I giovani e l’impegno sociale secondo un’indagine statistica
Si è tenuto questa sera, presso la sede territoriale della Valle Telesina del Centro Servizi per il volontariato, un convegno dal titolo “Lo stile di vita dei giovani”, che ha voluto portare all’attenzione dei presenti le conclusioni a cui si è giunti a seguito di un’indagine relativa alla condizione giovanile della provincia di Benevento, condotta su un campione di 600 persone di età compresa tra i 12 e i 29 anni residenti nella provincia. Tali soggetti hanno dovuto rispondere ad un questionario sui temi della famiglia, del lavoro, del tempo libero, dei valori e, quindi, del “vivere” in provincia di Benevento. L’indagine è stata condotta nelle scuole, nei supermercati, nelle piazze di Benevento e provincia e nei vari luoghi di aggregazione dei ragazzi. L’obiettivo è stato quello di avere un quadro il più chiaro possibile della situazione e della condizione dei giovani nel momento attuale. Il lavoro in questione nasce dalla necessità di conoscere la situazione presente per progettare al meglio il futuro di giovani che siano promotori delle azioni future e non meri fruitori delle stesse. La “tavola rotonda” è stata introdotta dal Vice Presidente della Cesvob, Antonio Meola. I risultati della ricerca sono stati comunicati e commentati dalla dott.ssa Olimpia Luongo, la quale ha partecipato attivamente alla realizzazione di questa indagine, con la collaborazione del prof. Farina, docente presso la facoltà di Scienze Statistiche ed Attuariali dell’Università degli Studi del Sannio. La ricerca è giunta alla conclusione che, purtroppo, trai giovani, è diffusa una scarsa fiducia nel futuro e nella politica. Infatti, l’indagine ha rilevato che, a spaventare la fascia compresa tra i 12 e i 29 anni, sono principalmente, l’incertezza sull’avvenire e la violenza. Tuttavia, non viene meno la fiducia nel volontariato, anche se risulta che l’ 85 % degli intervistati non svolge attività di questo tipo, soprattutto perchè non sa come fare né a chi rivolgersi. E, allora, appare necessario far sì che la visibilità di tali associazioni senza scopo di lucro aumenti notevolmente, in modo da far proliferare il numero di coloro che vi si dedicano.
Monsignor Michele De Rosa, vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita,Telese e Sant’Agata De’ Goti, nel suo intervento, ha parlato del volontariato e delle sue origini, ponendo l’accento sui comportamenti dei giovani, “imprigionati” in un mondo difficile. Il volontariato rappresenta lo specchio della ‘filantropìa’, vale a dire dell’amore verso l’altro, un amore che coinvolge anche il soggetto non credente, in quanto membro, egli come tutti gli altri uomini, di una stessa umanità.
Papa Giovanni Paolo II ebbe modo di dire: “ Si deve puntare sui giovani, perché i giovani sono il motore del mondo”.
E allora, io aggiungo, facciamo sì che essi possano effettivamente, con azioni concrete, mettere in moto il mondo.
Morena Di Lonardo


Come se la cava l’Italia con l’informatica?
Nell’immaginario collettivo il giorno peggiore della settimana è il “terribile” lunedì, che segna la linea di confine tra gli ozi del week end ed il ritorno a scuola o tra le grigie mura dell’ufficio.
Fotografata dall’Istat la situazione della spesa per la gestione di servizi essenziali, come gestione dei rifiuti, acque reflue e risorse idriche.
”Il Sud e’ la leva per la crescita dell’Italia e dell’Europa”, queste le parole del presidente del Consiglio Mario Monti. Abbiamo contattato telefonicamente vari esponenti provinciali per commentare le dichiarazioni del Premier. Il presidente della Provincia, Aniello Cimitile, ha detto: “Sicuramente il Sud è la leva dell’Italia però non credo che queste parole siano state dette con consapevolezza dato che ci vogliono misure serie per lo sviluppo (la Napoli-Bari) e i continui mancati trasferimenti stanno indebolendo gli enti locali”. Invece il consigliere Angelo Capobianco ha iniziato a parlare dopo una risata ironica, emblema di una situazione tragicomica del nostro Meridione, affermando: “Per il Sud ci vogliono cose sostanziose, di segnali concreti. Abbiamo da lamentarci non poco perchè il Mezzogiorno è da sempre trascurato”. Ha concluso: “Speriamo che dopo tutte queste manovre di rientro ci possa essere un’ efficiente fase di sviluppo”. Infine molto chiaro ed esaustivo è stato il vice presidente della Provincia Antonio Barbieri: “Il Sud è la leva che però ha tante responsabilità a partire dalla classe dirigente che sta attuando solo tagli orizzontali. La politica di Tremonti bada solo al saldo evitando di fare determinate scelte. Aggravare lo stato degli enti locali, colpendo i servizi essenziali per i cittadini dice tutto….e la Regione non fa di sicuro meglio”. Ha terminato con una frase tanto dura quanto veritiera: “Continuando così il Sud è condannato ad una morte irreversibile”.
