Montesarchio. Installato un ripetitore per la telefonia, i cittadini si ribellano
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Con lo sviluppo tecnologico si sono aggiunti ai campi elettromagnetici da sempre presenti sulla Terra i campi prodotti da ripetitori tv, antenne dei telefoni cellulari, elettrodotti e in generale dagli apparecchi alimentati da energia elettrica. Tutto ciò contribuisce allo sviluppo dell’inquinamento elettromagnetico, chiamato anche elettrosmog.
Una società di telecomunicazioni è stata autorizzata ad installare un’antenna di telefonia mobile in via A.Dominici, ex via Marchetiello, in una zona con un’alta concentrazione di abitanti.
La preoccupazione maggiore è dei residenti della zona, consapevoli dei danni che l’installazione di tale antenna può arrecare all’ambiente e alla salute, a causa dell’inquinamento elettromagnetico che essa produce.
Le società riescono ad installare ormai queste antenne dappertutto su tetti privati, edifici pubblici, e terreni. Le persone che le fanno impiantare accettano solo perché, le società concedono cospicue somme di denaro e poi i cittadini ne rispondono con la salute.
Gli abitanti e i medici della cittadina, già da anni denunciano l’alto numero di mortalità a causa di tumori. Queste antenne, in particolare, hanno un effetto di crescita della leucemia e dei linfomi. Gli abitanti dell’edificio dove viene installata l’antenna, sono meno esposti a onde elettromagnetiche, rispetto ai residenti delle abitazioni vicine.
Ci sono tantissimi studi in corso su questi effetti che causano l’ inquinamento e sulle conseguenze che incidono sulla salute umana. La realtà di un rischio importante per la salute è però tutt’oggi ambigua, al punto che alcuni reputano l’intero problema come il frutto di una preoccupazione immotivata.
La Costituzione italiana e quelle di altri Paesi affidano la gestione del territorio alle amministrazione locali. L’installazione di apparati di radiotelecomunicazioni è parte di queste scelte di gestione.
Marino Russo


















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