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Archivio per la categoria ‘Commercio’

In città. Guardia di Finanza sequestra magliette calcio contraffatte

Scritto da: redazione maggio - 8 - 2012 COMMENTI

img317Prosegue l’azione di contrasto e prevenzione svolta dalla Guardia di Finanza di Benevento nei settori commerciali maggiormente interessati dal fenomeno della contraffazione, reato che, oltre ad alterare il normale funzionamento del libero mercato, rappresenta un danno economico per produttori e commercianti ed un pericolo per la salute dei consumatori.
I finanzieri della Compagnia di Benevento, a seguito di un costante e capillare monitoraggio delle attività commerciali ambulanti presenti sul territorio hanno individuato un commerciante, di nazionalità marocchina, ma residente da diversi anni nel Sannio, che vendeva magliette dei più importanti club italiani e stranieri di calcio, simili in tutto e per tutto alle originali ma recanti marchi e simboli tutelati dal diritto d’autore.
Tutta la merce rinvenuta ed illecitamente commercializzata è stata sottoposta a sequestro ed il responsabile, G.L. di anni 56, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria beneventana per la violazione degli artt. 474 e 517 (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e vendita di prodotti industriali con segni mendaci), nonché 648 (ricettazione) del codice penale.

Economia & Provincia, Benevento sempre peggio: giù occupazione e tasso di attività

Scritto da: redazione maggio - 4 - 2012 COMMENTI

economiaAllarmanti i dati emessi dall’osservatorio economico della Provincia di Benevento, in merito alla produzione economica nel territorio sannita, con particolare riferimento a Benevento. Rispetto al 2010, secondo i dati elaborati dall’Istituto G.Tagliacarne su dati infocamere, le imprese attive nella provincia di Benevento sono diminuite. Le imprese individuali sono passate dal 77,7 per cento al 76,9 per cento: leggero aumento per le società di persone, passate dal 7,5 al 7,7 per cento. Incremento per le società di capitale,invece,che hanno la meglio dal 12,5 per cento al 13,3 per cento.Nel periodo compreso tra il 2009 al 2011 i tassi di internazionalizzazione in Provincia di Benevento sono raddoppiati: dal 2009 al 2011 la propensione all’import è passato dal 2,8 per cento al 5,1. La propensione all’export è passata,invece, dall’1,9 al 2,6. La stima del valore aggiunto in Provincia di Benevento per l’agricoltura è stata rilevata al 5,2 per cento,l’industria in senso stretto al 10,7 per cento, e il settore delle costruzioni al 6,8 per cento.I servizi al 77,2 per cento.
I principali indicatori turistici rilevano, per la sezione turismo, gli arrivi stranieri al 10,1; L’indice di permanenza media al 2,3. L’indice di qualità alberghiera al 24,1 e l’indice di concentrazione turistica al 19,3. Lo rileva l’Istat, su elaborazione dell’Istituto G.Tagliacarne.
Il Tasso di occupazione per la provincia di Benevento per la fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni è per i maschi del 56,2 per cento, per le donne del 33,3 per cento. Negli ultimi cinque anni, in Provincia di Benevento, cala la crescita demografica al - 1,4 per cento. Nel 2009 era al - 1,5 per cento, nel 2008 al - 0,4 per cento, nel 2007 valore positivo con il + 0,9 per cento, cinque anni fa, nel 2006 il valore più negativo fu del - 2,2 per cento. Dati che registrano situazioni preoccupanti riferite alla caduta del Pil, in relazione all’incremento del numero del fallimento delle imprese e una flessione del - 2,6 per cento e una brusca caduta del settore del lavoro e dell’occupazione. I settori maggiormente in crisi si concentrano maggiormente tra gli agricoltori e il settore delle costruzioni e dell’edilizia più in generale. Male anche il settore della pesca,delle attività finanziarie e assicurative, e di tutte le altre imprese non classificate. Al meglio, il trasporto e il magazzinaggio.
Nella graduatoria provinciale per l’incidenza del commercio, la Provincia di Benevento risulta al 74esimo posto. L’incidenza dell’agricoltura è, invece, al 13,6 per cento.L’incidenza del settore turistico per la Provincia di Benevento è del 3,54 per cento e la posizione è al numero 58.
Rispetto allo scorso 2010 il numero della forza lavoro, nella provincia, è calato del 6 per cento: in valori assoluti da 98.856 agli attuali 95.340. Gli occupati invece calano dagli 87473 agli 85219, con una discrepanza rispetto al 2010 del 7,1 per cento. Nella graduatoria per tasso di attività, Benevento compare 95esima.Nella graduatoria per la qualità alberghiera: Benevento è al 34esimo posto.
Non ci resta che piangere?
Raffaele Di Santo

Mediazione Civile, Anpdar sottolinea: “Chi ha deluso e ferito l’orgoglio della professione?”

Scritto da: redazione aprile - 28 - 2012 COMMENTI

mediatore-civileRiceviamo & Pubblichiamo la nota stampa di Anpdar in merito alla figura di mediatore civile:
“C’è una sola categoria professionale che invece di badare alle cose concrete per salvaguardare la dignità e il lavoro degli iscritti continua a “sputar veleno” sulla mediazione. Non sono bastati due anni a far capire a questi “personaggi” il male che hanno fatto ai loro iscritti. Più che controllare gli ordini costituiti in organismi e i loro “affari” che fanno sulla mediazione e sulla pelle dei colleghi, pensano di ricattare il Governo indicendo un nuovo “sciopero in bianco” per un mese a partire dal 15 maggio (sic!). Non è una novità questa ultima farsa- dice Pecoraro presidente dell’organismo internazionale di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R iscritto al n. 24 del registro tenuto presso il ministero di Giustizia -è dal 2010 che che le minacce di questa categoria, con la scusa ! ; di essere “ingiustamente attaccata ha sempre mirato - anche se in forme diverse - unicamente all’eliminazione della “incostituzionale obbligatorietà della mediazione”. Per fortuna, che le risposte del ministro di Giustizia precedente - Alfano - e quelle dell’attuale, Avv. Severino sono state sempre puntuali e chiarificatrici. La risposta a questa ultima “boutade da parte di chi non rappresenta che sè stesso - non si è fatta attendere da parte dell’attuale ministro di Giustizia, che così conclude in margine ad un’intervista a proposito della mediazione e della sua obbligatorietà ”Le parti interessate devono comprendere che la mediazione e’ una soluzione vera del problema risolvere il conflitto prima che arrivi sul tavolo del giudice per giacervi anni, rappresenta un sollievo sia per le parti, che possono vedere il loro problema risolto in tempi brevi, sia per la gius! tizia civile”. Concetti chiarissimi, ai quali i fatti danno ragione, che speriamo facciano breccia anche nel pensiero di chi si ostina in tutti i modi a voler mantenere posizioni di privilegio personalistiche a discapito di tutti.

