payday loans car insurance

Archivio per la categoria ‘Economia’

Confindustria: Avellino, Benevento e Salerno da oggi in rete con più servizi e qualità

Scritto da: redazione marzo - 1 - 2012 COMMENTI

confindustria10Da oggi Confindustria Avellino, Benevento e Salerno sono insieme per rafforzare la rappresentanza degli industriali sul territorio.
Le tre Confindustrie lanciano cosí il progetto di una grande intesa interassociativa che porterà, in tempi brevi, alla realizzazione di un contratto di rete tra le rispettive società di servizi finalizzato a una gestione comune che migliori la qualità dei servizi offerti agli associati e ottimizzi i costi.
“Puntiamo a realizzare la più ampia e integrata collaborazione sinergica tra le nostre strutture, sia sotto il profilo delle azioni di rappresentanza, che dei servizi offerti”, sottolineano i vertici delle tre Associazioni confindustriali.
In un territorio difficile, ma dalle grandi potenzialità, le tre Organizzazioni contano complessivamente circa 1.500 imprese che occupano 33mila lavoratori. La sfida è dare risposte più forti e autorevoli, con livelli di servizi sempre più elevati e allineati alle nuove dinamiche competitive per consentire alle imprese di attingere a tutta una serie di competenze in grado di rappresentarle al meglio, di dare loro voce nei confronti delle Istituzioni e, non ultimo, risposte concrete per la soluzione dei loro problemi.
È con questa consapevolezza che si è voluto oggi avviare un percorso articolato che comprende la realizzazione del contratto di rete tra le società di servizi delle tre Associazioni.

Confcooperative Benevento, sabato rinnovo del Consiglio e della presidenza

Scritto da: redazione marzo - 1 - 2012 COMMENTI

confcoperativeSabato 3 marzo alle ore 16 presso il salone delle conferenze della Camera di Commercio si terrà l’assemblea provinciale di Confcooperative Benevento, per il rinnovo del Consiglio e della presidenza.
Saranno presenti il commissario regionale Carlo Mitra, il presidente onorario di Confcooperative Benevento on. Roberto Costanzo, il presidente uscente Ciro Fanzo.

Benevento. Camera di Commercio, alla nuova Giunta gli auguri dell’Udc

Scritto da: redazione febbraio - 28 - 2012 COMMENTI

simbolo_udc20jpg1Il segretario provinciale dell’UDC, Gennaro Santamaria formula alla nuova giunta camerale di Benevento gli auguri di buon lavoro. “Apprendo con soddisfazione della composizione unitaria della giunta che sicuramente - commenta Santamaria - fa presagire un impegno incisivo e propositivo da parte di questo importante ente per le politiche di sviluppo del nostro territorio. Esprimo anche la condivisione sull’impostazione programmatica presentata dal presidente Masiello in occasione dell’insediamento. Come abbiamo affermato anche noi nel corso del recente congresso provinciale, la crisi che investe la nostra provincia è così grave che può essere affrontata solo attraverso un’azione comune di tutti gli attori istituzionali e sociali del territorio. Ben venga la proposta avanzata da Masiello dell’elaborazione di una piattaforma Sannio per lo sviluppo. C’è la necessità inderogabile di individuare tutti insieme i potenziali aste di sviluppo del nostro territorio e concentrare su questi i fondi disponibili sia sul piano pubblico che sul piano privato: potenziamento delle strutture materiali e immateriali, sostegno alle piccole e medie imprese, semplificazione amministrativa, sostegno al credito, valorizzazione delle eccellenze del territorio, creazione e tutela di un marchio locale, sostegno agli investimenti in ricerca e sviluppo, sostegno alle iniziative imprenditoriali dei giovani sono temi sui quali necessariamente aprire i confronto e individuare soluzioni unitarie. Per quanto ci riguarda - conclude Santamaria - riconfermiamo la nostra disponibilità a concorrere in questa azione comune”.

