Telese, incontro con gli studenti delle scuole superiori sul tema della legalità
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Nell’ambito della manifestazione denominata “Settimana della Legalità”, la cui conferenza di presentazione era già avvenuta la scorsa settimana, questa mattina al Palacongressi di Telese Terme si è tenuto l’incontro tra gli studenti delle scuole superiori di Piedimonte Matese e di Telese con due dei più importanti autori di libri sul tema della legalità. In realtà doveva esserci anche la dottoressa Rosaria Capezzone, giornalista de “Il Mattino”, assente poiché impegnata nell’arresto a Napoli del secondo boss dei casalesi. “Importante traguardo anche questo arresto”- ha commentato l’ideatore e moderatore dell’incontro il giornalista Billy Nuzzolillo - “che si inserisce perfettamente nell’ambito della manifestazione”. Il primo a prendere parola è stato proprio Nuzzolillo che ha nuovamente ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questa manifestazione. Prima di lasciare la parola ai due illustri ospiti, il magistrato Raffaele Cantone e Tommaso Sodano, ex presidente della Commissione Ambiente del Senato, il primo cittadino di Telese, Pasquale Garofalo, ha voluto spendere qualche parola in merito. Il dottor Garofalo ha innanzitutto ringraziato l’organizzazione intera dell’evento e si è detto molto contento e soddisfatto di promuovere questa manifestazione poiché, nonostante il Sannio, ed in particolare Telese, si fortunatamente ben lontano da veri e propri problemi “mafiosi”, è importante sensibilizzare tutti al problema. “ Abbiamo voluto questi incontri affinché soprattutto i giovani, non dimenticassero cosa significa Legalità; dobbiamo dunque tenere alta l’attenzione al fenomeno della “malavita organizzata” che potrebbe, in futuro, interessare anche il Sannio”. Il Sindaco ha poi lasciato parola all’ Assessore provinciale all’ambiente Gianluca Aceto, il quale riallacciandosi alle parole del Sindaco, ha posto l’attenzione sul valore intrinseco del termine Legalità: “ Bisogna considerare tale termine non solo come un qualcosa di legislativo, ma utilizzarlo come uno strumento rivoluzionario che porti alla piena coscienza di se stessi”. Subito dopo questi due interventi, il dottor Nuzzolillo, ha introdotto i due ospiti, cercando di capire il perché della scelta di scrivere un libro sulla malavita organizzata. Il primo intervento spetta la magistrato Cantone, nonché autore di numerosi articoli pubblicati sul quotidiano il Mattino, il quale, per rispondere alla domanda, parte da una citazione della collega Capacchione: “Anche un libro può diventare uno strumento utile per combattere la criminalità”. Il libro “I Gattopardi. Uomini d’onore e colletti bianchi: la metamorfosi delle mafie nell’Italia di oggi”, scritto in conversazione con il giornalista dell’Espresso Gianluca Di Feo, rappresenta secondo il magistrato, un modo per far conoscere il mondo giuridico come un’Istituzione vicina ai cittadini che combattono per una vita migliore. Il dottor Cantone ha citato come esempi da seguire i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i primi a scendere al fianco dei cittadini e dei giovani nella lotta alla criminalità. Cantone, con il suo stile incisivo e diretto, guida il lettore nello scenario delle mafie di oggi: non più “coppola e lupara”, ma “agenzie di servizi” che molti, tra imprenditori, politici e professionisti scelgono liberamente di contattare e di farci affari. Una mafia in giacca e cravatta, quella di gattopardi che si muovono tra collusioni e connivenze, alla ricerca di vantaggi e favori. Medici, architetti, commercialisti formano i ranghi delle nuove famiglie: sono i Gattopardi, le figure a cui le mafie si stanno affidando”. Nel libro Raffaele Cantone riporta la sua personale esperienza di pm, impegnato nel contrasto alla camorra, cercando di spiegare il rapporto tra la politica campana e la criminalità organizzata nella vicenda dell’emergenza rifiuti “Uno dei principali elementi su cui si sono costruite fortune imprenditoriali e politiche a livello regionale e nazionale”. Proprio questo è il tema del libro di Tommaso Sodano, “La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti della politica italiana”, scritto in collaborazione con il giornalista Trocchia. Esordisce affermando che “spero che il vento cambi, che la legalità possa cambiare finalmente la vita di tutti. E’ necessario ritrovare la cultura della conoscenza e dell’indignazione per combattere contro coloro che oggi si definiscono potenti”. Sodano con Trocchia, fa i nomi e cognomi dei responsabili per ciò che riguarda il diffuso fenomeno dell’emergenza rifiuti, dall’inceneritore di Acerra, alle ecoballe, alle soluzioni di Guido Bertolaso. Anzi di più: attribuisce a ogni nome e cognome il carico di responsabilità, spesso senza neanche parlare di reati perché la magistratura è impegnata a indagare e dunque vale il principio di presunzione di innocenza. E questi signori del crimine, una marmellata di politici, amministratori, imprenditori, camorristi, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine che si intrecciano tanto al nord quanto al sud, sono più veloci di Fregoli, cambiano abito e identità alla velocità della luce. “La colpa, è ovvio, non riguarda solo personalità così illustri come imprenditori e politici, ma è anche del cittadino che spesso dimentica di essere un vero e civile cittadino”. Sodano, infine, avvisa che il disastro ambientale non riguarda solo la Campania, ma che tutte le regioni sono e saranno inquinate; che chi non partecipa al gioco del magna magna multimilionario è sbattuto fuori a colpi di calunnie e insulti; che se da un lato la magistratura pulita cerca di acciuffare i responsabili, dall’altro la politica collusa fornisce resurrezioni chiare ai trasformisti signori del crimine; che il prossimo disastro, trasversale da Nord a Sud riguarderà il terreno delle bonifiche. Successivamente, dopo un breve dibattito con gli studenti, il dottor Nuzzolillo ha invitato gli ospiti a dare un consiglio ai giovani presenti in sala. Il primo è stato il dottor Cantone il quale, supportando le precedenti affermazione del collega Sodano, ha esortato i giovani “a recuperare al più presto quella che è la cultura dell’indignazione che fa rima con la parola dignità, l’unico valore che ci permette, al mattino, di guardarci allo specchio senza vergognarsi di se stessi”. Sodano, invece, ha invitato i giovani a leggere e studiare la Costituzione Italiana, la sola che può aiutarci a rispondere alle mille domande che ci si pone sulla criminalità.
“Ribellarsi è giusto!” ha affermato il dottor Sodano- “ prendete in mano le redini della politica, perché siete voi il futuro della lotta alla criminalità. Insieme dobbiamo abbattere la mala politica per arrivare alla buona politica”. Infine il dottor Nuzzolillo ha esortato tutti a riflettere sullo slogan della manifestazione.
Helena Fioretto


















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