Comune. Approvato regolamento spazi per carico e scarico merci

Scritto da: redazione aprile - 7 - 2012 COMMENTI

comune5La IV Commissione Consiliare Mobilità e Trasporti del Comune di Benevento presieduta dal Consigliere Comunale Floriana Fioretti, ha approvato all’unanimità il Regolamento per l’istituzione di spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di merci.

Il Regolamento ha per oggetto le procedure volte a regolare gli orari e riservare spazi per la sosta di veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di merci per l’approvviggionamento degli esercizi commerciali, artigianali o altro.

L’obiettivo che si è voluto perseguire è stato l’individuazione razionale ed efficiente delle aree riservate alla sosta dei veicoli che trasportano merci, tenendo conto dell’orario delle forniture.
Al fine di evitare intralcio e conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione e tenuto conto delle ore di punta della mobilità veicolare e pedonale, è stata garantita amplia flessibilità degli orari di fornitura ed operazioni di carico e scarico merci:
Giorni feriali (escluso il sabato) dalle ore 7:00 alle ore 20:30 e sabato, prefestivi, domenica e festivi dalle 7:00 alle 12:30.

Tutti gli spazi della città riservati al carico e scarico di cose possono essere utilizzati, dagli utenti addetti al carico e scarico per un periodo massimo di 60 minuti, da certificare con disco orario, mediante esposizione visibile sul parabrezza.
L’Ufficio Tecnico del Traffico del Comune di Benevento ha provveduto ad individuare d’ufficio le aree riservate alla sosta di veicoli che trasportano merci nelle zone della città in cui sono maggiormente concentrati gli esercizi commerciali.
A seguito di specifica istanza da parte di alm eno 5 esercizi commerciali/artigianali o altro circostanti, potranno essere realizzati singoli stalli senza essere soggetti a tariffe a pagamento.
Infatti, questa amministrazione ha voluto evitare di gravare sui commercianti ulteriori oneri, garantendo la gratuità degli stalli.
Sulle suddette aree è istituito il divieto di sosta con rimozione di veicoli.
Le violazioni alle norme del presente regolamento sono punite ai sensi del Nuovo Codice della Strada. Per le restanti violazioni vengono applicate le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’art.7-bis, co. 1 del T.U.E.L. (D.Lgs. 267/2000).
Il Regolamento verrà trasmesso e sottoposto al vaglio della Commissione Affari Istituzionali prima di giungere al definitivo esame del Consiglio Comunale.

Rincaro dei prezzi: dal 2008 oltre il top, aumentano sigarette e caffé

Scritto da: redazione marzo - 30 - 2012 COMMENTI

sigarette1Marzo ricco di aumento, povero di soddisfazioni. Il terzo mese del nuovo anno, l’anno della “fine del mondo” sembra essere ancora piuttosto lontano dalla fine, se per fine intendiamo un attimo di pace tra tasse, art. 18, fisco e le bollette da pagare, i soldi da risparmiare,gli stipendi che vanno via…sempre troppo presto. Per chi ce l’ha o ce l’ha ancora.

Dal cibo ai carburanti non c’è pace quaggiù: il costo dei beni di consumo di prima necessità aumentano a dismisura,primo tra tutti,ancor prima del tasso dell’inflazione fermo, per così dire al 3 per cento rispetto al più notevole 4,6 per cento  del “carrello della spesa, il cui top è stato raggiunto nel mai troppo lontano 2008 e continua ad essere stabilmente crescente.

Se qualche pubblicità recita “Ti piace vincere facile?” non c’è vittoria che tengo contro l’aumento del costo dei carburanti oltre che delle sigarette, del caffè e dei voli, comunemente diffusi come i “vizi degli Italiani”. In un mese, i voli, infatti, sono aumentati di quasi il 17 per cento. Se le ormai lontane ferie si dimostrano sempre meno accessibili, nulla da fare nemmeno per i vizi degli Italiani: caffè e sigarette aumentano rispettivamente del 13 e del 9 per cento circa.  Nulla di dolce nemmeno per ciò che lo è per definizione, lo zucchero, che segna a marzo, un aumento del costo di circa il 12,5 per cento.

Chi vuol essere il più costoso? Tra accise, premi, supporti al Fisco e alle diversi missioni internazionali oltre che grazie alle relative tasse regionale il carburante in distribuzione,oggi,segna l’ennesimo record:  la benzina è al più 18,6 per cento, il gasolio sale del 22 per cento, nell’ultimo mese.

Mai così, dal 1995, ultradecennio speriamo mai replicabile, il divario tra i prezzi e i salari dei cittadini che in un anno ha toccato la differenza di quasi 2 punti percentuali. Lo ha rilevato l’Istat.

