“Coesione nazionale e sviluppo del Mezzogiorno”. Gianfranco Fini a Benevento
Stampa articolo
Si è appena concluso, presso il Teatro De Simone, l’incontro organizzato dall’associazione Mezzogiorno Nazionale del Presidente Pasquale Viespoli, dal titolo: Unità-Disunità, l’Italia in bilico?
Ospite d’eccezione il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, intervistato dal direttore de Il Mattino: Wirman Cusenza. Diversi i temi trattati, dalla finanziaria alla discussa legge sulle intercettazioni, dalla coesione nazionale e i relativi rapporti con la Lega, fino al federalismo fiscale e le opportunità per il Sud.
Sulle priorità del Governo il Presidente Fini non lascia spazio a dubbi: “Al di là di valutazioni di merito bisogna ricordare che l’intervento sui conti pubblici per fronteggiare la crisi, è essenziale. Nessuno capirebbe se si discutesse prima il disegno di legge sulle intercettazioni - e continua – la legge sulle intercettazioni è necessaria, perché c’è un eccesso delle stesse che comporta costi elevatissimi, ma non per questo si deve rischiare, per colpa di un’ingiustificata fretta, di commettere un grave autogol su una questione che deve riuscire a conciliare il diritto di cronaca e d’indagine di giornalisti e magistrati e il sacrosanto diritto alla privacy dei cittadini”. Il Presidente insiste sull’argomento: “ non si può prestare il fianco a un’ipotesi di indebolimento delle istituzioni per combattere l’illegalità, dunque, credo si debba riflettere sulle osservazioni critiche e non parlare di testo blindato, ma al contrario, continuare a discutere su possibili miglioramenti del testo, già effettuati al Senato, anche alla Camera – e ribatte- con questo testo alcuni reati come usura, riciclaggio ed estorsione rischiano di non poter essere perseguiti nel migliore dei modi – e conclude- non dobbiamo avere timore o fretta, ma combattere l’illegalità e tutti i tipi di cricca, sia quelle affaristiche che quelle camorristiche”.
Sulle grandi opportunità che il federalismo fiscale potrebbe offrire al Meridione il Fini pensiero è altrettanto misurato e critico: “ bisogna affrontare seriamente la questione del federalismo fiscale e i suoi relativi costi, definendo con precisione i costi standard, garantendo stessi servizi e diritti a tutti i cittadini, sia del Nord che del Sud – e insiste- bisogna tenere in considerazione la coesione nazionale perché presupposto per evitare un divario territoriale che porti alla disunità”. Sulla scia del tema federalismo fiscale, il Presidente Fini si sofferma sull’alleanza con la Lega Nord: “ bisogna stare attenti alle goliardate leghiste e ai suoi simbolismi, non sono cose di poco conto - e attacca- la Padania non esiste e garantiremo la coesione nazionale, perché rischiamo un’Italia a due velocità”.
Il co-fondatore del Pdl parla poi della manovra economica del Governo per contrastare la crisi economica: “la manovra economica è di fondamentale importanza e non me la sento di dire che è ostile per il Sud - e continua- due sono i pilastri fondamentali che la caratterizzano: l’aumento delle entrate e la riduzione della spesa, ma direi che bisogna issarne un altro di pilastro, quello dell’aumento della produttività – e aggiunge – il Sud dal 1951 ad oggi influisce allo stesso modo sul Pil, ciò sta a significare non che le risorse non sono state date, ma che sono state sprecate e mal utilizzate – e propone – credo che sia giunto il momento di cambiare mentalità, basta agl’incentivi al mondo produttivo, si alla detrazione delle tasse sui redditi delle imprese virtuose, cosicché si finisca di dare soldi ai furbetti, affinché ci sia un maggiore risparmio e una cospicua produttività”.
Il Presidente della Camera conclude il suo intervento parlando di Fondi FAS e fiscalità di vantaggio per il Meridione: “la fiscalità di vantaggio può essere un’ottima opportunità per lo sviluppo del Mezzogiorno ma c’è bisogno di uno sviluppo strutturale e di una finalizzazione strategica anche dei fondi europei, troppo spesso utilizzati per fare fontanelle e marciapiedi”.
E sul rapporto con Berlusconi? Qualcosa il Presidente Fini si è lasciato scappare quando, sulla domanda di Cusenza su un possibile riavvicinamento tra i due leader del Pdl, ha risposto: “ognuno conosce il telefono dell’altro, naturalmente bisogna affrontare le questioni in maniera seria e non facendo finta di ascoltare le proposte; confido in una collaborazione più ampia anche con l’opposizione, ne va della dignità del Parlamento e della Costituzione, che deve sempre essere rispettata”.


Fabio Marcarelli


















EDITORE: