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Archivio per la categoria ‘Economia’

Tabacco. Costituita la nuova organizzazione dei produttori BURLEY ITALIA

Scritto da: redazione febbraio - 3 - 2012 COMMENTI

luigiauriemmacoldiretti“Rendere competitiva la coltivazione del tabacco per garantire un adeguato reddito alle imprese tabacchicole” è quanto dichiarato dai tabacchicoltori riuniti stamane nella sede della Federazione Coldiretti di Caserta per la costituzione della nuova Organizzazione di Produttori Burley Italia.
La nuova organizzazione di produttori nasce con l’obiettivo di concentrare la produzione di Burley italiano e garantire una certezza commerciale ai produttori aderenti. “La scelta di costituire una nuova OP si è resa necessaria - dichiara Luigi Auriemma neo presidente dell’Organizzazione di Produttori Burley Italia - per rispondere alle esigenze di un mercato che è profondamente cambiato rispetto al recente passato. Negli ultimi anni - continua Auriemma - si è resa sempre più evidente la necessità di una forte razionalizzazione della filiera tabacchicola per recuperare margini di efficienza e risparmio a vantaggio delle imprese agricole, e la nuova Op intende organizzare e concentrare la produzione per offrire le migliori condizioni contrattuali e una forte riduzione dei costi di produzione, a partire dalla quota associativa e dai costi per l’assistenza tecnica e dei cooncimi e anticrittogamici”.
L’importanza socio economica del comparto tabacchicolo, del resto, è tale da richiedere la massima attenzione non solo dei soggetti economici ma soprattutto delle istituzioni regionali e nazionali.
Il comparto occupa circa 60.000 unità lavorative a livello nazionale nella sola fase di produzione e trasformazione e incide fortemente nelle economie locali di alcune aree del nostro paese peraltro caratterizzate già da un elevato tasso di disoccupazione, come nel caso della regione Campania prima a livello nazionale per numero di aziende interessate alla coltivazione.
“Rendere conveniente la coltivazione e competitiva la filiera attraverso un aumento del prezzo industriale e una riduzione dei costi di produzione” è quanto affermato da Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Campania, presente alla costituzione della nuova OP insieme a Lisi e Sorbo rispettivamente direttore Coldiretti Caserta e Coldiretti Campania eletti nel consiglio di amministrazione. Masiello ha ringraziato i coltivatori presenti per aver compreso la necessità di promuovere e partecipare a un cambiamento che interessa anche le attuali strutture associative auspicando una condivisione degli obiettivi sempre più vasta.
Il 2011, nonostante le molte difficoltà registrate, è stato un anno fondamentale per la tabacchicoltura nazionale; per la prima volta la maggiore multinazionale mondiale, Phillip Morris, ha deciso di acquistare tabacco direttamente dai produttori con un accordo sottoscritto con Coldiretti che ha garantito volumi, prezzi e durata poliennale e di fatto ha consentito di dare certezze operative ai produttori.
“Philips Morris e’ stata l’unica manifattura a dimostrare concretamente l’interesse al tabacco italiano ma siamo consapevoli - conclude Auriemma - che l’accordo da solo non e’ sufficiente per salvare l’intera coltivazione di tabacco. E’ necessario adesso che le altre manifatture facciano la loro parte confermando i quantitativi di tabacco storicamente acquistati sul mercato italiano; questo deve essere un impegno inderogabile dal momento che il mercato italiano non può essere visto solo in funzione delle vendite, non solo Phillip Morris ma anche le altre manifatture che hanno importanti quote di mercato della vendita di sigarette devono mostrare concretamente l’interesse nei confronti del tabacco italiano”.

Lotta all’evasione: controlli a tappeto anche al Sud

Scritto da: redazione febbraio - 2 - 2012 COMMENTI

evasione Dopo Cortina e la Movida milanese, ora è la volta del Sud, dove si fanno sempre più pressanti i controlli della Guardia di Finanza. I blitz sono rivolti in più direzioni: locali notturni, ristoranti, esercizi commerciali, lavoratori in nero. Le Fiamme Gialle sembrano non voler risparmiare nessuno da queste verifiche. Ed è così che, al polverone che ha interessato il Nord, se ne  aggiunge subitaneamente uno, ricco di polemiche e buie scoperte, nel Meridione. Nel mirino ci sono principalmente i negozi, che, con l’elusione dell’emissione di scontrini fiscali, evadono in maniera sottile, ma nello stesso tempo massiccia il Fisco. I finanzieri si sono adoperati a fermare i clienti, un gran numero dei quali è risultato sprovvisto di scontrino all’uscita dall’esercizio commerciale. Sono allora scattate le sanzioni: multe, miste, in qualche caso, a richieste di chiusura dell’attività, ove le irregolarità riscontrate fossero di una certa entità. Connotati da una pronta furbizia sono senza dubbio quei ristoratori che, al momento del conto, presentano ai clienti una ricevuta che, di fatto, non ha nessun valore fiscale; o chi, nascondendosi dietro ad una semplice e menzognera dimenticanza ( “Mi era sfuggito”), non emette alcuna ricevuta. Ma i nostri paesi sono pieni anche di commercianti che chiedono di battere uno scontrino di importo inferiore rispetto a quello effettivamente pagato dal cliente, rivolgendosi a questi ultimi a mò di cortesia, a cui i clienti, in primis quelli più affezionati, non sanno dire di no. Per fortuna, però, non manca il cliente che obietta a questo ingiustificato taglio nell’indicazione dell’importo versato, bloccando quella che è una vera e propria forma di evasione, seppure camuffata e dissimulata. Come non richiamare, poi, i casi in cui si viene a creare una sorta di “tacito accordo” tra il venditore e l’acquirente, qualora il secondo si trovi a dare il proprio consenso alla richiesta del primo di mettere quanto acquistato nella propria borsa, ove gli oggetti in questione siano di ridotte dimensioni. E’ questo un quadro che si ripete in ogni tipo di esercizio commerciale: dal semplice negozietto di biancheria ai supermercati di più vaste dimensioni, ai ristoranti, ai bars. Ma lo scenario non cambia se si volge lo sguardo verso i lavoratori ( artigiani, manovali..) che prestano la loro attività irregolarmente. E’ tutto un proliferare di muratori, imbianchini, idraulici in nero. La Gdf ha intensificato anche in tali settori i propri controlli, scovando percentuali importanti in tal senso. L’evasore fiscale è un pericolo per la società, tanto più in un momento, quale quello attuale, di crisi profonda e pregnante. L’ Agenzia delle Entrate definisce, attraverso una pubblicità televisiva, l’evasore un “parassita” che vive a spese di chi, invece, contribuisce onestamente alla spesa pubblica. La nostra Carta costituzionale, all’art. 53, recita : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Ma facciamo in modo che ciò venga messo in atto da ognuno, cominciando col premiare chi già lo fa. E chiediamo al Governo di leggere tale articolo in combinato disposto con l’art. 36 Cost, che prevede che il lavoratore abbia una retribuzione in grado di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Dunque, diamo, prima di tutto, ad ognuno la possibilità di vivere in maniera decorosa.
Morena Di Lonardo