Raffaele Di Santo

Attività commerciali, ecco la nuova normativa sulla prevenzione incendi

Scritto da: redazione marzo - 26 - 2012 COMMENTI

incendio4Sala riunioni della CCIAA di Benevento gremita di professionisti (ingegneri, architetti, geometri e periti) per il seminario tecnico organizzato dalla Confartigianato, in collaborazione con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e con il patrocinio degli Ordini Professionali Provinciali degli Ingegneri, Architetti, Geometri e Periti.
Sono intervenuti in qualità di autorevoli relatori l’Ing. Serafino Vassalli (Comandante Provinciale Vigili Del Fuoco), l’Ing. Giovanni Vassallo (Vice-Comandante Provinciale Vigili Del Fuoco), l’Ing. Carmine Bozzi e l’Arch. Filomena Donato dei Vigili Del Fuoco, il Per. Ind. Vincenzo Caporaso (Consulente Tecnico Scientifico Confartigianato), Antonio Campese (Vice-Presidente della CCIAA) e Marco Falconieri (Segretario Provinciale della Confartigianato).
“La massiccia partecipazione al seminario dei professionisti Beneventani ci ha dato prova della loro sensibilità rispetto alle novità normative riguardanti la nuova prevenzione incendi – afferma soddisfatto il neo-Segretario Provinciale della Confartigianato Marco Falconieri – del resto saranno proprio loro, con il loro apporto professionale, ad assicurare alle imprese ed ai cittadini sanniti la corretta applicazione delle nuove norme sulla prevenzione incendi”.
“Oggi giorno nel campo delle Sicurezza i Professionisti stanno acquisendo sempre maggiori responsabilità – afferma il Comandante Provinciale Vigili Del Fuoco ing. Serafino Vassalli - un classico esempio è dato dal nuovo Decreto Ministeriale del 1 Agosto 2011 n. 151 nel campo della Prevenzione Incendi. Col suo avvento non solo sono state introdotte notevole semplificazioni procedurali che consentono in maniera più snella di avviare un’attività senza la necessità di attendere il cosiddetto CPI (Certificato di Prevenzione Incendi). Oggi, per molte delle attività esistenti (in categoria A e B) è sufficiente presentare la SCIA presso il SUAP oppure al Comando dei V.V.F. Inoltre sono state snelliti anche gli obblighi e i controlli da parte dei V.V.F. che potranno effettuare dei controlli a campione presso le attività in categoria A e B mentre si recheranno sempre presso quelle in categoria C al fine di approvare o meno il rilascio del certificato di prevenzione incendi. Entrando un pochino più in dettaglio possiamo anche dire che il d.p.r. n.151 differenzia le attività soggette alla prevenzione incendi in tre categorie: A, B e C. Nella nuova normativa sono contemplate 80 attività contro le 97 del vecchio DM 16/02/1982 e ben 11 attività completamente nuove. Sono tutte elencate all’interno dell’allegato I e sono assoggettate a diverse discipline sulla base del rischio connesso all’attività, alla presenza di regole tecniche e alla necessità di tutela della pubblica incolumità. Per le attività appartenenti alla categoria A soggette alle norme tecniche, non fornendo rischi particolare per la pubblica incolumità, non è più previsto il parere di conformità sul progetto. Per tutte le categorie di attività è ora necessario, da parte del titolare, fare una richiesta formale di inizio attività (segnalazione di inizio attività) che corrisponde alla vecchia richiesta del CPI (Certificato di Prevenzione Incendi). Inoltre, per quanto riguarda le attività nelle categorie A e B, i controlli da parte dei V.V.F. possono avvenire entro 60 giorni ed anche tramite metodo a campione. Per le attività in categoria C, il Comando dei V.V.F. effettua sempre il controllo entro 60 giorni. In questo modo si potranno garantire controlli a difesa della pubblica incolumità su tutte le attività che presentano un elevato rischio. Quel che si evince è quindi una notevole semplificazione ed un effettivo spostamento di responsabilità a favore dei Professionisti in relazione a certificazioni ed asseverazioni che verranno approfondite in altri articoli. Ovviamente non sono incluse nel processo di esemplificazione delle procedure le attività industriali ad alto rischio che comportano ancora la presentazione di un rapporto di sicurezza secondo il d.lgs. del 17 agosto 1999 n. 334 e successive integrazioni. Pongo infine l’attenzione sul fatto che il nuovo decreto 151 contempla al suo interno la possibilità di effettuare successive modifiche dovute a mutamenti nell’ambito della tutela della pubblica incolumità”.

Confesercenti Provinciale del Sannio, fine stagione saldi

Scritto da: redazione marzo - 8 - 2012 COMMENTI

saldi-2012-pandori-panettoniLa Confesercenti Provinciale del Sannio ricorda agli operatori commerciali della città e della provincia che in base alla Delibera della Giunta della Regione Campania n.847 del 30/12/2011 i saldi invernali hanno durata di giorni 60 a partire dal giorno di inizio fissato per il 05 gennaio 2012. Pertanto sono tutti invitati a prendere i provvedimenti del caso onde non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa vigente.

Mimose per la festa della donna, Confartigianato contro vendita abusiva

Scritto da: redazione marzo - 5 - 2012 COMMENTI

image2A pochi giorni dalla Festa della Donna, il presidente provinciale di Confartigianato Fioristi, Salvatore Santamaria, ha inviato alle autorità ed alle forze dell’ordine della provincia di Benevento (Prefetto, Assessore alle Attività Produttive De Luca, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, Vigili Urbani, Polizia Provinciale) una richiesta-denuncia per chiedere un rafforzamento dei controlli antiabusivismo. Il fenomeno della vendita abusiva di mimosa, in costante crescita negli ultimi anni forse anche a causa della crisi economica, penalizza in modo significativo numerose attività di vendita di fiori e piante esistenti in nella provincia di Benevento.
Si calcola che tale fenomeno, nella provincia di Benevento, possa riguardare oltre 200 operatori abusivi che, lavorando ininterrottamente nel giorno della festività e in quello precedente, potrebbero riuscire ad “intascare” oltre 1000 Euro a testa, e, cosa ancor più grave, aleggia il sospetto che alcuni di questi “operatori”, per lo più ragazzi, non agiscano autonomamente ma sotto l’efficiente coordinamento di qualche spregiudicato pseudo - imprenditore che si preoccupa di organizzare l’approvvigionamento continuo di mimose sui “bancarielli” degli operatori abusivi con tanto di furgone opportunamente attrezzato.
Quest’anno la Mimosa, nonostante sia stata particolarmente “segnata” dagli agenti atmosferici dell’ultimo periodo (il caldo di novembre e dicembre ha anticipato l’apertura dei bocci, poi colpiti dalle tremende gelate delle ultime settimane) non dovrebbe avere grandi oscillazioni di prezzo rispetto agli ultimi anni.
Come noto, la vendita delle Mimosa per la festività della donna, conosce, ormai da diversi anni un significativo calo (20-25% negli ultimi 3 anni) dovuto, in larga parte, al cambiamento socio-culturale del paese.
Insomma, il giorno dell’anno più significativo per i fiorai non può essere in mano agli abusivi: “Il danno che la categoria subisce da fenomeni di abusivismo – sottolinea Santamaria - incide in maniera sostanziale sulle nostre attività, ancor più oggi, viste le gravi difficoltà in cui versa tutto il settore. La questione va affrontata con la massima determinazione ed attenzione: lo chiedo a nome di tutte quelle imprese che pagano regolarmente le tasse e che ogni giorni lottano per arrivare a fine mese”.

Benevento. Recepite le norme sulla liberalizzazione del commercio

Scritto da: redazione febbraio - 21 - 2012 COMMENTI

nicola-danilo-de-luca Recepite dal Comune le norme in materia di liberalizzazione del commercio
Lo rende noto l’assessore alle Attività Produttive, Nicola Danilo De Luca.

