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De Lorenzo. Ecco le “mie” 111 pagine di intercettazioni

Scritto da redazione novembre - 24 - 2009   Stampa articolo Stampa articolo

delorenzo1Era mia convinta intenzione, dopo quanto si è verifiato a seguito dell’inchiesta Arpac, di chiudermi nel silenzio ed attendere che i magistrati, serenamente, portassero a conclusione il gravoso compito loro affidato. Dopo la diffusione alla stampa, pratica, in verità, molto discutibile, della memoria difensiva della signora Sandra Lonardo, prendo atto che si preferisca celebrare i processi mediatici senza attendere che questi ultimi vengano discussi nella sede competente: l’aula del tribunale. Il tutto aggravato vieppiù dalle innumerevoli inesattezze che nella memoria stessa vengono riportate. Quest’ultimo atto, comunque, non ha fatto che invogliare i magistrati del riesame a rigettare l’istanza della signora Lonardo, cui è stato ribadito il divieto di dimora in Campania. Sono costretto, allora, mio malgrado, a far leggere alla città, per il sacro rispetto del vero, alcuni brani delle intercettazioni in cui si decideva il mio annientamento. Non tutte le 111 pagine che mi interessano, ma almeno i testi delle intercettazioni significative. Dall’attenta lettura degli stessi, senza ulteriori commenti, anche il cittadino più digiuno di norme legali può rendersi conto della gravità dell’azione che grida giustizia. Non credo che, dinanzi ad una realtà del genere, ci possa essere una giustifica anche ricorrendo ad artifizi giuridici. Anche perchè la magistratura esiste e non mi stanco di ripeterlo. A Napoli come a Benevento, malgrado il Falato, capo staff dell’ufficio del Direttore Generale dell’Asl Bn 1, Bruno De Stefano, nel rivolgersi a quest’ultimo, non evita giudizi negativi nei confronti dei magistrati locali nei confronti dei quali afferma”……….che poi il Giudice di Benevento faccia quello che fanno i Giudici di Benevento a noi non ce ne importa………”.

Si passa a pag. 971. Le pagine intermedie dell’ordinanza sono, è ovvio, tutte significative ed oltremodo interessanti ai fini del procedimento, ma è intenzione soffermarsi, volutamente, sul contenuto delle intercettazioni. Di seguito, c’è la prova di quanto preparato per annientare professionalmente De Lorenzo. Tutti gli attori sono di indiscussa fede uderrina. Uno solo non lo è, l’avv. Antonio Mennitto, legale dell’ASL, e, guarda caso, è il solo voto a favore di De Lorenzo. Il testo che segue è tutto integrale sino all’ultimo. Leggiamo:

“…………….La proposta di sottoporre a procedimento il De Lorenzo era stata esplicitata in data 18 marzo 2009 con nota nr. 43212 dal Dr. Lucio Luciano. Nel corpo della richiesta si leggeva: “…….il Dr. De Lorenzo, disattendendo tale giusto comportamento ed in palese contrasto con le norme previste in materia, dal 2 marzo c.a. (come si evince dagli articoli di stampa allegati) ha esternato il suo pensiero con dichiarazioni sempre più incalzanti…….omissis…assolutamente lesive dell’immagine dell’Azienda…..omissis”. L’Ufficio di Procura acquisiva, dunque, gli articoli di stampa allegati alla contestazione disciplinare. Sottoponeva, poi, ad intercettazione l’utenza…..omissis…..in uso al Direttore Generale dell’ASL Bn 1, Bruno De Stefano, autorizzata dal Gip. Sulla utenza in questione si registravano numerose conversazioni che avevano ad oggetto proprio la nuova missione: FARE FUORI DE LORENZO, il che conferma la strumentalità della procedura discipkinare attivata contro la parte lesa. Si riporta il contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione (sintetizzate nella informativa di PG del 20 giugno 2009).

La prima conversazione in ordine temporale, risale al 7 maggio 2009, allorquando il DE STEFANO colloquia con la propria collaboratrice di segreteria ANNA POCINO. Nel corso di quella mattinata si è tenuta la seduta della Commissione Disciplinare. E’ opportuno precisare che essa si compone di 5 membri effettivi - che nel caso in specie sono il Dott. CLAUDIO CAMPANELLI, l’Avv. ANTONIO MENNITTO, la Dott.ssa MARIA ROSARIA DI STASIO, il DOTT. GIOVANNI DE MASI ed il DOTT. ANTONIO CLEMENTE e di 5 membri supplenti che subentrano nel caso in cui il titolare sia in qualche modo impedito. Ebbene, il colloquio riporta, lapidari pareri del Direttore Generale sui componenti della Commissione che, considerati nel loro complesso, non lasciano trapelare eccessiva stima e fiducia nei loro confronti:

POCINO: De Lorenzo è imprevedibile..