Benevento. Camera di Commercio, oggi eletta la Giunta

Scritto da: redazione febbraio - 27 - 2012 COMMENTI

camera-di-commercio_ppIl Consiglio della Camera di Commercio di Benevento ha eletto, nel corso della seduta odierna, la giunta che affiancherà il presidente Gennaro Masiello nel governo dell’Ente Camerale sannita per il prossimo quinquennio. Su ventidue consiglieri aventi diritto, un assente, sono stati ventuno i votanti e i voti validi, così espressi a scrutinio segreto: Aurelio Damiano Raffaele Grasso (settore agricoltura), 6 voti; Antonio Campese (settore artigianato) 5 voti; Michele Pastoree (settore industria) 5 voti; Gianluca Alviggi (settore commercio) 5 voti.
“Come per l’elezione del presidente – ha detto Gennaro Masiello – anche nella definizione della Giunta ha prevalso il valore delle idee, della compattezza e della sintesi di una rappresentanza consapevole. E’ con questo spirito che auguro ai componenti dell’importante organo di governo di accompagnare l’Ente in un lavoro serrato in un momento di profonda crisi”.
“I dati e le analisi che si susseguono numerose sulle difficoltà strutturali del nostro Paese, - ha detto il presidente Gennaro Masiello, nel presentare una proposta di un documento sullo stato di crisi dell’economia - tra cui l’aumento esponenziale della disoccupazione, la delocalizzazione delle imprese, l’ ampliamento delle richieste di cassa integrazione, l’impoverimento e la regressione sociale del ceto medio, rappresentano un dato oggettivo anche nella nostra realtà provinciale. Infatti, in sede di Ente Camerale, - ha aggiunto Masiello - dopo un’attenta analisi dei dati desunti dalle indagini e dai monitoraggi costanti sul sistema e le dinamiche imprenditoriali (Osservatorio economico della provincia di Benevento, Osservatorio Prezzi, Osservatorio credito e Registro Imprese) si è rilevato un profondo e diffuso stato di crisi di molti comparti dell’economia locale ed un profondo disagio sociale che tale crisi porta con sé. Il tutto, chiaramente, purtroppo, in linea con una congiuntura negativa sia europea che internazionale, che rischia di determinare irreversibili processi di mancato sviluppo su un territorio, quale il nostro, che necessità invece di interventi strutturali tesi alla crescita ed alla innovazione dei processi”.
“La crisi che si registra – ha detto il presidente Masiello - è, sicuramente, una crisi strutturale del Sistema Sannio nel suo complesso ma che, allo stato delle cose, può rappresentare per tutti noi una grande opportunità, una sfida a trovare soluzioni adeguate, innovative e di crescita. Come? Lavorando insieme. Mettendo da parte le logiche di appartenenza e, trasversalmente, creando una strategia comune di governo dei processi sul territorio. Alla Camera in questo percorso non può non essere riconosciuta una funzione essenziale e strategica, in quanto, rappresentando il tessuto produttivo del territorio e di tutte le sue categorie, ha l’obbligo di mettere in campo una proposta che determini una piattaforma comune di sviluppo e crescita”.
L’obiettivo – secondo il documento presentato da Masiello e condiviso all’unanimità dal Consiglio camerale – è una Piattaforma Sannio per lo sviluppo e la crescita del territorio. I temi da affrontare in questo tavolo che parte come interno all’Ente sono: le infrastrutture materiali ed immateriali; il sostegno alle piccole e medie imprese; la semplificazione amministrativa; il sostegno al credito; la valorizzazione delle eccellenze del territorio; l’integrazione dell’offerta del made in Sannio; la creazione e tutela di un marchio locale; il sostegno agli investimenti in ricerca e sviluppo e il sostegno ai giovani imprenditori. Uno strumento privilegiato deve essere un tavolo di lavoro con le rappresentanze delle associazioni di categoria che esprimono il Consiglio camerale. Insomma, una Camera di Commercio come soggetto cerniera tra il mondo delle imprese e le Istituzioni.
Le linee strategiche individuate sono la ripresa del dialogo con l’Ente Regione per rivendicare una maggiore attenzione per il nostro territorio; per sbloccare tutti i fondi europei disponibili e per determinare una inversione di tendenza tesa alla valorizzazione del Sannio, quale territorio valevole di investimenti; ed ancora l’avvio di un percorso di relazioni forti con il Governo Nazionale e con i Ministeri di impatto sulla crescita del Sannio (es. Sviluppo Economico, Infrastrutture, Politiche di Sviluppo e Coesione, MIUR, Lavoro e Politiche Sociali, Agricoltura); infine, l’apertura Internazionale.
Il presidente ha parlato della costituzione di una cabina di regia presso la Camera di Commercio, quale sede di proposta della Piattaforma Sannio, sia in termini strategici che operativi. Luogo di confronto e di dibattito per la definizione delle politiche e delle azioni di sviluppo del territorio. Un organo di ascolto e di proposta per tutto il Sannio. Il tutto nell’ambito della visione di forte apertura che si intende portare avanti alla Camera per il prossimo mandato. Una Camera aperta alle istanze delle imprese e del territorio e facilitatore dell’avvio di un percorso di sviluppo, non più procrastinabile, del Sannio.
“La sfida – ha detto il presidente Masiello – è lavorare insieme, mettere a sistema le migliori energie del territorio, istituzionali e professionali. Non lasciare nulla al caso programmando e definendo un piano di azione chiaro, condiviso e percorribile. Si tratta di un percorso obbligato, non esiste una scelta alternativa e non esiste un’altra possibilità. La tempistica è importante e la responsabilità del ruolo ricoperto (Presidente e Consiglio Camerale) impongono delle scelte chiare, radicali e di qualità. Nonostante tutto è necessario mantenere la barra dritta e non farsi trascinare dagli eventi. Il processo va governato con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per mettere in campo una proposta valida. L’occasione di lancio della iniziativa vede nella Giornata dell’Economia un momento cruciale di presentazione della Piattaforma Sannio”.
I quattro componenti della Giunta Camerale, Antonio Campese, Gianluca Alviggi, Aurelio Grasso e Michele Pastore nei loro interventi hanno offerto ampi spunti di riflessione e loro contributi al dibattito e al documento strategico licenziato dal Consiglio.

Equitalia. Possibile rateizzazione dei debiti in modo flessibile

Scritto da: redazione febbraio - 21 - 2012 COMMENTI

equitalia1 Un primo timido segnale di avvicinamento alle esigenze dei cittadini ed imprese nel campo del pagamento di sanzioni e tributi potrebbe giungere dalla bozza del decreto legge sulle “semplificazioni” ora all’esame del Governo. A sostenerlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che si augura che tale norma diventi effettiva per concedere un po’ di sollievo alle famiglie ed aziende italiane già alle prese con i problemi quotidiani aggravati dalla perdurante crisi economica.
Secondo quanto è dato apprendere, i titolari di debiti tributari avranno la possibilità di rateizzare i propri debiti in maniera flessibile, oltre a chiedere la dilazione dei pagamenti in caso di decadenza dalla rateazione.
Nella bozza è, infatti, contenuta una norma secondo cui “Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno”. Una volta ricevuta l’istanza di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca “solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza”.
I piani di rateazione a rata costante, già emessi alla data di entrata in vigore del presente decreto, “non sono soggetti a modificazioni, salvo il caso di proroga” ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 602 del 1973.

