a cui il Presidente Fini farebbe bene a chiedere conto del suo operato a difesa di tali accordi, che sarebbero stati stipulati per favorire la transizione democratica del Marocco, ma che accelerano e aggravano enormemente gli spazi di una non controllabile nuova povertà nel nostro Paese e negli altri paesi europei del Mediterraneo”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, nata per tutelare l’ agricoltura italiana.

Solo una minoranza significativa si è espressa contro l’accordo, compreso il relatore del testo il francese Bove’ che ha ritirato il suo nome dalla relazione, per “gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco e per l’inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale”.

L’ accordo prevede l’apertura delle frontiere europee ai prodotti marocchini dell’agricoltura e della pesca, in particolare l’importazione di olio, cereali, agrumi e di ortofrutta, a fronte di esportazione dall’ Europa di tecnologie industriali e in cambio di ulteriori commesse di opere pubbliche. Già in passato l’ agricoltura era stata oggetto di baratto a favore dell’ industria meccanica italiana ed europea. Dopo il corridoio verde, istituito nel 2000, presto vi saranno altri negoziati con l’ Egitto, la Giordania e la Tunisia. Così, in assenza di una politica agricola europea valida, al di là degli slogan, i nostri prodotti saranno costretti a competere al ribasso, in una situazione di crisi economica e sociale devastante che colpisce tutti i Paesi Europei del Mediterraneo.

“Noi non possiamo consentire - conclude il coordinatore - che si distrugga deliberatamente l’agricoltura del nostro Paese e si azzeri la prospettiva di un rilancio produttivo dell’economia agraria delle Regioni del Mezzogiorno, senza un’ adeguata politica di compensazione e senza tener conto dei drammi causati a centinaia di migliaia di agricoltori, condannati così alla rovina. Nella revisione della PAC occorre rispettare i principi sanciti nei trattati istitutivi, che prevedono di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola migliorando il reddito individuale di coloro che lavorano nell’ agricoltura. Un reddito che in Italia, invece, e’ già calato del 35 per cento negli ultimi dieci anni. Ogni accordo di questo tipo, non condiviso e non votato dai Parlamentari dei Paesi UE Mediterranei, favorisce gli interessi di alcune grandi lobby ma si pone in conflitto con l’economia reale di tutti i Paesi Mediterranei e in contrasto con il diritto comunitario”.

Caro benzina, ecco i consigli per risparmiare

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 1 COMMENTI

benzinaNuovi rincari sui prezzi dei carburanti, che a quanto pare toccheranno record storici in fatto di prezzi alti.

A ritoccare i listini sono soprattutto Ip (la verde a 1,810 euro e il diesel a 1,749), Q8 (1,800 euro la verde e 1,742 il diesel), Shell (rispettivamente 1,804 e 1,745 euro) e Tamoil (1,807 e 1,745 euro).

Prezzi stabili invece per Eni, Esso e TotalErg, che mantengono le tariffe della benzina al di sotto di 1,80/l.

L’osservatorio nazionale QE ci tiene a ribadire che il caro benzina riguarda tutto il mondo e non solo il nostro paese.

A questo proposito, il rincaro del petrolio pesa anche alle aziende no-logo che si stanno velocemente uniformando alle tariffe delle compagnie di carburante più rinomate.

Qualche consiglio? Ovviamente armarsi di pazienza e scovare il distributore più conveniente, ma anche preferire le stazioni di rifornimento autostradali a quelle locali, che sempre secondo QE hanno prezzi mediamente inferiori rispetto a quest’ultime.

 

Luca Di Palma

L’Italia non cresce: già da ora “pugno duro” contro gli evasori

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 COMMENTI

Sono tre i punti focali, registrati all’interno dell’audizione conoscitiva realizzata dal dott. Enrico Giovannini per l’Istat, sintomo e dramma dell’annuale crescita: gli obiettivi della Finanza Pubblica, il Mercato del Lavoro e la Contrattazione collettiva, seguite dall’aumento della concorrenza e dal miglioramento delle condizioni di contesto per le imprese, in un’ottica di coesione territoriale che ben sposa il contesto nazionale e quello del Sud dell’Italia. 

fiscoDunque, misure concrete per il biennio 2013-2014,affinché si riduca il debito pubblico utilizzando l’extra-gettito delle tasse e del “sacrificio degli Italiani” … se di tutti gli Italiani.. si parlerà. A dicembre 2011, il Pil dimuisce dello o.7 per cento,determinando una crescita di gran lunga negativa per i “Pro capite” Italiani, del - o,6 per cento.

