Questa mattina la sala lettura di Palazzo De Simone ha ospitato il professore dell’Università di Cambridge John Patterson, Senior Lecture and Director of Studies in Classics Magdalene College, per una conversazione sugli studi della genetica delle popolazioni liguri apuane e delle ricerche archeologiche in Alto Sannio dal titolo: “Il Sannio, crocevia di popoli e istituzioni. Prospettive genetiche e storiografiche”.
Quattro lunghe e corpose ore in cui si sono succeduti, oltre quello di Patterson, interventi di storici e ricercatori di alcune Università italiane sulla ricerca genetica e storiografica.
Il convegno è stato diviso in due parti. Nella prima l’ospite inglese e alcuni storici hanno divulgato, rapidamente e con grande precisione, ad un folto e attento pubblico, la storia dell’insediamento dei Liguri Apuani nel Sannio ripercorrendo le tappe più significative del III secolo e del II secolo a. C.. I Liguri Apuani erano una popolazione appartenente agli antichi Liguri che vivevano sulle alture dell’odierno Appennino tosco-emiliano e sulle odierne Alpi Apuane, estendendosi dall’attuale Passo del Bracco (SP), forse l’antica Boron (indicata sulla Tabula Peutingeriana), fino al Monte Cimone (MO). Confinavano a nord-ovest con i Tigulli, a nord con i Galli Boi, a sud-est con i Friniati, a sud con gli Etruschi, avendo ad ovest la costa tirrenica (dalle attuali Cinque Terre fino a Torre del Lago-Viareggio). Nella seconda parte vari ricercatori hanno illustrato le recenti indagini sullo studio genetico delle nostre origini.
Ad aprire il convegno il Rettore dell’Università degli Studi del Sannio, Filippo Bernardino, che dopo aver ringraziato il professore Patterson per essere tornato nel Sannio e gli altri storici presenti, ha voluto sottolineare l’importanza del tema in questione da un punto di vista storico e politico: “Unire ricerca genetica e storiografica è un’indagine di grande interesse”.
Segue il saluto di Antonella Tartaglia Pedicini, Direttore Dipartimento Pe. Me. Is. Università degli Studi del Sannio, che ha ringraziato tutti gli enti che hanno collaborato per effettuare questo progetto e il Comune di Circello per aver promosso l’organizzazione dei parenti liguri.
Un altro intervento è stato quello di Gaetano Pecora, Direttore dell’ Archivio Storico del Sannio, che ha voluto ricordare come già quattro anni fa la sezione “Il Sannio: le radici” ha ospitato un saggio sui Liguri Apuani. Tutto ciò per testimoniare il fatto che fin da allora sono state portate avanti idee che si sono mantenute forti lungo tutto questo quadriennio.
A questo punto la parola è passata al Professore John Patterson che con il suo fluido italiano e la sua estrema semplicità ha delineato gli aspetti più notevoli della storia del Liguri Apuani.
Ha Iniziato il suo chiaro discorso affermando che quello dei Liguri era un popolo di agricoltori e allevatori dotato di fierezza, sobrietà, robustezza e resistenza alla fatica. Già dal III secolo a.C. i Liguri Apuani si opposero all’espansionismo romano e, nel corso della Seconda guerra punica, furono tra gli alleati dei Cartaginesi. Dopo la definitiva sconfitta di Annibale i Liguri Apuani presero essi stessi l’iniziativa contro i Romani e, nel 193 a.C., organizzarono un grande attacco alla base militare romana di Pisa, spingendosi fino al fiume Arno. Iniziò così un lungo periodo di guerra contro le legioni Romane. Nel 186 a.C. i Liguri Apuani inflissero una grave sconfitta al console Quinto Marcio Filippo ed alle sue legioni dopo averle attirate nelle strette gole della zona. Furono uccisi non meno di 4.000 legionari. I successi dei Liguri Apuani furono di breve durata: tra il 180 a.C. ed il 179 a.C. gli Apuani furono sopraffatti e ben 50.000 (la quasi totalità) furono deportati nel Sannio, in tre scaglioni ed anni successivi composti di 40.000, 7.000. e 3.000 individui. Nonostante la breve durata dei loro successi, gli Apuani, uomini e donne, furono ricordati a lungo come valenti guerrieri dai romani motivo per il quale forse secondo Patterson, sono stati scelti e deportati nel Sannio. Negli stessi anni i Romani fondarono gli avamposti militari di Lucca e di Luni (trasformati di lì a breve in colonie) nel 177 a.C. E’ terminato così l’excursus del Professore dell’ Università di Cambridge e ha continuato Lorenzo Marcuccetti, autore di saggi sui Liguri Apuani, concludendo la prima parte del convegno.
Marcuccetti, stupito dalla semplicità con cui Patterson ha affrontato una questione non semplice, ha ripercorso altre tappe della storia dei Liguri Apuani partendo dall’esempio di una pianta che germoglia piano piano creando i diversi rami (ossia i popoli
) che si allontanano sempre più dalla radice.
Si è conclusa così la prima parte del convegno che ha visto protagonista la storiografia e ha preso inizio, dopo qualche minuto di pausa, la seconda in cui sono intervenuti ricercatori delle diverse Università d’Italia portando i risultati della ricerca genetica da loro svolta.
Ad iniziare Donata Luiselli, Professoressa di Antropologia dell’ Università degli Studi di Bologna, la quale ha esposto una base conoscitiva dello studio genetico atta a capire le radici del popolo Sannita.
Ha proseguito il Dottore Sergio Tofanelli dell’ Università di Pisa chiarendo al pubblico le recenti indagini che hanno interessato le aree garfagnina e versiliese alla ricerca dell’ormai famoso cromosoma Y che caratterizza le antiche popolazioni liguri. Ha finito il suo spazio a disposizione dicendo che “lo spettro di variabilità delle linee genetiche a trasmissione maschile e femminile delle attuali comunità apuane e sannita differisce sensibilmente”.
In seguito ai dati trasmessi dai due docenti universitari, sono state mostrate sotto volere dell’Architetto Franco Bove alcune slides come testimonianza del processo di trasformazione dell’assetto agrario.
In ultimo il Consigliere Ministro Beni e Attualità Culturali, Giuseppe Benelli, soddisfatto del progetto condotto finora ha affermato che “gli studi sui Liguri Apuani sono andati avanti perché è una vicenda fondamentale per la nostra storia”.
Il convegno è stato chiuso dall’anima che ha reso possibile il tutto, Antonella Tartaglia Pedicini, che ha ringraziato nuovamente i presenti e il Presidente della Provincia Cimitile non presente per altri impegni ma ben rappresentato. Lascia la gremita sala con forti parole: “Sussidarietà e Concretezza”. “La ricerca si deve concretizzare sorretta dalle passioni delle idee”. Un messaggio incisivo libero di essere interpretato.
Silvia Mobilia