Confindustria Benevento, domani incontro su “Imprese, banche e confidi”

Scritto da: redazione febbraio - 15 - 2012 COMMENTI

imprese3L’Associazione degli industriali e degli imprenditori di Benevento ed il Consorzio di garanzia Ga.Fi. Sud promuovono, domani 16 febbraio 2012, dalle 16,30 alle 19, presso la sede di Confindustria, Palazzo Strega, il quarto degli appuntamenti nell’ambito del ciclo Gafincontra. Tema dell’incontro: Imprese, banche e confidi: un’alleanza per la crescita. Interverranno Rosario Caputo, presidente Gafi Sud; Gian Raffaele Cotroneo, presidente Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio; Giovanni Cuomo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Benevento, Giuseppe D’Avino, presidente Confindustria di Benevento, Massimo Lo Cicero, docente di Economia Aziendale, Università La Sapienza, Roma, Giancarlo Malfatto, capoarea della Banca Popolare di Novara; Gennarino Masiello, presidente Camera di Commercio di Benevento e Carlo Varricchio, presidente Piccola Industria di Confindustria di Benevento.

Valentino su problemi forestazione: “Bene la Regione Campania”

Scritto da: redazione febbraio - 9 - 2012 COMMENTI

carmine-valentinoEcco la dichiarazione dell’assessore provinciale di Benevento alle attività produttive Carmine Valentino: «Devo complimentarmi con la Regione Campania che, una volta tanto, è intervenuta con tempestività ed efficacia di stampo teutonico nell’affrontare l’emergenza neve di queste ore.
Ha, infatti, approvato nella giornata di ieri a tambur battente una legge sui maestri di sci che è di fondamentale importanza e di indubitabile utilità in queste ore nelle quali vi sono Comuni travolti anche da oltre tre metri di neve con intere aree rurali abbandonate al loro destino.
Ora, nelle aree interne, di questa fortunata Regione finalmente sapremo tutti come muoverci, come soccorrere gli animali bloccati nelle stalle senza foraggio; come ripristinare la corrente elettrica nelle campagne; come portare a valle, alle industrie di trasformazione, il latte raccolto con la mungitura; come consegnare i raccolti a prezzi ragionevoli e remunerativi per i produttori; come salvare gli allevamenti di ovini, caprini e bovini; insomma come tornare all’istante alla normalità.
Gli sciacalli che in questi giorni stanno lucrando profitti enormi, alzando i prezzi dei prodotti agricoli nei mercati rionali o nei supermercati anche del 200% (dico: 200%), saranno inseguiti e perseguiti da “consumatori” sciatori con tanto di skipass.
In questa emergenza drammatica, che peraltro rischia di riacutizzarsi da qui a qualche ora con l’arrivo di una nuova tempesta di neve dal Nord-est, ci sarebbe bisogno che la politica recuperi il senso delle cose e percepisca nella esatta dimensione il dramma che stanno vivendo le popolazioni montane. Io non ho nulla contro i maestri di sci e auguro loro le migliori fortune nell’esercizio onesto della loro mobilissima professione; ma, in questo momento, si può tenere impegnato un Consiglio Regionale a discutere (di fatto) di un Regolamento, mentre Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Volontari, Sindaci, Amministratori locali si stanno dannando l’anima per soccorrere le popolazioni isolate?
Si può essere così insensibili rispetto alle denunce e agli appelli delle Organizzazioni dei produttori agricoli, delle Associazioni dei Consumatori, dei Sindacati sul terrificante cinismo, di natura sicuramente criminale perché preordinato, che sta creando una inflazione fuori controllo, tanto “forzata” quanto ingiustificata?».

Quattro aziende sannite hanno contribuito al 1° lancio del Vettore Europeo Vega

Scritto da: redazione febbraio - 9 - 2012 COMMENTI

avio_vega_foto1-300x240Il consorzio Antares scarl, composto da aziende beneventane e radicate sul territorio Sannita, ha conseguito un nuovo e importante obiettivo Internazionale. Le Aziende Consorziate, infatti, parteciperanno al primo lancio del vettore EUROPEO “VEGA” previsto per il prossimo 13 febbraio 2012. Tale risultato rappresenta una rilevante occasione di slancio e promozione non solo per l’Italia ma sopratutto per il nostro territorio. Le aziende che hanno fornito il loro contributo alla missione, presenti nel Sannio sono: S.A.B. Aerospace, TSAT, Compagnia Generale per lo Spazio e TEMIS nelle quali lavorano, numerosi Ingegneri di Benevento e Provincia.