DE STEFANO: Ma no. Sono imprevedibili i nostri, dottoressa. Quale De Lorenzo!!!

POCINO: E perchè?

DE STEFANO: Perchè non tengono il coraggio di mettere penna….incomprensibile..

POCINO: Direttore……..sono 5 o6.

DE STEFANO: E tutti e 5 o 6 così!….la Di Stasio, ià……

POCINO: (ride) e va buono.

La espressione usata da De Stefano che considera “nostri” i componenti di una commissione insediata nell’ASL, è elemento significativo e sintomatico del controllo dei dirigenti dell’ASL e della pressione che deve essere esercitata sui predetti al fine di evitare decisioni imprevedibili.

Nella conversazione che intercorre in data 8 maggio 2009 tra DE STEFANO E FALATO quest’ultimo raccomanda ed invita il suo interlocutore a “strigliare un momento” i componenti della commissione per indurli ad operare secondo indicazioni preconfezionate finalizzate ad estromettere De Lorenzo.

DE STEFANO: Come sta andando quella commissione di disciplina?

FALATO: Anche di questo vi voglio parlare a quattr’occhi. Non mi convince.

DE STEFANO: Eh…ma io Campanelli non lo vedo bene.

FALATO: Non mi convince nessuno per la verità. Quindi, secondo me, è meglio che li strigliate un momento. Non hanno capito la rilevanza, la gravità e quello che si deve fare. Che poi il Giudice di Benevento faccia quello che fanno i Giudici di Benevento a noi non ce ne importa. Ma non mi possono dire che la materia del contendere è scarsa. Azz…..è scarsa!!! E uno che deve scrivere sopra ad un giornale!!!

DE STEFANO: Ah! Vi hanno detto che è scarsa?

FALATO: E io ho interrogato i singoli. Ho interrogato Rosaria Di Stasio….ho interrogato Costantini….interrogo…- però non è che ci sia tanto!! - ma dico - avete letto i giornali allegati ne ragazzi?-

DE STEFANO: No…ma dico…le dichiarazioni…le autocertificazioni…Uno che deve fare per essere…

FALATO: A parte quello….ci sta la denigrazione della Pubblica Amministrazione. Dove si avviano? Ve li chiamate un momento a - red ragionem - a questi?

DE STEFANO: Ma Clemente pure lo stesso é?

FALATO: Clemente no. Clemente forse è il più tosto in assoluto. Ma non c’era perchè era andato a Bologna con la moglie. Ci sta Del Vecchio.

DE STEFANO: E Campanelli che è un legalista?

FALATO: E l’ho visto un pò debole. Gli ho detto….incomprensibile….e mi dice - ma perchè non glielo abbiamo fatto come provvedimento di licenziamento per giusta causa? - -Claudio e tu ci hai consigliato, insieme a me e al Direttore Generale che dobbiamo fare la procedura perfetta sennò passiamo i guai del Rummo (ospedale) come con D’Alessandro-. Dico - qual’è il problema? E’ una procedura più garantista che non si chiama per giusta causa ma si chiama licenziamento disciplinare per denigrazione dell’Amministrazione. Non cambia niente….un procedimento leggermente….-

omissis

FALATO: No…ma lui deve tenere conto (Campanelli n.d.r.) di quello che hanno scritto sui giornali. Direttore ed è una….io poi me li leggo…ce li ho…ho le fotocopie. E’ Gravissimo. Tu non puoi denigrare la tua…il tuo Direttore Generale, punto e basta. Chiuso.

DE STEFANO: E allora parlate….parlate pure con Campanelli.

FALATO: E già gliel’ho cominciato a dire. Dico - guagliò se voi andate avanti così, secondo me è meglio che fate il provvedimento di dimissioni e di prelicenziamento che fate più bella figura -.

DE STEFANO: Bravo!

FALATO: La volete finire o no?

DE STEFANO: De Masi io ci ho parlato. Ha detto - no…Direttore…-.