L’assessore alle Attività Produttive, Nicola Danilo De Luca, rende noto che il Comune di Benevento, in ottemperanza al termine di 90 giorni stabilito nel decreto legge n. 201/2011 in materia di liberalizzazioni degli esercizi commerciali (convertito nella legge 214/2011), ha provveduto all’emanazione dell’ordinanza sindacale n. 31/2012 con cui si dispone che le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande sono svolte nella città di Benevento senza alcun limite numerico, fermi restando i requisiti previsti per legge per il rilascio delle autorizzazioni.

L’assessore De Luca fa, comunque, presente che resta confermato quanto disposto dalla precedente ordinanza sindacale n. 132/2010, e cioè:

il divieto per gli esercizi di cui alla lettera C dell’art. 5 della legge n. 287/91 (locali in cui la somministrazione di alimenti e bevande è effettuata congiuntamente alla prevalente attività di intrattenimento) dell’occupazione del suolo pubblico, mediante dehors, strutture amovibili, etc. e dello svolgimento di qualsiasi intrattenimento musicale all’aperto;

il divieto per gli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di cui alla già citata legge 287/91, di effettuare intrattenimenti musicali dal vivo e con apparecchi meccanici ed elettronici (anche mediante l’impiego di un dj) all’aperto senza aver ottenuto preventiva autorizzazione amministrativa da parte dell’Amministrazione comunale.

Liberalizzazioni. De Luca: “Ok a nuove attività in centro storico”

Scritto da: redazione febbraio - 21 - 2012 COMMENTI

liberalizzazioniIl Comune di Benevento, tenendo conto del termine di 90 giorni stabilito dal decreto legge n. 201/2011 in materia di liberalizzazioni degli esercizi commerciali (convertito nella legge 214/2011), ha provveduto all’emanazione dell’ordinanza sindacale con cui si dispone che le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande sono svolte nella città di Benevento senza alcun limite numerico, fermi restando i requisiti previsti per legge per il rilascio delle autorizzazioni. L’assessore alle Attività Produttive, Nicola Danilo De Luca, comunque, ha fatto presente che resta confermato quanto disposto dalla precedente ordinanza sindacale n. 132/2010, e cioè: il divieto per i locali in cui la somministrazione di alimenti e bevande è effettuata congiuntamente alla prevalente attività di intrattenimento dell’occupazione del suolo pubblico, mediante dehors, strutture amovibili e dello svolgimento di qualsiasi intrattenimento musicale all’aperto; il divieto per gli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di cui alla già citata legge 287/91, di effettuare intrattenimenti musicali dal vivo e con apparecchi meccanici ed elettronici (anche mediante l’impiego di un dj) all’aperto senza aver ottenuto preventiva autorizzazione amministrativa da parte dell’Amministrazione comunale.
Palazzo Mosti, nella persona dell’Assessore al ramo, Danilo De Luca ha gia precisato che, l’Amministrazione Comunale non ha fatto altro che garantire l’applicazione di un disposto normativo già esistente. In sostanza, chi vorrà aprire un’attività in centro storico potrà farlo, chiedendo, ovviamente, le autorizzazioni previste dalla legge.
Discorso diverso per le aperture degli esercizi commerciali. Per quanto riguarda questo discorso, gli operatori del settore si sono già adeguati da tempo in modo automatico.
Sempre sperando che l’effetto cercato dal governo Monti con le liberalizzazioni si faccia sentire.

Tommaso De Feo

Benevento. Camera di Commercio, domani presentazione progetto “Erga Omnes”