Standard&Poor’s declassa anche la Campania

Scritto da: redazione gennaio - 30 - 2012 COMMENTI

standardpoorsLa scure di Standard & Poor’s si abbatte anche sulla Regione Campania. L’agenzia internazionale, infatti, ha deciso di tagliare il rating di tredici enti locali italiani, sulla scia del declassamento dell’Italia avvenuto lo scorso 13 gennaio.
Perché questa decisione? Ulteriore speculazione finanziaria? Sembrerebbe di no. Standard & Poor’s ha seguito una linea abbastanza logica, almeno stando dalla sua parte: il metodo è di non assegnare agli enti locali un rating maggiore di quello della Repubblica Italiana (BBB+). A quanto pare, sembrerebbe inevitabile il declassamento da A- a BBB+ messo in atto da S&P nei confronti di enti locali non economicamente autonomi dal proprio Stato.
Vediamo la scure di S&P quali enti ha penalizzato: sette le regioni interessate da nord a sud: Campania, Emilia-Romagna, Sicilia, Liguria, Marche, Umbria, Friuli-Venezia Giulia; cinque i comuni: Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova; la provincia di Roma.
In pratica, d’ora in avanti, i suddetti enti avranno maggiori difficoltà di accesso al credito.
Anche le previsioni negative (outlook) sono intimamente connesse a quello del rating sovrano. Di una stima più favorevole, infatti, può eventualmente beneficiare solo un ente locale che dipenda in misura marginale dai trasferimenti dello Stato. E che possa fare sfoggio, al contempo, di un’economia più vitale o di un’alta flessibilità finanziaria.

Fausto Farese

Italiani più poveri. Per Bankitalia lo è 1 italiano su 6

Scritto da: redazione gennaio - 25 - 2012 COMMENTI

imagescaphj9yv1Aumenta la povertà in Italia. Secondo uno studio condotto da Bankitalia, la quota di individui poveri (coloro che hanno un reddito equivalente inferiore alla meta’ della media) nel 2010 e’ stata pari al 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008.
L’ indagine è stato condotta sui bilanci delle famiglie italiane.
Spulciando tra i dati, si deduce che nel 2010 il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava piu’ che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia.

Allo stesso tempo però, nel 2010 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Il reddito equivalente, misura che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare, si è attestato sui 18.914 mila euro per individuo, un valore inferiore, in termini reali, dello 0,6 per cento a quello osservato con l’indagine sul 2008.
Studio di Bankitalia che si è spinto anche un po oltre nell’analisi. Dallo studio è risultato anche che le famiglie italiane sono proprietarie della casa nella quale vivono nel 68,4% dei casi mentre il 21% dei nuclei vive in affitto, il 7,4% occupa l’abitazione a uso gratuito, il 2,8% in usufrutto e lo 0,3% a riscatto. Lo si legge in una indagine Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane. Rispetto alla precedente indagine (nel 2008), si è leggermente ridotta la quota di famiglie in affitto e in proprietà o a riscatto (-0,3 punti percentuali ciascuna) a fronte di un corrispondente aumento della porzione di famiglie in usufrutto o a titolo gratuito (0,9 punti percentuali). Negli ultimi 30 anni si osserva una progressiva riduzione delle famiglie in affitto a fronte di una maggiore diffusione della proprietà. La proprietà dell’abitazione di residenza è maggiormente diffusa tra le famiglie il cui capofamiglia ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (79%) o è laureato (76,5%), tra le famiglie con due componenti (72,7%), tra quelle residenti nei comuni con meno di 20.000 abitanti (72,6%) o del Centro (70,5%); risulta inoltre positivamente correlata al numero di percettori di reddito e al reddito familiare. Il reddito individuale medio da lavoro (autonomo e dipendente) è inferiore per le donne (15.083 euro contro i 19.435 euro degli uomini) e nel Sud e nelle Isole (14.598 euro rispetto ai 18.996 del Centro e ai 18.673 del Nord). I laureati percepiscono in media un reddito da lavoro quasi doppio rispetto a quello delle persone prive di titolo di studio (23.835 rispetto a 12.428 euro). Il reddito da trasferimenti è pari in media a 10.672 euro, mentre quello da capitale a 7.699 euro.

Ciò che salta all’occhio è sempre più il sempre minore potere d’acquisto delle famiglie italiane, e la fascia “povera” che aumenta, purtroppo, sempre di più.

