Tabacco. Costituita la nuova organizzazione dei produttori BURLEY ITALIA
“Rendere competitiva la coltivazione del tabacco per garantire un adeguato reddito alle imprese tabacchicole” è quanto dichiarato dai tabacchicoltori riuniti stamane nella sede della Federazione Coldiretti di Caserta per la costituzione della nuova Organizzazione di Produttori Burley Italia.
La nuova organizzazione di produttori nasce con l’obiettivo di concentrare la produzione di Burley italiano e garantire una certezza commerciale ai produttori aderenti. “La scelta di costituire una nuova OP si è resa necessaria - dichiara Luigi Auriemma neo presidente dell’Organizzazione di Produttori Burley Italia - per rispondere alle esigenze di un mercato che è profondamente cambiato rispetto al recente passato. Negli ultimi anni - continua Auriemma - si è resa sempre più evidente la necessità di una forte razionalizzazione della filiera tabacchicola per recuperare margini di efficienza e risparmio a vantaggio delle imprese agricole, e la nuova Op intende organizzare e concentrare la produzione per offrire le migliori condizioni contrattuali e una forte riduzione dei costi di produzione, a partire dalla quota associativa e dai costi per l’assistenza tecnica e dei cooncimi e anticrittogamici”.
L’importanza socio economica del comparto tabacchicolo, del resto, è tale da richiedere la massima attenzione non solo dei soggetti economici ma soprattutto delle istituzioni regionali e nazionali.
Il comparto occupa circa 60.000 unità lavorative a livello nazionale nella sola fase di produzione e trasformazione e incide fortemente nelle economie locali di alcune aree del nostro paese peraltro caratterizzate già da un elevato tasso di disoccupazione, come nel caso della regione Campania prima a livello nazionale per numero di aziende interessate alla coltivazione.
“Rendere conveniente la coltivazione e competitiva la filiera attraverso un aumento del prezzo industriale e una riduzione dei costi di produzione” è quanto affermato da Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Campania, presente alla costituzione della nuova OP insieme a Lisi e Sorbo rispettivamente direttore Coldiretti Caserta e Coldiretti Campania eletti nel consiglio di amministrazione. Masiello ha ringraziato i coltivatori presenti per aver compreso la necessità di promuovere e partecipare a un cambiamento che interessa anche le attuali strutture associative auspicando una condivisione degli obiettivi sempre più vasta.
Il 2011, nonostante le molte difficoltà registrate, è stato un anno fondamentale per la tabacchicoltura nazionale; per la prima volta la maggiore multinazionale mondiale, Phillip Morris, ha deciso di acquistare tabacco direttamente dai produttori con un accordo sottoscritto con Coldiretti che ha garantito volumi, prezzi e durata poliennale e di fatto ha consentito di dare certezze operative ai produttori.
“Philips Morris e’ stata l’unica manifattura a dimostrare concretamente l’interesse al tabacco italiano ma siamo consapevoli - conclude Auriemma - che l’accordo da solo non e’ sufficiente per salvare l’intera coltivazione di tabacco. E’ necessario adesso che le altre manifatture facciano la loro parte confermando i quantitativi di tabacco storicamente acquistati sul mercato italiano; questo deve essere un impegno inderogabile dal momento che il mercato italiano non può essere visto solo in funzione delle vendite, non solo Phillip Morris ma anche le altre manifatture che hanno importanti quote di mercato della vendita di sigarette devono mostrare concretamente l’interesse nei confronti del tabacco italiano”.


Dopo Cortina e la Movida milanese, ora è la volta del Sud, dove si fanno sempre più pressanti i controlli della Guardia di Finanza. I blitz sono rivolti in più direzioni: locali notturni, ristoranti, esercizi commerciali, lavoratori in nero. Le Fiamme Gialle sembrano non voler risparmiare nessuno da queste verifiche. Ed è così che, al polverone che ha interessato il Nord, se ne aggiunge subitaneamente uno, ricco di polemiche e buie scoperte, nel Meridione. Nel mirino ci sono principalmente i negozi, che, con l’elusione dell’emissione di scontrini fiscali, evadono in maniera sottile, ma nello stesso tempo massiccia il Fisco. I finanzieri si sono adoperati a fermare i clienti, un gran numero dei quali è risultato sprovvisto di scontrino all’uscita dall’esercizio commerciale. Sono allora scattate le sanzioni: multe, miste, in qualche caso, a richieste di chiusura dell’attività, ove le irregolarità riscontrate fossero di una certa entità. Connotati da una pronta furbizia sono senza dubbio quei ristoratori che, al momento del conto, presentano ai clienti una ricevuta che, di fatto, non ha nessun valore fiscale; o chi, nascondendosi dietro ad una semplice e menzognera dimenticanza ( “Mi era sfuggito”), non emette alcuna ricevuta. Ma i nostri paesi sono