
C’è fermento a Sant’Agata de’ Goti per l’arrivo del poliedrico Sergio Rubini, che incontrerà il pubblico del Sannio Film Fest domani sera a partire dalle ore 21 nell’ambito dell’evento ‘Il costume di una terra’. Un’occasione per raccontare le sue origini, la sua produzione filmica, le sue ispirazioni e le scelte che hanno costellato la sua vita di attore e regista. Un’escalation di emozioni e ilarità che non risparmierà sorprese e colpi di scena. Talentuoso e istrionico, caratterista per eccellenza, Rubini ha confermato negli anni la sua dote di autore di raro spessore come testimoniano ‘La Terra’, una delle sue pellicole migliori, candidata sia ai David di Donatello che ai Nastri d’Argento, che ‘L’uomo nero’, un film in parte autobiografico che tra l’altro verrà proiettato in sala Ostieri subito dopo l’incontro. E intanto al Festival continua la retrospettiva dedicata a Ferzan Ozpetek, regista turco, che arriverà in città martedì, e le proiezioni dei film in concorso nella sezione ‘Un anno in costume’ e ‘Un anno in costume – Extra’. In cartellone domani ‘La prima cosa bella’, ultimo successo del regista Paolo Virzì, e ‘Donne senza uomini’, una produzione iraniana firmata da Shirin Neshat. Spazio ancora una volta ai bambini con ‘La Notte dei Cartoni’ targata Boomerang che presenterà al pubblico dei più piccoli una selezione di episodi dei personaggi Garfield, Casper, Pet Alien e Sam Sam. Il programma dettagliato del Festival è consultabile sul sito www.sanniofilmfest.it. A chiudere la manifestazione sarà l’attrice Valeria Solarino, madrina della ‘Notte dei Capitelli’, tradizionale evento che conclude ogni anno il Sannio Film Fest. L’interprete di ‘Viola di Mare’ di Donatella Maiorca e ‘La Signorina Effe’ di Wilma Labate, giusto per citare i film più recenti, incontrerà il pubblico di Sant’Agata de’ Goti giovedì 29 luglio alle ore 21 nella splendida cornice di piazza Duomo. Ad annunciarlo è stato il direttore artistico Remigio Truocchio in occasione della serata di apertura del Festival.
Nel dettaglio il programma di oggi e di domani
PROGRAMMA SABATO 24 LUGLIO
Sala comunale ore 16 ‘Il bagno turco – Hamam’ di Ferzan Ozpetek
Sala comunale ore 18 ‘L’uomo che verrà’ di Giorgio Diritti
Sala Ostieri ore 21 l’anteprima ‘Hilde’ di Kai Wessel
Sala Ostieri ore 23.30 ‘Il piccolo Nicholas e i suoi genitori’ di Laurent Tirard
Sala Mosera ore 21 ‘La notte dei Cartoni’ a cura di Cartoon Network
Sala Mosera ore 22.30 ‘Valentino – The last Emperor’ di Matt Tyrnauer
VALENTINO – THE LAST EMPEROR
Regia : Matt Tyrnauer
Genere: Documentario
Durata: 104’
Produzione: USA
Il mondo del glamour di Valentino viene mostrato attraverso lo sguardo di Matt Tyrnauer, corrispondente speciale di Vanity Fair. Si tratta di un documentario decisamente interessante e non solo per chi si occupa di alta moda o di personaggi della jet society. Ne esce infatti un ritratto complesso di quello che è stato davvero un ‘imperatore’. Tyrnauer riesce a offrire allo spettatore l’immagine di un grande creatore di moda seguendolo nel processo di realizzazione dei suoi capolavori di stoffa, cogliendone le intuizioni geniali così come gli improvvisi mutamenti d’umore. Ma ciò che più colpisce è che, nonostante quel margine di agiografico che queste operazioni prevedono, dalla visione emerge con la forza dei sentimenti la storia di una relazione durata 50 anni: quella tra Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Il rapporto tra i due è di stima, di affetto e di collaborazione piena.