Tabacco. Costituita la nuova organizzazione dei produttori BURLEY ITALIA

Scritto da: redazione febbraio - 3 - 2012 COMMENTI

luigiauriemmacoldiretti“Rendere competitiva la coltivazione del tabacco per garantire un adeguato reddito alle imprese tabacchicole” è quanto dichiarato dai tabacchicoltori riuniti stamane nella sede della Federazione Coldiretti di Caserta per la costituzione della nuova Organizzazione di Produttori Burley Italia.
La nuova organizzazione di produttori nasce con l’obiettivo di concentrare la produzione di Burley italiano e garantire una certezza commerciale ai produttori aderenti. “La scelta di costituire una nuova OP si è resa necessaria - dichiara Luigi Auriemma neo presidente dell’Organizzazione di Produttori Burley Italia - per rispondere alle esigenze di un mercato che è profondamente cambiato rispetto al recente passato. Negli ultimi anni - continua Auriemma - si è resa sempre più evidente la necessità di una forte razionalizzazione della filiera tabacchicola per recuperare margini di efficienza e risparmio a vantaggio delle imprese agricole, e la nuova Op intende organizzare e concentrare la produzione per offrire le migliori condizioni contrattuali e una forte riduzione dei costi di produzione, a partire dalla quota associativa e dai costi per l’assistenza tecnica e dei cooncimi e anticrittogamici”.
L’importanza socio economica del comparto tabacchicolo, del resto, è tale da richiedere la massima attenzione non solo dei soggetti economici ma soprattutto delle istituzioni regionali e nazionali.
Il comparto occupa circa 60.000 unità lavorative a livello nazionale nella sola fase di produzione e trasformazione e incide fortemente nelle economie locali di alcune aree del nostro paese peraltro caratterizzate già da un elevato tasso di disoccupazione, come nel caso della regione Campania prima a livello nazionale per numero di aziende interessate alla coltivazione.
“Rendere conveniente la coltivazione e competitiva la filiera attraverso un aumento del prezzo industriale e una riduzione dei costi di produzione” è quanto affermato da Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Campania, presente alla costituzione della nuova OP insieme a Lisi e Sorbo rispettivamente direttore Coldiretti Caserta e Coldiretti Campania eletti nel consiglio di amministrazione. Masiello ha ringraziato i coltivatori presenti per aver compreso la necessità di promuovere e partecipare a un cambiamento che interessa anche le attuali strutture associative auspicando una condivisione degli obiettivi sempre più vasta.
Il 2011, nonostante le molte difficoltà registrate, è stato un anno fondamentale per la tabacchicoltura nazionale; per la prima volta la maggiore multinazionale mondiale, Phillip Morris, ha deciso di acquistare tabacco direttamente dai produttori con un accordo sottoscritto con Coldiretti che ha garantito volumi, prezzi e durata poliennale e di fatto ha consentito di dare certezze operative ai produttori.
“Philips Morris e’ stata l’unica manifattura a dimostrare concretamente l’interesse al tabacco italiano ma siamo consapevoli - conclude Auriemma - che l’accordo da solo non e’ sufficiente per salvare l’intera coltivazione di tabacco. E’ necessario adesso che le altre manifatture facciano la loro parte confermando i quantitativi di tabacco storicamente acquistati sul mercato italiano; questo deve essere un impegno inderogabile dal momento che il mercato italiano non può essere visto solo in funzione delle vendite, non solo Phillip Morris ma anche le altre manifatture che hanno importanti quote di mercato della vendita di sigarette devono mostrare concretamente l’interesse nei confronti del tabacco italiano”.

Lotta all’evasione: controlli a tappeto anche al Sud

Scritto da: redazione febbraio - 2 - 2012 COMMENTI

evasione Dopo Cortina e la Movida milanese, ora è la volta del Sud, dove si fanno sempre più pressanti i controlli della Guardia di Finanza. I blitz sono rivolti in più direzioni: locali notturni, ristoranti, esercizi commerciali, lavoratori in nero. Le Fiamme Gialle sembrano non voler risparmiare nessuno da queste verifiche. Ed è così che, al polverone che ha interessato il Nord, se ne  aggiunge subitaneamente uno, ricco di polemiche e buie scoperte, nel Meridione. Nel mirino ci sono principalmente i negozi, che, con l’elusione dell’emissione di scontrini fiscali, evadono in maniera sottile, ma nello stesso tempo massiccia il Fisco. I finanzieri si sono adoperati a fermare i clienti, un gran numero dei quali è risultato sprovvisto di scontrino all’uscita dall’esercizio commerciale. Sono allora scattate le sanzioni: multe, miste, in qualche caso, a richieste di chiusura dell’attività, ove le irregolarità riscontrate fossero di una certa entità. Connotati da una pronta furbizia sono senza dubbio quei ristoratori che, al momento del conto, presentano ai clienti una ricevuta che, di fatto, non ha nessun valore fiscale; o chi, nascondendosi dietro ad una semplice e menzognera dimenticanza ( “Mi era sfuggito”), non emette alcuna ricevuta. Ma i nostri paesi sono pieni anche di commercianti che chiedono di battere uno scontrino di importo inferiore rispetto a quello effettivamente pagato dal cliente, rivolgendosi a questi ultimi a mò di cortesia, a cui i clienti, in primis quelli più affezionati, non sanno dire di no. Per fortuna, però, non manca il cliente che obietta a questo ingiustificato taglio nell’indicazione dell’importo versato, bloccando quella che è una vera e propria forma di evasione, seppure camuffata e dissimulata. Come non richiamare, poi, i casi in cui si viene a creare una sorta di “tacito accordo” tra il venditore e l’acquirente, qualora il secondo si trovi a dare il proprio consenso alla richiesta del primo di mettere quanto acquistato nella propria borsa, ove gli oggetti in questione siano di ridotte dimensioni. E’ questo un quadro che si ripete in ogni tipo di esercizio commerciale: dal semplice negozietto di biancheria ai supermercati di più vaste dimensioni, ai ristoranti, ai bars. Ma lo scenario non cambia se si volge lo sguardo verso i lavoratori ( artigiani, manovali..) che prestano la loro attività irregolarmente. E’ tutto un proliferare di muratori, imbianchini, idraulici in nero. La Gdf ha intensificato anche in tali settori i propri controlli, scovando percentuali importanti in tal senso. L’evasore fiscale è un pericolo per la società, tanto più in un momento, quale quello attuale, di crisi profonda e pregnante. L’ Agenzia delle Entrate definisce, attraverso una pubblicità televisiva, l’evasore un “parassita” che vive a spese di chi, invece, contribuisce onestamente alla spesa pubblica. La nostra Carta costituzionale, all’art. 53, recita : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Ma facciamo in modo che ciò venga messo in atto da ognuno, cominciando col premiare chi già lo fa. E chiediamo al Governo di leggere tale articolo in combinato disposto con l’art. 36 Cost, che prevede che il lavoratore abbia una retribuzione in grado di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Dunque, diamo, prima di tutto, ad ognuno la possibilità di vivere in maniera decorosa.
Morena Di Lonardo

