12
March , 2010
Friday

Archivio per la categoria ‘Cinema’

“ Stregati da Avatar”

Scritto da: redazione gennaio - 17 - 2010 COMMENTI

avatar-teaser-itaTredici anni fa lo abbiamo lasciato con 11 Oscar tra le braccia mentre gridava “ Sono il Re del Mondo!” E aveva ragione, il suo Titanic è il maggiore incasso della storia del cinema.Ora James Cameron ritorna da Re con Avatar un film che è stato definito “ epocale”. Dodici anni di lavoro,un costo superiore a 300 milioni di dollari, che lo rende il film più costoso della storia, una sfida tecnologica senza precedenti, l’evoluzione del 3-D e del motion-capture,la creazione di un nuovo mondo,di nuovi esseri, insomma,Avatar apre nuovi e favolosi scenari nel mondo del cinema. Dopo tre ore di film in 3-D, e sfilati gli occhialini dal naso una sola esclamazione: << Bellissimo >>. Avatar è uno straordinario esempio di tecnologia applicata alle emozioni: un grande film. Un’esperienza sensoriale, emotiva e spettacolare con un forte messaggio ambientalista.

Francesca Pedicini

Grande successo per la “prima” di New Moon”

Scritto da: redazione novembre - 19 - 2009 1 COMMENTI

new-moonGrande successo per il tanto atteso secondo capitolo della saga di Twilight “ New Moon” , al quale a Benevento sono state destinate 3 sale con sette orari diversi. Nonostante la prima del film sia uscita in un giorno infrasettimanale, il pubblico beneventano non è mancato all’appuntamento. Infatti, la maggior parte degli spettatori ha prenotato il biglietto alcuni giorni prima. Secondo la classifica dei film più prenotati degli ultimi 10 anni, indetta dalla Fandango, New Moon si trova al 1° posto della classifica. Questa teen comedy romantica, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2006 di Stephenie Meyer, è forse la più debole di tutta la saga, vista la scarsa presenza del suo protagonista maschile interpretato da Robert Pattinson.Edward, infatti, decide di lasciare Bella per darle la possibilità di condurre una vita normale. Bella così cade in una depressione profonda, e solo grazie all’amicizia con Jacob riesce a lenire lo straziante dolore. Ma anche Jacob cela delle sorprese: è un licantropo, il cui scopo è uccidere i vampiri. Alla fine Edward e Bella si ricongiungeranno.La fotografia è molto curata, dai colori intensi dei boschi canadesi fino alla bellissima Volterra (che in realtà è Montepulciano). Anche la colonna sonora è degna di nota, come la performance degli attori. Protagonista assoluto di “New Moon” è sicuramente il giovane Taylor Lautner, nelle vesti del licantropo: sguardo dolce, addominali scolpiti sempre in vista e sorriso smagliante. Nonostante il suo ruolo poco fortunato, poiché viene “sedotto e abbandonato”, sicuramente mira a rubare il cuore a molte giovani fan della saga. La scena più bella e avvincente del film risulta essere il combattimento tra Edward e i Volturi: un po’ Matrix, un po’ “Foresta dei pugnali volanti”.È sempre difficile commentare un film tratto da un libro. Il libro “New Moon” è pieno di emozioni, poesia, avventura. Il film cerca di ricreare gli stessi stati d’animo, la stessa magica atmosfera. In realtà il film sottintende molti passaggi del libro. Solo chi ha letto il libro può apprezzare il film, perché conosce già i dialoghi che nel film sono solo abbozza.
Francesca Pedicini

“A serious man” dei fratelli Coen, commedia dallo humor nero e grottesco

Scritto da: redazione ottobre - 24 - 2009 COMMENTI

coenUna commedia dallo humor nero e grottesco, un recupero del proprio passato attraverso il filtro scuro del pessimismo: questo è “A Serious Man”, l’ultimo film dei fratelli Etan e Joel Coen, presentato al Festival di Roma nella sezione Fuori Concorso. Il film più intimista dei Coen, perché ambientato nella comunità ebraica nel 1967 a St. Louis Park Minnesota, città natale dei registi americani. Il film è girato nell’epoca in cui sono cresciuti ma non è autobiografico: i personaggi sono figure inventate, individui eccentrici e paradossali. I Coen hanno saputo caratterizzare perfettamente ogni personaggio, attraverso i costumi e la mimica, creando una galleria di strambi fantocci. Dopo i quattro Oscar ricevuti per il capolavoro “Non è un paese per vecchi” e il successo ottenuto per “Burn After Reading” presentato due anni fa al Festival di Venezia, i due registi hanno realizzato il loro 14° film “A Serious Man”, una critica bruciante della società americana e del potere dei soldi, dando sfogo a tutto il loro cinismo nel costruire le rocambolesche assurdità in cui il protagonista, interpretato da Michael Stuhlbarg, è coinvolto.
La cultura ebraica è l’essenza di questo film, come è palese già dal prologo, irresistibile, parlato in Hiddish antico. Una comicità ebraica “black”, che si risolve in continui rovesci del destino nei confronti del probo insegnante universitario Larry Gopnik, che all’improvviso è vittima di un susseguirsi di sciagure a cui cerca di opporsi, ma viene travolto da un mondo che gli é ostile. La moglie che lo lascia per lo stupido collega Sy Alebam, il fratello parassita e incline alle truffe, il figlio che costantemente annebbiato dai fumi della marijuana, la brutta figlia che è dedita solo a lavarsi i capelli, il vicino aggressivo e per finire gli strambi rabbini a cui chiede consiglio sulla fede ma lo stordiscono con nubi inconsistenti di parole. Segnali di fine e di morte si abbattono sul protagonista, suggellando un pessimismo cosmico che pregna tutto il film.
Più celebrale e più lento rispetto a “Non è un paese per vecchi”, “A serious man” è un’opera straordinaria per la caratterizzazione dei personaggi, che esprimono, anche senza parlare, la loro “demenzialità”, per una comicità dal sapore tutto ebraico. Una fotografia perfetta e una colonna sonora adattissima. Momenti del film sono delle “chicche”, delle vere e proprie scene cult. Presenti alla proiezione i fratelli Coen, applauditi fortemente in sala per questo loro ennesimo capolavoro.

