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Archivio per la categoria ‘Inchieste’

I giovani e l’impegno sociale secondo un’indagine statistica

Scritto da: redazione marzo - 13 - 2012 COMMENTI

csvob-001 Si è tenuto questa sera, presso la sede territoriale della Valle Telesina del Centro Servizi per il volontariato, un convegno dal titolo “Lo stile di vita dei giovani”, che ha voluto portare all’attenzione dei presenti le conclusioni a cui si è giunti a seguito di un’indagine relativa alla condizione giovanile della provincia di Benevento, condotta su un campione di 600 persone di età compresa tra i 12 e i 29 anni residenti nella provincia. Tali soggetti hanno dovuto rispondere ad un questionario sui temi della famiglia, del lavoro, del tempo libero, dei valori e, quindi, del “vivere” in provincia di Benevento. L’indagine è stata condotta nelle scuole, nei supermercati, nelle piazze di Benevento e provincia e nei vari luoghi di aggregazione dei ragazzi. L’obiettivo è stato quello di avere un quadro il più chiaro possibile della situazione e della condizione dei giovani nel momento attuale. Il lavoro in questione nasce dalla necessità di conoscere la situazione presente per progettare al meglio il futuro di giovani che siano promotori delle azioni future e non meri fruitori delle stesse. La “tavola rotonda” è stata introdotta dal Vice Presidente della Cesvob, Antonio Meola. I risultati della ricerca sono stati comunicati e commentati dalla dott.ssa Olimpia Luongo, la quale ha partecipato attivamente alla realizzazione di questa indagine, con la collaborazione del prof. Farina, docente presso la facoltà di Scienze Statistiche ed Attuariali dell’Università degli Studi del Sannio. La ricerca è giunta alla conclusione che, purtroppo, trai giovani, è diffusa una scarsa fiducia nel futuro e nella politica. Infatti, l’indagine ha rilevato che, a spaventare la fascia compresa tra i 12 e i 29 anni, sono principalmente, l’incertezza sull’avvenire e la violenza. Tuttavia, non viene meno la fiducia nel volontariato, anche se risulta che l’ 85 % degli intervistati non svolge attività di questo tipo, soprattutto perchè non sa come fare né a chi rivolgersi. E, allora, appare necessario far sì che la visibilità di tali associazioni senza scopo di lucro aumenti notevolmente, in modo da far proliferare il numero di coloro che vi si dedicano.
csvob-0021 Monsignor Michele De Rosa, vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita,Telese e Sant’Agata De’ Goti, nel suo intervento, ha parlato del volontariato e delle sue origini, ponendo l’accento sui comportamenti dei giovani, “imprigionati” in un mondo difficile. Il volontariato rappresenta lo specchio della ‘filantropìa’, vale a dire dell’amore verso l’altro, un amore che coinvolge anche il soggetto non credente, in quanto membro, egli come tutti gli altri uomini, di una stessa umanità.
Papa Giovanni Paolo II ebbe modo di dire: “ Si deve puntare sui giovani, perché i giovani sono il motore del mondo”.
E allora, io aggiungo, facciamo sì che essi possano effettivamente, con azioni concrete, mettere in moto il mondo.

Morena Di Lonardo

L’Italia odia il Web: il 39% non ne ha mai fatto uso

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

internetCome se la cava l’Italia con l’informatica?
Analizzando i dati dell’Unione Europea la situazione è piuttosto contraddittoria: se infatti si prende in considerazione la quantità di servizi disponibili on line il nostro paese si posiziona incredibilmente in testa alle classifiche europee con una percentuale del 100%, saldamente davanti alla Germania (90,9) e alla Francia (83,3).
Ciò che più colpisce è la forte crescita degli ultimi anni, determinata in primo luogo dagli interventi informatici messi in atto da Renato Brunetta, il ministro della Pubblica amministrazione del precedente governo, che ha digitalizzato il comparto amministrativo con oltre 7 milioni di documenti che vengono forniti «solo» online.
La contraddizione è palese, però, nel momento in cui si analizza il numero di fruitori della Pubblica amministrazione on line: un misero 10,7% contro il 19,3 dell’Unione, il 21,2 della Francia e il 32,3 della Finlandia.
Ma da cosa dipende questo paradosso? Innanzitutto dal fatto che la maggior parte dei lavoratori non è correttamente educato alla realtà informatica, ma anche dal fatto che pochi italiani possiedono una propria connessione casalinga: essi equivalgono al 62% in Italia, contro l’83 della Germania, il 76 della Francia, l’85 della Gran Bretagna, l’84 della Finlandia e il 91 della Svezia; ciò significa che 4 famiglie su 10 non è in condizione di connettersi alla rete.
Se si guarda alla percentuale di italiani che fanno uso della rete il dato è ancora più disarmante: il 39% della popolazione tra i 16 e i 74 anni non si è mai collegata ad essa.
La poca fiducia dell’Italia nei confronti della rete è identificabile anche nello scarso ricorso allo shopping online: nel 2011 solo 27 italiani su 100 hanno ordinato beni sul web (contro 67 della Francia, 77 della Germania e 82 della Gran Bretagna).
Siamo dunque lontani dagli obbiettivi prefissati dall’ Unione Europea, che prevede che entro il 2020 ognuno dovrà poter accedere a una banda da 30 megabit al secondo, mentre metà delle famiglie dovrà poter avere un abbonamento da 100 megabit.
Ma non solo: entro il 2015 metà della popolazione europea dovrebbe ricorrere ai servizi di shopping on line.
Riuscirà L’Italia ad allinearsi a questi obbiettivi? Solo il futuro potrà dircelo.

Luca Di Palma

Io odio il Lunedì… anzi no il Martedì!