FALATO: No, io ho visto deboli Campanelli e Rosaria Di Stasio perchè poi quelli lo conoscono.

DE STEFANO: E la Costantini, pure?

FALATO: La Costantini è più tranquilla nel senso che se uno ci parla glielo può sempre dire. Però Rosaria Di Stasio e Claudio Campanelli li ho visti debolucci perchè sono fuorviati dalla conoscenza personale del soggetto. Magari non vogliono avere fastidio che quello è cacchio che ti da fastidio per anni….Uno non si può mettere paura manco fossero camorristi. Che cazzo!!!

omissis

DE STEFANO: e vedete di parlare pure con Campanelli ià. O stasera o domani mattina mi dite un poco….Ma a Campanelli fateglielo capire che..

FALATO: no, già gliel’ho detto in tutte le salse.

DE STEFANO: Quello che sta….tiene il contratto di 5 anni?

FALATO: Chi?

DE STEFANO: Campanelli.

FALATO: Eh…dico se tu…metteteci in condizioni di andare avanti. Li ho visti un pò freddi…non mi hanno fatto una buona impressione. Infatti, perciò volevo…volevo..

DE STEFANO: Ma l’ho capito pure io. L’ho capito perchè mò quello che sta facendo Campanelli….che lui non scende più, mi manda le lettere, ogni cazzo che io scrivo…Mi manda le lettere di quattro, sette, otto, dieci righi, venti righi di pagine. E’ diventato il piccolo scrivano fiorentino….

FALATO: E l’ho visto, l’ho visto..

DE STEFANO: e vabbè, allora devo…

FALATO: Deve fare un summit…

DE STEFANO: E parlate con questi due e poi me lo fate sapere, ià.

Emerge, ancora una volta, il consueto schema ripetitivo sintomatico del sistema: gli interlocutori programmano di poter condizionare il Dott. Campanelli, Responsabile della gestione del personale, per orientarne le scelte in sede disciplinare, ricattandolo con la promessa del rinnovo del suo mandato.

DE STEFANO: Quello che sta….tiene il contratto di 5 anni?

FALATO: Chi?

DE STEFANO: Campanelli.

FALATO: Sì, ma non è questo il problema. Devono fare le persone serie. Punto.

DE STEFANO: Ma che schifo è?

FALATO: Perchè le persone serie pigliano…

DE STEFANO: Dico lui come sta con il contratto….ora non mi ricordo..gli ho firmato..

FALATO: Con il contratto quinquennale glielo avete fatto voi. Certo. No…va bene ma si deve…non è una cosa che si deve fare a voi, un piacere che gli avete chiesto voi…”

“Accertava la PG che Claudio Campanelli aveva ricoperto l’incarico nella ASL, a decorrere dal giorno 1.12.2004. Considerando la durata quinquennale dell’incarico, il rinnovo del mandato (o la sua eventuale decadenza) era ormai prossima, circostanza che consentiva ai dirigenti dell’ASL di esercitare pressioni illecite, paventando al predetto la mancata riconferma nel ruolo fino ad allora ricoperto.

Ulteriore rilevante conversazione era quella che, in data 13 maggio 2009, intercorreva sempre tra il DE STEFANO ed il FALATO:

DE STEFANO: E quelli devono fare la commissione.

FALATO: Sì. Devono fare una integrazione della contestazione di addebiti. Poi ci sentiamo oggi nel pomeriggio.

DE STEFANO: Va bene. Vedete se vi trovate a parlare con Clemente. Fate un sondaggio..che vuole fare…

FALATO: Clemente.

DE STEFANO: Affari generali nostri. Sta in commissione.

FALATO: No…e quello non ci andò quel giorno perchè stava a Bologna. Mi disse - fammi sapere questa che cazzo ha scritto sulla raccomandata-.

DE STEFANO: Gli devi dire - che vuoi fare? - Perchè questi fanno i mulini.

FALATO: Coso mi ha detto che ci avete parlato con Gianni De Masi. Quindi già…

DE STEFANO: Sì. Ho parlato pure con Mennitti.

FALATO: Perfetto!!!

DE STEFANO: Ho detto una cosa - non cominciate a giocare…una volta ci andate voi…una volta la Costantini…se non ci volete andare delegate la Costantini- Io parlo con uno!!!