Antonella Cocco

I lettori di Coelho realizzano il film su “La strega di Portobello”

Scritto da: redazione ottobre - 21 - 2009 COMMENTI

coelho-portobello
Il forte legame con i suoi lettori: ecco da dove nasce il progetto, unico al mondo, dello scrittore Paulo Coelho, presentato ieri in anteprima mondiale alla 4° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, in programma nella Capitale dal 15 al 23 Ottobre. Sul palco insieme ad Elisabetta Sgarbi, sua editor (direttore editoriale della Bompiani) nonché regista e produttrice cinematografica (la “Betty Wrong”), lo scrittore brasiliano ha parlato de “Paulo Celho The Experimental Witch”, il lungometraggio realizzato dai suoi lettori basato sul suo libro “La Strega di Portobello”, un avvincente esperimento tra letteratura, cinema e nuove tecnologie. L’incontro con Coelho ha emozionato noi spettatori in sala per il caloroso affetto con cui lo scrittore del famosissimo “Undici Minuti” ha parlato del suo pubblico. “La dimensione dello scrittore è solitaria, perché quando si scrive un’opera si è essenzialmente da soli”ha affermato l’autore. Ma per Coelho è importante il contatto con le persone, il coinvolgimento degli altri. “Fa parte della natura umana condividere”. Da qui l’idea di creare un film insieme ai suoi lettori. Iniziativa che è stata seguita dai media brasiliani e che ha visto l’adesione di circa 6000 iscritti, che hanno presentato prodotti di qualità, che “hanno avuto il coraggio, che hanno amato questo progetto”. La scelta dei 15 cortometraggi è stata difficilissima; Coelho l’ha affidata alla Sgarbi perché non riusciva a scegliere alcune realizzazioni piuttosto che altre: tutti coloro che si erano cimentati nell’impresa ne avevano investito tempo e soldi. Dai pochissimi che lo scrittore aveva inizialmente visionato si evinceva un entusiasmo tale che , secondo Coelho, potrebbe “cambiare il mondo”. Il lavoro di selezione è durato 2 anni. Da una preselezione di circa 80 ne sono stati poi scelti 14. Il film dura circa un’ora e 50 min. I registi sono i lettori di Coelho, provenienti da tutti i continenti. In sala presenti 9 rappresentanti da tutto il mondo. Sono stati scelti quelli che maggiormente rispecchiavano lo spirito del libro e che potessero creare un’identità stilistica nel lungometraggio. Sul perché abbia scelto proprio “La strega di Portobello” come libro ispiratore di un progetto cinematografico, lo scrittore brasiliano ha parlato dell’apertura interpretativa di questo romanzo, una storia che può essere vista in tanti modi. Ognuno deve affrancarsi dal giogo pesante della continua approvazione degli altri, ma deve seguire la sua leggenda personale. In questo libro Coelho non ha voluto creare un’eroina, ma ha voluto lasciare in sospeso la storia e tramite questo artificio letterario ha potuto scoprire il suo personaggio man mano che lo scriveva.
Le belle parole di Coelho sono state il prologo per la successiva visione di “Paulo Celho The Experimental Witch”. Devo dire che il film è molto interessante, perchè frutto dell’amore dei lettori. La qualità delle realizzazione è alta, e il libro, sebbene presente nel suo spirito d’origine, viene reinventato attraverso la finzione scenica.
Anche questa volta Ceolho ha dato prova del suo incredibile talento e della sua creatività. Ma il merito più grande va sicuramente ai suoi fidelizzati lettori. La loro passione per il celebre autore ha dato vita a un progetto unico la mondo e che costituisce un paso importante verso una concezione della cultura senza confini e come forte strumento di aggregazione sociale.