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

41571_50993434123_6617248_nNell’immaginario collettivo il giorno peggiore della settimana è il “terribile” lunedì, che segna la linea di confine tra gli ozi del week end ed il ritorno a scuola o tra le grigie mura dell’ufficio.
Se anche voi condividete questo pensiero, probabilmente dovrete ricredervi.
Una ricerca pubblicata dalla rivista Focus e condotta dalla London School of Economics ha affermato che il giorno peggiore della settimana è insospettabilmente il martedì.
A pensarla così è ben il 53% degli intervistati, che hanno condannato il martedì a tutto vantaggio del lunedì.
I motivi di questa scelta? Sostanzialmente il fatto che il lavoratore medio anteponga il piacere al dovere, passando il lunedì a riprendersi dalle pazzie del fine settimana ed aggiornando il proprio Facebook.
Di conseguenza, dovrà svolgere il lavoro del lunedì il giorno dopo, proprio il martedì.
Ma oltre all’accumulo di lavoro, l’impiegato dovrà fronteggiare anche un altro fattore: l’arrabbiatura del capo che si lamenta perchè il lunedì ha lavorato poco.
Un luogo comune dunque decaduto, quello del lunedì come giorno più infernale della settimana.
E per voi, qual’è il “giorno no” della settimana ?

Luca Di Palma

Istat. Gestione dei rifiuti: quanto mi costi!

Scritto da: redazione gennaio - 19 - 2012 COMMENTI

untitled60Fotografata dall’Istat la situazione della spesa per la gestione di servizi essenziali, come gestione dei rifiuti, acque reflue e risorse idriche.

Nel 2010, infatti la spesa nazionale per la gestione dei rifiuti, delle acque reflue e delle risorse idriche si è attestata complessivamente a 34.350 milioni di euro, con una incidenza sul Pil del 2,2%.

Lo rende noto l’istituto di statistica nazionale in un comunicato.
A quanto pare sono, in particolare, gli investimenti dei produttori specializzati privati, ossia di quelle imprese che hanno per attività principale la produzione di servizi ambientali per la vendita a terzi, a far registrare la quota maggiore sul totale della spesa nazionale (9%), a fronte di una percentuale del 2% dei produttori specializzati pubblici.
Dal 1997 al 2010 il valore della produzione degli ’specializzati’ nel settore della gestione dei rifiuti è praticamente raddoppiata: si sono registrati infatti, aumenti del 61% e dell’11% , rispettivamente, nei settori della gestione delle risorse idriche e delle acque reflue.

Tommaso De Feo

Premier Mario Monti: “Sud leva dell’Italia”, il Sannio commenta

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2012 COMMENTI

monti_mario_adn”Il Sud e’ la leva per la crescita dell’Italia e dell’Europa”, queste le parole del presidente del Consiglio Mario Monti. Abbiamo contattato telefonicamente vari esponenti provinciali per commentare le dichiarazioni del Premier. Il presidente della Provincia, Aniello Cimitile, ha detto: “Sicuramente il Sud è la leva dell’Italia però non credo che queste parole siano state dette con consapevolezza dato che ci vogliono misure serie per lo sviluppo (la Napoli-Bari) e i continui mancati trasferimenti stanno indebolendo gli enti locali”. Invece il consigliere Angelo Capobianco ha iniziato a parlare dopo una risata ironica, emblema di una situazione tragicomica del nostro Meridione, affermando: “Per il Sud ci vogliono cose sostanziose, di segnali concreti. Abbiamo da lamentarci non poco perchè il Mezzogiorno è da sempre trascurato”. Ha concluso: “Speriamo che dopo tutte queste manovre di rientro ci possa essere un’ efficiente fase di sviluppo”. Infine molto chiaro ed esaustivo è stato il vice presidente della Provincia Antonio Barbieri: “Il Sud è la leva che però ha tante responsabilità a partire dalla classe dirigente che sta attuando solo tagli orizzontali. La politica di Tremonti bada solo al saldo evitando di fare determinate scelte. Aggravare lo stato degli enti locali, colpendo i servizi essenziali per i cittadini dice tutto….e la Regione non fa di sicuro meglio”. Ha terminato con una frase tanto dura quanto veritiera: “Continuando così il Sud è condannato ad una morte irreversibile”.
Emilio Spiniello

Scuola. L’80 % delle spese a carico delle famiglie. Ma al Sud costa meno

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2012 COMMENTI

imagesca90p9woScuola pubblica quanto mi costi! E già. Secondo un’indagine condotta da Repubblica in 10 grandi città italiane, la scuola pubblica pesa e anche tanto sulle spalle delle famiglie.

Il dato è generale, ma evidenzia come in buona parte degli istituti superiori italiani, le spese di gestione di ogni Liceo e Istituto d’Istruzione Superiori gravi fino alla misura dell’ 80 % su mamma e papà.

Si parla di gite, corsi pomeridiani e attività sportive, giornalini d’istituto e recite teatrali, viaggi d’istruzione, corsi di lingua straniera e per conseguire la patente informatica, rivolti a prof e studenti, corsi per ottenere il patentino per i ciclomotori, assicurazione.

Sorprende però come, almeno in questo, è il Sud a pagare meno.

Infatti, l’inchiesta condotta da Repubblica, evidenzia come è il Nord a pagare di più. Il contributo privato nelle spese di gestione della scuola pubblica, è difatti minore nel Mezzogiorno.
Sarà forse perchè le nostre sono scuole che funzionano meglio?

