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Lunga lettera-denuncia degli amministratori del comune di San Bartolomeo in Galdo al Presidente della Regione Campania, Caldoro, in merito all’annosa vicenda della mancata apertura dell’Ospedale Padre Pio.
Così scrivono:
“Egregio Sigor Presidente, ci rivolgiamo a Lei, quale Presidente della Regione Campania nonché Commissario Straordinario alla Sanità, per esprimere la nostra rabbia e la nostra profonda indignazione per una sanità che viene costantemente negata ai cittadini di San Bartolomeo in Galdo. Come Lei certamente saprà, il Comune di San Bartolomeo in Galdo ha il “triste” primato italiano del più vecchio Ospedale mai realizzato.
La prima pietra fu posizionata nel 1962; i lavori furono ultimati intorno alla metà degli anni settanta, dopo una prima catena di ritardi, dovuti anche ad un terremoto.
I nostalgici ricordano ancora la prima clamorosa protesta, era il 1980 e furono inviate oltre mille cartoline all’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, per chiedere l’immediata apertura della struttura. Ospedale, ovviamente, mai aperto, ma sempre rinnovato nella struttura, negli impianti e nelle idee progettuali. Numerosi anche i concorsi espletati, legati alla necessità di assumere personale medico, infermieristico ed amministrativo”.
Da allora ad oggi è stato un sussegursi di promesse mancate. Queste le tappe più significative:
Nel 1994 veniva ribadita la necessità di apertura dell’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo, tant’è che la Regione Campania istituiva il Sistema regionale per l’Emergenza Sanitaria (Legge Regionale n.2 del 11.01.1994) e definiva l’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo P.S.A. (Pronto Soccorso Attivo), inserendolo come tale nel Piano Regionale Ospedaliero (L.R. n. 2 del 1998).
L’Ospedale avrebbe avuto 133 posti letto, con reparti di medicina, chirurgia, ostetricia etc…, e tutti i servizi di un Ospedale, compreso un Pronto Soccorso.
Nell’anno 2002 l’A.S.L. cambiò il modello P.S.A. e ridusse i posti letto previsti a 90 (Del. n.87 del 21.03.2002). Venne introdotto il modello di Ospedale di Comunità e progettata l’attivazione nell’Ospedale di un Presidio SAUT e un punto S.T.I. (Servizio Trasporti Infermi) per gestire le emergenze del territorio. L’Ospedale definito “aperto al territorio” avrebbe risposto meglio alle esigenze della popolazione.
Nel 2008, con la Legge Regionale n.16 del 28.11.2008, la programmazione per l’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo scende a 20 posti letto di area medico-chirurgica e 4 di area critica, per un totale di 24 posti letto.
Nel frattempo, correva l’anno 2005, per non vanificare, si diceva, la rilevante spesa economica già sostenuta per il completamento dell’Ospedale “Padre Pio” e per venire incontro alle esigenze sanitarie della zona fortorina, con apposita delibera dell’Azienda Sanitaria si prevedeva l’apertura a San Bartolomeo in Galdo di un PSAUT (individuato nella normativa regionale quale struttura di primo intervento in cui è prevista l’assistenza medica per casi di minor complessità, la osservazione medica breve e la piccola chirurgia).
Anche in questo caso, però, solo un susseguirsi di promesse e annunci, oltre, ovviamente, ad un notevole spreco di danaro pubblico per lavori di adeguamento strutturale ed impiantistico nella struttura.
(….)
Inizia il 2010. Con il decreto n.8 del 9 marzo 2010 (Riorganizzazione rete ospedaliera della Provincia di Benevento), il Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del settore sanitario, preso atto che con nota n.28768 del 23.02.2010 la A.S.L. BN comunicava che “nell’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo sono stati ultimati i locali per il PSAUT che potrebbe essere attivato da subito”, decretava l’apertura del PSAUT nel presidio di San Bartolomeo in Galdo.
(….)
Dopo continui rimandi e slittamenti si arriva al mese di giugno.
(…)
Quello che segue è una civile azione di protesta dei sottoscritti amministratori comunali davanti alla sede dell’A.S.L. BN1, durata una decina di giorni, che culmina il 5 luglio con l’adozione da parte dei Commissari A.S.L. (LACATENA – SPINOSA – MARCHIELLO) della delibera n. 263, che prevede “di attivare il PSAUT di San Bartolomeo in Galdo in esecuzione del decreto n.8 del 9 marzo 2010 a firma del Sub Commissario ad acta, nelle more della definitiva riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale 118 della ASL Benevento”.
Sembrava cosa fatta, ma invece l’apertura viene ancora una volta rimandata.
Intanto, via i vecchi Commissari, viene nominato nuovo Commissario Straordinario dell’ASL BN1 il Prof. Enrico DI SALVO, il quale, il 30 agosto, in visita a San Bartolomeo in Galdo, promette l’attivazione del PSAUT a partire dal 1 ottobre.
(..) Purtroppo, nemmeno questa volta la data viene rispettata.
(…)
Si giunge, così, all’adozione da parte del Commissario Straordinario della deliberazione n.103 del 08.10.2010, con la quale si prevede “di istituire e rendere attivo, con decorrenza 3 novembre 2010, il PSAUT presso la sede della Struttura Ospedaliera di San Bartolomeo in Galdo, oggetto di riconversione in Struttura Polifunzionale per la Salute (SPS), trasferendo in toto il SAUT di Foiano Valfortore (ambulanza, personale sanitario medico e non medico ed autisti soccorritori) presso l’istituendo PSAUT di San Bartolomeo in Galdo; utilizzando il contingente medico di 6 unità del SAUT di Foiano V. come postazione medica fissa dello PSAUT di S. Bartolomeo in Galdo; recuperando in isorisorse il restante personale infermieristico, necessario alla postazione fissa dell’istituendo PSAUT di S. Bartolomeo in Galdo, dalla riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale nella quota parte affidata al RTI Sani.T-Modisan ”.
Successivamente, a seguito della richiesta di alcuni Sindaci del Fortore che invitavano il prof. Di Salvo a rivedere la propria decisione, il 28 ottobre veniva indetta presso la sede A.S.L. di Benevento una riunione in cui veniva stilato e sottoscritto un documento che faceva slittare alla data del 1 dicembre 2010 l’attivazione del PSAUT a San Bartolomeo in Galdo.
Sta di fatto che il 2010 si chiude, due mesi del nuovo anno sono già passati, ma l’apertura del PSAUT, a ben vedere, resta ancora una chimera”.
“A questo punto - chiudono gli amministratori di San Bartolomeo in Galdo - viene da domandarsi: quanta altra pazienza dovrà ancora avere il popolo di San Bartolomeo in Galdo? Ci appelliamo alla Sua autorevolezza e Le chiediamo, pur consapevoli di tutte le difficoltà in cui si dibatte, di intervenire in prima persona e di fare tutto il possibile affinché questa triste vicenda possa finalmente concludersi e nel miglior modo. (..).”

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