Tommaso De Feo

Polo Tessile Airola, chiesto incontro urgente con Caldoro e Vetrella

Scritto da: redazione gennaio - 23 - 2012 COMMENTI

airola_ppPresso la Sala Giunta della Rocca dei Rettori, si è svolta stamattina una riunione del Tavolo Inter-istituzionale, attivato dalla Provincia di Benevento, sulla vertenza occupazione del Polo Tessile di Airola.
All’incontro, convocato dal presidente Aniello Cimitile, hanno partecipato il viceprefetto vicario Rita Circelli, i senatori Cosimo Izzo e Pasquale Viespoli, i deputati Costantino Boffa e Mario Pepe, il consigliere regionale Umberto Del Basso De Caro, il sindaco di Airola Michele Napoletano, i rappresentanti di Confindustria Benevento Sergio Lucci, Francesca Zamparelli e Nicola Gargano, le segreterie provinciali e di categoria dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Nel corso della riunione, i presenti hanno preso atto dell’accordo, sottoscritto in sede di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 12 gennaio scorso, relativo alla concessione della CIG in deroga dal 1° gennaio al 30 settembre 2012 a favore dei lavoratori delle aziende “Tessival Sud Srl” e “Benfil Srl”, entrambe in liquidazione, ed in particolare hanno sottolineato l’importante e positivo contributo fornito dalla Regione Campania.
Il Tavolo, poi, ha dato mandato al presidente della Provincia di Benevento perché chieda un incontro urgente al presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e all’assessore regionale alle attività produttive, Sergio Vetrella, per un analogo e determinante contributo in merito alle possibilità di riconversione industriale dell’area e alle nuove prospettive di sviluppo e quindi al mantenimento dei livelli occupazionali. A tal proposito, il presidente Cimitile ha già inviato una nota al presidente Caldoro e all’assessore Vetrella per sollecitare la definizione di un incontro urgente al fine di concordare i prossimi passi concreti che consentano il raggiungimento di un Accordo di Programma finalizzato a tale riconversione dell’area.
Al termine della riunione, il Tavolo ha infine accolto la proposta dei sindacati affinchè la Regione Campania costituisca una Cabina di regia permanente sui temi dello sviluppo infrastrutturale del Sannio a partire dalla realizzazione della rete ferroviaria ad alta capacità Napoli – Bari e del raddoppio della strada statale Benevento – Telese – Caianello, opere necessarie per attrarre investimenti e consentire uno sviluppo armonico del territorio provinciale.airola-21airola-3

Istat: micro imprese in forte espansione

Scritto da: redazione gennaio - 19 - 2012 COMMENTI

azienda1 Sviluppo ed espansione di micro imprese sempre crescenti nella Penisola italiana. Un’indagine condotta dall’ Istat rivela come il nostro Paese sia ricoperto per la quasi totalità da società ed aziende di ridotte dimensioni. Infatti, costituiscono la percentuale maggiore le imprese che si servono, in media, di soli quattro addetti ai lavori. La situazione è più evidente al Sud. Il risultato è un proliferare di imprese di piccola entità, al punto che, ogni mille abitanti, operano 64 imprese. Una media sicuramente al di sopra dei livelli europei, al punto che l’Italia arriva a classificarsi, insieme al Portogallo, al penultimo posto nella graduatoria dell’ Europa dei 27 per dimensione di impresa. E’ quindi il nostro il Paese delle piccole imprese, ma vogliamo credere che sia anche il Paese delle grandi intelligenze e delle grandi potenzialità.

Morena Di Lonardo

Crisi. Il mattone si è fermato: crollano le richieste di mutui

Scritto da: redazione gennaio - 18 - 2012 COMMENTI

imagescacu1wuoEffetti di una crisi che non smette di tirare sul fondo un’economia oramai stremata. Ora a certificarlo ci sono la Banca d’Italia e l’Istat.
Il mattone non tira più. Crollano infatti le compravendite di immobili, e di conseguenza la richiesta di mutui e di finanziamenti in generale.
Cò che emerge dai dati di Banca d’Italia, nel terzo trimestre del 2011 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.374,82 milioni di euro, dato in forte calo rispetto allo stesso trimestre del 2010: un calo del -16,06 per cento.
C’è poi il capitolo mutui: vendite e acquisti di case continuano a scendere e di conseguenza crollano i mutui.
Stavolta a certificare la contrazione del mercato dei mutui è l’Istat, rogiti alla mano. I dati, infatti, si riferiscono alle elaborazioni degli atti notarili stipulati nel secondo trimestre dell’anno.
Le stipule di mutui infatti crollano, facendo registrare una pesante battuta d’arresto, pari all’ 8,1% su base annua. Un’inversione di tendenza rispetto ai primi tre mesi del 2011, quando il numero era risultato positivo (+2,0%).
Peggiore è la situazione dei mutui concessi ai giovani: secondo Mutui.it, comparatore online di mutui, i giovani meridionali sono quelli che incontrano le difficoltà maggiori di fronte all’acquisto di una casa. Analizzando le domande di mutuo prima casa arrivate negli ultimi mesi da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, infatti, si scopre che, nonostante la richiesta di preventivo da parte degli under 30 rappresenti il 18% del totale delle domande provenienti dal Mezzogiorno, purtroppo si stima che neanche il 3% delle richieste verrà accolto.

Per quanto riguarda il nostro territorio, è proprio dalla Campania che arrivano le richieste più elevate: 143.000€, che rappresentano il 72% del valore dell’abitazione che si intende acquistare; prevale, al solito, il tasso fisso (61%) su quello variabile (14%), mentre non si registrano cambiamenti per quel che riguarda durata ed età media al momento del preventivo di mutuo. Tra le province, a Napoli si chiede la somma più elevata (148.500€), seguita da Caserta (138.000€), Salerno (133.500€), Avellino (133.000€) e, infine, Benevento (130.500€).