Scuola pubblica quanto mi costi! E già. Secondo un’indagine condotta da Repubblica in 10 grandi città italiane, la scuola pubblica pesa e anche tanto sulle spalle delle famiglie.
Esaminando i dati messi a disposizione dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, vengono alla luce alcune disuguaglianze tra il personale docente del Sud e del Nord del Paese: la prima riguarda i trasferimenti dei docenti che sono più frequenti al Meridione che al Settentrione; la seconda riguarda i docenti di sostegno che nelle scuole meridionali sono più stabili e fissi che nel resto d’Italia.
Riportiamo le dichiarazioni di Gabriele Corona in merito all’articolo apparso su “Il Mattino” riguardante la vicenda Izzo-Mataluni:
È stato pubblicato oggi sul Sole24Ore il sondaggio “Governance Poll 2011” con il quale la società Ipr-Marketing ha cercato di misurare l’indice di gradimento dei politici locali. Tra governatori, presidenti di provincia e sindaci, i nostri non hanno sfigurato.
Qualche settimana fa sono avvenute alcune perquisizioni al comune di Casalduni (Benevento) riguardo gli appalti pubblici. L’operazione, partita su disposizione della Procura della Repubblica di Benevento e condotta dai Carabinieri del Capoluogo provinciale che hanno sequestrato documenti cartacei e informatici relativi alla gestione dell’amministrazione del Comune. Oggi il Tribunale del Riesame di Benevento ha rigettato i ricorsi contro il decreto di perquisizione dell’Arma firmato dal procuratore Clemente. Sono stati coinvolti amministratori, funzionari, dipendenti comunali, tecnici, commercianti e imprenditori.
La crisi economica e sociale ha influito molto sullo stile di vita dei cittadini, corretti e non. La mancanza di denaro, com’è logico, ha creato un nuovo tipo di crimini, o quantomeno, ha accresciuto il numero di quelli a scopo di lucro.
Il recente dossier denominato “Copertone selvaggio 2011″ elaborato da Legambiente e da Ecopneus, una società senza scopo di lucro fondata dai produttori di gomme che detengono l’80% del mercato per il rintracciamento, ha stilato una graduatoria circa la raccolta e la destinazione degli pneumatici fuori uso.
Riceviamo e pubblichiamo da Gabriele Corona
Piovono richieste di soldi da una società delle Seichelles. Il Movimento Difesa del Cittadino si attiva per arginare le truffe on line.*
Da una ricerca condotta da SWG per il Moige – movimento genitori, al fine di comprendere il grado di consapevolezza dei genitori rispetto alla fruizione di media da parte dei minori, è emerso che 7 minori su 10 (70%) navigano in rete quotidianamente. La fruizione di internet da parte dei minori, secondo i loro genitori, è pari mediamente a 52 minuti al giorno, tempo che naturalmente aumenta con il crescere dell’età, passando da poco più di mezz’ora al giorno tra 6 e 7 anni a circa 1 ora e 30 minuti tra 10 e 13 anni. Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) è l’attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli più grandi la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviatoci da Giuseppe De Lorenzo
Il Sole 24 ore ha stilato una classifica delle Università italiane «fuorilegge» perchè hanno superato il tetto massimo nel rapporto tra i contributi versati dagli studenti e il fondo di finanziamento ordinario. Tra i vari atenei compare anche l’Università degli Studi del Sannio di Benevento. Infatti l’Unisannio, insieme ad altre università del Belpaese, ha superato il limite imposto dall’articolo 5 del Dpr 306/1997 in base al quale le università pubbliche non possono raccogliere dai contributi degli studenti una somma superiore al 20% dell’assegno erogato ogni anno dallo Stato sotto forma di Ffo. Si rileva che la maggior parte delle università statali chiede ai propri iscritti 2 miliardi l’anno. Bergamo è alle spalle di Urbino, ma precede Venezia, Milano Statale, Varese Insubria, Milano Politecnico, Milano Bicocca, Torino Statale, Venezia Iuav, Bologna, Modena e Reggio Emilia, Napoli Parthenope, Brescia, Verona, Padova, Ferrara, Roma III, Chieti e Pescara, Udine, Pavia, Catania, Benevento, Parma, Campobasso, Napoli orientale, Pisa, Cassino, Genova, Torino Politecnico, Camerino, Napoli Federico II, Firenze e Perugia. Tra le cause c’è sicuramente il calo dei finanziamenti pubblici che vengono spesso inviati agli atenei privati. Eppure una recente sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione alle Università. Fatto sta che il rettore Bencardino non gioirà e soprattutto gli universitari.
Il territorio sannita è a grande rischio idrogeologico. Secondo il Dossier Ecosistema Rischio di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile ci sono 474 comuni della Campania in cui siano presenti aree a rischio idrogeologico l’86% del totale; di cui 193 a rischio frana, 67 a rischio alluvione e 214 a rischio sia di frane che di alluvioni.















EDITORE: