L’arretramento della base imprenditoriale della provincia di Benevento si è interrotto già da diversi mesi. Infatti, se a fine febbraio 2010 il sistema produttivo locale era costituito da 30.739 imprese attive, a fine settembre 2010 si è passati a 31.169 imprese (le registrate sono, invece, 35.087), segnando un incremento pari a 430 unità, risultato di un susseguirsi di aumenti congiunturali che hanno caratterizzato il periodo compreso tra marzo e settembre 2010. Da notare, tuttavia, come, a partire da agosto, il ritmo di crescita congiunturale abbia subito un rallentamento (giugno +0,26%, luglio +0,33%; agosto +0,05%, settembre +0,09%). “L’andamento positivo degli ultimi sette mesi – afferma Gennaro Masiello, presidente dell’Ente Camerale sannita - ha comunque pressoché annullato, in provincia, il ridimensionamento registrato tra gennaio e febbraio, ripristinando quasi completamente i livelli di dicembre 2009 (-13 unità; -0,04% in termini percentuali). Meno favorevole è la dinamica sperimentata a livello regionale, il cui tessuto produttivo si è contratto, nel corso dei primi nove mesi del 2010, dello 0,36% (-1.729 unità), in contrasto, peraltro, con il lieve incremento conosciuto su scala nazionale (+0,15%, +8.044 unità)”. Considerando, invece, il numero complessivo di insediamenti produttivi, quindi le unità locali piuttosto che le sole sedi legali d’impresa, si rileva una crescita del sistema imprenditoriale sannita, tra dicembre 2009 e settembre 2010, pari allo 0,6% (+229 unità locali), variazione percentuale inferiore di un solo decimo di punto rispetto a quella riscontrata nel contesto nazionale (+0,7%) e di tre decimi di punto rispetto a quella rilevata in regione (+0,9%). La dinamica imprenditoriale di questi primi nove mesi del 2010 è stata influenzata negativamente dalla consistente diminuzione di imprese attive del settore agricolo, la cui base imprenditoriale si è ridotta di 223 unità (-1,6%). Con riferimento ai principali settori, infatti, prevalgano situazioni di crescita (gli aumenti più rilevanti in termini assoluti hanno riguardato le attività di servizi di alloggio e ristorazione, +75 unità, ed il commercio, +43 unità) o di sostanziale stazionarietà. Per quanto riguarda, invece, le tendenze positive del mese di settembre (+28 imprese attive), si evince come il settore che ha maggiormente contribuito a tale dinamica sia il terziario (in particolare, ancora una volta, le strutture ricettive, +14 unità, ed il commercio, +6), cui segue l’agricoltura (+8 unità) e le costruzioni (+4); il comparto terziario trasporto e magazzinaggio è, invece, il segmento produttivo che ha registrato il calo più consistente (-3 unità), mentre il settore manifatturiero è rimasto pressoché immutato (si passa dalle 2.198 imprese di agosto alle 2.199 di settembre). Rimanendo sempre in ambito settoriale, è importante evidenziare gli andamenti che hanno interessato la componente imprenditoriale artigiana. Tra dicembre 2009 e settembre 2010, il numero di imprese artigiane attive della provincia ha registrato una flessione dello 0,9% (corrispondente a 46 unità in meno), contrazione chiaramente più sostenuta rispetto al -0,04% segnato dal totale delle imprese attive. Le imprese artigiane della provincia, che a settembre 2010 si attestano a 5.145 unità, hanno, quindi, risentito in maggior misura dell’avversa fase economica. Da notare, infine, come la diminuzione di imprese nel settore artigiano sia riscontrabile anche a livello regionale (-0,3%) e nazionale (-0,4%), ma con un’intensità minore. Per concludere, relativamente all’andamento per forma giuridica, le imprese individuali sono le sole ad aver subito un ridimensionamento della base produttiva in questa prima parte del 2010 (-1,1%, -269 unità). Tutte le altre tipologie di imprese, infatti, in primis le società di capitali (+4,8%, +176 unità) ed a seguire le società di persone (+2,2%; +50) e le cosiddette “altre forme” (soprattutto, cooperative e consorzi; +4,6%, +30), hanno registrato un incremento della propria numerosità imprenditoriale. La performance migliore nel mese di settembre è comunque quella delle ditte individuali, che in un solo mese sono aumentate di 20 unità (società di persone +7, altre forme +2, società di capitali -1).