Tommaso De Feo

Unioncamere: nel 2012 in Campania diminuzione Pil e aumento disoccupazione

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

futuro_pp1Quest’anno l’Italia andrà incontro alla recessione, con le variazioni di Pil che saranno precedute dal segno meno in tutte le regioni, la crisi potrebbe incidere anche aumentando i divari territoriali tra Centro-Nord e Sud. Secondo le previsioni di Unioncamere, la Campania calerà dello 0,9 %, a seguire le altre regioni Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La prima in graduatoria è il Piemonte con -0,5%. Per la Campania, si prevedono diminuzioni per quanto riguarda la spesa per consumi delle famiglie, investimenti fissi lordi ed esportazioni di beni verso l’estero. Continuerà ad aumentare il tasso di disoccupazione, arriverà al 15,3%, il tasso più alto delle regioni del Sud. Guardando la classifica delle province, per il valore aggiunto pro capite ai prezzi correnti nel 2012, la prima provincia campana è Salerno all’ottantasettesimo posto seguito da Avellino, Benevento, Napoli e Caserta. La provincia sannita è al novantatreesimo posto con il valore assoluto di 147070 e il nuovo indice 63,2, prima di Napoli novantaquattresima. In cima alla graduatoria Milano.

Enrico Pirone

Pmi in crisi. In Campania scomparse 2mila imprese nel 2011

Scritto da: redazione gennaio - 16 - 2012 COMMENTI

divario-nord-sudIl ciclone economico che ha colpito l’Italia si è abbattuto soprattutto sul Mezzogiorno. È in particolare la Campania a soffrire di più con 2mila aziende in meno rispetto al 2010. Il settore più in crisi è quello dei commercianti. I dati estratti da uno studio di Movimprese parlano chiaro: dall’inizio dell’anno hanno cessato l’attività 11.928 imprese, compensate solo in parte da 9.987 nuovi soggetti. In particolare, sono i dettaglianti ad avere la peggio, messi in difficoltà anche dal mercato nero, dalla contraffazione e dall’emergenza rifiuti. Seguono a ruota i grossisti e - a sorpresa - i ristoratori che finora avevano affrontato la crisi senza particolari problemi. Le aree più in difficoltà sono l’abbigliamento, dove anche i saldi stanno andando male, e i negozi di articoli da regalo. Restano a galla solo quelli che si rivolgono a una fascia di clientela medio-alta. Ai problemi di scarse vendite, inoltre, si aggiungono quelli legati all’indebitamento. Per far fronte alle spese, infatti, sono sempre di più le aziende che ricorrono a prestiti ma che poi, impossibilitate a rispettare le scadenze, si vedono revocare fidi e finanziamenti.
Più fallimenti, meno capitale a disposizione, meno aziende in crescita. Questo il quadro presentato dal ministero dell’Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali per i redditi dell’anno 2009. “La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società in situazione di fallimento (+61,67%) o estinte (+52,08%)”, si legge in una nota. La situazione di “congiuntura negativa si riflette inoltre sulla quota di società in utile, calate di oltre due punti percentuali (ora al 57,9%) e, conseguentemente, aumenta il numero dei contribuenti in perdita (37%, contro il 35% del 2008)”.
I piccoli imprenditori raccontano di situazioni altamente critiche, la crisi economica sta colpendo il mondo dell’impresa nel suo complesso e quello delle piccole e medie aziende è fra i settori che maggiormente soffrono. Un problema serio, se si considera che le Pmi sono la spina dorsale del panorama produttivo italiano. Ci sono molti racconti di imprenditori che hanno, o avevano (perché hanno già chiuso) aziende nei settori che rappresentano il fiore all’occhiello del Made in Italy o dell’industria dei servizi: tessile, calzature, turismo.
Le maggiori cause
Nel mirino i rapporti con le banche, che magari negli anni di crescita mostravano disponibilità o addirittura proponevano finanziamenti alle aziende, e che oggi chiudono i rubinetti e chiedono di rientrare.
Ma anche lo Stato, che impone un’eccessiva pressione fiscale e soprattutto è un pessimo pagatore. Del resto, il ritardo nei pagamenti della PA è cosa nota: in Italia, al termine contrattuale di 90 giorni si somma un ritardo medio di altri 90 giorni, per un totale di 180 giorni, il che rende la nostra PA la peggiore d’Europa.
In alcune zone, come il Sud Italia, la PA è il cliente prevalente delle imprese, nel Nord e nel Centro, invece, i clienti sono soprattutto privati. E anche qui, la situazione è difficilissima, anche perché le azioni legali sono costose e spesso inefficaci.
La richiesta di velocizzare, per legge, almeno i pagamenti del pubblico arriva da più parti. E succederà nel giro di un anno, perché entro il 2013 l’Italia deve recepire la direttiva europea che limita a 30 giorni, estendibili a 60, il tempo massimo di pagamenti fra pubblico e privato.