Tommaso De Feo

Scuola: smentita Lega su ‘furbetti’, al Sud più trasferimenti docenti

Scritto da: redazione gennaio - 17 - 2012 COMMENTI

banchi-scuolaEsaminando i dati messi a disposizione dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, vengono alla luce alcune disuguaglianze tra il personale docente del Sud e del Nord del Paese: la prima riguarda i trasferimenti dei docenti che sono più frequenti al Meridione che al Settentrione; la seconda riguarda i docenti di sostegno che nelle scuole meridionali sono più stabili e fissi che nel resto d’Italia.
La prima notizia, riportata anche da ‘Repubblica.it’, sembra sfatare di netto il luogo comune sbandierato da tempo dalla Lega Nord secondo il quale i “furbetti” docenti meridionali andrebbero al Nord per poi chiedere il trasferimento nelle regioni d’origine. I dati ministeriali affermano, infatti, che in Lombardia e Veneto, roccaforti leghiste, i trasferimenti degli insegnanti di scuola elementare ammontano rispettivamente al 4,2 e 3,1 per cento: sotto la media nazionale che si attesta al 4,3 per cento. Con il tasso di mobilità regionale di maestri e professori, si scopre che il corpo docente più stabile è proprio al Nord: meno trasferimenti e, di conseguenza, più continuità didattica. Nelle scuole medie le cose non cambiano: in tutte le regioni settentrionali il tasso di mobilità dei docenti per “trasferimento a domanda” è del 5,5 per cento, contro una media nazionale del 6,2 per cento. E’, paradossalmente, al Sud che la classe docente è più dinamica: 6,8 per cento.
Quindi non sembra affatto esserci alcuna fuga degli insegnanti meridionali verso le regioni d’origine. I dati ministeriali sono confermati da uno studio della Fondazione Agnelli, che nell’ottobre 2009 censì il numero dei docenti che ottennero il lasciapassare dal Nord verso una scuola meridionale: 691 in tutto su oltre 69 mila richieste soddisfatte.
Se la prima notizia sembra ‘favorire’ i docenti del Nord, dalla seconda, invece, si deduce che gli insegnanti di sostegno al Meridione sono più ‘fortunati’ dei colleghi del Settentrione. Vediamo perché: la legge finanziaria 2008 ha stabilito che il 70% dei posti di sostegno sia in organico di diritto, cioè fissi, stabili, coperti da docenti di sostegno di ruolo o nominati per l’intero anno scolastico. Al Nord la media è del 50%, quindi il restante 50% del corpo docente è precario; sono invece ben al di sopra del 70% (con benefici di continuità e stabilità) in molte Regioni meridionali: in Basilicata (87,2%), in Campania (81,2%), in Sardegna (80,5%), in Calabria (75,3%).
Tra poche settimane il ministro Profumo dovrà definire anche gli organici del sostegno per il prossimo anno scolastico. Riuscirà il ministro a ridistribuire la stabilità tra i territori (anche se è difficile togliere quel che già si è dato)?

Fausto Farese

Affaire Izzo-Mataluni. Il punto di Gabriele Corona

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

altrabeneventoRiportiamo le dichiarazioni di Gabriele Corona in merito all’articolo apparso su “Il Mattino” riguardante la vicenda Izzo-Mataluni:
“Ieri l’altro, 14 gennaio, il quotidiano “Il Mattino” ha dato notizia di un provvedimento di “chiusura indagine” inviato dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Nicoletta Giammarino, al sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo, con il quale l’interessato viene avvisato di essere ritenuto responsabile del reato di calunnia per le lettere anonime inviate a Biagio Mataluni, amministratore dell’omonimo oleificio. Non si tratta, per ora, neppure della richiesta di “rinvio a giudizio” e pertanto sorprende l’articolo del quotidiano che finora si è mostrato molto cauto nella pubblicazione di notizie relative a vicende giudiziarie.
Evidentemente fa notizia lo “scontro tra titani” cioè le famiglie degli imprenditori Izzo e Mataluni e soprattutto il fatto che un sindaco ricorre alle lettere anonime per creare danni ed ostacoli alla attività imprenditoriale di un suo avversario politico.
Non è la prima volta che la magistratura deve occuparsi di Antonio Izzo il quale a maggio 2011 era stato, addirittura, arrestato perché ritenuto colluso con la camorra. Il Tribunale del Riesame l’ha scarcerato perché non vi erano i presupposti per la misura restrittiva, ma continua l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che si avvale di numerose intercettazioni anche ambientali, dalle quali risulta inequivocabilmente il ruolo dei clan nelle elezioni amministrative a Montesarchio.
Antonio Izzo è riuscito, finora, a creare intorno alla sua persona un consenso enorme, espresso addirittura con manifestazioni pubbliche dei suoi concittadini in occasione degli arresti, presentandosi come amministratore rispettoso delle leggi e convinto assertore della necessità di educare i cittadini al rispetto della legalità. Per questo motivo, egli è stato tra i primi a sottoscrivere con la Prefettura di Benevento il Protocollo di Legalità, per controllare la corretta esecuzione degli appalti ed evitare infiltrazioni malavitose nel suo territorio.
Sempre per questi motivi, Antonio Izzo è stato tra i sostenitori più convinti del Centro Studi e Ricerche per la Legalità Costituzionale “Benejus”, partecipando all’inaugurazione della sede di Benevento a maggio 2010, alla presenza di pochi ospiti e tre sindaci di comuni sanniti.
Qualche mese dopo il sindaco di Montesarchio, al termine del convegno sul tema “LEGALITÀ e SVILUPPO DEL TERRITORIO CAUDINO”, tenuto nella sua cittadina alla presenza di autorevoli magistrati e rappresentati delle Forze dell’Ordine, consegnò al Benejus un locale del comune per l’apertura al pubblico di uno sportello che avesse il compito di “promuovere la cultura della legalità, per formare cittadini consapevoli e aiutare i giovani a scegliere un percorso di vita ispirato ai valori della solidarietà e della giustizia…”
L’apertura a Montesarchio della sede del “Centro Studi e Ricerche per la Legalità Costituzionale” è tuttora pubblicizzata sul sito www.benejus.it insieme alla delibera n. 227 del 24 luglio 2010 con la quale il Comune di Montesarchio aveva deciso di concedere i locali perchè “l’Amministrazione è sempre stata particolarmente sensibile alle problematiche connesse al rispetto del principio della legalità, valore universalmente condiviso, spesso oggetto di violazioni che generano disagio sociale e inquietudine.”
Adesso, alla luce delle vicende giudiziarie che vedono coinvolto il sindaco Antonio Izzo, non sarebbe il caso che Benejus rinunciasse alla sede di Montesarchio?”.

