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corrieredelsanniopiccoloRiceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in redazione ed indirizzata al nostro direttore

“Benevento 02/07/2010

Scuola media “Federico Torre” Benevento: IIIa M, classe di futuri scienziati?

Caro direttore,
voglio portarle a conoscenza di una strana coincidenza o presunta tale, che si è manifestata in una scuola di questa città.
Si è spesso parlato che i giovani d’oggi sono culturalmente mediocri, che non sanno scrivere, parlare, pensare, si dava colpa alle istituzioni, alla società moderna, ad internet ai cellulari e invece nell’istituto della scuola media “Federico Torre” di Benevento tutto questo non è accaduto.
La scuola è il passaporto fondamentale di un viaggio chiamato vita, ma i 10 e lode largamente elargiti servono a rendere il viaggio più interessante e più gratificante?
Veniamo al dunque, chi vi scrive è un semplice cittadino che, per puro caso, ha avuto modo di constatare che nella suddetta scuola e precisamente nella famosa classe IIIa M, distinta dalle altre per l’appartenenza di alcuni studenti all’alto ceto sociale della città, quest’anno all’esito finale dell’esame, ha sfornato su 30 studenti, ben 14 con votazione di 10 e sette di essi con la lode.
Unica classe probabilmente in tutta Italia ad avere tanti futuri scienziati, visto che con la riforma del ministro Gelmini, proprio per l’anno scolastico 2009/2010, il voto finale doveva essere dato dalla media di tutte le prove scritte e orali nonché del voto di ammissione, con la sicura improbabilità di ottenere dei 10, o almeno in un numero limitato, cosa che è di fatto successo nelle altre classi dello stesso istituto.
Un vanto per la nostra comunità o una presa per i fondelli?
Questo sarà il futuro a stabilirlo.

Distinti saluti
Andrea Piovanello
Una persona qualunque ma sempre vigile sui fatti della comunità”

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2 Risposte

  1. Antonio Dice:

    Ho sentito alcuni commenti sia di genitori che di insegnati delle altre classi dello stesso istituto, quello che mi chiedo è: nel 2010, dove si discute di istruzione, di metodi di giudizio, di riforme scolastiche, di 5 in condotta, etc. etc. è tutt’ora possibile stravolgere le regole?
    ai nostri giovani cosa insegnamo, che non esistono meriti ne cultura se non si è di una certa appartenenza sociale?
    queste cose esistevano tempo fa, ma devo constatare amaramente che nulla è cambiato, anzi forse tutto sta peggiorando..

    Scritto da: luglio 7th, 2010 il 18:20

  2. Izzo Jlenia Dice:

    Sento il dovere di commentare cio’ che ha scritto il Signor Piovanello avendo preparato privatamente due ragazzi di terza per tutto l’anno scolastico fino all’esame. Alcuni professori sono bravi e dediti, non lo metto in dubbio perchè non si puo’ generalizzare, ma è discutibile che la preparazione dei ragazzi possa essere equivalente a 10 se in alcune classi non si è neanche terminato il programma di italiano nè quello di storia. Per fare un esempio, il programma di storia ho dovuto portarlo a termine io per il ragazzo, spiegandogli dei passaggi fondamentali, perchè il prof. di italiano non aveva fatto in tempo ad arrivare alla seconda guerra mondiale non avendo assegnato alcuna pagina di storia durante l’anno. Infatti, a malapena i ragazzi conoscono Garibaldi e se non vogliamo parlare dei salti di programma diciamo pure che a tutto cio’ si aggiunge (per la materia portante l’italiano, ma anche per tecnica o per cittadinanza e costituzione) il fatto che non esiste spiegazione in classe, con tutte le dovute conseguenze perchè bisogna augurarsi che un genitore a casa sia all’altezza di aiutare il ragazzo e abbia competenze nelle suddette materie. Quindi, per concludere, io penso che per quella scuola oltre al classismo ci sia bisogno di combattere un nemico ancor più insidioso: l’adagiamento al posto fisso dovuto, a volte, dall’età degli insegnanti, (non tutti ripeto!) non più appassionati al loro lavoro cioè insegnare, trasmettere qualcosa ai ragazzi e non potendo dirlo al ministro, lo dico qui che spero davvero che un giorno si dia piu apertura a noi giovani nel mondo della scuola, magari ci mettiamo un po’ di entusiasmo nell’insegnamento, magari non diamo importanza a chi è figlio di chi, ma al vero rendimento…..Una precaria che spera, senza amarezza ma con consapevolezza,
    Dott.ssa Jlenia Izzo

    Scritto da: luglio 8th, 2010 il 16:47

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