“Faremo a Benevento la scuola di magistratura”. Parola di Alfano. Il ministro della giustizia ha rifiutato domande sugli attacchi di Berlusconi ai giudici
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“A Benevento la scuola di magistratura si farà”, è la promessa con cui il ministro della giustizia Angelino Alafano si è presentato, verso pranzo, alla kermesse messa su dal Pdl locale presso il Museo del Sannio. In testa De Girolamo e Tibaldi, il ministro ha diviso la platea con il governatore Stefano Caldoro, che ha dato rassicurazioni sull’impegno della Regione per Benevento. Però di fronte alla domanda di commento delle ultime esternazioni di Berlusconi sui magistrati non ha risposto. (Un ministro della giustizia. Si, è proprio così). Intanto, si inseguono voci sulla venuta del premier in città per la chiusura.
Ad aprire le danze Tibaldi, che ha ricordato a Caldoro i vari “scippi” fatti alla provincia di Benevento negli anni scorsi, torti che la sua legislatura, secondo il candidato, dovrebbe risanare: “Ci hanno levato l’autostrada, l’acquedotto, la scuola di sottufficiali dei Carabinieri. Difendeteci voi, non ci fate levare più nulla”. Caldoro ha detto di sentirsi a casa e di impegnarsi per mettere Benevento al centro della Regione: “Tutta la Campania sarà coinvolta nel Forum delle Culture, così come sarete raggiunti, insieme agli altri cinque capoluoghi, dalla banda larga, l’autostrada del futuro. E stiamo lavorando per le industrie aerospaziali e dell’automobile da mettere in provincia, così come per le tangenziali interne”. Caldoro non sa che stamane si era parlato, proprio da parte del Pdl, di abbatterne una. Mentre sull’annosa storia dell’enoteca regionale, risponde con un salomonico “non ci sarà più una sola enoteca ma cinque provinciali”. Alfano, dopo aver stuzzicato la De Girolamo con un benevolo “rompiscatole”, dileggia la sinistra che “riesce a cadere anche quando è all’opposizione” mentre promuove la Giunta Caldoro come “boccata di aria fresca”. Poi fa una gaffe, sempre ricostruendo la storia delle sconfitte del Pd, vittima “di una psicanalisi colettiva”. Si dice psicosi, lo sanno tutti. Come tutti sanno che un ministro della Giustizia dovrebbe rispondere alle domande che i giornalisti cordialmente gli rivolgono. Specie all’indomani di dichiarazioni forti del presidente del consiglio sulla magistratura, definita colpevole dell’emergenza rifiuti. Insomma, l’unica volta che viene a Benevento è legittimo chiedere lumi. Lui dichiara, alla terza sollecitazione, ”già ho risposto a Napoli, su questo argomento”. Già, ma Napoli è lontana, caro ministro. Fino a là i nostri lettori non sentono.
Giovanni Chianelli


















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