Il presidente – Gabriele Corona

Governance Poll 2011: sale indice gradimento per Pepe e Cimitile

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

cimitile-pepeÈ stato pubblicato oggi sul Sole24Ore il sondaggio “Governance Poll 2011” con il quale la società Ipr-Marketing ha cercato di misurare l’indice di gradimento dei politici locali. Tra governatori, presidenti di provincia e sindaci, i nostri non hanno sfigurato.
Se Caldoro raggiunge il 4° posto con un incremento di ben 5 punti percentuali, Aniello Cimitile ottiene un 58% di gradimento, ben 4,5 punti in più rispetto al “Governance Poll “ del 2010. Se confrontiamo il dato con il consenso nel giorno elezione, la differenza è di più 2,9 punti per il Presidente della Provincia.
Bene anche Fausto Pepe che, con un gradimento del 52%, agguanta il 62° posto della classifica. Un punto in più rispetto al 2010, mentre la differenza rispetto al consenso nel giorno dell’elezione è minima: solo uno 0,4.
Cimitile e Pepe scendono però dal podio della regione Campania, entrambi dicono addio al terzo posto raggiunto nella classifica dello scorso anno.
Se confrontiamo infatti il dato su base regionale, la provincia di Benevento è penultima, meglio solo di Napoli, nelle retrovie della classifica con il suo 103esimo posto. Il presidente di Caserta, Domenico Zinzi, riesce ad aggiudicarsi nel gradimento degli elettori un terzo posto nella classifica nazionale e quindi primo in Campania. Ad Avellino Cosimo Sibilia aumenta di 9 punti il suo consenso rispetto allo scorso anno, collocandosi al 16esimo posto della classifica nazionale. Bene anche Cirielli a Salerno in 23esima posizione.
Nella classifica dei sindaci, nei primi tre posti troviamo due campani: De Magistris in testa e De Luca, sindaco di Salerno, al terzo posto. 44esimo il sindaco di Avellino, 96esimo Del Gaudio a Caserta. Come per il presidenti di provincia, anche la classifica dei sindaci su base regionale vede Fausto Pepe, con la sua 62esima posizione, al quarto posto.
Riguardo il metodo utilizzato nell’indagine annuale di Ipr Marketing, le interviste del sondaggio sono state effettuate nel periodo dal 12 settembre al 18 dicembre 2011. Il campione per la classifica dei presidenti di provincia era composto da 800 elettori, disaggregati per sesso, età e area di residenza. Mentre per il sondaggio sul sindaco il campione era di 600 elettori per ogni comune capoluogo.
Il sondaggio era finalizzato a conoscere il giudizio complessivo sull’operato del sindaco o del presidente della provincia nell’anno 2010. Agli elettori del campione è stato inoltre chiesto se in caso di elezioni avrebbero votato a favore o contro l’attuale sindaco o presidente di provincia.

Fausto Farese

Appalti truccati. Casalduni, tribunale rigetta ricorso contro perquisizione

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

tribunale_benevento2Qualche settimana fa sono avvenute alcune perquisizioni al comune di Casalduni (Benevento) riguardo gli appalti pubblici. L’operazione, partita su disposizione della Procura della Repubblica di Benevento e condotta dai Carabinieri del Capoluogo provinciale  che hanno sequestrato documenti cartacei e informatici relativi alla gestione dell’amministrazione del Comune. Oggi il Tribunale del Riesame di Benevento ha rigettato i ricorsi contro il decreto di perquisizione dell’Arma firmato dal procuratore Clemente. Sono stati coinvolti amministratori, funzionari, dipendenti comunali, tecnici, commercianti e imprenditori.

Emilio Spiniello

Estorsione e usura: denunce in aumento in Campania, ma non a Benevento

Scritto da: redazione gennaio - 10 - 2012 COMMENTI

usura22La crisi economica e sociale ha influito molto sullo stile di vita dei cittadini, corretti e non. La mancanza di denaro, com’è logico, ha creato un nuovo tipo di crimini, o quantomeno, ha accresciuto il numero di quelli a scopo di lucro.
“La crisi è funzionale alla criminalità organizzata, che condiziona l’economia legale e fomenta quella illegale del sommerso sia della produzione sia del mercato abusivo per la vendita.” – ha dichiarato Marco Venturi, Presidente di Confesercenti -
E’ il caso del fenomeno dell’usura che, in soli tre anni, dal 2008 al 2011, è cresciuto così tanto da travolgere sulla sua strada 190mila imprese, messe sul lastrico e costrette a chiudere i battenti. E’ quanto emerge dal rapporto nazionale ‘Le mani della criminalità sulle imprese’, realizzato da SOS Impresa, l’associazione nata nel 1991 a Palermo - dopo l’omicidio di Libero Grassi – da un’idea di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e resistere alla criminalità organizzata.
Venturi ha inoltre affermato che “le Pmi sono le principali vittime di racket, usura, rapine da parte della criminalità organizzata che fattura, ogni anno, 140 miliardi di cui 100 pesano sulle imprese. Tra le attività illegali delle organizzazioni mafiose c’è l’usura, che con la crisi torna ad essere emergenza nazionale: secondo le nostre stime l’usura ha provocato la chiusura di circa 1.800 imprese e bruciato decine di migliaia di posti di lavoro. I commercianti sono quelli più esposti al fenomeno, circa 200.000 mila sono vittime di usurai: subiscono 1300 reati al giorno, praticamente 50 ogni ora, quasi un reato al minuto.”
I dati che il presidente di Confesercenti cita tra quelli forniti dal rapporto di SOS Impresa, servono a dare le dimensioni del fenomeno: la criminalità è il più grande agente economico del paese, il suo fatturato nel 2010 si aggirava intorno ai 140 miliardi di euro, di cui la gran parte (100 mld) ha gravato sulle piccole imprese. “Tutte risorse che potrebbero essere destinate all’economia reale, alla crescita, all’occupazione, e che invece sono levate ai bilanci aziendali per finanziare la criminalità”. - afferma Venturi-
Per quanto riguardo la Regione Campania, dal bilancio della Legione regionale dei Carabinieri si evince che sono in aumento le denunce per usura (+22%): sono state 53 in Campania, nel periodo compreso tra il 16 dicembre 2010 e il 15 dicembre di quest’anno; 34 a Napoli; 10 a Salerno; 6 a Caserta; 2 ad Avellino; 1 a Benevento. Allo stesso modo sono aumentate dell’8,8% le denunce per estorsione. “Questo è il segnale di una crescente fiducia dei cittadini nei confronti delle nostre attività. - ha commentato il generale Adinolfi - Una cosa che fa emergere situazioni precedentemente taciute”. Maggiore fiducia, dunque, anche nella presenza dei carabinieri sul territorio e un maggiore interesse, ha precisato Adinolfi.
Per quanto riguarda la situazione a Benevento, le denunce per estorsione sono in calo ,anche se, come riconosce il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Carideo, “si tratta di un dato che consideriamo fluttuante, dal momento che possiamo ritenere sia molto consistente in questo tipo di reato l’incidenza del sommerso”. Stesso discorso per l’usura: solo 4 le denunce.
ll comandante Carideo, consapevole che gli effetti della crisi economica generale potrebbero determinare un innalzamento dei reati, si è detto pronto con i suoi uomini ad impegnarsi ancora di più per garantire sicurezza a tutti i cittadini della provincia di Benevento, in collaborazione con le altre forze dell’ordine e con le istituzioni operanti sul territorio.