Fausto Farese

Focus lavoro nero. A Benevento irregolare il 77% delle imprese ispezionate

Scritto da: redazione gennaio - 12 - 2012 COMMENTI

lavoro-nero_ppL’attività di vigilanza e contrasto al lavoro nero svolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Benevento nel corso del 2011 ha prodotto cospicui risultati. Difatti i dati elaborati in forma aggregata evidenziano che nel periodo in questione le aziende irregolari ai controlli sono state 1.289, che rappresentano il 77% rispetto al totale di 1.673 aziende ispezionate.
Estremamente significativo in proposito è risultato essere il numero dei lavoratori irregolari scoperti nel corso di questi controlli: ben 1.876 in totale. Di questi, inoltre, sono stati rinvenuti intenti al lavoro 470 lavoratori totalmente “in nero” (25%), e cioè privi della benché minima copertura previdenziale ed assicurativa prevista in caso di infortunio sul lavoro.
Uno strumento di particolare rilievo nella lotta al lavoro nero è rappresentato dal provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, qualora venga accertato l’impiego di lavoratori “in nero” in misura non inferiore al 20% del personale presente sul luogo di lavoro. A questo riguardo, nell’anno appena trascorso, sono stati adottati 108 provvedimenti di sospensione dell’attività in tutta la Provincia di Benevento. Le violazioni in materia di orario di lavoro sono state 182, 204 quelle in materia di appalti illeciti e fenomeni interpositori di manodopera, mentre in materia di sicurezza sul lavoro le violazioni prevenzionistiche nel solo settore dell’edilizia sono state 759. Il totale degli importi introitati per le sanzioni irrogate è stato pari ad € 999.819, mentre per contributi e premi evasi sono stati recuperati 1.025.421 €. Sono stati, infine, emessi 1.526 provvedimenti di interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio nei riguardi di altrettanti lavoratrici
L’intento di arginare il fenomeno del lavoro nero o irregolare e la necessità di recuperare l’ingente gettito sottratto alla contribuzione fiscale, previdenziale ed assicurativa ha così orientato la programmazione dell’attività di vigilanza della Direzione Territoriale del Lavoro di Benevento, sovente effettuata in congiunta con i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, verso settori produttivi quali l’edilizia, l’agricoltura, i pubblici esercizi, il tessile e i servizi di logistica che, statisticamente, risultano tra quelli col più cospicuo tasso d’irregolarità accertata e con la maggiore incidenza d’infortuni sul lavoro.
Per il 2012 l’attività di vigilanza prevede 1.350 accessi ispettivi, 950 dei quali nell’ambito dell’attività di contrasto al lavoro nero in quei settori che hanno già formato oggetto di una preventiva analisi di intelligence da parte della Direzione Territoriale del Lavoro.

Airola. Vertenza Polo Tessile: domani al Ministero del Lavoro anche Regione Campania

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

crisi-polo-tessile_ppIn un comunicato diffuso per mezzo stampa, l’Assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi, annuncia la partecipazione all’incontro di domani presso il Ministero del Lavoro, per discutere della vertenza Polo Tessile di Airola.
“Dopo aver consentito l’avvio della nuova fase di rilancio dell’area, con la delibera dello scorso mese di settembre di individuazione di quel territorio come area di crisi, la Regione Campania - ha spiegato - all’incontro ribadirà la disponibilità a garantire, per l’intero 2012, la cassa integrazione guadagni in deroga.
Quello di domani rappresenta un fondamentale passaggio intermedio per garantire ai circa 400 lavoratori degli ex stabilimenti Benfil e Tessival il sostegno per il tempo occorrente a consentire l’avvio di nuove attività produttive, nelle quali possano trovare definitiva ed utile collocazione proprio quei lavoratori che hanno già sofferto duramente”.

Si spera comunque in una risoluzione veloce e giusta, nell’interesse collettivo.

Tommaso De Feo

Sannio, consumi in calo. Giù anche il reddito medio

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

imagescaom04z8La crisi si fa sentire nelle tasche delle famiglie beneventane. A dirlo è l’Osservatorio di Findomestic Banca, che annualmente stila un’analisi dei consumi in Italia. Il crollo dei beni di consumo è stato evidente, e Benevento si attesta, tra le 5 province campane, al penultimo posto, davanti a Caserta.
Nel 2011 le famiglie campane hanno subito la maggiore stretta sul mercato dei beni durevoli (-10%). Si è registato però un incremento del reddito pro capite regionale, che si è stabilizzato a quota 12.682 €, ma comunque minore rispetto a quello nazionale.
Quanto all’articolazione della spesa, questa è rappresentata per quasi il 30% da mobili e complementi d’arredo, per il 28,8% da auto usate, per il 22,5% da auto nuove e per il 7,3% da elettrodomestici bianchi e piccoli.
A livello provinciale, la forbice del reddito pro capite va dagli 11.341 € di Caserta ai 13.089 € di Napoli. Entrambe le province vedono riconfermato la propria posizione all’interno della classifica regionale, rispettivamente come ultima e come prima. Benevento, con i suoi 12.765 € a testa, è quella che più si avvicina al dato mediano.
Il mercato automobilistico, con riferimento alle auto nuove, ha registrato l’immatricolazione di 62.717 mezzi, con una spesa media per famiglia pari a 388 € (678 quella media nazionale). Sul fronte dei volumi di acquisto, in provincia di Napoli la spesa complessiva per auto nuove è stata pari a 417 milioni (erano 565 nel 2010), a Salerno è stata di 159 (207 nel 2010), a Caserta di 136 milioni (contro 181 dell’anno precedente), ad Avellino di 70 (erano 89 nel 2010) e a Benevento di 43 (a fronte dei 57 relativi ai 12 mesi precedenti).
Per quanto riguarda le moto, la diminuzione di vendite maggiore, in termini proporzionali, interessa il Casertano (-32%). A seguire, in ordine decrescente, Salerno (-28,7%), Avellino (27,9%), Benevento (26,9%) e Napoli (-26,7%).
Nel corso del 2011 i campani hanno comperato elettrodomestici bianchi e piccoli per un totale di 269 milioni. Al primo posto Napoli (143 milioni), seguita da Salerno (51), Caserta (41), Avellino (21), Benevento (13). Cifre che sono mediamente inferiori del 5,8% rispetto all’anno precedente, con la variazione media per famiglia che si è attestata su un valore ancora più basso: - 6,7%. Per quel che riguarda gli elettrodomestici bruni, la spesa totale è stata di 215 milioni (era stata di 253 nei 12 mesi precedenti), così distribuita: 115 milioni per Napoli, 41 per Salerno, 33 per Caserta, 16 per Avellino e 10 per Benevento.
Il comparto informatica, infine, ha registrato una spesa totale di 90 milioni, inferiore di 9,7 punti percentuali a quella
del 2010 (100 milioni). L’articolazione provinciale delle vendite vede sempre Napoli al primo posto con 48 milioni, poi
Salerno (17 milioni), Caserta (15 milioni), Avellino (7 milioni) e Benevento (4).

