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eolicoIl consigliere comunale di opposizione, Giuseppe Fappiano, si è espresso sulla questione “eolico” definendola “un’aggressione senza precedenti da parte delle multinazionali del vento”. Il Consigliere, infatti, non accetta le definizione di “Mini eolico”, di “Parco eolico”, di “Fattoria eolica” come più volte affermato dai fervidi sostenitori di tali impianti. Non può accettare definizioni simili trattandosi di “palificazioni di acciaio di oltre 130 metri di altezza, di duecento tonnellate di acciaio con fondazioni che arrivano fino a 25 metri di profondità”, ha affermato il Consigliere. Cerreto si trova nel Matese sud-orientale, in un territorio con pochi venti e a raffica, motivo per il quale l’eolico, secondo Fappiano, non sarebbe un’opportunità. “Non si è ideologicamente contrari, come afferma il sindaco Santagata, ma si è contrari all’installazione di impianti eolici in aree che non hanno le condizioni minime per la produzione”. Sul Matese, infatti, non ci sono venti tesi e costanti che raggiungono velocità di almeno 10 metri al secondo e che soffino per almeno 2300 ore all’anno, ragion per cui l’impianto sarebbe sottoproduttivo.
“Il problema vero è che le multinazionali del vento hanno bisogno di installare pali anche dove non ci sono condizioni minime perché per loro il vero ricavo non è nella mera produzione di energia ma nella vendita di “certificati verdi”. L’esperienza del Fortore dovrebbe far riflettere. Nessun vantaggio per le popolazioni dopo che il territorio è stato devastato”, ha aggiunto il consigliere.
“L’aspetto preoccupante è che questi amministratori, solo perché hanno vinto le elezioni credono che ciò che amministrano è loro proprietà privata, scavalcando gli interessi collettivi”, ha poi affermato il componente della minoranza. E’ necessario salvaguardare il territorio così come è necessario salvaguardare l’ambiente con la produzione di energie pulite che siano compatibile con le condizioni ambientali. “L’energia solare - ha affermato Fappiano - potrebbe essere, ad esempio, una valida alternativa. L’Italia è il paese del sole ed è il sole che bisogna sfruttare. Bastano sedici metri quadrati di pannelli per produrre circa 1800 euro di energia all’anno”. Energia che potrebbe essere usata direttamente dal cittadino al riparo dalle multinazionali. “Ogni tetto di Cerreto può diventare una piccola centrale di produzione energia pulita ed ogni cittadino può diventare produttore e consumatore, senza intermediari e senza che nessuno devasti il territorio. Questo è il nostro progetto ed è per questo che ci batteremo”, ha concluso Fappiano

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