Fausto Farese

Dossier di Legambiente “Copertone selvaggio 2011″, male il Sannio

Scritto da: redazione gennaio - 4 - 2012 COMMENTI

copertoni_g1Il recente dossier denominato “Copertone selvaggio 2011″ elaborato da Legambiente e da Ecopneus, una società senza scopo di lucro fondata dai produttori di gomme che detengono l’80% del mercato per il rintracciamento, ha stilato una graduatoria circa  la raccolta e la destinazione degli pneumatici fuori uso.

In Italia ogni anno si producono circa 350 mila tonnellate di PFU, dei quali oltre 100 mila “spariscono nel nulla o si disperdono in mille rivoli incontrollati e di ignota destinazione finale”. “La Campania è la regione dove se ne sono scoperte di più, 98 (il 34,3% del totale nazionale), distribuiti su un’area di quasi 180 mila metri quadrati: a Montoro Inferiore (Av),a Solofra (Na), a Benevento, a San Leucio del Sannio (Bn), a Acerra (Na), a Marcianise (Ce), a Villaricca (Na)”. Nel capoluogo sannita sono stati individuati 17 siti abusivi mentre l’intera Regione è al primo posto in negativo nella classifica italiana.

Emilio Spiniello

Corona (AltraBenevento) commenta il rinvio a giudizio per Zamparini e Mastella

Scritto da: redazione dicembre - 23 - 2011 COMMENTI

corona-gabrieleRiceviamo e pubblichiamo da Gabriele Corona
Il Giudice per l’Udienza Preliminare, Flavio Cusani, confermando integralmente i capi d’accusa formulati dalla Procura della Repubblica di Benevento, ha rinviato a giudizio Maurizio Zamparini, ed altri 13 indagati per truffa, falso, l’abuso d’ufficio e corruzione, connessi alla apertura del Centro Commerciale “I Sanniti”. Si tratta di una decisione che lascia sperare, veramente, che adesso il Tribunale di Benevento si occupa anche dei reati di corruzione e degli abusi dei “potenti” e non solo dei reati commessi da “mariuoli di coperchietti”.
L’indagine ha preso avvio a settembre del 2006 a seguito di un esposto presentato da me a nome della associazione Altrabenevento per abusi edilizi ed urbanistici connessi alla costruzione di un parcheggio a servizio del centro commerciale nell’ansa del fiume Calore destinata alla realizzazione di un parco.
Le investigazioni coordinate dal Pubblico Ministero, Antonio Clemente e condotte dalla sezione “reati contro la pubblica amministrazione” della Digos di Benevento, diretta dal sostituto Commissario Antonio Zarrillo, hanno confermato, anche grazie a specifiche perizie tecniche, le denunce e i dossier di Altrabenevento, soprattutto sui raggiri e gli artifici connessi alla presunta costruzione del parcheggio sul tetto, che i magistrati definiscono “fittizio ed impossibile da realizzare”, inventato solo al fine di ottenere la Concessione Edilizia.
I riscontri della polizia giudiziaria hanno anche confermato che la superficie di vendita autorizzata è esagerata perché anche il parcheggio oltre la ferrovia è fittizio e l’area parco da cedere al Comune ha una estensione molto minore di quella dichiarata da Zamparini perché una parte è di proprietà del demanio.
Alla udienza preliminare avrebbe potuto costituirsi come parte civile anche il Comune di Benevento che invece, pur riconosciuto come “parte offesa” per il danno subito di circa sei milioni di euro, non ha nominato alcun avvocato per chiedere il rinvio a giudizio dei colpevoli a conferma di un imbarazzo degli attuali amministratori che pure deve essere spiegato.
Il GUP, tra gli altri ha rinviato a giudizio per corruzione Clemente e Sandra Mastella per i 50.000 euro che Zamparini ha versato ad una onlus per la assistenza ai poveri che, evidentemente, non è Iside nova, che si occupa di spettacolo. Il 18 aprile comincerà i processo e agli atti ci sarà anche la registrazione della conferenza stampa di Zamparini a Palermo a maggio scorso, nel corso della quale l’imprenditore friulano ha spiegato perché era andato a villa Mastella il 13 settembre 2006. Nel corso di quell’incontro con i giornalisti, Zamparini dichiarava pure che i 50.000 euro versati alla signora Sandra Lonardo “per i poveri di Benevento” non sono stati gli unici soldi dati alla città di Benevento. Egli aggiunge “Alla squadra di calcio del Benevento Calcio ho dato un contributo di 200.000 euro perché gli amministratori me lo avevano chiesto”. L’attuale presidente della squadra beneventana ha già chiarito di non aver mai visto quei soldi, allora a chi sono finiti? A quale presidente e su richiesta di quali amministratori?
lI processo servirà a chiarire questo ed altri aspetti ancora oscuri delle vicende politico-affaristiche ed amministrative relative alla costruzione e alla apertura del Centro Commerciale “I Sanniti”.

