Riverberi. Finale perfetto per un Festival di successo
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Si è conclusa in bellezza ieri sera, nell’arena dell’Arco del Sacramento, la rassegna jazz diretta da Luca Aquino.
Il Festival, che ha unito luoghi e performance di musica d’avanguardia, ha avuto come protagonista indiscusso il riverbero, fenomeno acustico legato alla riflessione del suono intimamente legato alla scelta delle straordinarie location nella nostra città.
Primo momento musicale di questo gran finale è l’esibizione di Giovanni Guidi. Il 25enne di Foligno comincia ad interessarsi alla musica a soli tre anni quando riceve in regalo una batteria giocattolo. A 12 anni inizia lo studio del pianoforte. Si è esibito in vari importanti manifestazioni: Umbria Jazz, Villa Celimontana Jazz Festival, Ubi Jazz, Vicenza New Conversation, Zurich Nu Jazz, Fandango jazz Festival. Nell’ultima edizione di Umbria Jazz ha riscosso notevoli consensi.
La sua performance è stata accompagnata dal suo strepitoso quartetto, formato da musicisti che, oltre ad essere molto dotati e molto preparati, esprimono una musica veramente originale e profonda: Dan Kinzelman al sassofono, Stefano Senni al contrabbasso e Joao Lobo alla batteria.
Esibizione di gusto e da cui emerge una curiosità senza limiti, suoni armonicamente raffinati e particolari. Il gruppo presenta brani orecchiabili caratterizzati da un senso melodico molto profondo, rivisitazioni di Bjork, Radiohead, Coleman e molte improvvisazioni, tutto eseguito con maestria ed estro.
Ma non è finita qui! Guidi, oltre a tanti altri progetti musicali, è membro della Cosmic Band diretta da Gianluca Petrella che ha chiuso la serata. il musicista barese è considerato uno dei miglior trombonisti jazz del mondo, vanta collaborazioni con musicisti internazionali.
Ha partecipato a numerosi importanti festival internazionali in tutto il mondo fra i quali spiccano i festival di Montreal, Toronto, San Francisco, Chicago, Rio de Janiero, Oslo, Londra, Berlino, Umbria Jazz e i Blue Note Jazz Club di Tokyo e New York. Premiato persino dalla critica statunitense, ha uno stile del tutto personale, competenza storica e aspetti innovativi che fanno di lui un artista dalle tante esperienze.
Lo hanno accompagnato sul palco, altre a Guidi: Beppe scardino al sax, Francesco Bigoni al sax tenore, Mirco Rubegni alla tromba, Gabrio Baldacci alla Chitarra, Alfonso Santimone al synth e Francesco Ponticelli al basso. una formazione in cui convivono mondi musicali apparentemente lontani, filtrati dalla personalità e dallo straordinario talento di Gianluca Petrella.
Suonano coesi, si alternano sul palco, si completano perfettamente, una esibizione strepitosa ricca di energia e ritmo che ha travolto gli ascoltatori. La sintonia sul palco e i suoni elettronici sono stati gli ingredienti di uno spettacolo davvero unico. Luca Aquino li ha presentati come una della Band più talentuose in Italia e la loro performance non ha deluso le aspettative.
Si chiude così questa prima edizione di Riverberi non senza qualche riferimento polemico da parte di Aquino a “qualcuno” che ha remato contro ma con un bilancio molto positivo per una manifestazione che ha reso Benevento protagonista della scena musicale italiana e non solo, che ha divertito, regalato emozioni e momenti di altissimo livello artistico. Non resta che augurarsi che tutto il team del Festival possa continuare a proporre tante altre edizioni.
Fiorella Borzelleca


















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