Scritto da: redazione febbraio - 14 - 2012 COMMENTI

camera-di-commercio Mercoledì 15 febbraio 2012, alle ore 10.30, presso la sala conferenze della, sarà presentato il progetto “Erga Omnes”, alla presenza dei vertici del Gruppo Intesa San Paolo. All’incontro interverranno Antonio Campese, presidente Confartigianato Benevento e amministratore camerale, Biagio Riccio, presidente Confartigianato Asti e componente del CdA Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Luca Fausone, direttore Area Campania Intesa San Paolo, Fabio Murino, capo Struttura Medio Credito Italiano, Giovanni Peluso, avvocato e Giuseppe Rillo, direttore dell’ASI Benevento.
Nel corso dell’incontro, i responsabili di Confartigianato Benevento e Confartigianato Asti annunceranno, dopo mesi di dura e piacevole interazione Asti-Benevento, l’apertura di un ufficio congiunto presso l’ASI, l’apertura di una rappresentanza congiunta a New York, nel Chrysler building. A tal proposito è previsto l’intervento dell’avvocato d’affari Giovanni Peluso. Saranno, inoltre, illustrate le già proficue relazioni con il Senatore Cinese Davide Zohu, e la volontà e la possibilità di portare un know-how italiano tecnologico e il gusto e lo stile italiano a Sochi in Russia, nuova sede della Formula1 e dei Giochi olimpici invernali del 2014.
Il progetto, che fa registrare già l’adesione dell’Agenzia ICE, nasce dall’esigenza di favorire l’integrazione delle micro e piccole imprese, il loro tutoraggio verso la trasformazione produttiva e la promozione dei loro prodotti verso i mercati esteri. La situazione economica attuale, le pesanti ripercussioni del decreto Salva Italia, la stretta creditizia e le condizioni del mercato, rendono letteralmente un’impresa fare Impresa. Confartigianato Benevento e Confartigianato Asti, consapevoli dei problemi che affliggono i loro associati, si sono strutturate per dare risposte certe e nuove possibilità di sviluppo alle aziende che oggi, devono necessariamente re-inventarsi per sopravvivere in condizioni economiche così sfavorevoli. Il progetto si articola in diversi punti.
Reti di impresa.
L’individualismo è la molla che generalmente crea l’imprenditore. Storicamente, nonostante i vari tentavi di aggregazione mediante forme rigide come i consorzi, non si è assistito al loro utilizzo in maniera massiccia ed in alcuni casi, per la loro natura giuridica, hanno creato danni rilevanti alle singole aziende sane, con un evidente sperpero di risorse pubbliche e private. In questo contesto, il sistema delle Reti di impresa, più assimilabile ad un contratto che ad una forma societaria, non vincola in maniera rigida i sottoscrittori ma li obbliga al rispetto di quanto convenuto. La possibilità di non inserire le limitazioni delle associazioni temporanee, legate ad un evento specifico e definito, la possibilità di gestione della rete con la valutazione complessiva del rating e la professionalità del Gruppo Intesa San Paolo, partner gestionale bancario, rende questo strumento sicuro, flessibile ed altamente competitivo. Va anche sottolineato che i costi di tale operazione sono bassissimi , evitano frequenti e costose visite notarili e sono modificabili in qualunque momento.
Ricerca di Filiera.
Gli strumenti da soli non bastano. Occorre conoscere profondamente il tessuto produttivo, per promuovere l’aggregazione. Le associazioni promotrici, contano più di 5000 imprese associate, impiegano 80 dipendenti e sono strutturate per la gestione totale di una azienda. In quest’ottica, l’apertura di una sede comune all’Asi, ove sarà possibile fruire di tutti i servizi necessari, buste paga, tenuta contabile, i 730 dei dipendenti ecc., sarà il punto di incontro tra le aziende di varie province e di varie regioni, e saranno coadiuvate nella ricerca dei partner per creare le filiere idonee al loro sviluppo. Nel caso specifico Asti–Benevento, la sinergia si è rilevata premiante proprio per la poca sovrapposizione di prodotto, enfatizzando le proprie specificità territoriali, agricole, enogastronomiche e tecniche.
Internazionalizzazione.
Anche in questo caso, abbiamo assistito ad un massiccio impiego di fondi pubblici, troppo sovente impiegati per il cosiddetto “Istituzionale”. Consideriamo le fiere troppo onerose per aziende profondamente legate al proprio titolare, dense di personaggi discutibili e con un rapporto costi benefici molto basso. L’internazionalizzazione non può esimersi da due fattori fondamentali: la rappresentanza nel Paese in cui si vuole esportare e l’incoming dei possibili “Buyers”. Dietro a questi inglesismi, si cela una delle cose che il nostro paese sa fare meglio: l’ospitalità dei compratori. In un periodo così complesso, è tornata prepotentemente in voga la voglia di personalizzare il prodotto, legando le produzioni ai volti ormai familiari della pubblicità. I prodotti artigianali sono per loro natura legati al territorio ed alla genialità dei loro creatori, e devono essere corredati dalla loro storia, studiata dai compratori nei posti in cui si è svolta. Esperimenti di questo tipo sono già stati effettuati, dando ottimi risultati, tenendo conto che per le dimensioni aziendali in oggetto, è molto meglio lavorare su un paniere importante piuttosto che su un numero limitato di prodotti ma in quantità container. Anche in questo caso, le reti sono essenziali; nella realtà, una fattura pro-forma per la vendita all’estero per la gestione di una lettera di credito, diventa un problema; figuriamoci la gestione di un contenzioso. Inoltre, la certezza del pagamento, viene considerata delle scriventi come condizione imprescindibile per un corretto business internazionale. Anche in questo caso, Intesa San Paolo si presta come partner internazionale, essendo fortemente strutturata sui mercati di riferimento.
“A tale scopo, - sottolinea Antonio Campese, presidente Confartigianato Benevento, - grazie alla collaborazione con l’avv. Gianni Emilio Iacobelli, esperto di diritto internazionale, al Senatore Cinese Davide Zohu, ormai quasi di casa in Italia, conosciuto grazie al presidente del Pas, Antonello De Nunzio, abbiamo provveduto ad aprire sedi di rappresentanza in America ed in Cina, e siamo allo studio per l’apertura in Russia, a Sochi. Questi mercati, nei quali è necessario esserci, saranno la base di partenza per gli emergenti, ovvero quelle nazioni che domani saranno in grado di offrire nuovi sbocchi all’economia Italiana. Di concerto, l’attività di incoming ha come ricaduta il turismo. Quando gli stranieri toccano con mano i nostri territori, ne restano folgorati, diventano ottimi promoter e tornano con le famiglie, creando altre possibilità occupazionali per i consorzi turistici. Da non sottovalutare l’Expo 2015 ed il bicentenario di Don Bosco, eventi che con un minimo di gestione, porterebbero altri benefici al nostro Paese”.

Tosap, prorogato al 29 febbraio il termine per la denuncia e il versamento

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

f24-pagamenti-tia-tosapLa Giunta comunale di Benevento, su proposta dell’assessore alle Finanze Cosimo Lepore, ha deliberato stamani la proroga al 29 febbraio 2012 del termine per la denuncia ed il versamento della Tassa di occupazione degli spazi e delle aree pubbliche. Il precedente termine scadeva il 31 gennaio.

Aumentano gli agriturismi al Sud, le donne sempre più al “timone”

Scritto da: redazione gennaio - 20 - 2012 COMMENTI

 istat1Aumentano gli agriturismi al Sud. E’ quanto emerge da una statistica realizzata dall’Istat, oggi 20 gennaio. Rispetto al 2009 vi è un generale aumento dell’attività agrituristica in tutta Italia: restano confermate le regione della Lombardia, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte con più di mille aziende. Non è un fanalino di coda la Campania che insieme al Lazio è tra le regioni più ricche di aziende agrituristiche con circa 700 attività . Secondo quanto riportato dall’Istat l’incremento degli agriturismi al Sud è del + 6,2 per cento. Se  nel 2010 le aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo sfiorano le 20 mila unità, quasi mille in più rispetto all’anno precedente, che hanno segnato un aumento del 5 per cento circa, sono 1.701 le nuove aziende autorizzate all’attività agrituristica e 747 sono quelle cessate- Rispetto al 2009, risultano in aumento le nuove autorizzazioni (+365 unità), mentre le cessazioni diminuiscono (-50 unità).

Particolarmente attivo risulta tutto il Mezzogiorno  che cresce nel numero delle aziende con ristorazione che sono prevalentemente localizzate nelle regioni settentrionali e nel Mezzogiorno.

 La crescita ammonta al 45 per cento circa per il totale delle aziende. Per  il 43,7% nel Sud e al 34,9% nelle Isole, sono le donne al “timone” delle aziende agrituristiche. Si sa, agli Italiani piace mangiare e dormire e quando due volti di una stessa medaglia possono combaciare, finisce sempre che combaciano davvero. In effetti, il  Centro-sud si conferma l’asse dell’ospitalità agrituristica, con il 60,3% del totale nazionale degli alloggi autorizzati e il 65% dei posti letto. Per l’ospitalità si utilizzano camere situate in abitazioni sia comuni sia indipendenti. La tipologia delle abitazioni comuni o non indipendenti, che è la più diffusa, riguarda 10.247 aziende per un totale di 115,7 mila posti letto con una media di 11,3 posti. Rispetto all’anno precedente ilnumero dei posti letto cresce maggiormente nel Mezzogiorno (+24,7%). Invece, le aziende espressamente autorizzate alla degustazione sono 3.836 (+12,8% rispetto al 2009) ecostituiscono il 19,2% degli agriturismi in complesso; rispetto al 2009, nel Nord e nel Mezzogiornole aziende crescono rispettivamente del 38,7% e del 18%, mentre segnano una lieve contrazione(-0,5%) nel Centro.