HILDE
Regia: Kai Wessel
Con: Heike Makatch, Dan Stevens, Monica Bleibtreu
Scenografia: Daniele Drobny, Ruth B. Wilbert
Costumi: Lucie Bates
Durata: 136’
Genere: Biografico
Produzione: Germania
Biografia dell’attrice e cantante Hildegard Knef, un’istituzione per il mondo dello spettacolo della Germania del dopoguerra. Il film segue la vita di Hilde negli anni della maturità, dopo aver conosciuto il successo in patria e negli Stati Uniti con uno show tutto suo a Broadway. Il suo ritorno in Germania nel 1966 per realizzare un concerto nella prestigiosa Filarmonica di Berlino è un momento di importante riflessione per l’artista, da molti considerata la star più famosa di Germania dopo Marlene Dietrich.
PROGRAMMA DOMENICA 25 LUGLIO
Sala comunale ore 16 ‘Harem Suaré’ di Ferzan Ozpetek
Sala comunale ore 18 ‘La prima cosa bella’ di Paolo Virzì
Sala Ostieri ore 21 Evento speciale: incontro con Sergio Rubini
Sala Ostieri ore 22.30 ‘L’uomo nero’ di Sergio Rubini
Sala Mosera ore 21 ‘La notte dei Cartoni’ a cura di Boomerang
Sala Mosera ore 22.30 ‘Donne senza uomini’ di Shirin Neshat
L’UOMO NERO
REGIA: Sergio Rubini
SCENEGGIATURA: Carla Cavalluzzi, Domenico Starnone
ATTORI: Valeria Golino, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini, Anna Falchi, Fabrizio Gifuni, Maurizio Micheli, Vito Signorile, Mario Maranzana, Mariolina De Fano
Gabriele Rossetti va al sud, torna al suo paese e dal padre ricoverato in un ospedale di provincia. Al capezzale dell’uomo, Gabriele ripensa alla sua infanzia e alla sua relazione col genitore, capostazione ossessionato dall’arte e da Cézanne. Figlio unico di Ernesto e Franca Rossetti, insegnante e casalinga amorevole, Gabriele cresce osservando le manie degli adulti: le infatuazioni corrisposte di zio Pinuccio, le tele rifatte del padre, le conversazioni coi cari defunti della madre. Impressionato da un misterioso uomo nero e affascinato dal fascino impenitente dello zio, Gabriele vive la sua fanciullezza e subisce la frustrazione artistica del padre, ispirata dal pittore impressionista e umiliata da un critico d’arte locale e trombone. In viaggio lungo i binari della vita e del tempo procederà per agnizioni, riconoscendo padre e uomo nero per quello che sono e non per quello che fino ad allora aveva creduto che fossero.
Non è la prima volta e certamente non sarà nemmeno l’ultima che il cinema di Sergio Rubini va a sud, procedendo verso “la terra” d’origine e un riesame del proprio passato. La ricognizione delle proprie radici comincia con il viaggio picaresco di una sposa e procede con Tutto l’amore che c’è, affollato di ricordi ed elementi autobiografici e primo di cinque film (L’uomo nero compreso) in cui Rubini racconta il proprio Sud e la relazione che quello spazio della memoria intrattiene col Nord. Allo stesso modo dell’Amore ritorna (riflessione sulla professione dell’attore e del regista) la camera di un ospedale, in cui si consuma la vita e la degenza del padre di Rubini, diventa osservatorio privilegiato del figlio di Gifuni, diventato uomo da un’altra parte.
La Puglia dell’Uomo nero parla ancora di uno strappo, di una ferita, delle ragioni, giuste o sbagliate che siano, di un distacco. Il flashback, attivato dai ricordi di Gabriele, doppio del Bentivoglio emigrante della Terra, introduce la sua infanzia tribolata dentro uno spazio geografico impressionato da magia e fatalismo e all’ombra di un uomo nero dispensatore di caramelle e di un padre in credito con la vita. Il viaggio a ritroso di Gabriele chiarisce al figlio la verità sul padre e su un segreto mai rivelato. Al figlio, rivendicato dalla malattia del genitore, non rimane che tornare indietro e rimuovere abbagli e fraintendimenti, rendendo di nuovo possibile e corrente l’amore. Archiviato l’art thriller sui mercanti del bello e la corruttibilità dell’anima umana (Colpo d’occhio), il cinema di Rubini ritrova la vocazione antropologica e il cuore della Terra, replicando la retorica delle radici e il ritorno al privato.