Standard&Poor’s declassa anche la Campania

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

standardpoorsLa scure di Standard & Poor’s si abbatte anche sulla Regione Campania. L’agenzia internazionale, infatti, ha deciso di tagliare il rating di tredici enti locali italiani, sulla scia del declassamento dell’Italia avvenuto lo scorso 13 gennaio.
Perché questa decisione? Ulteriore speculazione finanziaria? Sembrerebbe di no. Standard & Poor’s ha seguito una linea abbastanza logica, almeno stando dalla sua parte: il metodo è di non assegnare agli enti locali un rating maggiore di quello della Repubblica Italiana (BBB+). A quanto pare, sembrerebbe inevitabile il declassamento da A- a BBB+ messo in atto da S&P nei confronti di enti locali non economicamente autonomi dal proprio Stato.
Vediamo la scure di S&P quali enti ha penalizzato: sette le regioni interessate da nord a sud: Campania, Emilia-Romagna, Sicilia, Liguria, Marche, Umbria, Friuli-Venezia Giulia; cinque i comuni: Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova; la provincia di Roma.
In pratica, d’ora in avanti, i suddetti enti avranno maggiori difficoltà di accesso al credito.
Anche le previsioni negative (outlook) sono intimamente connesse a quello del rating sovrano. Di una stima più favorevole, infatti, può eventualmente beneficiare solo un ente locale che dipenda in misura marginale dai trasferimenti dello Stato. E che possa fare sfoggio, al contempo, di un’economia più vitale o di un’alta flessibilità finanziaria.

Fausto Farese

Italiani più poveri. Per Bankitalia lo è 1 italiano su 6

Scritto da: redazione gennaio - 25 - 2012 COMMENTI

imagescaphj9yv1Aumenta la povertà in Italia. Secondo uno studio condotto da Bankitalia, la quota di individui poveri (coloro che hanno un reddito equivalente inferiore alla meta’ della media) nel 2010 e’ stata pari al 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008.
L’ indagine è stato condotta sui bilanci delle famiglie italiane.
Spulciando tra i dati, si deduce che nel 2010 il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava piu’ che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia.

Allo stesso tempo però, nel 2010 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Il reddito equivalente, misura che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare, si è attestato sui 18.914 mila euro per individuo, un valore inferiore, in termini reali, dello 0,6 per cento a quello osservato con l’indagine sul 2008.
Studio di Bankitalia che si è spinto anche un po oltre nell’analisi. Dallo studio è risultato anche che le famiglie italiane sono proprietarie della casa nella quale vivono nel 68,4% dei casi mentre il 21% dei nuclei vive in affitto, il 7,4% occupa l’abitazione a uso gratuito, il 2,8% in usufrutto e lo 0,3% a riscatto. Lo si legge in una indagine Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane. Rispetto alla precedente indagine (nel 2008), si è leggermente ridotta la quota di famiglie in affitto e in proprietà o a riscatto (-0,3 punti percentuali ciascuna) a fronte di un corrispondente aumento della porzione di famiglie in usufrutto o a titolo gratuito (0,9 punti percentuali). Negli ultimi 30 anni si osserva una progressiva riduzione delle famiglie in affitto a fronte di una maggiore diffusione della proprietà. La proprietà dell’abitazione di residenza è maggiormente diffusa tra le famiglie il cui capofamiglia ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (79%) o è laureato (76,5%), tra le famiglie con due componenti (72,7%), tra quelle residenti nei comuni con meno di 20.000 abitanti (72,6%) o del Centro (70,5%); risulta inoltre positivamente correlata al numero di percettori di reddito e al reddito familiare. Il reddito individuale medio da lavoro (autonomo e dipendente) è inferiore per le donne (15.083 euro contro i 19.435 euro degli uomini) e nel Sud e nelle Isole (14.598 euro rispetto ai 18.996 del Centro e ai 18.673 del Nord). I laureati percepiscono in media un reddito da lavoro quasi doppio rispetto a quello delle persone prive di titolo di studio (23.835 rispetto a 12.428 euro). Il reddito da trasferimenti è pari in media a 10.672 euro, mentre quello da capitale a 7.699 euro.

Ciò che salta all’occhio è sempre più il sempre minore potere d’acquisto delle famiglie italiane, e la fascia “povera” che aumenta, purtroppo, sempre di più.

Tommaso De Feo

Polo Tessile Airola, chiesto incontro urgente con Caldoro e Vetrella

Scritto da: redazione gennaio - 23 - 2012 COMMENTI

airola_ppPresso la Sala Giunta della Rocca dei Rettori, si è svolta stamattina una riunione del Tavolo Inter-istituzionale, attivato dalla Provincia di Benevento, sulla vertenza occupazione del Polo Tessile di Airola.
All’incontro, convocato dal presidente Aniello Cimitile, hanno partecipato il viceprefetto vicario Rita Circelli, i senatori Cosimo Izzo e Pasquale Viespoli, i deputati Costantino Boffa e Mario Pepe, il consigliere regionale Umberto Del Basso De Caro, il sindaco di Airola Michele Napoletano, i rappresentanti di Confindustria Benevento Sergio Lucci, Francesca Zamparelli e Nicola Gargano, le segreterie provinciali e di categoria dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Nel corso della riunione, i presenti hanno preso atto dell’accordo, sottoscritto in sede di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 12 gennaio scorso, relativo alla concessione della CIG in deroga dal 1° gennaio al 30 settembre 2012 a favore dei lavoratori delle aziende “Tessival Sud Srl” e “Benfil Srl”, entrambe in liquidazione, ed in particolare hanno sottolineato l’importante e positivo contributo fornito dalla Regione Campania.
Il Tavolo, poi, ha dato mandato al presidente della Provincia di Benevento perché chieda un incontro urgente al presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e all’assessore regionale alle attività produttive, Sergio Vetrella, per un analogo e determinante contributo in merito alle possibilità di riconversione industriale dell’area e alle nuove prospettive di sviluppo e quindi al mantenimento dei livelli occupazionali. A tal proposito, il presidente Cimitile ha già inviato una nota al presidente Caldoro e all’assessore Vetrella per sollecitare la definizione di un incontro urgente al fine di concordare i prossimi passi concreti che consentano il raggiungimento di un Accordo di Programma finalizzato a tale riconversione dell’area.
Al termine della riunione, il Tavolo ha infine accolto la proposta dei sindacati affinchè la Regione Campania costituisca una Cabina di regia permanente sui temi dello sviluppo infrastrutturale del Sannio a partire dalla realizzazione della rete ferroviaria ad alta capacità Napoli – Bari e del raddoppio della strada statale Benevento – Telese – Caianello, opere necessarie per attrarre investimenti e consentire uno sviluppo armonico del territorio provinciale.airola-21airola-3

