Intervista a Marcellino Aversano dell’API: “Se non fossi stato sicuro del mio operato non mi sarei ricandidato”
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Giovane e ironico, Marcellino Aversano ci accoglie con il sorriso, la tranquillità di chi è sicuro del suo operato e guarda al prossimo impegno politico con entusiasmo e fiducia. Candidato della lista Api a sostegno di Fausto Pepe, definisce la sua esperienza da consigliere “unica e affascinante”. Presidente della Commissione mobilità e poi dal 2009 della Commissione Cultura del consiglio comunale di Benevento, racconta che “abbiamo fatto molto in questi anni, soprattutto per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della città. C’è ancora tanto da fare e lo faremo nei prossimi cinque anni”. Il contatto con la gente, la percezione che gli elettori riconoscano la bontà del lavoro svolto, sono gli aspetti che più nobilitano il mestiere della politica che Marcellino Aversano paragona, in qualche modo, alla vita nell’accezione di “arte dell’incontro”, citando Vinicius de Moraes. Cogliamo la palla al balzo e gli chiediamo, allora, come mai la gente si dimostri sempre più sfiduciata e addirittura disgustata dalla politica: “Certo, la gente è stanca delle false promesse, vorrebbe vedere maggiore coerenza nelle scelte ed ecco perché invito a votare noi della lista ‘Alleanza per l’Italia’, non abbiamo mai tradito chi ci ha dato fiducia e i cittadini sanno a cosa vanno incontro votandoci”. Ostenta tranquillità Aversano, perché “se avessi avuto un minimo dubbio sul mio operato non mi sarei mai ricandidato”.
Quali i risultati raggiunti in cinque anni di governo?
Benevento ha visto migliorare notevolmente la qualità della vita, ha raggiunto il 65% di raccolta differenziata grazie all’amministrazione uscente, da sottolineare anche la candidatura della Chiesa di Santa Sofia all’Unesco, come patrimonio mondiale dell’umanità. Tanto c’è da fare ancora e obiettivi dei primi cento giorni di governo saranno: dare il via ai lavori per il depuratore di cui Benevento da sempre necessita; il P.U.C, piano urbanistico comunale e, soprattutto, la realizzazione di 180 alloggi popolari, il social housing è la vera priorità. Fondamentale sarà la sinergia tra gli enti, in particolar modo la camera di commercio, ma soprattutto un piano integrato per la cultura - che non ha e non deve avere un colore politico – tale da coinvolgere tutte le agenzie territoriali, per valorizzare il turismo, vera risorsa del nostro territorio.
Tante sono però le polemiche che riguardano il sindaco uscente Fausto Pepe: affissione selvaggia dei manifesti, spregiudicato attacco mediatico contro i “traditori”, accuse di clientelismo e un presunto buco di 50 milioni di euro nelle casse comunali.
Credo sia necessario abbassare i toni e invito tutti, anche la mia parte politica, a porre la massima attenzione sulla questione dell’affissione selvaggia dei manifesti, per coerenza con quanto fatto e si continuerà a fare in termini di legalità e decoro urbano. Io non amo parlare di “traditori”, mi dissocio dai manifesti contro i consiglieri che hanno scelto di sfiduciare il sindaco, ma è ovvio che tale gesto è da stigmatizzare, avrebbero potuto affrontare la questione in consiglio comunale, in maniera trasparente. Il resto sono solo fandonie dovute alla campagna elettorale.
Non avete avuto mai alcun dubbio sul sostegno a Fausto Pepe? Eravate stati sostenitori delle primarie in un primo momento.
Se primarie dovevano esserci, avrebbero dovuto essere primarie di coalizione; si è trattato tuttavia di un’ipotesi ventilata mesi fa e subito decaduta. I nostri problemi erano di carattere squisitamente politico e riguardavano la linea del partito a livello nazionale. Abbiamo preferito la via della coerenza seguendo la linea di Api in Campania. Il sostegno a Fausto Pepe era quindi indiscusso.
Cosa chiede al suo sindaco?
Di ascoltare le persone e di dare risposte concrete alle questioni che la gente pone, spesso riguardanti la quotidianità, le difficoltà della vita di tutti i giorni. Sono sicuro che lui saprà farlo al meglio.
ma.ra.


















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