Dati che fanno pensare ad una evidente contrazione degli acquisti dovuta probabilmente da un diminuito potere d’acquisto delle famiglie beneventane. Si tratta comunque di cifre significative, dalle quali bisogna agire per mettere in moto la nostra economia e creare quindi benessere diffuso.

Tommaso De Feo

Lotta all’evasione: anche in Campania operazioni a tappeto della GdF

Scritto da: redazione gennaio - 11 - 2012 COMMENTI

mailIl 2012 si annuncia sicuramente come l’anno della massiccia lotta all’evasione fiscale.
Si notano infatti i sempre più frequenti blitz della Guardia di Finanza e dei tecnici dell’Agenzia delle Entrate.
E mentre il Governo batte il pugno con gli evasori e fa sentire il proprio ruggito, non fanno per niente scalpore e non sorprendono affatto, i dati secondo cui la nostra sia una tra le regioni “al top” per l’evasione fiscale. E il nostro territorio non è da meno.
Testimonianze concrete sono i blitz portati a termine dalla Guardia di Finanza oggi dalle tenenze di Montesarchio e Salerno, in cui sono stati sequestrati in totale, beni per oltre 2 milioni di euro.
In particolare si tratta di sequestri portati a termine dalla Guardia di Finanza di Salerno, nell’ambito di un’indagine finalizzata all’individuazione di patrimoni illeciti ed al contrasto del reato di usura. Per quanto riguarda l’Irpinia, l’operazione ha avuto ad oggetto i beni di proprietà del principale destinatario dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria (identificato per l’imprenditore edile A.A.), ed, in particolare, un immobile ubicato in Senerchia (AV), un casolare rustico che, da un punto di vista cartolare, risultava invece essere un avviato agriturismo, utilizzato dal soggetto denunziato onde far risultare dei costi in realtà inesistenti. Nel corso della medesima operazione, sono stati anche sottoposti a sequestro preventivo altri immobili ubicati in san Martino Valle Caudina, beni che erano riconducibili al suddetto imprenditore edile ancorché ufficialmente intestati ad un prestanome (identificato per tale P.E.) che si è visto notificare nella mattinata di ieri i provvedimenti di sequestro.
Mentre è di questa mattina l’operazione portata a termine dai militari della Tenenza di Montesarchio in cui è stato deferito all’Autorità Giudiziaria un professionista 62enne, in attività da oltre vent’anni anni, reo di aver sottratto all’imposizione diretta e all’imposta regionale sulle attività produttive oltre un milione di euro.

Tommaso De Feo

Irisbus: Marchionne ci scherza su.. e gli operai rispondono a tono

Scritto da: redazione gennaio - 10 - 2012 COMMENTI

irisbus2C’è qualcuno che scherza sul destino di 700 famiglie. Puntuale arriva infatti la replica degli operai della Iribus, dopo l’infelice battuta di ieri di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, che dichiarava da New York, a proposito della sua possibile successione: “Nulla succederà prima del 2015. A meno che io non venga investito da un autobus”. A parlare è Silvia Curcio, rappresentante e operaia della Iribus di Flumeri (Avellino): ”Marchionne, probabilmente lei ha avuto un lapsus freudiano. Alla sua battuta qualcuno avrebbe concluso facilmente che l’autobus da lei evocato potrebbe essere marchiato Irisbus, pensando allo stabilimento di FLUMERI(AV) , (anche se lei non sa nemmeno dove si trova!). Sappia però che è la sua coscienza ad avere dei rimorsi, perché noi non le auguriamo la morte (dato che la violenza non ci appartiene) ma anzi di vivere a lungo per scontare in vita le sue nefandezze perché è lei che ha decretato la morte dell’unico stabilimento italiano manifatturiero, che produce autobus ecosostenibili; senza pensare che dietro quei numeri di matricola c’erano circa 2.000 famiglie con l’indotto. Si ricordi che lei potrà pur essere un uomo di successo ma non sarà mai un uomo di valore”.

Questa la pesante presa di posizione degli operai Irisbus.