pieni anche di commercianti che chiedono di battere uno scontrino di importo inferiore rispetto a quello effettivamente pagato dal cliente, rivolgendosi a questi ultimi a mò di cortesia, a cui i clienti, in primis quelli più affezionati, non sanno dire di no. Per fortuna, però, non manca il cliente che obietta a questo ingiustificato taglio nell’indicazione dell’importo versato, bloccando quella che è una vera e propria forma di evasione, seppure camuffata e dissimulata. Come non richiamare, poi, i casi in cui si viene a creare una sorta di “tacito accordo” tra il venditore e l’acquirente, qualora il secondo si trovi a dare il proprio consenso alla richiesta del primo di mettere quanto acquistato nella propria borsa, ove gli oggetti in questione siano di ridotte dimensioni. E’ questo un quadro che si ripete in ogni tipo di esercizio commerciale: dal semplice negozietto di biancheria ai supermercati di più vaste dimensioni, ai ristoranti, ai bars. Ma lo scenario non cambia se si volge lo sguardo verso i lavoratori ( artigiani, manovali..) che prestano la loro attività irregolarmente. E’ tutto un proliferare di muratori, imbianchini, idraulici in nero. La Gdf ha intensificato anche in tali settori i propri controlli, scovando percentuali importanti in tal senso. L’evasore fiscale è un pericolo per la società, tanto più in un momento, quale quello attuale, di crisi profonda e pregnante. L’ Agenzia delle Entrate definisce, attraverso una pubblicità televisiva, l’evasore un “parassita” che vive a spese di chi, invece, contribuisce onestamente alla spesa pubblica. La nostra Carta costituzionale, all’art. 53, recita : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Ma facciamo in modo che ciò venga messo in atto da ognuno, cominciando col premiare chi già lo fa. E chiediamo al Governo di leggere tale articolo in combinato disposto con l’art. 36 Cost, che prevede che il lavoratore abbia una retribuzione in grado di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Dunque, diamo, prima di tutto, ad ognuno la possibilità di vivere in maniera decorosa.
La scure di Standard & Poor’s si abbatte anche sulla Regione Campania. L’agenzia internazionale, infatti, ha deciso di tagliare il rating di tredici enti locali italiani, sulla scia del declassamento dell’Italia avvenuto lo scorso 13 gennaio.
Aumenta la povertà in Italia. Secondo uno studio condotto da Bankitalia, la quota di individui poveri (coloro che hanno un reddito equivalente inferiore alla meta’ della media) nel 2010 e’ stata pari al 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008.
Presso la Sala Giunta della Rocca dei Rettori, si è svolta stamattina una riunione del Tavolo Inter-istituzionale, attivato dalla Provincia di Benevento, sulla vertenza occupazione del Polo Tessile di Airola.

Sviluppo ed espansione di micro imprese sempre crescenti nella Penisola italiana. Un’indagine condotta dall’ Istat rivela come il nostro Paese sia ricoperto per la quasi totalità da società ed aziende di ridotte dimensioni. Infatti, costituiscono la percentuale maggiore le imprese che si servono, in media, di soli quattro addetti ai lavori. La situazione è più evidente al Sud. Il risultato è un proliferare di imprese di piccola entità, al punto che, ogni mille abitanti, operano 64 imprese. Una media sicuramente al di sopra dei livelli europei, al punto che l’Italia arriva a classificarsi, insieme al Portogallo, al penultimo posto nella graduatoria dell’ Europa dei 27 per dimensione di impresa. E’ quindi il nostro il Paese delle piccole imprese, ma vogliamo credere che sia anche il Paese delle grandi intelligenze e delle grandi potenzialità.
Effetti di una crisi che non smette di tirare sul fondo un’economia oramai stremata. Ora a certificarlo ci sono la Banca d’Italia e l’Istat.
Quest’anno l’Italia andrà incontro alla recessione, con le variazioni di Pil che saranno precedute dal segno meno in tutte le regioni, la crisi potrebbe incidere anche aumentando i divari territoriali tra Centro-Nord e Sud. Secondo le previsioni di Unioncamere, la Campania calerà dello 0,9 %, a seguire le altre regioni Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La prima in graduatoria è il Piemonte con -0,5%. Per la Campania, si prevedono diminuzioni per quanto riguarda la spesa per consumi delle famiglie, investimenti fissi lordi ed esportazioni di beni verso l’estero. Continuerà ad aumentare il tasso di disoccupazione, arriverà al 15,3%, il tasso più alto delle regioni del Sud. Guardando la classifica delle province, per il valore aggiunto pro capite ai prezzi correnti nel 2012, la prima provincia campana è Salerno all’ottantasettesimo posto seguito da Avellino, Benevento, Napoli e Caserta. La provincia sannita è al novantatreesimo posto con il valore assoluto di 147070 e il nuovo indice 63,2, prima di Napoli novantaquattresima. In cima alla graduatoria Milano.