Antonella Cocco

“Bastardi senza gloria”. L’infernale Quentin e il cinema che può tutto

Scritto da: redazione ottobre - 12 - 2009 COMMENTI

bastardi2bastardi1Prendete una storia. Mischiatela di eccessi. Dividetela in capitoli. Aggiungete Uma Thurman.
E mettetela da parte.
“Bastardi senza gloria” non è il solito Tarantino. Irriverente. Genio sregolato. Più pensate di averlo capito fino in fondo, più vi accorgerete che vi siete sbagliati. Restano i capitoli, alcune sue classiche impronte (movimenti di mdp, un pò di “splatter”, scene ironiche) ma cambia tutto il resto.
Talento incredibile nel montare e smontare storie anche già narrate e nel rifarsi al cinema di genere italiano (riferimenti a “quel maledetto treno blindato” di Enzo G. Castellari).
Ed è appunto in questa sua apparente diversità che si ritrova tutta la sua concezione del cinema, la sua profonda ammirazione di certi generi attraverso i continui omaggi mai citati ma riportati fedelmente.
L’inizio secondo il metodo della favola e i richiami al western di Leone. Fotografia ben curata, dialoghi che si fanno intensi e in un crescendo di situazioni si arriva al primo colpo di scena.
Man mano si prosegue e si passa da un genere all’altro, dal film di guerra alla commedia, al film storico, al melodramma, al gangster movie. È appunto il Cinema, la settima arte, la vera trionfatrice di questo film trascinante, divertente, irriverente che si concede di riscrivere i destini della storia in nome della passione cinefila.
In una Francia occupata dai nazisti, una squadra scelta composta da assassini ebrei-americani – conosciuti come i “Bastardi” (capitanati dal tenente Aldo Raine, Brad Pitt), si è intrufolata dietro le linee nemiche. La squadra viene contattata dagli inglesi, che hanno elaborato un complesso piano per uccidere Hitler durante una proiezione. Il loro destino si incrocia senza saperlo con la storia di una giovane ebrea viva per miracolo (in alcuni tratti Shosanna ovvero Mélanie Laurent, sembra davvero avere atteggiamenti della tanto venerata Uma). Cambia identità, diventa proprietaria di un cinema ma vive con la sete di vendetta. Ed è appunto qui che viene fuori il tema della femmina vendicatrice già sviluppatp in Kill Bill.
Personaggi ben delineati, in alcuni punti resi ridicoli e divertenti. Si passa dal sadico colonnello Landa (Christoph Waltz), “il cacciatore di ebrei” , alla figura un pò ridicola di Goebbels, ministro della propaganda di Hitler.
“Bastardi senza gloria” non è semplicemente un film incentrato su un gruppo di uomini con una missione da portare a termine, è un gioco di parti e un richiamo ad altri film storici (da “Dove osano le aquile” a “Quella sporca dozzina”).
Ancora una volta, l’infernale Quentin, sfodera le sue geniali doti e, portandoci per mano ci fa capire che il cinema è d’altronde il luogo dove tutto può accadere, è “la materia di cui sono fatti i sogni”.

Enza Iadevaia

Baarìa: quando il cinema osa troppo

Scritto da: redazione settembre - 30 - 2009 COMMENTI

locandinabaeeriaImponente affresco che racchiude l’intero discorso cinematografico del regista Peppuccio Tornatore, Baarìa è un Kolossal a metà tra il cinema americano e un certo cinema nostrano d’altri tempi. Ricorda per un certo verso il Bertolucci di fine anni ‘70. Il «Novecento» di Tornatore si muove così tra totali maestosi e splendide scene di massa, in una corale epopea che, occupando un arco temporale che va dalla fine degli anni Trenta all’inizio degli Ottanta, abbraccia tre generazioni di una famiglia di Bagheria. Film ad altissimo budget e di troppo elevato minutaggio, dove tutto si muove tra “numeri extralarge”(in un periodo di grandi tagli alla cultura e di difficoltà enormi per le produzioni italiane sembra quasi una contraddizione): 35 mila comparse, 10 mesi di riprese, più di 120 locations differenti. Un’impresa più che un film all’italiana. Eppure, nonostante Baarìa sembra godere di privilegi così alti, non emoziona come altri film di Tornatore. E se “La sconosciuta” (2006), originale noir all’italiana, era un un viaggio sconcertante dentro le mille realtà che circondano l’individuo, e “Nuovo cinema Paradiso” (1988) una poesia fatta film, Baarìa un “Gattopardo” riuscito male. E ciò dimostra che pur avendo a disposizione capitali enormi, il risultato non è garantito. E questa è la dura e, se vogliamo, giusta legge del cinema. Soprattutto se pensiamo ai tanti giovani registi che con budget davvero low, girano piccoli capolavori poco presi in considerazione (si pensi al film “Dopo mezzanotte” del regista Davide Ferrario, originale e girato davvero con pochi “spiccioli”). Il film segue una molteplicità di figure e di eventi senza però trovare una intensa e chiara “linea narrativa”, capace di focalizzare l’attenzione dello spettatore su un determinato carattere o su un preciso snodo narrativo. Le passioni, le idee, le sensazioni e le emozioni cedono il passo all’ossessiva idea per la bella immagine. Che lo spettatore lo voglia o no, Baarìa è una summa di tutto il sentire cinematografico di Tornatore.
Ora agli americani l’ardua sentenza.

