“Chiedo un tavolo di concertazione che stabilisca le regole per il TSO” così De Lorenzo
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Abbiamo ricevuto da Dr. Giuseppe De Lorenzo, il Responsabile SPDC, il seguente comunicato: “Considerando le doglianze segnalate in questi ultimi tempi da più parti per quanto concerne la sicurezza degli operatori, medici ed infermieri, sia presso il pronto soccorso dell’A.O. “Rummo” che dell’Ospedale S.Cuore di Gesù, alla luce di quanto si sta verificando presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, è stato chiesto al Prefetto di Benevento un tavolo che possa stabilire regole precise per ciò che riguarda l’assistenza ai pazienti che vengono ricoverati in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). La nota è stata anche inoltrata al Sindaco, al Comandante dei Carabinieri, al Questore, nonchè al Comandante della Polizia Municipale. La normativa vigente precisa a chiare lettere che sono i vigili urbani ad avere “l’obbligo” non solo di eseguire il TSO, ma intervenire in ogni luogo, ospedale compreso,per permetere che i sanitari, coadiuvati dal personale infermieristico, possano dar corso alla terapia e, quindi, alla sedazione del paziente. E’ appunto il caso di ricordare l’ultimo episodio, in ordine di tempo, che si è verificato giovedì scorso, 7 ottobre, di cui si è ampiamente interessata sia la stampa scritta che quella parlata. Un paziente, infatti, in violento stato di agitazione, dopo aver prodotto danni allo studio del medico di famiglia, si è recato presso il pronto soccorso dell’Ospedale S. Cuore di Gesù e lì ha aggredito un infermiere procurandogli la frattura del setto nasale. Poi, ha minacciato gli agenti della volante. Trasportato al pronto soccorso dell’A.O. “Rummo”, anche qui si è reso promotore di azioni devastanti. In ultimo, è stato ricoverato presso questo servizio psichoatrico. La presenza dei soli due infermieri, tra l’altro donne,si è resa impossibile per fronteggiare l’uomo in stato di violenta agitazione. Nel momento in cui è stato chiesto l’intervento dei vigili della Polizia Municipale è stato posto un secco rifiuto. L’interlocutore telefonico ha risposto di far uso della camicia di forza non sapendo che quest’ultima è vietata per legge da circa quarant’anni (sic!). Il paziente proseguiva, rifiutando la terapia, nella sua azione devastante manifestando nel suo delirio la precisa volontà di voler uscire per andare ad aggredire il Sindaco. Anche se non di loro competenza, con la solerzia di sempre, sono intervenuti gli agenti del 113 coadiuvati dalle guardie giurate del nosocomio. Ai militi del 113, come alle guardie giurate ed ai Carabinieri, il più vivo ringraziamento per la disponibilità sempre dimostrata anche in compiti che per legge esulano dal loro dovere. Così il paziente è stato sedato. Tutto ciò ricordato, il sicuro intrervento di S.E. il Prefetto dovrà permettere che il dettato legislativo in materia psichiatrica, una volta per sempre, venga rispettato. Ciò a tutela dei tanti psichiatri che operano presso il servizio e degli infermieri.”


















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