99 Posse in concerto a Benevento: intervista al cantante Luca Persico
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Ieri sera al centro sociale depistaggio si sono esibiti i 99 Posse. La famosa band napoletana, riunitasi dopo 8 anni di silenzio, ha riscosso grande richiamo, difatti molti erano i giovani, meno giovani e soprattutto i giovanissimi presenti al concerto per ascoltare la mitica band.
Corriere del sannio.it ha intervistato per l’occasione il cantante del gruppo Luca Persico, detto O’ Zulu:
Quando è nata la decisione di riunirvi e di riprendere il progetto 99 Posse?
L’idea di riunirci è nata durante una manifestazione di solidarietà e protesta per gli arresti effettuati a Torino durante il G8 dell’università. Ci siamo incontrati dopo tanti anni, abbiamo parlato e deciso di ricomporre la band in quel particolare momento politico e culturale. Dunque abbiamo messo da parte le nostre esigenze politiche e ci siamo rimessi in moto per ricreare quel sistema di controinformazione che in Italia latita e che ha bisogno di una spinta. In più volevo riprendermi quella responsabilità che avevo, di essere visto, ascoltato, perseguitato e criticato da tutte quelle persone che oggi hanno il potere. Era finito il tempo del rifugio nell’underground che mi aveva portato a fare più politica. Oggi c’è di nuovo bisogno dei 99 Posse, anche per raccogliere e raccontare il disagio delle masse e dei giovani.
A proposito di politica, vedi delle grandi differenze, rispetto ai vostri esordi, sul piano dei movimenti di protesta e di denuncia sociale?
Beh sinceramente trovo che la situazione sia molto simile. La situazione odierna sul piano politico, economico e culturale è molto critica. Si rivive in un certo senso la situazione di quegl’ anni, ma alla fine degli anni 80 noi non avevamo neanche le strutture per esprimerci, anzi, abbiamo dovuto conquistarcele con la forza. All’epoca facevamo vera e propria resistenza, c’erano grandi fasce sociali che non venivano rappresentate da nessuno e che grazie all’esplosione dei centri sociali e perché no dei 99 Posse, hanno avuto una voce che potesse farli esprimere. Oggi l’esigenza è la stessa, c’è bisogno di espressione e di autodeterminazione creando nuovi collettivi. Le strutture ci sono, sta a noi ora rientrarci dentro
Avete in cantiere un nuovo album o comunque nuovi progetti con i 99 Posse?
“Si, abbiamo già 2 pezzi inediti pronti, “O Cavaliere” e “Italia a mano armata”. Ma soprattutto abbiamo idee e collaborazioni con soggetti sia dell’ambito musicale italiano come la Banda Bassotti e i 24 Grana, ma anche straniera come Manu Chao e gli Asian Dub Foundation. Inoltre stiamo sviluppando una collaborazione con le carceri italiane per dare la parola, attraverso la creazione di loro testi che poi adatteremo e inseriremo nel nuovo disco, a tutti coloro che stanno scontando una pena. Diciamo che l’idea è un disco collettivo che si faccia portatore di un risveglio politico e culturale. E’ anche per questo che i 99 Posse sono tornati: “Scetatv guagliù”.
Un ultima domanda riguarda la triste ma significativa ricorrenza di sabato 12 dicembre, quarantesimo anniversario dell’attentato di Piazza Fontana. Voi come gruppo avete organizzato qualcosa in particolare?
Qualcosa in particolare no, ma comunque in alcuni nostri pezzi rievochiamo spesso quella data infame che ha visto lo Stato fare morti per mantenere l’ordine sociale, fatto di sfruttamento, intatto. Non bisogna mai dimenticare quella data, mai perdere la memoria e continuare a denunciare gli abusi del potere sui cittadini e sulle fasce sociali più deboli.
Dopo l’intervista, il concerto è andato come ci si aspettava, tanto pubblico, tanti applausi, dunque un ottimo rientro per i 99 Posse anche a Benevento dove ieri sera il risveglio che auspica O’ Zulu Persico c’è stato. Rispetto a sabato 12 dicembre ricordiamo anche una manifestazione cittadina organizzata dal Centro Sociale Depistaggio, dal Collettivo Autonomo Studentesco, dal Comitato Insegnanti Precari Sanniti e dalla Federazione provinciale partito Rifondazione Comunista per commemorare l’infausta data di 40 anni fa e per riaffermare diritti quali: il rispetto della diversità culturale, l’abrogazione della legislazione emergenziale, l’accesso incondizionato alla conoscenza, lo sviluppo ecocompatibile e verità e giustizia per tutte le vittime degli abusi di potere, dentro e fuori le carceri.
Fabio Marcarelli


















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