Enza Iadevaia

Nel film “NEW MOON” una comparsa Sannita

Scritto da: redazione settembre - 22 - 2009 2 COMMENTI

newmoon1C’è anche una giovane sannita tra i protagonisti di “New Moon” il sequel della saga “ Twilight” di Stefanie Meyers che tra poche settimane uscirà nelle sale cinematografiche in tutto il mondo. Il sequel è stato girato a Montepulciano (Siena) dove migliaia di aspiranti comparse provenienti da tutto il mondo hanno affollato la piccola cittadina toscana per avere un ruolo se pur piccolo in questo colossal. Tra le centinaia di comparse prese c’è anche una giovane ragazza sannita Francesca Pedicini di San Giorgio del Sannio che ha preso parte alle riprese. Raggiunta telefonicamente Francesca ci svela alcuni segreti del dietro le quinte di “New Moon”.
“Come hai fatto a partecipare ai provini?”
“ Ho saputo la notizia chiamando il comune di Montepulciano, che mi ha informato di questi provini per il film New Moon dicendo che il 28 Aprile si sarebbero tenuti i casting alla Fortezza del centro storico, dato che le riprese si sarebbero tenute tra il 25 e il 29 Maggio”
“ Come è nata questa tua “passione” per la storia di questo film tanto da voler partecipare al casting?”
“Devo essere sincera, prima di vederlo al cinema non ne avevo mai sentito parlare, però dopo aver conosciuto la storia che mi ha tantissimo incuriosito è nata questa “passione” che mi ha spinta a partecipare”.
“ Che ruolo hai rivestito nel film?”
“La mia comparsa era semplicemente di partecipare alla festa in piazza in onore di San Marco vestita con un mantello rosso dove si svolge una importante scena del film”.
“Per quanto tempo le riprese ti hanno occupata?”
newmoon2“ Le scene dove ero io presente mi hanno impegnata per 2 giorni consecutivi non-stop..considerando che l’appuntamento con la produzione per andare sul set blindatissimo era alle 3.30 del mattino fino alle 20.30.Un’organizzazione eccellente e sia la produzione che tutto lo staff sono stati molto disponibili e comprensivi con noi comparse”.
“Sei riuscita a vedere i tuoi beniamini Robert Pattinson e Kristen Stewart”
“Sul set li ho visti proprio bene perché quando hanno girato una scena principale io mi trovavo proprio di fronte a loro, però al di fuori del set erano davvero inaccessibili da vedere e da incontrare”.
“Secondo te, cosa spinge milioni di giovani e non, a seguire questo “fenomeno Twilight”.
“Twilight racconta in chiave moderna e fantastica una storia d’amore dove sia lui che lei sono pronti a sacrificare la propria vita. Insomma, il vampiro Edward Cullen e la sua amata, Bella Swan sono due eroi romantici un po’ come Romeo e Giulietta. Forse, proprio per questo motivo la gente è attirata da questa storia, perché chi non vorrebbe una storia d’amore piena di romanticismo, di sofferenze ma con un lieto fine?”.
“ Francesca grazie,con questa intervista hai suscitato molta curiosità per questa storia..quando uscirà al cinema…?
“Grazie a voi e l’uscita al cinema è prevista il 20 Novembre”

Presentata “Cinema in Libertà 2009”

Scritto da: redazione luglio - 31 - 2009 COMMENTI

cinemaliberta2cinemalibertaDel Vecchio: “Ad agosto il rione Libertà diventa il punto di riferimento della città”

Presentata questa mattina, presso la sala consiliare di Palazzo Mosti, l’iniziativa “Cinema in Libertà 2009”, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Benevento e dall’associazione Arte Teatro Eventi.

“Si tratta di una serie di proiezioni cinematografiche all’aperto, che si terranno al rione Libertà nel solco di una tradizione che abbiamo inaugurato appena ci siamo insediati come amministrazione – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Raffaele Del Vecchio -. Quest’anno siamo tornati alla formula classica del solo cinema, ed in particolare di quello italiano di qualità. Con quest’iniziativa, coordinata da Gennaro Del Piano, il rione Libertà nel mese di agosto diventa, quindi, il punto di riferimento dell’intera città. Tra l’altro, mi preme sottolineare che, anche attraverso manifestazioni come questa, si è finalmente rotto il precedente monopolio nel settore della cultura e ci sono giovani valenti e preparati, come Bruno Petretti, che finalmente posso operare e mettere in mostra le proprie qualità”.

I parroci don Michele Villani e don Nicola De Blasio hanno a loro volta sottolineato l’importanza di manifestazioni come “Cinema in Libertà 2009”, che favoriscono i momenti di socializzazione: “La lotta ai fenomeni malavitosi passa anche attraverso la riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini in modo da scacciare delinquenti e spacciatori”.

Il presidente dell’associazione Ate, Bruno Petretti, ha infine manifestato l’orgoglio di poter operare nel quartiere in cui è nato e tuttora vive, alla via Cocchia: “E’ auspicabile che la proiezione dei film, a partire da Gomorra, possa essere accompagnata da un successivo dibattito in modo da rendere quanto più possibile “partecipate” le varie serate”.