Un segno di ripresa? Aspettando la chiusura delle buone forchette…che mangiano la macchina dello Stato.

Raffaele Di Santo

 

Consumi giù nonostante i saldi: casse vuote per i commercianti

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2012 COMMENTI

fine-anno-303Momento senza dubbio molto delicato quello attuale per le tasche degli Italiani. La crisi c’è e si fa sentire! Ci troviamo tutti immersi in un periodo caratterizzato da una caduta della produzione, da disoccupazione, scarsa utilizzazione degli impianti, riduzione degli investimenti. La gente ha paura di spendere, perchè sa di non poter spendere. Facendo un giro tra i principali negozi del capoluogo sannita, ci si rende conto di come la situazione sia al di sotto di ogni aspettativa. La gente, benchè impegnata nel tran tran quotidiano, trova comunque il tempo di lasciarsi trasportare dalla voglia di un pò di shopping. E’ purtroppo questa una voglia che viene disattesa nel momento in cui ci si trova dinanzi alle vetrine dei negozi più svariati. I prezzi sembrano alle stelle, quantunque non abbiano subìto grandi cambiamenti rispetto agli anni passati. Il fatto è che sono le tasche della gente, soprattutto di quella appartenente al ceto medio-basso, ad essere povere di liquidità.
Gli esercenti lamentano un forte calo delle vendite rispetto alle stagioni passate. “Male, molto male!…” è quanto ci ha risposto una grande percentuale di commercianti alla nostra domanda circa l’andamento attuale dei ricavi seguiti alla vendita di distribuzione. C’è stato chi addirittura ha preferito non rispondere alle nostre domande, chissà forse perchè spinto da una sorta di bisogno di proteggersi da quella che, ai loro occhi, sarebbe potuta essere una cattiva pubblicità; cattiva pubblicità che avrebbe potuto diminuire ancora di più i loro fatturati. E’ dunque unanime il grido dei rivenditori appartenenti alle varie categorie dei beni di consumo: le vendite sono calate in maniera repentina e negativa! Sembra che possa salvarsi solo il ramo commerciale relativo ai beni di prima necessità, intendendo per essi soprattutto i beni alimentari; e il motivo appare ovvio: si acquista solo ciò di cui si ha davvero bisogno e di cui non si può fare a meno!
A lamentarsi, sono anche i gioielleri che hanno registrato vendite quasi pari a zero persino nel periodo delle festività. Dunque, il 2012 sembra essere iniziato all’insegna di un’amara verità, che si traduce in un’unica parola: Crisi! Una crisi che non lascia nessuno dietro di sè, finendo per impossessarsi dei buoni propositi e delle belle aspettative degli Italiani. Come poter risollevare un Paese, quale il nostro,che sta sprofondando in baratro profondo e oscuro? Questo non spetta a noi dirlo, ma a chi è preposto a farlo per noi.. Speriamo solo che queste persone sappiano calarsi nella situazione reale, facendo in modo che la voragine attuale possa risalire, riportando tutti noi in superficie… Solo così il sorriso potrà davvero ritornare nel cuore e sul volto di ognuno di noi!
Morena Di Lonardo
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Saldi senza Soldi, inizio flop anche nel Sannio

Scritto da: redazione gennaio - 9 - 2012 COMMENTI

saldi_ppSono o non sono iniziati i saldi? Una domanda alla quale molti esercenti commerciali non avrebbero una risposta univoca e immediata. In verità la stagione dei saldi è cominciata da qualche giorno in tutta Italia, ma i risultati sono davvero deludenti un po’ ovunque. Le attese non sono state deluse, visto che gli addetti ai lavori avevano previsto un calo dei consumi anche nel periodo degli sconti. Corriamo il rischio di ripeterci, ma una cosa è chiara a tutti i consumatori: la crisi c’è e si pesa nel portafogli sempre più magro; anche nel periodo dei saldi la tendenza è di acquistare solo lo stretto necessario.
Molte associazioni hanno già stilato un primo bilancio della stagione dei saldi invernali, tra queste c’è quello del Centro Studi della Cidec – Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti.
“Una partenza in sordina, un calo rilevante che si attesta, rispetto allo scorso anno, intorno al 10-12%, con picchi del 15-18% al Sud Italia. In calo soprattutto l’abbigliamento donna; regge, invece, quello bambino. Bene le grandi griffe ed i negozi di moda; arrancano, invece, i negozi di fascia media. Se al Nord il calo sembra più contenuto, al Sud, invece, la situazione è più preoccupante, in particolare in Campania, Basilicata e Sicilia dove l’avvio è stato davvero stentato. E’ ancora presto per parlare di fallimento – continua la Cidec - ma, obiettivamente, ci si aspettava un avvio più incoraggiante.”
Anche a Benevento le cose non vanno diversamente. L’inizio della stagione dei saldi non ha prodotto alcun beneficio per i commercianti. Lo sa bene Gianluca Alviggi, Presidente della Confesercenti Benevento, secondo cui “come confermato dalle previsioni i consumatori restano prudenti anche negli acquisti in saldo. La crisi ha colpito fortemente anche il nostro territorio e sapevamo che i saldi non avrebbero stravolto il trend negativo dell’intera stagione. La contrazione dei consumi c’è, ma il fattore psicologico ha contribuito a frenare ulteriormente la spesa: anche chi ha potere d’acquisto è stato influenzato dalle previsioni dei continui rincari ed ha utilizzato solo metà del budget a disposizione. Non c’è serenità nello shopping, tutti hanno paura di mettere mano al portafogli. La contrazione dei consumi è stata spropositata. Speriamo – conclude Alviggi – che la paura di spendere lasci il posto ad una maggiore serenità nell’acquisto cosicché si possa dare una boccata d’ossigeno all’economia sannita.”

Fausto Farese

Adiconsum: “Liberalizzazioni orari negozi? Meglio le turnazioni”

Scritto da: redazione gennaio - 5 - 2012 COMMENTI

open-24-oreLa proposta di liberalizzazione degli orari d’apertura e chiusura degli esercizi commerciali fa già discutere e non mancano le aspettative, le richieste, i già bilanci e il dibattito è più che mai aperto. Arriva direttamente dall’Adiconsum e dal segretario generale Pietro Giordano una nuova proposta, che sa già di andato ma potrebbe rappresentare, una novità, una soluzione , perché tentar non nuoce…a volte.
Con parole di dissenso, Giordano definisce “inutile” la proposta di liberalizzazione degli orari per i commercianti, in difficoltà a districarsi con i festivi o le semplici gestioni familiari, che vanno sempre più di moda.. in assenza di altro lavoro che rispecchi le potenzialità di ogni singolo individuo. Così, la proposta dell’Adiconsum e in primis del segretario generale Giordano è quella di effettuare una turnazione tra le diverse attività commerciali che possa soddisfare le esigenze dell’economia, dei commercianti e dei consumatori.

<< Non è necessario, anticipa Giordano - che i negozi, gli esercizi commerciali di prossimità, i supermercati e tutti i Centri Commerciali nelle città stiano costantemente aperti fino a tarda notte, così come non è necessario che nelle festività.Tutti gli esercizi commerciali siano aperti. Adiconsum propone una soluzione, che andrebbe discussa sui tavoli regionali e comunali con la partecipazione delle Associazioni dei consumatori come quella già attuata con la rete delle farmacie, con una turnazione delle aperture notturne e festive degli esercizi commerciali - sia della piccola che della grande distribuzione.>>.
Questo, dunque, il realismo dell’Adiconsum che apre la strada a nuove alternative, a proposte, a nuovi tavoli di aggiornamento con le Istituzioni, per garantire le diverse facce della medaglia che sembrano moltiplicarsi.
Gli obiettivi, in effetti, non sembrano illudere né punire . Dando un primo sguardo alla proposta dell’Adiconsum sembra garantire i lavoratori nella Grande distribuzione e un maggiore servizio di qualità ai consumatori, oltre che dare la possibilità ai commercianti di possedere una dignità lavoro pari al contenimento dei costi di gestone,che andrebbero inevitabilmente ad incrementarsi.

Raffaele Di Santo

Cittadini a “riserva”: rialzo prezzo benzina a 1,80 al litro

Scritto da: redazione gennaio - 5 - 2012 COMMENTI

benzina3Il caro-prezzi, sembra essere per niente caro ai cittadini, che rischiano di diventare meno consumatori e più arabbiati. Sale a mo’ di record il prezzo dei carburanti: primo su tutti la benzina che raggiunge quota 1,74 al litro in tutta Italia. Allarme per consumatori e agitazione per Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano l’eccesso del prezzo della benzina. Al Sud ha toccato oltre l’1,80 euro al litro. Così come al centro. Certamente, gli automobilisti non saranno affatti contenti e non lo sono, in effetti. Ricadute pesantissime che, il cittadino non accetta più,  impossibilitato a fare il “Pieno”, stimando un aumento di spesa per i carburanti per più di 192 euro in questo 2012.

Rincari che non sono soli nel panorama sociale, ma che vanno a spiacevole braccetto con l’aumento della Iva nel mese di settembre, il ribasso del potere d’acquisto e la crisi che preme.
Qui… c’è odore… di benzina… al fuoco.Spento, perché costa. Fino a quando reggerà la “riserva”?

Raffaele Di Santo

Saldi-mania: da domani corsa agli acquisti

Scritto da: redazione gennaio - 4 - 2012 COMMENTI

saldi-nataliziCorsa agli acquisti da domani, per l’arrivo dei saldi in tutta Italia. Corsa irrefrenabile allo sperpero o alla decurtazione (si fa per dire)del mensile, per coccolarsi in un capo nuovo di abbigliamento e l’illusione di comprare tutto, ma proprio tutto.

 Secondo un sondaggio realizzato da ConfCommercio lo scorso 28 dicembre, per più del 50 per cento dei venditori gli acquisti coi saldi aumenteranno rispetto allo scorso anno. Per il 45 per cento circa, invece diminuiranno.

Ottimismo scaramantico o cauto savoir faire dei venditori impazienti? Sarà che la crisi avanza, e che tra le dimenticate battute berlusconiane e le ricordatissime spiegazioni della crisi, il popolo degli acquirenti è pronto a prenotare un posto al centro commerciale: regali per gli altri o per sé poco importa, l’importante è che si compri. Sembra essere un’ottima terapia al malumore, almeno tra i giovani e giovanissimi. Ma quanto possiamo spendere?

 Stando al sondaggio di ConfCommercio la spesa massima per famiglia andrà dai 40 ai 120 euro per circa il 70 per cento, Arrivano i saldi, 5 gennaio, Forlì. I commercianti si aspettano un calo delle vendite
a ridosso del 90 per cento dello scorso anno. Aumenta invece una spesa media dai 15 ai 30 euro. Nessuno spenderà di più del “dovuto”?

Non facciamoci prendere dalla smania d’acquisto, è importante tener presente alcuni consigli, come ci rivela “Altroconsumo” per evitare gaffes da compere o cattivi acquisti.  Se, ad esempio, acquistate un capo e vi accorgete solo dopo che presenta un difetto, cosa fare?

Niente paura, basta andare dal commerciante che ve l’ha venduto e chiedere la risoluzione del contratto, con la restituzione dei vostri soldi o con lo sconto ulteriore del prezzo d’acquisto. Ovviamente, forniti di scontrino!

Il cambio del capo acquistato non rappresenta una norma, ma è a discrezione del commerciante che puo’ o non puo’ decidere di effettuarlo. Va ricordato, inoltre, che la legge prevede l’operazione “fuori tutto” e “saldi” solo sulla merce stagionale e di “moda” e non su vecchi capi o della stagione precedente. Fate attenzione!

 E’ importante, del resto, avere un occhio di riguardo per  targhettini con il prezzo del capo o dell’oggetto e, giustamente, verificare che sia lo stesso prezzo applicato alla cassa. Non abbiate timore, in caso contrario, a far intervenire la polizia municipale.

E voi cosa state aspettando? I saldi non durano mica tutta la vita? Beh… nemmeno gli stipendi.

