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Calendario macro della settimana, i market mover da ricordare

euroLa prossima sarà una settimana ricchissima di avvenimenti da non perdere. Ecco i principali market mover che vi consigliamo di tenere sotto controllo per poter orientare sempre più compiutamente le vostre scelte di investimento.

Lunedì 6 ottobre

In Germania si pubblicano i dati sugli ordini industriali, visti correggere del 4,2% su base mensile ad agosto, dopo l’incremento del 4,6% di luglio (dovuto a una commessa di elevato valore unitario di beni capitali).

Martedì 7 ottobre

Sempre in Germania la produzione industriale è vista correggere di 1,4% m/m ad agosto dopo il +1,9% m/m di luglio, gonfiato da fattori eccezionali quali il minor numero di giorni di vacanza scolastica e la chiuisura degli stabilimenti automobilistici.

Mercoledì 8 ottobre

In Spagna la produzione industriale è vista in aumento di 0,6% a/a ad agosto da un precedente 0,8% a/a, in linea con le indicazioni dall’indagine PMI. La dinamica annua dovrebbe accomodarsi su una crescita mensile dello 0,3% su base mensile. Negli Stati Uniti la Fed pubblicherà i verbali del FOMC di settembre, che potrebbero riportare una dispersione di opinioni interne al Comitato sui tempi del primo rialzo.

Giovedì 9 ottobre

In Germania il saldo di bilancia commerciale, aggiustato per gli effetti di calendario, potrebbe peggiorare ad agosto a 15,5 miliardi di euro da un precedente 23,4 miliardi. In Francia il saldo di bilancia commerciale è visto in lieve miglioramento in agosto a -53 miliardi di euro dal momento che dopo il forte calo del mese di luglio le esportazioni dovrebbe almeno rimanere stabili sul mese.

Venerdì 10 ottobre

In Francia la produzione industriale è vista in calo di 0,5% m/m ad agosto dopo il -0,3% m/m. In Italia, invece, la produzione industriale potrebbe rimbalzare ad agosto, probabilmente di 0,3 – 0,4% m/m, dopo il calo di un punto percentuale registrato a luglio. Negli Stati Uniti i prezzi all’import a settembre sono attesi in calo di -0,9% m/m, dopo una contrazione analoga ad agosto, sulla scia del calo del prezzo del petrolio e del rafforzamento del dollaro.

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