Ecco di seguito il programma:

- 6 agosto, San Modesto: Gomorra
- 11 agosto, SS. Addolorata: La sconosciuta
- 13 agosto, San Modesto: Ci sta un francese, un inglese e un
napoletano
- 18 agosto, SS. Addolorata: Pranzo di Ferragosto
- 20 agosto, San Modesto: Ex
- 25 agosto, SS. Addolorata: Il Seme della Discordia

Tutti gli spettacoli inizieranno alle 21,15.

Cinema: I love radio rock

Scritto da: redazione luglio - 31 - 2009 COMMENTI

iloveradiorock“La cosa che da’ un senso a questo mondo folle è il rock and roll.
E io sono stato folle a pensare che avrei mai potuto abbandonarlo.“
—Gavin

Nel 1966 – il periodo più straordinario per il pop britannico – la BBC trasmetteva solo due ore di rock and roll alla settimana. Ma radio ‘pirata’ trasmettevano musica rock e pop da barche al largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno. E 25 milioni di persone – più di metà della popolazione britannica – ascoltavano questi pirati ogni giorno.
Dopo essere stato espulso da scuola, Carl (Tom Sturridge) viene spedito da sua madre dal suo padrino Quentin (Bill Nighy) a capire che cosa vuole fare nella vita. Ma Quentin è il capo di Radio Rock, una radio pirata che trasmette da una barca nel bel mezzo del Mare del Nord, popolata da un eclettico equipaggio di deejay di rock ‘n’ roll.
iloveradiorock2A bordo il capo è Il Conte (Phillip Seymour Hoffman), un americano grosso e sfacciato, un Dio delle frequenze in FM assolutamente pazzo per la musica. Lo coadiuvano il suo braccio destro Dave (Nick Frost) – ironico, intelligente e dall’umorismo crudele; Simon (Chris O’Dowd), super-gentile e alla ricerca del vero amore; Midnight Mark (Tom Wisdom), enigmatico, attraente e che va subito ai fatti; Wee Small Hours Bob (Ralph Brown), un DJ che trasmette a tarda notte, i cui passatempi sono la musica folk e la droga; Thick Kevin (Tom Brooke), che ha il cervello più piccolo di tutta l’umanità; On The Hour John (Will Adamsdale), che legge le notizie; e Angus ‘The Nut’ Nutsford (Rhys Darby), probabilmente l’uomo più fastidioso di tutta l’Inghilterra.
La vita nel Mare del Nord è piena di avvenimenti. Simon trova la donna dei suoi sogni, Elenore (January Jones), e si sposa sulla barca…solo per farsi lasciare dalla moglie il giorno dopo. Gavin (Rhys Ifans) ritorna dal suo viaggio nella droga in America per riprendersi il suo legittimo posto di più grande DJ d’Inghilterra e, così facendo, si scontra con Il Conte. E Carl scopre l’altro sesso e chi è il suo vero padre.
iloveradiorock3Nel frattempo le stazioni radio pirata hanno attirato l’attenzione del Ministro Dormandy (Kenneth Branagh) che si mette alla caccia di questi fuorilegge. In un epoca in cui i polverosi corridoi del potere si adoperano per reprimere qualsiasi cosa abbia a che vedere con l’esuberanza giovanile, Dormandy coglie l’occasione per raggiungere un risultato politico, e il Marine Broadcasting Offences Act , una legge ad hoc, viene approvato nel tentativo di mettere fuorilegge i pirati e rimuovere dal Paese la loro nefasta influenza una volta per tutte.
Il risultato è letteralmente una tempesta in alto mare. Con Radio Rock in pericolo, i suoi devoti fan si radunano e mettono in scena un epico salvataggio alla Dunkirk, con centinaia di barche mobilitate per salvare i loro eroi-deejay. Alcune cose possono anche finire, ma il rock and roll non muore mai.