Per quanto riguarda il lavoro e il mercato del lavoro potrebbero esserci, a breve, delle interessanti novità che andranno spiegate ai cittadini-lavoratori, come la riforma dei sussidi alle Imprese e ai singoli lavoratori,  l’azione di contrasto sempre più “dal pugno duro e d’oro” verso il lavoro  nero e gli evasori, incentivando l’ingresso delle donne e dei giovani nel mondo, ormai sconosciuti, ignoto ai più, del lavoro, nel tentativo,si spera realizzabile e riuscito,di garantire una sempre maggiore concorrenza libertaria del mondo lavorativo , utilizzando gli investimenti privati nella ricerca e nel campo dell’innovazione.

In questo mix di entrata-spesa,che nel trattino che sia o nelle distanze reali tra i significati delle parole un po’ si perde..a volte… nelle tasche delle responsabilità,che sono sempre degli…altri.

Se l’inflazione resta al catastrofico 3 per cento, l’I.v.a, è certo, aumenterà di un punto percentuale e cioè dal 20 per cento al 21 per cento.

Raffaele Di Santo

Immigrare in Campania? No, meglio Lombardia e Toscana

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 COMMENTI

immigrati2Gli immigrati non amano la Campania. O per meglio dire, non amano il Sud.

Ad affermarlo è un rapporto del Cnel presentato oggi a Roma.

Gli stranieri che immigrano in Italia in cerca di lavoro e di maggiore benessere trovano poco aperti e flessibili i campani, e conseguentemente hanno non pochi problemi ad integrarsi nella società.

Le regioni preferite sembrano essere la Lombardia (70,6 %), la  Toscana (66,0) e  l’Umbria (65,7).

Seguono le regioni meridionali come la Puglia, il Molise, la Basilicata e appunto la Campania.

Questo dato tuttavia sembra andare in controtendenza al visibile aumento degli immigrati in territorio campano, che se fino a qualche anno fa interessava solo il capoluogo, ovvero Napoli, attualmente coinvolge anche altre realtà come Benevento e Caserta.

Luca Di Palma

Fornero: “Equilibrio Nord/Sud punto focale della nuova riforma”

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 COMMENTI

forneroSalvare l’economia italiana, come si può?

E’ questo il principale quesito al quale ha provato a ripondere il Ministro del Lavoro Elsa Fornero nel corso della riunione dell’Unione Europea a Bruxelles.

Per rilanciare l’economia italiana, ed il paese in generale, bisogna secondo la Fornero insistere sulla definitiva soppressione del dualismo Nord/Sud, ma anche impegnarsi a risollevare la situazione lavorativa nazionale, che nei primi 9 mesi del 2011 ha visto un calo di 80.000 posti di lavoro.

Le vittime principali si riconfermano essere le donne ed i giovani.

Per ultimo, ma non perchè meno importante, la Fornero afferma di essere decisa a promuovere una campagna contro gli sgravi fiscali e la diffusione della formazione di qualità a livello nazionale.

Appuntamento dunque a marzo, quando verrà presentata la nuova riforma del lavoro.

Luca Di Palma

Economia & Meridione: in arrivo il nuovo piano anti-crisi

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 COMMENTI

divario-nord-sud Arriva direttamente dal Ministro del Lavoro il punto della situazione economica e riferita alle future strategie da dover mettere in atto “tecnicamente” sin dai prossimi mesi per ridurre al minimo il dilagante fenomeno di crisi che ha messo in ginocchio la Grecia negli ultimi giorni  e che inevitabilmente finirà per condizionare l’economia italiana e del Sud Italia: già di suo ripartito tra l’aumento dei prezzi, lo spread..che sale e la fiducia del consumatore che fa capolino tra i costi dei servizi e i disagi della “vita quotidiana”.

Meno tasse e nuovi servizi sono le prospettive, oltreché politiche, del Ministro Fornero che più che promettere annuncia: “Sgravi fiscali e nuovi servizi anche sostenuti dal fondo sociale Ue”, riferendosi , in particolar modo, alla triste e sempre più spesso umiliante condizione dei lavoratori del Sud e delle donne del Meridione.

Al centro dell’attenzione la rivisitazione dei contratti: ce ne sono troppe tipologie che generano il sempre più ripetibile fenomeno del precariato giovanile e non giovanile. Si ripunta, per i giovani, sull’entusiasmante “rinnovo” dell’apprendistato. L’apprendistato come novità.

Idealizzante,invece, il discorso del Ministro Fornero che mira certamente al rispetto dei diritti e dei doveri delle lavoratrici del Sud, che pero’ risultano sempre più provate  e insoddisfatte di “sgravi” promessi e quasi mai ottenuti.

Gli storici rappresentanti dei lavoratori-cittadini e qualche new entry dell’economia saranno i protagonisti indiscussi di un nuovo piano anti-crisi che si occuperà maggiormente del problema degli ammortizzatori sociali e delle odiate casse-integrazione, da anni, ormai, chiodo fisso delle rappresentanze sindacali Cgil, Uil,Cisl, Ugl.