Istat: micro imprese in forte espansione

Scritto da: redazione gennaio - 19 - 2012 COMMENTI

azienda1 Sviluppo ed espansione di micro imprese sempre crescenti nella Penisola italiana. Un’indagine condotta dall’ Istat rivela come il nostro Paese sia ricoperto per la quasi totalità da società ed aziende di ridotte dimensioni. Infatti, costituiscono la percentuale maggiore le imprese che si servono, in media, di soli quattro addetti ai lavori. La situazione è più evidente al Sud. Il risultato è un proliferare di imprese di piccola entità, al punto che, ogni mille abitanti, operano 64 imprese. Una media sicuramente al di sopra dei livelli europei, al punto che l’Italia arriva a classificarsi, insieme al Portogallo, al penultimo posto nella graduatoria dell’ Europa dei 27 per dimensione di impresa. E’ quindi il nostro il Paese delle piccole imprese, ma vogliamo credere che sia anche il Paese delle grandi intelligenze e delle grandi potenzialità.

Morena Di Lonardo

Crisi. Il mattone si è fermato: crollano le richieste di mutui

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2012 COMMENTI

imagescacu1wuoEffetti di una crisi che non smette di tirare sul fondo un’economia oramai stremata. Ora a certificarlo ci sono la Banca d’Italia e l’Istat.
Il mattone non tira più. Crollano infatti le compravendite di immobili, e di conseguenza la richiesta di mutui e di finanziamenti in generale.
Cò che emerge dai dati di Banca d’Italia, nel terzo trimestre del 2011 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.374,82 milioni di euro, dato in forte calo rispetto allo stesso trimestre del 2010: un calo del -16,06 per cento.
C’è poi il capitolo mutui: vendite e acquisti di case continuano a scendere e di conseguenza crollano i mutui.
Stavolta a certificare la contrazione del mercato dei mutui è l’Istat, rogiti alla mano. I dati, infatti, si riferiscono alle elaborazioni degli atti notarili stipulati nel secondo trimestre dell’anno.
Le stipule di mutui infatti crollano, facendo registrare una pesante battuta d’arresto, pari all’ 8,1% su base annua. Un’inversione di tendenza rispetto ai primi tre mesi del 2011, quando il numero era risultato positivo (+2,0%).
Peggiore è la situazione dei mutui concessi ai giovani: secondo Mutui.it, comparatore online di mutui, i giovani meridionali sono quelli che incontrano le difficoltà maggiori di fronte all’acquisto di una casa. Analizzando le domande di mutuo prima casa arrivate negli ultimi mesi da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, infatti, si scopre che, nonostante la richiesta di preventivo da parte degli under 30 rappresenti il 18% del totale delle domande provenienti dal Mezzogiorno, purtroppo si stima che neanche il 3% delle richieste verrà accolto.

Per quanto riguarda il nostro territorio, è proprio dalla Campania che arrivano le richieste più elevate: 143.000€, che rappresentano il 72% del valore dell’abitazione che si intende acquistare; prevale, al solito, il tasso fisso (61%) su quello variabile (14%), mentre non si registrano cambiamenti per quel che riguarda durata ed età media al momento del preventivo di mutuo. Tra le province, a Napoli si chiede la somma più elevata (148.500€), seguita da Caserta (138.000€), Salerno (133.500€), Avellino (133.000€) e, infine, Benevento (130.500€).

Tommaso De Feo

Unioncamere: nel 2012 in Campania diminuzione Pil e aumento disoccupazione

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

futuro_pp1Quest’anno l’Italia andrà incontro alla recessione, con le variazioni di Pil che saranno precedute dal segno meno in tutte le regioni, la crisi potrebbe incidere anche aumentando i divari territoriali tra Centro-Nord e Sud. Secondo le previsioni di Unioncamere, la Campania calerà dello 0,9 %, a seguire le altre regioni Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La prima in graduatoria è il Piemonte con -0,5%. Per la Campania, si prevedono diminuzioni per quanto riguarda la spesa per consumi delle famiglie, investimenti fissi lordi ed esportazioni di beni verso l’estero. Continuerà ad aumentare il tasso di disoccupazione, arriverà al 15,3%, il tasso più alto delle regioni del Sud. Guardando la classifica delle province, per il valore aggiunto pro capite ai prezzi correnti nel 2012, la prima provincia campana è Salerno all’ottantasettesimo posto seguito da Avellino, Benevento, Napoli e Caserta. La provincia sannita è al novantatreesimo posto con il valore assoluto di 147070 e il nuovo indice 63,2, prima di Napoli novantaquattresima. In cima alla graduatoria Milano.