SFF, Un colossal per glorificare l’ammiraglio Koltchak

Scritto da: redazione luglio - 30 - 2009 COMMENTI

theadmiral2The Admiral, film russo maestoso e imponente, è costato oltre 20 milioni di dollari (cifra enorme per gli standard della cinematografia russa). Dopo “Guerra e Pace” è il primo grande film russo storico. Coinvolti circa 1500 persone nel progetto; 1700 i costumi realizzati. Distribuito dalla Fox International, il colossal è stato prodotto dallo stesso team che ha lavorato per i due film di fantascienza Night Watch e Day Watch. Ha già spopolato in Russia, sbancando i botteghini con un incasso di 12.8 milioni di dollari. Il successo di questo film epico è riconducibile all’importanza per la storia russa del suo protagonista, l’ammiraglio Alexander Koltchak, capo delle truppe zariste contro i bolscevichi durante la rivoluzione del 1917. Grande stratega e fedele servitore della monarchia, a cui era legato anima e cuore, per decenni fu bollato come “nemico del popolo” dal regime sovietico. La guerra civile viene raccontata in tutta la sua crudeltà attraverso numerose scene di combattimenti e di spargimenti di sangue. Innegabile l’esaltazione dell’eroismo e del valore degli ufficiali zaristi, uomini leali e coraggiosi che sacrificano la propria vita per la patria. Lo stesso taglio positivo non viene riservato ai “compagni” theadmiralbolscevichi, che si caratterizzano per una mediocrità di animo e di personalità. Chiaro è l’intento di riabilitare la figura di Koltchak, presentandolo come un eroe della Russia zarista e come un uomo virtuoso. Lo stesso regista, Andrei Kravchuk, ha sottolineato l’importanza di fare un film sulla storia, sul paese e sugli ufficiali della Russia. La pellicola, in realtà, ripropone la figura dell’ammiraglio Koltchak non solo attraverso la guerra contro la rivoluzione rossa ma anche attraverso la sua storia d’amore con Anna Timiryova, innamorata a tal punto del valoroso ufficiale da seguirlo nella sua disfatta e diventando anche lei nemica del popolo. Il film accenna ma non si sofferma sul triste destino a cui andò incontro la donna, che fu arrestata 6 volte e trascorse 30 anni nei campi di lavoro forzato. Molte le affinità di questo film con “Titanic” (speriamo che abbia la stessa fortuna!) per la rappresentazione del mare come luogo di morte e per una narrazione della vicenda raccontata attraverso un flashback, identificabile nel suo inizio e nella sua fine dalla caduta di un porta-fotografia. Altri elementi ritornano costanti in tutto il film; il più importante è il bicchiere di cristallo che si frantuma (scena realizzata con la tecnica dello slow motion), rappresentando un sogno (quello di Anna di poter ballare con il suo amato Alexander) mai realizzato. Bellissima la giovane attrice Elizaveta Boyarkaya; non azzeccata la scelta dell’attore Konstantin Khabenskly, inespressivo e troppo rigido nell’interpretazione del maresciallo Koltchak.

Antonella Cocco

Telese T., cala il sipario sulla X edizione del TFF

Scritto da: redazione luglio - 28 - 2009 COMMENTI

tff2
Con “Ex” di Fausto Brizzi, domani sera chiude la X edizione del Telesia Film Festival, rassegna organizzata dal Cinema Modernissimo in collaborazione con il Comune di Telese Terme (Assessorato Cultura, Turismo e Spettacolo), l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Benevento e la Pro Loco Telesia, con il patrocinio della Regione Campania, l’Ente Provinciale per il Turismo di Benevento e Cinecittà Holding.

Ospiti della serata saranno Gianmarco Tognazzi (fra gli interpreti di “Ex”), il regista del film Fausto Brizzi e Gino Rivieccio che anticiperà le caratteristiche del nuovo show che porterà nei teatri dall’autunno prossimo. Dopo Serena Grandi, Rosa Pianeta, Franco Pistoni, Deborah Caprioglio, il regista Luca Lucini e Anna Foglietta, alle Antiche Terme Jacobelli ancora tre esponenti di rilievo del mondo dello spettacolo, tutti presentati da Marina Suma, vera dominatrice di questa decima tornata dell’appuntamento telesino.

“Ex” è un lavoro dal cast stellare e annovera fra gli interpreti: Claudio Bisio, Nancy Brilli, Fabio De Luigi, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Flavio Insinna, Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Elena Sofia Ricci, Vincenzo Salemme, Giorgia Wurth, Cecile Cassel, Carla Signoris ed il già citato Gianmarco Tognazzi.
Basta già questo fitto elenco di attori per decretare il successo dell’opera firmata dal regista di “Notte prima degli esami - Oggi”. Che si è ispirato alle commedie inglesi “Love Actually”, “Quattro matrimoni e un funerale” e a “Crash”.
Girato fra Roma, Parigi e Nuova Zelanda, il film che una commedia corale con episodi intrecciati che ruotano intorno all’argomento degli amori finiti. Un modo come un altro per affermare che gli ex non muoiono mai. Anzi, sono sempre lì in agguato e pronti a rimettersi in gioco. Fra le curiosità spicca che la pellicola vanta il più alto numero di baci della storia del cinema. Un piccolo grande record per sedici personaggi che modificano (o cercano di modificare) la vita di coppia… “molti baci dopo”.