Raffaele Di Santo

Professione geologo, Rolandi : “Sarà sentinella del territorio”

Scritto da: redazione febbraio - 17 - 2012 COMMENTI

geologia“Sta cambiando qualcosa anche per i geologi perché l’enorme prospettiva che si affaccia all’orizzonte con la redazione dei Piani di Protezione Civile è un aspetto veramente interessante dal punto di vista della professionalità del geologo”.

Lo ha affermato Giuseppe Rolandi docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II di Napoli , a margine della conferenza sulla pianificazione territoriale , svoltasi ad Avellino e che ha visto insieme geologi, ingegneri ed architetti .
“ Mettere sempre di più mano ai piani di protezione civile in maniera attiva . Da tempo ribadiamo l’importanza del geologo come sentinella del territorio – ha affermato Giuseppe Doronzo , Segretario dell’Ordine dei Geologi della Campania - e dunque dei Presidi Territoriali . Con la prevenzione faremmo tre cose : salvare vite umane , salvaguardare il territorio e non rincorrere il post – emergenza e dunque risparmiare soldi. Vanno implementati soprattutto i piani di protezione civile comunali perché le specificità dei singoli paesi necessitano di uno studio approfondito del territorio e noi portiamo proprio nel nostro titolo di “geologo” la conoscenza della Terra non solo per mitigare il rischio idrogeologico e tutti gli altri rischi che esistono ma anche per capire come sviluppare azioni di protezione civile attraverso una conoscenza specifica e puntuale del territorio”.

Nei giorni scorsi il Governo ha annunciato lo stanziamento di importanti fondi per il dissesto idrogeologico. Il commento dei geologi campani è nettamente positivo perchè “ finalmente ci si inizia a porre il problema – ha concluso Doronzo - anche se la coperta è troppo corta . Bisogna puntare sempre di più sull’attivazione dei Presidi Territoriali non solo perché efficaci ma anche in quanto rispondenti alle esigenze di ottimizzare i costi in un periodo così difficile quale quello che stiamo vivendo”.
Ingegneri , architetti e geologi campani, fanno fronte comune portando avanti un’ unica voce: la prevenzione sul fronte dissesto idrogeologico ed in campo sismico è l’unica strada .
“ Tutta la nostra attività professionale non può essere più vista in maniera settoriale e molto limitativa - ha affermato Fulvio Fraternali , Presidente dell’Ordine degli Architetti di Avellino - ma va vista come un lavoro in sinergia per ottenere risultati che probabilmente la collettività si aspetta . Questa sinergia diventa fondamentale e non più rinunciabile perché oggi quando si pianifica a livello urbanistico normale il conoscere la risposta del suolo ad un rischio sismico , ad un’onda sismica o ad aspetti di altro tipo , diventa fondamentale per una corretta pianificazione .

Spesso le Amministrazioni scelgono le aree di espansione o di intervento in base ad altri requisiti e soprattutto si dovrebbe adesso incominciare a pianificare gli interventi che vanno ad attuarsi sull’esistente” .

Forte la denuncia degli ingegneri :
“La pianificazione del territorio è ancora un momento poco conosciuto . Oggi sono pochi i Comuni che si sono dotati di Piani Comunali – ha dichiarato Michele Caravello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Avellino – per la gestione di questa pianificazione territoriale . Dobbiamo far decollare la pianificazione del territorio” . Ed ecco l’appello al Governo Monti al quale “chiediamo di essere incisivo nel campo della prevenzione dei rischi. Oggi la realtà - ha concluso Caravello - è che l’amministratore locale non è spinto a fare questo perché le ricadute elettorali sono basse. Bisogna fare uno sforzo per imporre con più decisione la pianificazione del territorio con sanzioni per le amministrazioni meno attente a tali problematiche e premi invece per quelle virtuose.

Piena sinergia con geologi ed architetti per rilanciare la pianificazione nel campo della prevenzione dei rischi”.
C’è un segnale importante in arrivo proprio da quel territorio irpino duramente colpito dal terremoto del 1980.
“Stiamo facendo il Piano di Protezione Civile – ha annunciato Daniela Manzi , Responsabile del Servizio Protezione Civile della Provincia di Avellino - ed inoltre l’Ente Provincia ha in corso il Piano Territoriale di coordinamento . Sono stati redatti 50 piani da parte dei Comuni negli ultimi 5 anni su 119, con una percentuale del 42% come Comuni e del 60% come popolazione coperta”.

