Di seguito riportiamo il documento stilato da Confindustria e Ance:
CONFINDUSTRIA-ANCE ritengono che qualunque processo di sviluppo territoriale necessita di alcune precondizioni, indispensabili per dare concretezza ai progetti e alle idee del mondo imprenditoriale.
A livello puramente indicativo e in forma molto schematica, queste precondizioni vengono individuate in:
1. Nuovo ruolo e funzione dell’Ente regione. La Regione deve, innanzitutto, svolgere un ruolo di sola programmazione/controllo e non gestionale. In questa logica la Regione deve realizzare una profonda riorganizzazione funzionale, anche prevedendo delle antenne operative da localizzare in ogni provincia.
2. Codificare, per ogni atto, i tempi dell’iter istruttorio.
3. Semplificare le procedure di partecipazione delle imprese ai vari programmi e progetti, utilizzando solo per alcune azioni il meccanismo dei bandi e privilegiando lo strumento a sportello.
Istituire un “tavolo” permanente di preparazione ai bandi al fine di inserire ex ante alcuni suggerimenti che consentirebbero alle imprese di utilizzare un iter agevolato e, soprattutto, sburocratizzare le procedure di accesso.
4. Redigere, dopo una fase di consultazione preventiva, in tempo utile il bilancio regionale, prevedendo anche una fase di osservazioni alla bozza di bilancio, per una migliore allocazione delle risorse. Richiedere una valutazione delle osservazioni pervenute e motivare le cause del mancato recepimento.
5. Richiedere di aumentare, nel bilancio regionale, il plafond relativo alle spese per investimenti affinché le stesse possano incrementarsi rispetto a quelle correnti.
6. Ridurre il carico Irap per le imprese, attraverso la detassazione di oneri derivanti da interessi passivi e di alcune voci come ad esempio gli stipendi dei dipendenti che andrebbero sottoposti ad un’aliquota inferiore al fine di non essere un deterrente per le assunzioni.
7. Evitare che, con il federalismo fiscale, i disavanzi di gestione del bilancio regionale possano ricadere sulle imprese, prevedendo che parte delle risorse agevolative (fondi FESR- FAS, ecc) vengano utilizzati innanzitutto per ridurre la pressione fiscale delle imprese.
I TEMI CONDIVISI
L’impegno che CONFINDUSTRIA-ANCE assumono e chiedono ai propri partner politici, istituzionali e sociali vengono, sinotticamente, così dettagliati:
Infrastrutture:
Il primo obiettivo da realizzare è quello di condividere un impianto programmatico e progettuale che crei un reale sistema a rete delle infrastrutture.
Infatti CONFINDUSTRIA-ANCE, prima di ogni intervento infrastrutturale, convengono sull’importanza e strategicità della joint-city, concetto introdotto da Confindustria Campania.
Le joint-city rappresentano una nuova frontiera del modo di concepire le infrastrutture, queste ultime diventano strategiche solo dal momento in cui rappresentano un’occasione di rilancio complessivo delle città attuali. Quindi la realizzazione dell’opera infrastrutturale consente di trasformare le relazioni tra forze economiche, politiche e sociali delle città fornendo alle stesse nuova linfa e nuove opportunità di sviluppo.
Partendo da questa importantissima premessa, ogni opera deve essere immaginata e vista in funzione dell’intera regione e finalizzata a decongestionare alcune aree del territorio campano.
1. Progettazione e cantieramento dell’Aereoporto Napoli 3 - Benevento
Sin dal 1990 nessun investimento è stato realizzato nella regione sull’aereoportualità. Senza sconvolgere il Piano Aeroportuale della Regione, si ritiene che Benevento possa e debba dotarsi di questa infrastruttura strategica, a servizio innanzi tutto della regione e di Napoli (per decongestionare quell’aereoporto) ma, soprattutto, possa e debba candidarsi per le merci e il turismo.
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE attiveranno un tavolo tecnico per dare avvio alla fase progettuale e per procedere, prioritariamente, a costituire una Società Consortile di Gestione con capitale pubblico-privato.
2. Metropolitana leggera.
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE proporranno di accelerare tutte le procedure per realizzare la metropolitana leggera in un sistema infrastrutturale a rete. Collegare Benevento alle altre aree regionali consentirebbe di avere tempi di percorrenza europei e un volano per l’intera economia regionale.
PROGETTO DI URBAN E FACTORY REFRESHMENT
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE condividono che la provincia di Benevento abbia tutte le condizioni per candidarsi come “Sannioshire”; cioè, come un territorio di sana e tranquilla residenzialità a costi competitivi.
La provincia, attraverso anche una gara di architetti di fama mondiale, può divenire la Toscana del Sud e fare da traino all’intero territorio regionale.
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE avvieranno un’interlocuzione con la Regione Campania e con il Governo centrale per rivitalizzare e rilanciare, attraverso una grande operazione urbana, la riqualificazione di tutto il patrimonio dei propri centri storici, delle zone rurali (antiche masserie abbandonate e/o fatiscenti).
Questo intervento metterebbe in moto tutto il settore dell’edilizia, darebbe la possibilità di incrementare sostanziosamente la residenzialità con indubbi riflessi sul circuito economico provinciale, favorirebbe concretamente i flussi turistici.
Inoltre, attraverso l’urban refreshment si riporterebbero anche una serie di attività economiche (commerciali, artigianali) nelle loro originali localizzazioni che concorrerebbero a rivitalizzare i centri e i borghi.
Infine un forte richiamo turistico potrebbe provenire dalla realizzazione e diffusione di Musei Industriali nelle aziende di più antica tradizione.
Tale iniziativa consentirebbe di definire percorsi turistici nell’ambito dell’archeologia industriale con conseguenti riflessi positivi per l’intero indotto.
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE, assieme agli Ordini professionali, daranno vita ad un tavolo tecnico che, dopo un monitoraggio delle potenzialità del territorio, proporrà un progetto cantierabile relativo ai comuni e alle aree che abbiano i requisiti oggettivi di attrattività.
FORMAZIONE – RICERCA – UNIVERSITA’
I soggetti istituzionali, Confindustria-ANCE condividono la strategicità di definire un progetto comune, rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese, per realizzare formazione e ricerca, nonché per avviare un più stretto rapporto di collaborazione con l’Ateneo sannita.
Le parti attiveranno tavoli tecnici tematici per dare vita a progetti finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo. Il tavolo avrà, prioritariamente, il compito di monitorare le esigenze delle imprese, di predisporre le procedure tecniche per rispondere alle esigenze emerse e di dotarsi, attraverso la finanza derivata da parte della Regione su fondi UE, di un plafond da destinare ai progetti.
Le parti si impegneranno, innanzi tutto, affinché la Regione Campania adotti una procedura a sportello abbandonando il vecchio sistema dei bandi. Inoltre, chiederanno alla Regione di attivare, operativamente, le deleghe all’Ente Provincia.
Sia sulla formazione che sui progetti di ricerca, si darà vita ad un organismo di selezione e coordinamento delle attività, prevedendo anche tutte le fasi di controllo, sia a monte che a valle, delle iniziative finanziate.
Al fine di ottimizzare il ruolo e la funzione strategica dell’Ateneo sannita, a servizio del e per il territorio, al fine anche di favorire l’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro, si istituzionalizzerà un raccordo tra l’Università e il mondo della produzione e delle professioni, per modulare gli indirizzi universitari rendendoli più aderenti alle esigenze e alle richieste di tutto il territorio produttivo regionale.
Inoltre, con il contributo tecnico dell’Università, si elaborerà un progetto che avrà l’obiettivo di aiutare, attraverso una fase di accompagnamento (con l’assistenza di un Tutor), quelli che saranno individuati come “talenti”, in un’attività imprenditoriale, autonoma o di inserimento nel sistema delle imprese provinciali.
SISTEMA DI REGOLE CONDIVISE
I soggetti istituzionali e CONFINDUSTRIA-ANCE condividono anche un sistema di regole per accompagnare il processo dalla crisi allo sviluppo.
A questo fine si propongono:
- di adottare un sistema di regole europee (chiare) che diano garanzia di operatività, trasparenza gestionale, automatismo attuativo. La necessità di prevedere un meccanismo sostitutivo di quei soggetti che attraverso i loro ritardi o l’eccessiva burocratizzazione rallentino i processi di sviluppo condivisi e ritenuti cantierabili in quanto strategici e prioritari;
- di proporre, attraverso e con il contributo dei parlamentari europei/nazionali/regionali, leggi mirate a contrastare, con ogni mezzo, la criminalità organizzata e/o infiltrazioni di attività criminose;
- di impegnarsi per la costituzione di una finanziaria regionale quale utile e indispensabile strumento per supportare i processi di sviluppo e garantire le micro e piccole imprese nell’accesso al credito;
- di realizzare una effettiva democrazia partecipata attraverso un processo di coinvolgimento di tutti gli attori dello sviluppo nella individuazione e scelta delle priorità del territorio, nonché nella formulazione delle programmazioni di sviluppo territoriale;
- di definire, quale buona pratica, un sistema di controlli, a monte e a valle, di tutti i progetti ed i processi cantierati;
- di attivare un tavolo di gestione delle crisi al quale demandare l’analisi delle singole casistiche e individuare anche possibili processi di riconversione industriale e produttiva;
- di prevedere, favorendo l’adozione a tutti i livelli decisionali ed autorizzativi, un sistema, già in vigore in altri Paesi, di “priority pass” (passaggio preferenziale) per le aziende di eccellenza perché considerate virtuose, avendo dimostrato, nella loro storia aziendale, di essere affidabili avendo sempre realizzato i propri investimenti e di avere creato nuova occupazione;
- di dare vita (con il coinvolgimento e la partecipazione di rappresentanti di enti, istituzioni, governo centrale e regionale, commissario europeo) al “CNEL” provinciale al fine di creare un organismo, unico e riconosciuto da tutti i soggetti, per la corretta governance dei processi di sviluppo.
Il presente piano industriale per lo sviluppo, attraverso la sottoscrizione, viene recepito dai singoli soggetti, sociali ed istituzionali, e costituisce il primo atto del “Patto per il Sannio”.