Gli amici del bar Margherita, storia di una gioventù tenace e coraggiosa

Scritto da: redazione luglio - 27 - 2009 COMMENTI

barmargherita
La vera svolta della mia carriera cinematografica è stata quando ho abbandonato un cinema in terza persona, e ho iniziato a scrivere storie partendo dal mio vissuto, dalla mia autobiografia, da me stesso”. Questa una delle tante affermazioni che Pupi Avati ha rilasciato durante il gremito incontro con il pubblico del Sannio Film Fest ieri sera nell’incantevole Sala Ostieri. Parole che hanno fatto da prologo alla proiezione del film “Gli amici del bar Margherita”, ultimo film del maestro, che ha oscillato nella sua carriera tra pellicole horror e pellicole di stampo più intimista . Il bar Margherita era proprio il bar che il regista bolognese frequentava da giovane e dove nacque insieme ai suoi amici la voglia e l’idea di fare cinema. Un’officina di idee, quindi, di progetti; una cornice all’esplosione tipicamente giovanile di sentimenti come l’entusiamo, l’intraprendenza, l’ambizione, la passione. Avati racconta di una gioventù che credeva in qualcosa, tenace e coraggiosa; una gioventù che aveva voglia di fare, di mettersi in gioco, di concretizzare i proprio sogni, anche se modesti e banali. Una gioventù, che, come il regista ha dichiarato nell’incontro, non esiste più, annichilendosi in una generazione contemporanea disperata, ripiegata in se stessa e senza ideali. Ritratti nelle loro stranezze e nelle loro manie, i protagonisti de ““Gli amici del bar Margherita” si presentano come degli “eroi” per il giovane Taddeo, che abita difronte al bar e vive nel mito di questi grandiosi nullafacenti che suscitano in lui un forte desiderio di partecipazione. La normalità non appartiene a nessuno di questi “tipi”, rappresentando una campionatura del genere umano alquanto bizzarra. Cast eccezionale, con attori già fedelissimi del cinema di Avati (Diego Abatantuono, Katia Ricciarelli, Neri Marcorè, Luigi Lo Cascio, Claudio Botosso). Bravissimo l’attore emergente Pierpaolo Zizzi, che debutta in questo film nel ruolo di un diciottenne bolognese che ostinantamente cerca di realizzare i suoi obiettivi, rasentando anche il cinismo. Anche il suo contesto familiare è popolato da figure strambe, interpretate da una sorprendente Katia Ricciarelli e il grande attore Gianni Cavina, presente costante nella filmografia di Avati. Sullo sfondo di un’Italia dove stava facendo il suo ingresso il fenomeno della televisione, si consumano le illusioni e si coltivano i sogni, spesso infranti, di queste figure dai tratti macchiettistici. Rappresentanti della follia della natura umana, questa sorta di clan, con tanto di regole e di rituale (la foto annuale), accoglierà Taddeo, per loro “Coso”, che grazie lla sua tenaci si è conquistato la considerazione dei suoi “miti”, nonostante la loro grama esistenza da nullafacenti e da piccoli truffatori. Una commedia dove protagonista è la coralità, la rievocazione nostalgica ma mai patetica o smielata di un passato ormai veramente molto lontano.

Antonella Cocco

Harry Potter e il Principe Mezzosangue affascina il pubblico beneventano

Scritto da: redazione luglio - 16 - 2009 COMMENTI

harry
Ieri, mercoledì 15 Luglio, è finalmente uscito il sesto episodio cinematografico della celeberrima saga ideata da J. K. Rowling Harry Potter e il Principe Mezzosangue al quale nel beneventano sono state destinate ben cinque sale, due al Gaveli e tre al Torrevillage.
Nonostante il caldo intenso, la durata non proprio brevissima del film (circa due ore e mezzo) e l’impossibilità di utilizzare alcun tipo di riduzione, il pubblico beneventano non è mancato all’appuntamento, diventato irrinunciabile, sia per gli appassionati estimatori dei libri della Rowling sia per quanti hanno conosciuto le avventure del maghetto solo nella versione filmica.
Molti e contrastanti i pareri espressi dai nugoli di persone che, alla fine del film, sono defluiti dalla sala accaldati per le elevate temperature ma allo stesso tempo accalorati per lo scambio delle prime impressioni suscitate dal film ( reso ancora più atteso dal ritardo della proiezione inizialmente prevista per l’autunno scorso ).
I lettori più accaniti hanno patito, come di consueto accade in questi casi, il divario tra la carta stampata e la pellicola, mentre coloro che conoscono solo la vita cinematografica della saga hanno forse faticato ad adattarsi al particolare ritmo di questo episodio di passaggio.
Harry Potter e il Principe Mezzosangue segna, infatti, un punto di svolta nella storia e prepara agli avvenimenti del settimo e ultimo libro ( per altro così numerosi da indurre i produttori a spalmarli su due film ): Harry non è più il bambino sbalordito ed entusiasta che era entrato a Hogwarts né l’adolescente inquieto e furibondo per il peso del destino impostogli, bensì il Prescelto che non subisce ma sceglie consapevolmente il ruolo di eroe.
Il film, pur sacrificando necessariamente alcune sottotrame e sfumature, si mantiene piuttosto fedele alla storia e traccia le linee di un viaggio nei ricordi che, aiutando Harry a ricostruire il passato del nemico Voldemort, gli fornirà la chiave per comprendere la ragione della sua immortalità e per poterla contrastare.
La vicenda, che si avvia al suo epilogo, non è priva di toni cupi e di momenti drammatici ( si pensi alla scena in cui Harry e Silente si avventurano in una grotta molto simile all’Ade ) ma anche di parentesi più piacevoli sugli amori, spesso goffi, dei giovani protagonisti capaci di strappare applausi e risate spontanee agli spettatori.
A questo punto non resta altro da sperare, vista la viva partecipazione del pubblico beneventano alla prima, che le luci cinematografiche non si spengano durante il periodo estivo.