Benzinai, avvocati e medici: a febbraio è raffica di scioperi

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

sciopero-generale-nr-3-0Quelli che pensano che l’allarme sciopero sia stato sventato e che i disagi legati a distribuzione e trasporti siano finalmente terminati farà bene a ricredersi, perchè a quanto pare il peggio non è ancora arrivato.
I sindacati di fatto stanno organizzando la prossima tranche di scioperi e proteste, che nell’entrante febbraio causeranno probabilmente più disagi di quanti ne siano scaturiti a gennaio.
Una cosa è certa: i lavoratori italiani sembrano non apprezzare le nuove liberalizzazioni imposte dal governo Monti, come affermano soprattutto i tassisti e gli autotrasportatori.
Se a queste si aggiungono i continui ritardi di salario praticati dalle aziende di trasporto pubblico, allora il quadro è completo.
Un febbraio di fuoco dunque, al quale è consigliabile arrivare preparati al fine di evitare stressanti (ed inutili) attese in stazione o lotte all’ultimo goccio di benzina.
Ecco, di seguito, ciò che si sa sugli scioperi di febbraio: per cominciare, gli autotrasportatori, protagonisti degli scioperi di gennaio, annunciano una tregua non condivisa solo dai trasportatori di bisarche, vale a dire il trasporto di autovetture.
Questo comparto subirà uno stop dal 6 febbraio fino alla mezzanotte del 10.
Per quanto riguarda la situazione benzina, è impossibile stabilire già da ora le date esatte dello sciopero ma si ipotizza che saranno scelte le ultime settimane di febbraio; in ogni caso gli impianti chiuderanno per tre giorni consecutivi alla volta (il massimo consentito dalla legge italiana).
Per quanto riguarda invece il settore sanitario, le farmacie associate a Federfarma hanno scelto il primo giorno del mese come giornata di chiusura.
La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ha invece organizzato una protesta dal 9 al 12 febbraio, con le seguenti modalità: i medici di medicina generale del settore di assistenza primaria sciopereranno con la chiusura degli studi il 9 e il 10 febbraio dalle ore 8 alle ore 20. I medici di continuità assistenziale sciopereranno dalle ore 10 dell’11 febbraio alle ore 20 del 12 . I medici di emergenza sanitaria dalle ore 8 dell’11 febbraio alle ore 20 del 12 ed infine i medici dei servizi territoriali dalle ore 8 alle 20 del 9 e del 10 febbraio.
In sciopero anche gli avvocati, ugualmente accaniti contro le liberalizzazioni. Essi sciopereranno il 23 ed il 24 febbraio.
Per quanto riguarda le Telecomunicazioni, previsto per il 7 lo sciopero di Telecom mentre il 9 toccherà a Wind ed Eutelia.
Niente di certo invece per il settore Trasporti pubblici, tranne lo sciopero della napoletana Circumvesuviana, fissato per le ore 13 del 9 febbraio.

Luca Di Palma

Passariello: difendere il Made in Italy equivale a più posti di lavoro in Campania

Scritto da: redazione gennaio - 20 - 2012 COMMENTI

made_in_italy_product_logo_by_steel891Sergio Passariello responsabile nazionale dell’ufficio di segreteria attività produttive, pmi ed artigianato del Nuovo Psi, partito federato con il Popolo delle libertà dichiara : “il falso made in Italy” alimentare penalizza non poco le dinamiche dell’industria alimentare, in un momento storico nel quale avrebbe bisogno più che mai di valorizzare i propri sbocchi esteri, in presenza di un non brillante andamento del mercato intero”.
Come sostiene Federalimentari, precisa Passariello, il falso “made in Italy”provoca un danno economico di oltre 60 miliardi di euro, di cui quasi 54 di Italian sounding, ossia di quei prodotti che, con immagini, nomi e colori evocano quelli italiani, ma che nulla hanno a che fare con le tradizioni e la qualità del prodotto originale italiano, e 6 milioni di euro di contraffazione vera e propria.
Siamo di fronte, continua Passariello, ad una cifra enorme, che raggiunge quasi la metà del fatturato alimentare pari a quasi 130 miliardi di euro e vale oltre il doppio dell’export nazionale pari a 23 miliardi.
Per rilanciare l’export e risollevare l’economia, creando migliaia di occasioni di lavoro per le giovani generazioni e per lavoratori usciti dal ciclo produttivo, sarebbe necessario, precisa Passariello, rafforzare gli strumenti comunitari all’interno del perimetro dell’Unione Europea con la definizione di accordi bilaterali con i paesi maggiormente interessati, potenziare il già presente sportello delle imprese, con il nobile obiettivo di creare una rete funzionale di monitoraggio all’estero del fenomeno, attivare uffici legali presso l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero al fine di consentire azioni legali di tutela del Made in Italy, far conoscere attraverso campagne pubblicitarie al consumatore estero il prodotto originale Made in Italy.
Una radicale lotta alla contraffazione nel settore agroalimentare, in base ai dati della prima relazione sulla pirateria della Commissione parlamentare d’inchiesta potrebbe produrre, conclude Passariello, 300 mila occasioni di lavoro, di cui almeno 25 mila nella regione Campania.



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