Corona su Mastella, la magistratura beneventana e Zamparini

Scritto da: redazione dicembre - 21 - 2011 COMMENTI

corona-gabrieleRiceviamo e pubblichiamo da Gabriele Corona
“Domani il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, comunicherà la sua decisione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, per Maurizio Zamparini ed altri 13 tra politici, amministratori, funzionari e tecnici pubblici e privati, accusati di vari reati connessi alla apertura del Centro Commerciale “ I Sanniti”.
Ad aprile scorso, quando la contestazione dei reati fu notificata agli interessati, il primo a reagire con veemenza fu Clemente Mastella, accusato dal PM di corruzione per essere intervenuto sugli amministratori comunali che nel 2006 mostravano di essere contrari alla apertura dell’Ipermercato considerate le numerose difformità edilizie e il mancato rispetto degli accordi assunti da Zamparini nel 2005. L’ex Ministro della Giustizia fece subito sapere a mezzo stampa di non aver mai incontrato di persona l’imprenditore friulano e denunciò il presunto teorema accusatorio del Pubblico Ministero, Antonio Clemente.
In verità Mastella ha denunciato tali teoremi anche per contestare le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, quelle di De Magistris e poi anche quelle dei magistrati napoletani, sostenendo di essersi fatto qualche nemico per il suo ruolo di ministro. Il segretario nazionale dell’Udeur- popolari per il sud, non si era però mai scagliato contro i giudici beneventani, dove evidentemente conta più amici, fino a quando la sua famiglia con è stata rinviata a giudizio per vari reati connessi alla organizzazione della manifestazione “Quattro notti e più di ….” proprio su richiesta del Sostituto Procuratore, Antonio Clemente.
Dopo la sfuriata di aprile, Mastella la scorsa settimana ha chiesto di rendere spontanee dichiarazioni al GUP, in una seduta non aperta al pubblico, ma rese note alla cittadinanza da alcuni organi di informazioni. L’ex ministro ha di nuovo precisato di non avere personalmente incontrato Zamparini a settembre 2006, senza però commentare in alcun modo la visita fatta a casa sua il 13 settembre di quell’anno dall’imprenditore.
La ragione di quell’incontro con la signora Sandra Lonardo, moglie di Mastella l’ha spiegata recentemente alla stampa siciliana lo stesso Zamparini, il quale ha riferito di essersi rivolto ai vertici politi dell’Udeur per lamentare il comportamento del sindaco Fausto Pepe che in quel momento non voleva fargli aprire il centro commerciale. Per capire meglio il contesto della visita occorre ricordare che il giorno prima, il 12 settembre 2006, Zamparini si era incontrato di mattina con l’assessore all’Urbanistica Aldo Damiano ed insieme avevano effettuato, senza l’ausilio di alcun tecnico comunale, un sopralluogo per attestare che dopo due giorni sarebbero cominciati i lavori per la costruzione della nuova strada, finora non realizzata, e che i lavori di realizzazione del parco fluviale erano stati già completati per l’80%. Anche per queste valutazioni errate, la giunta poi autorizzò Zamparini ad aprile l’ipermercato.
Dopo qualche ora dal sopralluogo pervenne però al Comune l’ennesimo esposto delle associazioni ambientaliste che denunciavano ulteriori abusi edilizi e soprattutto la mancata realizzazione del parcheggio previsto sul tetto dell’edificio a dimostrazione della intenzione di Zamparini di asservire al centro Commerciale l’area di sosta realizzata nell’area destinata a parco fluviale. L’imprenditore friulano andò su tutte le furie, incontrò subito il sindaco, tentò di evitare il sopralluogo all’ipermercato di tecnici comunali che egli non gradiva e poi, la mattina dopo, il 13 settembre, di buon ora corse al colle di Ceppaloni per incontrare la signora Sandra. “Sono andato dalla signora Mastella- spiega Zamparini in una conferenza stampa del 13 maggio 2011- e le ho detto: il vostro sindaco è impazzito, vedete un po’ qual è il motivo per cui dice che non possiamo aprire l’ipermercato. Lei mi disse, come tutti i politici, noi abbiamo una onlus per aiutare i poveri di Benevento, mi fa una offerta? E io feci una offerta ufficiale con un bonifico di 50.000 euro alla onlus. E questo vi sembra un reato?”
Lo stesso giorno i lavori al centro commerciale furono bloccati perché i tecnici della Vigilanza Edilizia riscontrarono che sul tetto il parcheggio non si poteva fare perché c’erano 76 lucernari e aperture per impianti di aereazione, con tubi e canaline che impedivano il passaggio di eventuali autoveicoli che comunque non avrebbero potuto accedervi per mancanza della rampa. La stessa verifica quei tecnici l’avevano già fatta a febbraio 2006 e per questo il cantiere del centro commerciale fu sequestrato dalla Procura della Repubblica e poi restituito a Zamparini dal tribunale del riesame che aveva accolto la tesi dell’imprenditore e cioè che quel parcheggio si poteva comunque costruire in seguito. Fu un errore giudiziario di cui, ovviamente, Zamparini non si è mai lamentato.
Il 18 settembre 2006 i legali di Zamparini per contestare il nuovo blocco dei lavori, sostennero ancora che quel parcheggio si poteva fare, mentre l’imprenditore con una lettera del 14 aveva già ammesso di aver rinunciato a farlo perché voleva utilizzare quello destinato al parco Fluviale. Il resto è storia nota: gli amministratori comunali di Benevento, dopo alcuni incontri con Zamparini approvarono la delibera 150 e lo autorizzarono ad aprile il Centro Commerciale in cambio di impegni finora non mantenuti, anche per responsabilità del Comune, con un danno alla città di sei milioni di euro per la mancata realizzazione e cessione di strade e parco fluviale”.
Gabriele Corona