Donatella De Nigris

Sannio Fest, ecco la IV edizione

Scritto da: redazione maggio - 26 - 2009 COMMENTI

immagine_049Torna in città un appuntamento atteso e ormai consolidato: “Sannio Fest”, la rassegna degli artisti del Sannio giunge alla sua IV edizione e si terrà ancora una volta in Piazza Roma, dal 30 maggio al 7 giugno prossimi. È stato presentato stamattina presso la Biblioteca Provinciale al Corso Garibaldi, il calendario della rassegna, ricco di artisti sanniti e “Big” della musica nostrana. Piazza Roma regge ancora una volta la tradizione dell’evento e dà inizio alla stagione estiva di arte, musica e teatro. All’incontro con i giornalisti Maura Minicozzi, curatrice artistica dell’evento, dichiara:“Si tratta di dare spazio alle voci della nostra provincia, valorizzando il panorama artistico in tutte le sue forme”. Alla breve prolusione si affiancano le parole dell’assessore provinciale Carlo Falato, il quale sottolinea il carattere innovativo del Sannio Fest e la visibilità che offre ai giovani artisti per farsi conoscere da un pubblico più ampio.
Pietro Iadanza, assessore comunale, pone invece l’accento sui momenti importanti della rassegna, come la fruibilità e la valorizzazione del centro storico da parte dei cittadini e la crescente rilevanza che l’evento sta assumendo nel corso delle sue edizioni. Ultimo ad intervenire è stato Cosimo Calicchio che si riafferma come presentatore del Sannio Fest 2009, ricordando che l’evento verrà seguito da Radio Antenna 1, in diretta radio durante tutto il percorso. Gli ingredienti, dunque, sono come sempre dei migliori: Ottima pizza, una sezione arte allestita presso l’ex Galleria Bosco e una programmazione di spettacoli intensa e ricchissima.

Alessio Di Rubbo

Sannio Fest, domani la presentazione

Scritto da: redazione maggio - 25 - 2009 COMMENTI

sannio-film-fest1Domani, alle ore 11 presso la Biblioteca Provinciale al Corso Garibaldi, si terrà la conferenza stampa che celebrerà l’inizio della quarta edizione del Sannio Fest, la rassegna artistica di musica arte e teatro in programma dal 30 maggio al 7 giugno in Piazza Roma. All’incontro con i giornalisti interverranno il sindaco Fausto Pepe, l’assessore provinciale Carlo Falato, l’assessore comunale Pietro Iadanza, , l’assessore regionale Corrado Gabriele il presentatore del Festival Cosimo Calicchio, nonché la curatrice artistica Maura Minicozzi e il moderatore Francesco Sannini. L’evento che vedrà sfilare i vari artisti del Sannio è organizzato dall’agenzia “Betelgeuse” e patrocinato dalla Regione Campania,Provincia e comune di Benevento.

Alessio Di Rubbo

Roma Fiction Fest: Enrico Salimbeni in nomination

Scritto da: redazione maggio - 25 - 2009 COMMENTI

a cura di Beatrice Chiusini

Grande attesa per il più importante festival italiano dedicato alla fiction, il Roma Fiction Fest, kermesse oramai cult nel settore della comunicazione televisiva. L’evento previsto dal 6 all’11 luglio in una rassegna curata dal direttore artistico Steve Della Casa è  promosso dalla Regione Lazio, dall’Associazione Produttori Televisivi e dalla Camera di Commercio di Roma. 

Così come nelle edizioni precedenti, i più importanti attori italiani, potranno ricevere i voti del pubblico, gareggiando “face to face” nel contest del premio.

Tra gli attori in nomination troviamo Enrico “Chicco” Salimbeni, artista di fama internazionale, da sempre molto vicino al Sannio e a tutte le rassegne dedicate al territorio sannita. Il celeberrimo interprete di Tito in “Radiofreccia” e di Jacopo in “Rivombrosa”  è stato inserito nella lista dei candidati al premio per la sua interpretazione nella fortunata serie “L’Ispettore Coliandro”  .

Per tutti i sanniti dunque una importante occasione per ricambiare attenzione ed affetto che Salimbeni, in veste di regista e attore ha dedicato a più riprese alla Campania, partecipando come Presidente di Giuria ai più importanti appuntamenti dedicati al mondo del cinema.

Ma come votare Salimbeni ?  Collegandosi a www.concretaconcorsi.it/sorrisiromaff/romaff.htm  è disponibile una apposita finestra con gli elenchi di tutte le fiction, sitcom e soap trasmesse dal 1° settembre 2008 al 30 aprile 2009. A ogni opera e a ogni interprete è collegato un codice e si può votare in due modi.

 Il codice per votare  Enrico Salimbeni è A173. E’ possibile votare secondo due modalità:

1) Inviando, entro le ore 24.00 del 31 maggio, un sms al numero 334-16.00.900 con il codice corrispondente a una delle candidature di ogni categoria. Massimo 3 voti per categoria; il costo dell’sms è quello previsto dal proprio operatore telefonico senza alcuna maggiorazione.

2) Indicando la vostra preferenza nell’apposito spazio nelle pagine con gli elenchi delle categorie in gara (si può dare un solo voto per ogni categoria).

Fra tutti coloro che avranno votato saranno sorteggiati tre lettori che riceveranno, ciascuno, un invito (valido per due persone) per assistere alla premiazione, che si svolgerà nell’Auditorium di via Conciliazione a Roma, e pernottare nella capitale (valore montepremi 600 euro, estrazione finale il 10 giugno 2009).

I migliori in bocca al lupo al talento Salimbeni,  uno dei vanti del nostro cinema nostrano.

Notizie per CINEMA

Scritto da: admin marzo - 20 - 2009 COMMENTI

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