L’economia sannita? “Eppur si muove”….
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Mentre gli indici occupazionali continuano a scendere e sempre più lavoratori sono in mobilità e senza cassa integrazione, anche per il Sannio sembra profilarsi all’orizzonte una ripresa. Lentissima. Scorrendo i dati rilevati dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che raccoglie a cadenza trimestrale il quadro dei fabbisogni di manodopera a livello provinciale, sono 610 le assunzioni che le imprese beneventane e dell’hinterland hanno in programma nel trimestre luglio-settembre 2011, di queste, 530 sono di carattere non stagionale.
Un segnale debole ma incoraggiante, soprattutto se letto alla luce della situazione nazionale dove, per lo stesso periodo, sono 162.600 le assunzioni attese e di queste 11.830 sono nella sola Campania. Napoli è la città più attiva della Regione con la previsione di chiusura di 6.770 contratti a tempo indeterminato. Rispetto allo stesso periodo del 2010 l’Italia può contare su 23mila assunzioni in più. È evidente quindi, che le imprese stanno puntando ad investire e a rafforzare la struttura operativa per aumentare poi la produzione.
Tra figure professionali più richieste troviamo gli operai specializzati (33.500) e i conduttori di impianti, 62.000 sono invece gli addetti qualificati nelle attività commerciali e nei servizi. Notevole è anche la domanda di tecnici (22.500) e di professionisti ad elevata specializzazione (6.300).
Si aprono spiragli anche per i giovani meno che 30enni: a loro sono destinati almeno 64mila posti (quasi il 40% del totale) ma, dato che la ripresa non è ancora stabilizzata, abbiamo una netta prevalenza di contratti a termine (38.200 saranno a tempo determinato o stagionali) rispetto a quelli a tempo indeterminato (16.400 assunzioni) o con contratto di apprendistato (7.200).
Inoltre, almeno un’assunzione su 5 sarà espressamente destinata alle donne, mentre fino a circa 25mila posti di lavoro saranno occupati da lavoratori stranieri. E se in questo trimestre, considerando solo le entrate non stagionali, le chance maggiori riguarderanno soprattutto chi ha un diploma o una qualifica professionale piuttosto che i laureati, si alzano le quotazioni per alcune professioni considerate “introvabili” dalle imprese. Si tratta dei tecnici dell’industria e del marketing tra le professioni ad elevata specializzazione, e, tra le professioni operaie, quelle degli specializzati nel settore metalmeccanico. In tutti questi casi, a giudizio delle imprese, più di mille unità sono davvero di difficile reperimento.
Roberta Buonopane


















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