Raffaele Di Santo

La crisi reinventa il lavoro: il “porta a porta”cresce sempre più

Scritto da: redazione gennaio - 4 - 2012 COMMENTI

commercio-porta-a-portaLa crisi economica imperversa, il bilancio delle attività rischia di segnare un rosso fuoco, che fuoco per vita non è. Cosi, nel dispiacere dei “delitti della crisi”, gesti folli di uomini indebitati fino al collo, soluzioni-spiraglio di quell’Italia che i secondi li usa per abbattersi e la vita intera per riprendersi, potrebbero arrivare.

In seguito alla liberalizzazione degli orari di apertura, per le attività commerciali, resta da capire se puo’ essere una valida soluzione per tutti, anche, effettivamente, per gli esercizi commerciali a conduzione familiari o se tutti possano permettersi neo-assunzioni nei festivi, che diventerrebbero di apertura lavorativa.  L’Italiano, ancor più il napoletano, caloroso e venditore della “pagnotta”,sa sempre cosa inventarsi, come reagire ad un commercio fermo, ad un cliente dalle tasche striminzite e allo Stato che si inventa la finanza dell’ultimo atto, in zona cesarini.

Secondo Confesercenti,calano i consumi, chiudono le attività, i negozianti falliscono e quale soluzione migliore per i piccoli commercianti ? Parafrasando la grinta di Ligabue, che nelle canzoni, racconterà pur qualche volta l’Italiano medio,”niente paura”, c’è la crisi?

 Niente paura, appunto, si ricicla nelle vendite a domicilio o nel commercio ambulante, entrambi fenomeni in crescita. Sono molte le esperienze di chi racconta dell’arrivo del mega-colosso  centro commerciale che ha avuto un impatto devastante sull’attività dei venditori, fino  a che quest’ultimi si sono ritrovati con una perdita del più del 10%. La crisi ha dimezzato i guadagni degli investitori e dei rivenditori, fino al collasso di perdita del 30, 40, 50 per cento e… non parliamo di saldi!

Se non mancano le “alternative di lavoro” rispetto a chi ha potuto cambiare totalmente il settore della propria attività lavorativa, quella più geniale e strategica sono i nuovi servizi.. a domicilio.

C’è, infatti, chi ripara computer a domicilio, in seguito alla chiusura di piccoli marchi locali, che a distanza di qualche anno nessuno vuole e puo’ comprare, data la pressione della crisi e il rischio dell’investimento che aumenta come lo spread!

La strategia di marketing dunque diventa psicologia del lavoro, perché se non è il cliente che va al negozio, sono i rivenditori che vanno dal cliente, in un menage caratteristico del vespiano “Porta a Porta”. Cosi, questo, puo’ essere un modo valido per vincere sull’affitto che corre, la merce che si perde, che va riacquistata e che non bisogna più buttare, quando, come si suol dire “il gioco non vale la candela…”.

Se c’è chi passa alla modalità “servizio a domicilio” per la crisi, c’è invece che lo fa per adattarsi ai bisogni e alla necessità della famiglia,per le attenzioni al secondo figlio, o per evitare di mandare all’aria un matrimonio per le assenze nella coppia. Così l’improvviso “servizio a domicilio” è la garanzia di aver risposto ad un annuncio su internet e ritrovarsi alle dipendenze un gruppo di sei o sette persone.

Dal 2006, secondo un dato piuttosto recente, le vendite a domicilio crescono con una media del 3% all’anno, e hanno superato indenni i tre anni della crisi nella quale invece si sono persi 25mila negozi. L’ultimo bilancio delle aziende associate Univendita (da poco entrata in Confcommercio) è stato di 823 milioni di euro, mentre per l’anno in corso si prevede di superare il miliardo.

E’ facile intuire che rispetto al passato sono cambiati i venditori, si punta di più alla formazione, cercando di evitare la pressione fastidiosa sul cliente, costruendo un potenziale “buon rapporto” con il cliente, che garantirebbe in più casi la riuscita, della vendita.

 Il 2 o 3% si lancia nel commercio ambulante, il 3/4% nella vendita diretta, attività nella quale possono essere favoriti perché hanno una buona capacità dialettica, e poi si tratta sempre di un lavoro imprenditoriale. Il commercio ambulante, che assorbe una quota piccola ma non trascurabile di ex negozianti, viaggia verso una quota di mercato dell’11%. Gli ambulanti, con i loro 170.845 esercizi, coprivano infatti alla fine del 2010  il 10,5% della complessiva distribuzione commerciale, con un aumento del 20% messo a segno tra il 2000 e il 2010. Il giro d’affari del comparto supera i 25 miliardi di euro.

Però non tutti i commercianti che sono costretti a chiudere il loro negozio hanno la possibilità di “reinventarsi” come venditori a domicilio, o ambulanti, ritrovandosi la concorrenza, il più delle volte sleale e non tassata, dei cinesi o dei venditori orientali.

La crisi economica avanza e forse Darwin aveva ragione sulla selezione naturale e sulle funzioni adattive,anche dei commercianti!

Raffaele Di Santo

Saldi: in Campania si parte il 5 gennaio

Scritto da: redazione gennaio - 3 - 2012 COMMENTI

saldiiiiiAncora pochi giorni e comincerà la stagione dei saldi invernali. La partenza, infatti, è prevista in tutta Italia tra il 5 e il 7 gennaio, ad eccezione delle regioni Basilicata e Sicilia dove è cominciata il 2 gennaio. Tutto ciò sulla carta. In realtà, secondo una verifica a campione effettuata dalla Codacons nelle città di Roma e Milano, i saldi sono già in corso: riguardano l’80% dei negozi della capitale e il 75% di quelli milanesi. Pratiche scorrette che ogni anno si ripetono: da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina rischiando la multa, a chi invia ai clienti sms, lettere, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’acquisto.
I saldi rimangono comunque un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra. I primi hanno l’occasione per immettere sul mercato la merce in magazzino, i secondi per acquistare a prezzi molto convenienti.
Anche Benevento si prepara ai saldi e Confesercenti spera di cambiare il trend negativo che ha caratterizzato l’intero autunno. “Per i saldi – afferma Gianluca Alviggi, Presidente Confesercenti Benevento – le attese non sono delle migliori, a Benevento come nel resto del Paese. La crisi è reale e i consumatori acquisteranno di meno rispetto agli altri anni. Credo che la stagione dei saldi sarà un flop, come del resto l’intero anno appena trascorso. I saldi, però, sono sempre un’opportunità e per i consumatori e per i commercianti da non sottovalutare. Spero che gli sconti, contrariamente alle mie ipotesi, portino un po’ di ossigeno a tanti esercenti in difficoltà.”

Fausto Farese



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