Piovono richieste soldi da società delle Seichelles, Mdc contro truffe on line

Scritto da: redazione dicembre - 7 - 2011 COMMENTI

movimento-difesa-del-cittadinoPiovono richieste di soldi da una società delle Seichelles. Il Movimento Difesa del Cittadino si attiva per arginare le truffe on line.*

Sono sempre più numerosi i cittadini che si stanno recando alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Benevento per denunciare richieste di danaro (circa 96 euro) provenienti da una società con sede alle Seichelles che pretenderebbe il pagamento di un canone di abbonamento per servizi internet che gli utenti però dichiarano di non aver mai chiesto.

Anche il Movimento Difesa del Cittadino stà ricevendo da alcune settimane richieste di intervento sia dal capoluogo che dalla provincia ed ha quindi deciso di attivare la propria rete di sportelli a tutela degli internauti coinvolti in quella che si profila come una delle truffe più ampie su scala nazionale degli ultimi anni.

Il particolare come spiega Francesco Luongo — presidente provinciale dell’MDC e Responsabile nazionale dei servizi a rete dell’associazione - sono migliaia gli utenti italiani che si sono registrati ad un sito che apparentemente permetteva di scaricare software gratuitamente, senza accorgersi che, in realtà, il servizio prevedeva un abbonamento annuale.

Il caso è stato già affrontato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha sanzionato la società diffidandola a non inviare ulteriori solleciti di pagamento, trattandosi di una pratica commerciale scorretta, segnalata peraltro anche alla Procura di Roma ed alla Polizia Postale e delle Comunicazioni per ulteriori accertamenti.

L’associazione di consumatori invita pertanto chiunque abbia ricevuto e mail o lettere con richieste di pagamento per servizi internet a contestare gli addebiti sempre via e-mail ed eventualmente a mettersi in contatto con gli sportelli per l’inoltro della denuncia alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Per Francesco Luongo la circostanza che la società abbia sede alle Seichelles rende di fatto assolutamente non azionabili nei suoi confronti gli ordinari rimedi previste dal Codice del consumo italiano e dalle norme comunitarie in materia di e-commerce, se non nella ipotesi, molto poco plausibile, di azioni di recupero del presunto credito davanti la giustizia italiana che peraltro dovrebbero essere precedute obbligatoriamente da un tentativo di conciliazione in cui si potrebbe tranquillamente contestare gli illeciti.

Web-dipendenti, 7 minori su 10 navigano in rete ogni giorno

Scritto da: redazione dicembre - 6 - 2011 COMMENTI

navigare-sicuriDa una ricerca condotta da SWG per il Moige – movimento genitori, al fine di comprendere il grado di consapevolezza dei genitori rispetto alla fruizione di media da parte dei minori, è emerso che 7 minori su 10 (70%) navigano in rete quotidianamente. La fruizione di internet da parte dei minori, secondo i loro genitori, è pari mediamente a 52 minuti al giorno, tempo che naturalmente aumenta con il crescere dell’età, passando da poco più di mezz’ora al giorno tra 6 e 7 anni a circa 1 ora e 30 minuti tra 10 e 13 anni. Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) è l’attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli più grandi la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca.

I Social Network sono, infatti, molto apprezzati, come dimostra anche l’indagine condotta da A&F Research con focus group di genitori commissionata da Moige – movimento genitori e Trend Micro: l’82,9% nella fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei più piccoli non è indifferente. Facebook, come prevedibile, la fa da padrone: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono. L’utilizzo di questi mezzi, inoltre, non è accompagnato da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei Social Network.
Sembra prevalere un “controllo ambientale generico” da parte dei genitori, basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della Rete e su un generico ricorso al dialogo. Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le più severe ed efficaci: 6 genitori su 10 (60%) si limitano a parlare genericamente dell’argomento con i propri figli, 4 su 10 (43%) navigano insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e solo 3 genitori su 10 (33,3%) condividono la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza.
Dall’indagine SWG, tuttavia, è emerso che 6 genitori su 10 (61%), pur consentendo la navigazione su internet, non nascondono tuttavia una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) sono i principali motivi di preoccupazione.

Dai dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, la pedofilia on line si conferma l’emergenza maggiore per ciò che concerne il web: dal 1° gennaio al 30 settembre 2011, sono stati effettuati ben 16.142 monitoraggi e 554 perquisizioni. I denunciati sono stati 685 e gli arrestati 39. Segue la pirateria informatica: nello stesso periodo, vi sono state 264 denunce e 56 perquisizioni, che hanno condotto all’arresto di 2 persone.

Vicenda Luciano-De Lorenzo, assoluzione con formula piena per l’ex assessore

Scritto da: redazione novembre - 25 - 2011 COMMENTI

giuseppedelorenzo2Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviatoci da Giuseppe De Lorenzo

