Dal Dottore De Lorenzo riceviamo pubblichiamo. “E’ ormai da un mese che la vicenda del concorso presso l’AMTS, quotidianamente, tiene banco attraverso la stampa e gli interventi, mai come in questo caso, si moltiplicano giorno dopo giorno. Chiacchiericcio, sterile chiacchiericcio che, come la realtà dimostra, in ultimo, non approda ad alcunchè di concreto. Siamo ormai usi alla consuetudine che, passata la bufera, tutto ritorni come prima e, in molti casi, anche peggio. Come se nulla sia successo. Ci si scandalizza dinanzi al complotto, si mette alla gogna il presunto corruttore, poi, sistematicamente, il nulla e l’andazzo continua, si ricomincia. Nello specifico, a mio avviso, ritengo sia opportuno smetterla con i consueti comunicati, intrisi di suoni e di vento, ma che, in ultimo, non approdono ad alcunchè di concreto. E’ giunto il momento di fare chiarezza. E ciò può avvenire solo nelle sedi competenti e deputate all’accertamento della verità. Non è nostro compito, infatti, stabilire se e come siano stati commessi degli abusi. Stupisce, è vero, il fatto che a tutti i primi posti ci siano, quali vincitori, i figli e gli affini dei dipendenti comunali. Quindi, non è da contestare, è ovvio, il concorso stesso, ma il risultato, ci sia concesso, lascia qualche perplessità. Così come non è giusto buttare la croce solo sul Presidente, Claudio Mosè Principe, che, in ogni caso, se ci sono state delle negligenze, non le ha partorite, di certo, in sordina. Del resto Principe è, in fondo, un buono, e le sue uscite pubbliche, a giustifica, di questi giorni ne sono la riprova. In tutta onestà, preferiamo lui ai tanti esseri, quelli sì di una furbizia incarnata, che siamo usi ascoltare ed agire. Ciò precisato, comunque, ci sono dei limiti che non vanno mai superati. e qui, da noi, questi ultimi, in reiterate occasioni, sono stati superati da un pezzo. Allora, è giunto il momento di smetterla a tenere la testa nascosta nella sabbia fingendo di credere che non stia accadendo niente intorno a noi e credendo, vanamente, che l’intera problematica possa trovare una credibile motivazione attraverso reiterati interventi attraverso la stampa scritta e parlata. A pensare male si fa peccato, ma, talvolta, non si sbaglia e s’indovina, considerando, tra l’altro, i problemi di metodo che qualche perplessità la suscitano. Quando, sono trascorsi cinque mesi, andai via sbattendo la porta, denunciai proprio questi metodi che offendono i tanti giovani disoccupati che, anche qui da noi, aumentano ogni giorno vieppiù. Il mio, secondo il giovane sindaco, fu ritenuto il delirio di un mentecatto. Le offese di quest’ultimo, che, alla luce della odierna realtà, appaiono in tutta la loro crudezza, non si contarono. Quelle offese, oggi, non possono essere sottaciute. Dopo quella esperienza sono sulla riva del fiume nella tranquillità ritrovata. Non aspetto che passi il cadavere del mio avversario. Non ho mai considerato alcuno mio nemico. Nessuno è riuscito, in questa vicenda, a suscitare il mio odio. Attendo solo che passi il cadavere di anni di vita sperperati nella vana ricerca di un ideale, mesi che sono stati il seguito della triste vicenda dell’inchiesta Arpac. Nella vita ho commesso tanti errori, ma non ho mai venduto la libertà per un piatto di lenticchie. Bene. Oltre il polverone mediatico, il concorso all’AMTS, quello precedente degli autisti, l’assunzione dei vigilini, dei parcheggiatori e giù di lì meritano una doverosa indagine che venga espletata nelle sedi competenti. Non altro se non per ridare dignità alla politica, che, in questi giorni, mai come prima, ha raggiunto livelli inqualificabili. E, da lunedì, agli organi competenti risponderò offrendo la massima collaborazione assumendomi, come ho sempre fatto, tutte le responsabilità. Lo scorso anno, quando ebbi modo, proprio in questi gorni settembrini, di prevedere un caldo autunno, fui deriso da più parti ritenendo le mie solo farneticazioni. Il 21 ottobre, con le decisioni assunte dalla Procura della Repubblica di Napoli, molti dovettero ricredersi. Con la stessa convinzione, oggi, senza tema di smentite, posso affermare che, su diversi fronti, avremo un caldo inverno. E sono fermamente convinto che, con il rinnovato vigore, gli organi giudiziari della nostra città non permetteranno ad altre Procure, che sembrerebbero ritornate ad indagare ad ampio raggio sul nostro territorio, ad avere il predominio. Sì, proprio un caldo inverno ci aspetta che riscalderà le gelide e nebbiose mattinate sannite”.