Tommaso De Feo

Redditometro. Benevento “milionaria”: si immatricolano più auto che a Milano

Scritto da: redazione gennaio - 10 - 2012 COMMENTI

imagescauf6z6sArriva il redditometro. Da quest’anno nulla più sfuggirà ai “segugi” dell’Agenzia delle Entrate. Per il 2012 infatti si dà il via a un tipo di accertamento sintetico: il Fisco presume, sulla base del tenore di vita del contribuente, l’ammontare del reddito. Ma se c’è una differenza notevole tra queste due voci, scatta l’accertamento. Infatti, l’Agenzia delle Entrate interviene solo se questa differenza è superiore al 20%.
Ecco l’elenco dei beni presi in considerazione dal redditometro 2012:
Abitazioni:
• abitazione principale
• altre abitazioni
• mutui
• ristrutturazioni
• intermediazioni immobiliari
• collaboratori domestici
• elettrodomestici
• apparecchiature elettroniche
• arredi
• energia elettrica
• telefonia fissa e mobile
• gas
Mezzi di trasporto
• automobili
• minicar
• caravan
• moto
• natanti ed imbarcazioni
• aeromobili
• mezzi di trasporto in leasing o noleggio
Assicurazioni e contributi previdenziali:
• responsabilità civile
• incendio e furto
• vita
• danni
• infortuni
• malattia
• altro
• contributi obbligatori
• contributi volontari
• previdenza complementare
Istruzione:
• asili nido
• scuola per l’infanzia
• scuola primaria
• scuola secondaria
• corsi di lingue straniere
• soggiorni studio all’estero
• corsi universitari
• tutoraggio, corsi di preparazione agli esami
• scuole di specializzazione
• master
• canoni di locazione per studenti universitari
Attività sportive e ricreative:
• attività sportive
• circoli culturali
• circoli ricreativi
• cavalli
• abbonamenti pay tv
• giochi on line
• abbonamenti eventi sportivi e culturali
• viaggi organizzati
• alberghi
• centri benessere
• altri servizi per la cura della persona
Altre spese significative:
• altre spese significative
• oggetti d’ arte o antiquariato
• gioielli e preziosi
• veterinarie
• donazioni in denaro a favore di onlus e simili
• assegni periodici corrisposti al coniuge
• donazioni effettuate
Investimenti mobiliari e immobiliari:
• fabbricati
• terreni
• natanti ed imbarcazioni
• autoveicoli
• motoveicoli
• caravan
• minicar
• aeromobili
• azioni
• obbligazioni
• conferimenti
• quote di partecipazione
• fondi d’investimento
• derivati
• certificati di deposito
• pronti contro termine
• buoni postali fruttiferi
• conti di deposito vincolati
• altri prodotti finanziari
• valuta estera
• oro
• numismatica
E’ curioso scoprire inoltre, che dai primi rilievi effettuati, a Benevento, al 94° posto nella classifica dello scostamento tra reddito pro capite (12.144,1) e benessere espresso, vengono immatricolate più auto che nelle prime tre città della lista (Bolzano, Bologna e Milano), si amano le vetture di lusso. Il Sannio vanta anche un maggior numero di abitazioni di pregio rispetto alla provincia di Pavia.

Tommaso De Feo

Focus lavoro. Sud sempre più “precario”: contratti atipici in forte aumento

Scritto da: redazione gennaio - 10 - 2012 COMMENTI

imagesca4k3i90Italia precaria: aumentano i contratti atipici a danno dei giovani, soprattutto al Sud. È quanto emerge dall’indagine Isfol Plus sull’offerta di lavoro.
Il 12,4% dei lavoratori italiani ha un contratto atipico (non disciplinati dal diritto civile ma creati ad hoc dalle parti).
A farla da padrone su questo fronte è il Sud: il 14,2 per cento dei residenti, infatti, è coinvolto nella tipologia di lavoro ‘non standard’. L’incidenza di occupazioni atipiche è decisamente sbilanciata per età, a danno soprattutto dei giovani: solo il 54% dei 18-29enni è infatti assunto a tempo indeterminato (contro la media nazionale, che include ogni fascia di età, del 65,5%) e quasi il 25% è atipico. Le donne (15,5%), i laureati (17,8%), oltre ai residenti nelle regioni meridionali, sono più coinvolti nel lavoro non standard.

Tommaso De Feo

Fisco, Agenzia entrate scatenata. Ma il Lef denuncia: meno controlli dal 2007

Scritto da: redazione gennaio - 5 - 2012 COMMENTI

imagescaikwzqgIl blitz di questi giorni nella località di villeggiatura invernale, Cortina, da parte dei segugi dell’Agenzia delle Entrate, ha evidenziato la particolare efficacia dei sui scontrini fiscali.

Controlli che in questi ultimi anni, sono però diminuiti.
A dirlo è l’associazione per la legalità e l’equità fiscale (Lef): nel 2007 l’Agenzia delle entrate fece 84.091 controlli, poi la discesa progressiva fino al 2010 quando sono stati solo 4.788.
Passo indietro sorprendente, su un controllo che ha invece evidenziato la sua efficacia.

Il governo Monti infatti, è deciso a combattere l’evasione fiscale nel modo più semplice, ma che è anche il più concreto: controlli a tappeto e a sorpresa in località rinomate del nostro BelPaese.
Del resto, i segugi sanno molto bene dove scovare i veri evasori.