Enrico Pirone

Pmi in crisi. In Campania scomparse 2mila imprese nel 2011

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

divario-nord-sudIl ciclone economico che ha colpito l’Italia si è abbattuto soprattutto sul Mezzogiorno. È in particolare la Campania a soffrire di più con 2mila aziende in meno rispetto al 2010. Il settore più in crisi è quello dei commercianti. I dati estratti da uno studio di Movimprese parlano chiaro: dall’inizio dell’anno hanno cessato l’attività 11.928 imprese, compensate solo in parte da 9.987 nuovi soggetti. In particolare, sono i dettaglianti ad avere la peggio, messi in difficoltà anche dal mercato nero, dalla contraffazione e dall’emergenza rifiuti. Seguono a ruota i grossisti e - a sorpresa - i ristoratori che finora avevano affrontato la crisi senza particolari problemi. Le aree più in difficoltà sono l’abbigliamento, dove anche i saldi stanno andando male, e i negozi di articoli da regalo. Restano a galla solo quelli che si rivolgono a una fascia di clientela medio-alta. Ai problemi di scarse vendite, inoltre, si aggiungono quelli legati all’indebitamento. Per far fronte alle spese, infatti, sono sempre di più le aziende che ricorrono a prestiti ma che poi, impossibilitate a rispettare le scadenze, si vedono revocare fidi e finanziamenti.
Più fallimenti, meno capitale a disposizione, meno aziende in crescita. Questo il quadro presentato dal ministero dell’Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali per i redditi dell’anno 2009. “La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società in situazione di fallimento (+61,67%) o estinte (+52,08%)”, si legge in una nota. La situazione di “congiuntura negativa si riflette inoltre sulla quota di società in utile, calate di oltre due punti percentuali (ora al 57,9%) e, conseguentemente, aumenta il numero dei contribuenti in perdita (37%, contro il 35% del 2008)”.
I piccoli imprenditori raccontano di situazioni altamente critiche, la crisi economica sta colpendo il mondo dell’impresa nel suo complesso e quello delle piccole e medie aziende è fra i settori che maggiormente soffrono. Un problema serio, se si considera che le Pmi sono la spina dorsale del panorama produttivo italiano. Ci sono molti racconti di imprenditori che hanno, o avevano (perché hanno già chiuso) aziende nei settori che rappresentano il fiore all’occhiello del Made in Italy o dell’industria dei servizi: tessile, calzature, turismo.
Le maggiori cause
Nel mirino i rapporti con le banche, che magari negli anni di crescita mostravano disponibilità o addirittura proponevano finanziamenti alle aziende, e che oggi chiudono i rubinetti e chiedono di rientrare.
Ma anche lo Stato, che impone un’eccessiva pressione fiscale e soprattutto è un pessimo pagatore. Del resto, il ritardo nei pagamenti della PA è cosa nota: in Italia, al termine contrattuale di 90 giorni si somma un ritardo medio di altri 90 giorni, per un totale di 180 giorni, il che rende la nostra PA la peggiore d’Europa.
In alcune zone, come il Sud Italia, la PA è il cliente prevalente delle imprese, nel Nord e nel Centro, invece, i clienti sono soprattutto privati. E anche qui, la situazione è difficilissima, anche perché le azioni legali sono costose e spesso inefficaci.
La richiesta di velocizzare, per legge, almeno i pagamenti del pubblico arriva da più parti. E succederà nel giro di un anno, perché entro il 2013 l’Italia deve recepire la direttiva europea che limita a 30 giorni, estendibili a 60, il tempo massimo di pagamenti fra pubblico e privato.

Fausto Farese

Focus lavoro nero. A Benevento irregolare il 77% delle imprese ispezionate

Scritto da: redazione gennaio - 12 - 2012 COMMENTI

lavoro-nero_ppL’attività di vigilanza e contrasto al lavoro nero svolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Benevento nel corso del 2011 ha prodotto cospicui risultati. Difatti i dati elaborati in forma aggregata evidenziano che nel periodo in questione le aziende irregolari ai controlli sono state 1.289, che rappresentano il 77% rispetto al totale di 1.673 aziende ispezionate.
Estremamente significativo in proposito è risultato essere il numero dei lavoratori irregolari scoperti nel corso di questi controlli: ben 1.876 in totale. Di questi, inoltre, sono stati rinvenuti intenti al lavoro 470 lavoratori totalmente “in nero” (25%), e cioè privi della benché minima copertura previdenziale ed assicurativa prevista in caso di infortunio sul lavoro.
Uno strumento di particolare rilievo nella lotta al lavoro nero è rappresentato dal provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, qualora venga accertato l’impiego di lavoratori “in nero” in misura non inferiore al 20% del personale presente sul luogo di lavoro. A questo riguardo, nell’anno appena trascorso, sono stati adottati 108 provvedimenti di sospensione dell’attività in tutta la Provincia di Benevento. Le violazioni in materia di orario di lavoro sono state 182, 204 quelle in materia di appalti illeciti e fenomeni interpositori di manodopera, mentre in materia di sicurezza sul lavoro le violazioni prevenzionistiche nel solo settore dell’edilizia sono state 759. Il totale degli importi introitati per le sanzioni irrogate è stato pari ad € 999.819, mentre per contributi e premi evasi sono stati recuperati 1.025.421 €. Sono stati, infine, emessi 1.526 provvedimenti di interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio nei riguardi di altrettanti lavoratrici
L’intento di arginare il fenomeno del lavoro nero o irregolare e la necessità di recuperare l’ingente gettito sottratto alla contribuzione fiscale, previdenziale ed assicurativa ha così orientato la programmazione dell’attività di vigilanza della Direzione Territoriale del Lavoro di Benevento, sovente effettuata in congiunta con i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, verso settori produttivi quali l’edilizia, l’agricoltura, i pubblici esercizi, il tessile e i servizi di logistica che, statisticamente, risultano tra quelli col più cospicuo tasso d’irregolarità accertata e con la maggiore incidenza d’infortuni sul lavoro.
Per il 2012 l’attività di vigilanza prevede 1.350 accessi ispettivi, 950 dei quali nell’ambito dell’attività di contrasto al lavoro nero in quei settori che hanno già formato oggetto di una preventiva analisi di intelligence da parte della Direzione Territoriale del Lavoro.