Il ciclone economico che ha colpito l’Italia si è abbattuto soprattutto sul Mezzogiorno. È in particolare la Campania a soffrire di più con 2mila aziende in meno rispetto al 2010. Il settore più in crisi è quello dei commercianti. I dati estratti da uno studio di Movimprese parlano chiaro: dall’inizio dell’anno hanno cessato l’attività 11.928 imprese, compensate solo in parte da 9.987 nuovi soggetti. In particolare, sono i dettaglianti ad avere la peggio, messi in difficoltà anche dal mercato nero, dalla contraffazione e dall’emergenza rifiuti. Seguono a ruota i grossisti e - a sorpresa - i ristoratori che finora avevano affrontato la crisi senza particolari problemi. Le aree più in difficoltà sono l’abbigliamento, dove anche i saldi stanno andando male, e i negozi di articoli da regalo. Restano a galla solo quelli che si rivolgono a una fascia di clientela medio-alta. Ai problemi di scarse vendite, inoltre, si aggiungono quelli legati all’indebitamento. Per far fronte alle spese, infatti, sono sempre di più le aziende che ricorrono a prestiti ma che poi, impossibilitate a rispettare le scadenze, si vedono revocare fidi e finanziamenti.
L’attività di vigilanza e contrasto al lavoro nero svolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Benevento nel corso del 2011 ha prodotto cospicui risultati. Difatti i dati elaborati in forma aggregata evidenziano che nel periodo in questione le aziende irregolari ai controlli sono state 1.289, che rappresentano il 77% rispetto al totale di 1.673 aziende ispezionate.
In un comunicato diffuso per mezzo stampa, l’Assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi, annuncia la partecipazione all’incontro di domani presso il Ministero del Lavoro, per discutere della vertenza Polo Tessile di Airola.
La crisi si fa sentire nelle tasche delle famiglie beneventane. A dirlo è l’Osservatorio di Findomestic Banca, che annualmente stila un’analisi dei consumi in Italia. Il crollo dei beni di consumo è stato evidente, e Benevento si attesta, tra le 5 province campane, al penultimo posto, davanti a Caserta.
Il 2012 si annuncia sicuramente come l’anno della massiccia lotta all’evasione fiscale.
C’è qualcuno che scherza sul destino di 700 famiglie. Puntuale arriva infatti la replica degli operai della Iribus, dopo l’infelice battuta di ieri di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, che dichiarava da New York, a proposito della sua possibile successione: “Nulla succederà prima del 2015. A meno che io non venga investito da un autobus”. A parlare è Silvia Curcio, rappresentante e operaia della Iribus di Flumeri (Avellino): ”Marchionne, probabilmente lei ha avuto un lapsus freudiano. Alla sua battuta qualcuno avrebbe concluso facilmente che l’autobus da lei evocato potrebbe essere marchiato Irisbus, pensando allo stabilimento di FLUMERI(AV) , (anche se lei non sa nemmeno dove si trova!). Sappia però che è la sua coscienza ad avere dei rimorsi, perché noi non le auguriamo la morte (dato che la violenza non ci appartiene) ma anzi di vivere a lungo per scontare in vita le sue nefandezze perché è lei che ha decretato la morte dell’unico stabilimento italiano manifatturiero, che produce autobus ecosostenibili; senza pensare che dietro quei numeri di matricola c’erano circa 2.000 famiglie con l’indotto. Si ricordi che lei potrà pur essere un uomo di successo ma non sarà mai un uomo di valore”.
Arriva il redditometro. Da quest’anno nulla più sfuggirà ai “segugi” dell’Agenzia delle Entrate. Per il 2012 infatti si dà il via a un tipo di accertamento sintetico: il Fisco presume, sulla base del tenore di vita del contribuente, l’ammontare del reddito. Ma se c’è una differenza notevole tra queste due voci, scatta l’accertamento. Infatti, l’Agenzia delle Entrate interviene solo se questa differenza è superiore al 20%.
Italia precaria: aumentano i contratti atipici a danno dei giovani, soprattutto al Sud. È quanto emerge dall’indagine Isfol Plus sull’offerta di lavoro.
Il blitz di questi giorni nella località di villeggiatura invernale, Cortina, da parte dei segugi dell’Agenzia delle Entrate, ha evidenziato la particolare efficacia dei sui scontrini fiscali.
La sigla sindacale Ugl, attraverso una nota diffusa in mattinata, ha voluto precisare la sua posizione in merito alla questione della vertenza del Polo tessile di Airola, non evitando polemiche sugli asti tra le diverse sigle sindacali.
Con 14.707 euro procapite, Benevento è 93esima su 103 province. E’ la dura realtà presentata da Unioncamere relativamente al livello di ricchezza atteso per il 2012.
Ancora pochi giorni e comincerà la stagione dei saldi invernali. La partenza, infatti, è prevista in tutta Italia tra il 5 e il 7 gennaio, ad eccezione delle regioni Basilicata e Sicilia dove è cominciata il 2 gennaio. Tutto ciò sulla carta. In realtà, secondo una verifica a campione effettuata dalla Codacons nelle città di Roma e Milano, i saldi sono già in corso: riguardano l’80% dei negozi della capitale e il 75% di quelli milanesi. Pratiche scorrette che ogni anno si ripetono: da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina rischiando la multa, a chi invia ai clienti sms, lettere, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’acquisto.















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