Tommaso De Feo

Airola. Vertenza Polo tessile: 12 gennaio riunione a Roma

Scritto da: redazione gennaio - 5 - 2012 COMMENTI

images55La sigla sindacale Ugl, attraverso una nota diffusa in mattinata, ha voluto precisare la sua posizione in merito alla questione della vertenza del Polo tessile di Airola, non evitando polemiche sugli asti tra le diverse sigle sindacali.
Ecco la nota in versione integrale.
“Si precisa che, nei nostri precedenti comunicati, è stata portata avanti un’illustrazione assolutamente tecnica dell’accordo relativo alla procedura di cassa integrazione e mobilità firmato con la Benfil e Tessival Sud il 14 ottobre scorso, contestato dalle altre tre sigle sindacali.
Si ribadisce che tale accordo al fine di garantire tutti i lavoratori del Polo Tessile di Airola, prevede l’impegno da parte delle due società a richiedere ulteriori casse integrazione e ammortizzatori sociali, in base ai finanziamenti del Governo e la possibilità, per coloro che ne avessero interesse, a essere collocati subito in mobilità senza ricorso ad ulteriore cassa integrazione.
Tale accordo rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’interesse della Ugl alla salvaguardia dei lavoratori e dei posti di lavoro del Polo Tessile di Airola.
Di fronte all’augurio dell’Ugl affinché per il 2012 tutti gli attori sociali si impegnino di più nel tutelare gli interessi reali della collettività ed a tralasciare polemiche e offese infondate e controproducenti, le tre sigle affermano che grazie alla responsabilità confederale di Cgil, Cisl e Uil, è stato possibile senza alcun merito politico, che la stessa Ugl sedesse ai tavoli delle trattative istituzionali.
L’affermazione non appare veritiera sia per la presenza costante dei parlamentari sanniti e dell’ex sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, alle varie riunioni, sia con riferimento alla possibilità della presenza dell’Ugl grazie alla loro azione, in quanto la partecipazione della scrivente organizzazione sindacale, legittimamente presente alle iniziative istituzionali è stata sempre contestata dalle tre sigle sindacali”.
“Senza alcuna polemica - prosegue la nota sindacale - l’Ugl spiega semplicemente che è stata sempre attiva per la questione del Polo Tessile di Airola, ha partecipato a tutti gli incontri tenutesi in ogni sede e aventi ad oggetto la questione dei lavoratori della Benfil e Tessival, nonostante le infondate e ingiuste contestazioni delle altre tre sigle sindacali che lamentavano la presenza dell’Ugl e chiedevano di trattare la questione con tavoli separati.
Richieste giustamente rifiutate anche dal prefetto di Benevento, dal presidente della Provincia, Aniello Cimitile, nonché dalla delegazione politica presente alle riunioni.
E’ noto e risaputo che l’Ugl non ha mai fatto polemiche o strumentalizzazioni in nessuna circostanza, ed è stata sempre disponibile al dialogo per la riconversione industriale del Polo tessile di Airola.
E’ doveroso precisare, in risposta al loro comunicato in cui si ironizza la previsione di anticipo della manovra del Governo Monti, che l’Ugl non hai mai vantato alcun titolo né di Cassandra né di indovino, ma semplicemente ha sempre agito tenendo conto delle realtà esistenti e delle varie riforme che si sono succedute in questi pochi mesi e negli ultimi anni.
Inoltre non sembra opportuno appropriarsi di meriti non propri.
Infatti le lettere di licenziamento, che a quanto scrivono gli altri sindacati sono state bloccate il 10 dicembre scorso grazie al loro intervento, in realtà non sono state inviate esclusivamente perché vi è stato sia l’intervento del sindaco di Airola, che ha telefonato al senatore Viespoli, sia l’intervento del rappresentate delle aziende Tessival e Benfil, che ha sollecitato Mastropietro della Direzione Generale del Lavoro, i quali hanno dato con immediatezza disponibilità ad affrontare il dramma dei lavoratori del Polo Tessile di Airola.
L’auspicio manifestato da parte delle tre organizzazioni sindacali affinché ci sia un confronto dialettico privo di acredine e astio che non faccia indebolire le attività sindacali, sembra dimostrare che finalmente è stato recepito l’invito sempre manifestato dalla Ugl a guardare ai problemi reali del mondo del lavoro, senza sprecarsi in critiche inutili dettate solo dall’astio ingiustificato verso le diverse sigle di appartenenza. Tale auspicio dovrebbe trovare riscontro alla prossima riunione preso il Ministero del Lavoro del prossimo 12 gennaio, dove tali sindacati, se ricorderanno quanto riportato agli organi di stampa, tratteranno la questione del Polo Tessile di Airola congiuntamente alla Ugl che è un sindacato dei lavoratori fatto da lavoratori e ampiamente rappresentativo”.
Si spera comunque in una soluzione, ancora una volta, per l’ennesima crisi industriale del nostro territorio, sempre più svalorizzato e svilito.

Tommaso De Feo

Ricchezza: Sannio tra le ultime dieci province italiane

Scritto da: redazione gennaio - 4 - 2012 COMMENTI

imagescaphj9yvCon 14.707 euro procapite, Benevento è 93esima su 103 province. E’ la dura realtà presentata da Unioncamere relativamente al livello di ricchezza atteso per il 2012.
Una classifica, che colloca tristemente Benevento agli ultimissimi posti tra le province italiane. La previsione per il Sannio nel 2012 si attesta su un valore aggiunto pro capite di 14.707 euro, inferiore alla media delle regioni meridionali (15.514 euro) e decisamente al di sotto del saldo nazionale (23.280 euro).
Ma la media regionale non consola affatto: è peggiore di quella sannita con 14.540 euro. La “migliore” tra le province campane è Salerno che comunque non va oltre la posizione numero 87 con una media di 15.235 euro, seguita a ruota da Avellino (88esima) con 15.162 euro. Ancor peggio di Benevento fanno Napoli (94esima con 14.595 euro) e Caserta che chiude la graduatoria nazionale con 13.002 euro pro capite.

Tommaso De Feo

Saldi: in Campania si parte il 5 gennaio

Scritto da: redazione gennaio - 3 - 2012 COMMENTI

saldiiiiiAncora pochi giorni e comincerà la stagione dei saldi invernali. La partenza, infatti, è prevista in tutta Italia tra il 5 e il 7 gennaio, ad eccezione delle regioni Basilicata e Sicilia dove è cominciata il 2 gennaio. Tutto ciò sulla carta. In realtà, secondo una verifica a campione effettuata dalla Codacons nelle città di Roma e Milano, i saldi sono già in corso: riguardano l’80% dei negozi della capitale e il 75% di quelli milanesi. Pratiche scorrette che ogni anno si ripetono: da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina rischiando la multa, a chi invia ai clienti sms, lettere, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’acquisto.
I saldi rimangono comunque un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra. I primi hanno l’occasione per immettere sul mercato la merce in magazzino, i secondi per acquistare a prezzi molto convenienti.
Anche Benevento si prepara ai saldi e Confesercenti spera di cambiare il trend negativo che ha caratterizzato l’intero autunno. “Per i saldi – afferma Gianluca Alviggi, Presidente Confesercenti Benevento – le attese non sono delle migliori, a Benevento come nel resto del Paese. La crisi è reale e i consumatori acquisteranno di meno rispetto agli altri anni. Credo che la stagione dei saldi sarà un flop, come del resto l’intero anno appena trascorso. I saldi, però, sono sempre un’opportunità e per i consumatori e per i commercianti da non sottovalutare. Spero che gli sconti, contrariamente alle mie ipotesi, portino un po’ di ossigeno a tanti esercenti in difficoltà.”

Fausto Farese



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