“Anche se dopo un periodo oltremodo lungo, otto anni per la precisione, questo pomeriggio, si è conclusa positivamente un’altra tappa del lungo e difficile percorso che mi ha visto essere contro l’attuale sistema imperante.
L’assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto nei miei confronti è stata la conclusione cui è giunto il magistrato Daniela Fallarino, giudice presso il tribunale della nostra città.
Quando, nei lontani anni 2003 e 2004, fui relegato, per volontà politiche, in un corridoio del Dipartimento di Salute Mentale, nell’ozio più completo, al fine che il mio posto di responsabile del servizio psichiatrico di diagnosi e cura venisse ceduto a chi ben si ricorda, fui accusato ingiustamente di aver reagito contro il direttore del Dipartimento stesso, Lucio Luciano.
Oggi, il magistrato ha accertato, dopo lunghe indagini, che il fatto non sussistesse affatto aprendo, nel contempo, un nuovo filone dai risvolti inquietanti che voglio augurarmi verranno presto alla luce nella loro interezza.
Un ringraziamento, ancora una volta, alla magistratura, con la consapevolezza che non sia stata solo la Procura di Napoli a difendermi. Il che mi infonde maggiore fiducia e mi spinge a procedere sulla strada della legalità che ho seguito per una vita intera, malgrado gli inevitabili difetti che sono insiti nella natura di ognuno di noi, mia compresa.
Del resto, il Natale che ci attende non sarà scevro da novità e ne assisteremo a delle belle, con il coinvolgimento di diverse procure.
Un ultimo grazie intendo rivolgerlo al giovane e valoroso penalista, Antonio Leone, che ho visto crescere e che oggi, con affetto ed abnegazione, segue il suo medico, ormai avanti negli anni. Ed anche questo è un risvolto meraviglioso che mi ripaga delle tante amarezze subite.”

Internet. A Benevento la connessione più lenta della Campania

Scritto da: redazione novembre - 23 - 2011 COMMENTI

internetGli internauti sanniti si mettessero l’anima in pace, per ora la connessione Internet a Benevento è la più lenta della regione Campania. È quanto emerge da uno studio del sito specializzato Sos Tariffe che ha misurato le velocità di connessione in 18 regioni italiane. Benevento è ultima in Campania sia per quanto riguarda le linee a 7 megabyte, sia per quelle da 20 mega. Infatti nel capoluogo sannita è stata rilevata una velocità media di 3.511 megabyte per secondo contro i 4.289 di Napoli invece Caserta 4.268, Salerno, 3.897, e Avellino, 3.596. Mentre per le linee ultrarapide, che raramente si raggiungono, la città sannita è al penultimo posto precedendo solo Salerno.
Emilio Spiniello

Il Sole-24 Ore. Tra gli Atenei “fuorilegge” anche l’Università degli Studi del Sannio

Scritto da: redazione novembre - 23 - 2011 COMMENTI

universitadegliostudidelsannioIl Sole 24 ore ha stilato una classifica delle Università italiane «fuorilegge» perchè hanno superato il tetto massimo nel rapporto tra i contributi versati dagli studenti e il fondo di finanziamento ordinario. Tra i vari atenei compare anche l’Università degli Studi del Sannio di Benevento. Infatti l’Unisannio, insieme ad altre università del Belpaese, ha superato il limite imposto dall’articolo 5 del Dpr 306/1997 in base al quale le università pubbliche non possono raccogliere dai  contributi degli studenti una somma superiore al 20% dell’assegno erogato ogni anno dallo Stato sotto forma di Ffo. Si rileva che la maggior parte delle università statali chiede ai propri iscritti 2 miliardi l’anno. Bergamo è alle spalle di Urbino, ma precede Venezia, Milano Statale, Varese Insubria, Milano Politecnico, Milano Bicocca, Torino Statale, Venezia Iuav, Bologna, Modena e Reggio Emilia, Napoli Parthenope, Brescia, Verona, Padova, Ferrara, Roma III, Chieti e Pescara, Udine, Pavia, Catania, Benevento, Parma, Campobasso, Napoli orientale, Pisa, Cassino, Genova, Torino Politecnico, Camerino, Napoli Federico II, Firenze e Perugia. Tra le cause c’è sicuramente il calo dei finanziamenti pubblici che vengono spesso inviati agli atenei privati. Eppure una recente sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione alle Università. Fatto sta che il rettore Bencardino non gioirà e soprattutto gli universitari.
Emilio Spiniello

Dossier Ecosistema Campania. Benevento è la seconda più a rischio

Scritto da: redazione novembre - 10 - 2011 COMMENTI

frane_pratoniIl territorio sannita è a grande rischio idrogeologico. Secondo il Dossier Ecosistema Rischio di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile ci sono 474 comuni della Campania in cui siano presenti aree a rischio idrogeologico l’86% del totale; di cui 193 a rischio frana, 67 a rischio alluvione e 214 a rischio sia di frane che di alluvioni.
Il Dossier Ecosistema Rischio è l’indagine realizzata per conoscere la condizione attuale dei comuni italiani in cui siano presenti aree classificate a rischio idrogeologico. Attraverso questa indagine sono state monitorate le attività delle amministrazioni comunali campane classificate nel 2003 dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane a potenziale rischio idrogeologico più alto, aree perimetrate nei piani straordinari approvati e nei piani stralcio per l’assetto idrogeologico predisposti, adottati o approvati.
L’indagine vuole essere uno strumento utile non solo per valorizzare l’esperienza dei comuni più attivi, che dimostrano come una buona gestione del territorio sia possibile e che devono diventare un esempio per tutta la regione, ma vuole servire soprattutto per stimolare le amministrazioni locali ancora in ritardo. La Campania soffre in modo particolare di evidenti carenze e ritardi nella pianificazione territoriale e urbanistica, con costruzioni che sorgono in aree e su versanti troppo spesso fragili e instabili. La pesante urbanizzazione delle aree a rischio è resa ancora più grave dall’abusivismo.

L’elevata tolleranza al rischio e pericolo da dissesto del territorio campano va sicuramente attribuita ad alcuni aspetti predisponenti che possono a loro volta essere distinti tra indipendenti e dipendenti dalla volontà dell’uomo. Ai primi va sicuramente ascritta, oltre che l’elevata articolazione orografica del territorio, con prevalenza di rilievi montani e collinari. Il primato negativo del rischio idrogeologico nel territorio campano è detenuto dalla provincia di Salerno, 99% dei comuni a rischio, seguito da Benevento con il 96%, Avellino, Caserta e Napoli. Sul territorio sannita ci sono: 39 comuni a rischio frane come Apice e Buonalbergo; 32 a rischio frane e alluvione e 4 a rischio alluvione.

Enrico Pirone



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