Airola. Vertenza Polo Tessile: domani al Ministero del Lavoro anche Regione Campania

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

crisi-polo-tessile_ppIn un comunicato diffuso per mezzo stampa, l’Assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi, annuncia la partecipazione all’incontro di domani presso il Ministero del Lavoro, per discutere della vertenza Polo Tessile di Airola.
“Dopo aver consentito l’avvio della nuova fase di rilancio dell’area, con la delibera dello scorso mese di settembre di individuazione di quel territorio come area di crisi, la Regione Campania - ha spiegato - all’incontro ribadirà la disponibilità a garantire, per l’intero 2012, la cassa integrazione guadagni in deroga.
Quello di domani rappresenta un fondamentale passaggio intermedio per garantire ai circa 400 lavoratori degli ex stabilimenti Benfil e Tessival il sostegno per il tempo occorrente a consentire l’avvio di nuove attività produttive, nelle quali possano trovare definitiva ed utile collocazione proprio quei lavoratori che hanno già sofferto duramente”.

Si spera comunque in una risoluzione veloce e giusta, nell’interesse collettivo.

Tommaso De Feo

Sannio, consumi in calo. Giù anche il reddito medio

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

imagescaom04z8La crisi si fa sentire nelle tasche delle famiglie beneventane. A dirlo è l’Osservatorio di Findomestic Banca, che annualmente stila un’analisi dei consumi in Italia. Il crollo dei beni di consumo è stato evidente, e Benevento si attesta, tra le 5 province campane, al penultimo posto, davanti a Caserta.
Nel 2011 le famiglie campane hanno subito la maggiore stretta sul mercato dei beni durevoli (-10%). Si è registato però un incremento del reddito pro capite regionale, che si è stabilizzato a quota 12.682 €, ma comunque minore rispetto a quello nazionale.
Quanto all’articolazione della spesa, questa è rappresentata per quasi il 30% da mobili e complementi d’arredo, per il 28,8% da auto usate, per il 22,5% da auto nuove e per il 7,3% da elettrodomestici bianchi e piccoli.
A livello provinciale, la forbice del reddito pro capite va dagli 11.341 € di Caserta ai 13.089 € di Napoli. Entrambe le province vedono riconfermato la propria posizione all’interno della classifica regionale, rispettivamente come ultima e come prima. Benevento, con i suoi 12.765 € a testa, è quella che più si avvicina al dato mediano.
Il mercato automobilistico, con riferimento alle auto nuove, ha registrato l’immatricolazione di 62.717 mezzi, con una spesa media per famiglia pari a 388 € (678 quella media nazionale). Sul fronte dei volumi di acquisto, in provincia di Napoli la spesa complessiva per auto nuove è stata pari a 417 milioni (erano 565 nel 2010), a Salerno è stata di 159 (207 nel 2010), a Caserta di 136 milioni (contro 181 dell’anno precedente), ad Avellino di 70 (erano 89 nel 2010) e a Benevento di 43 (a fronte dei 57 relativi ai 12 mesi precedenti).
Per quanto riguarda le moto, la diminuzione di vendite maggiore, in termini proporzionali, interessa il Casertano (-32%). A seguire, in ordine decrescente, Salerno (-28,7%), Avellino (27,9%), Benevento (26,9%) e Napoli (-26,7%).
Nel corso del 2011 i campani hanno comperato elettrodomestici bianchi e piccoli per un totale di 269 milioni. Al primo posto Napoli (143 milioni), seguita da Salerno (51), Caserta (41), Avellino (21), Benevento (13). Cifre che sono mediamente inferiori del 5,8% rispetto all’anno precedente, con la variazione media per famiglia che si è attestata su un valore ancora più basso: - 6,7%. Per quel che riguarda gli elettrodomestici bruni, la spesa totale è stata di 215 milioni (era stata di 253 nei 12 mesi precedenti), così distribuita: 115 milioni per Napoli, 41 per Salerno, 33 per Caserta, 16 per Avellino e 10 per Benevento.
Il comparto informatica, infine, ha registrato una spesa totale di 90 milioni, inferiore di 9,7 punti percentuali a quella
del 2010 (100 milioni). L’articolazione provinciale delle vendite vede sempre Napoli al primo posto con 48 milioni, poi
Salerno (17 milioni), Caserta (15 milioni), Avellino (7 milioni) e Benevento (4).

Dati che fanno pensare ad una evidente contrazione degli acquisti dovuta probabilmente da un diminuito potere d’acquisto delle famiglie beneventane. Si tratta comunque di cifre significative, dalle quali bisogna agire per mettere in moto la nostra economia e creare quindi benessere diffuso.

Tommaso De Feo



premiograndemilano.jpg













archivio video


tv radio

COSA PENSI DEL SITO DEL CORRIEREDELSANNIO.IT?

Guarda i Risultati

Loading ... Loading ...









Commenti recenti

EDITORE:
AG Alfani Group srl
Iscrizione ROC n. 18201
Registrato presso il Tribunale di Benevento
n. 5 anno 2009
P.IVA 05915081219
Tel. 0824 36 05 89
Fax 0824 36 46 78

CREDITS: STARTUP snc

Tutto le fotografie pubblicate online sono protette da copyright. E' vietata la riproduzione, anche parziale, del contenuto di questo sito - Tutti i diritti riservati
SITO OTTIMIZZATO PER MOZILLA FIREFOX e INTERNET EXPLORER 8