FALATO: Almeno se no si inficia tutto….non è che quando poi il procedimento prosegue uno e…

DE STEFANO: E poi dovete domandare a Zerella che ha fatto con la sua..

FALATO: Zerella.

DE STEFANO: Che ha fatto con la sua “Ambasce” (ambasciata, ossia messaggio).

FALATO: Su che argomento?

DE STEFANO: Di Stasio!

FALATO: Ah! E che deve fare? Ci deve parlare? Che deve fare? non..no..no…

DE STEFANO: E da tre giorni che ci deve parlare.

FALATO: No, no…quello ci ha parlato già. Pure io per la verità.

DE STEFANO: E che ha detto?

FALATO: Ha detto - ma è complicato. Però poi quello che mi dicono di fare, quello faccio-. e io dico
-va buono- dico - non vi mettete a fare pazziarelle, perchè passate…

DE STEFANO: E’ complicato perchè glielo ha detto il fratello.

FALATO: No…gli ho detto - passate guai - . Dico - tu, poi, non sei in condizione di metterti a fare storie Rosaria. Dai non te lo devo dire io-.

DE STEFANO: Allora ci vediamo più tardi.

La commissione disciplinare è costituita da 5 membri effettivi e cinque membri supplenti, chiamati a subentrare in luogo dei membri effettivi, qualora uno dei primi non sia, per qualsivoglia motivo, presente. Ciò spiega la sostituzione di Clemente con Costantini, sostituzione che infastidisce il De Stefano. Non si può consentire che i membri permanenti facciano i mulini cioe’ girino sempre. Secondo il Direttore Generale è necessario avere un unico punto di riferimento sul quale intervenire: “io parlo con uno!!!”.

DE STEFANO: Va bene. Ho detto una cosa - non cominciate a giocare………una volta ci andate voi…una volta la Costantini….se non ci volete andare delegate la Costantini - . Ho parlato pure con Mennitti.

FALATO: Perfetto!!!

Il contenuto della conversazione dimostra che De Masi e Mennitti sono stati contattati e condizionati al fine di irrogare la sanzione disciplinare della destituzione a De Lorenzo, secondo i dicta imposti dalla dirigenza ASL. Del resto, l’espressione conclusiva “perfetto” esclamata dal Falato consente di comprendere la soddisfazione degli interlocutori per il risultato raggiunto. Dalla conversazione risultavano elementi che evidenziavano gravi pressioni esercitate sulla Dott.ssa Maria Rosaria Di Stasio finalizzate a punire De Lorenzo.

La espressione utilizzata da Falato non consente diverse interpretazioni ed è chiara ed univoca. (dico - NON VI METTETE A FARE PAZZIELLE PERCHE’ PASSATE GUAI- Dico - TU, POI NON SEI IN CONDIZIONE DI METTERTI A FARE STORIE ROSARIA: DAI NON TE LO DEVO DIRE IO-….).

La risposta della Di Stasio è altrettanto significativa e dimostra il suo totale condizionamento “POI QUELLO CHE MI DICONO DI FARE, QUELLO FACCIO”, espressione sintomatica del metodo intimidatorio-ricattatorio concretamente applicato.

In data 22 maggio 2009 De Stefano colloquia con FERNANDO ERRICO riguardo alla vicenda De Lorenzo: “NONO TI SCORDARE QUEL FATTO DI CAMPANELLI CHE STA FACENDO LO SCEMO”. Ed Errico non può che rassicurarlo: “NON TI PREOCCUPARE…NON TI PREOCCUPARE”.

In data 25 maggio 2009 la commissione esprime il proprio parere sulla vicenda De Lorenzo. La decisione è quella concordata come svelato dalle intercettazioni. Tuttavia, la commissione non ha deciso all’unanimità, come voleva la dirigenza Asl e ciò crea sgomento nel Direttore Generale. L’esito viene riferito al De Stefano in data 27 maggio 2009 dalla segretaria Anna Pocino in tre distinte conversazioni risalenti rispettivamente alle ore 11,24; 15,46; 16,09.

Conversazione delle ore 11,24.

DE STEFANO: Ieri hanno fatto la commissione?

POCINO: Sì..sì.

DE STEFANO: 5 a 0 o 4 a 1?

POCINO: no..no..sempre 4 a 1.

DE STEFANO: Sempre con l’avvocatura fuori?

POCINO: Sì…sì…sì.

DE STEFANO: Ancora ieri sera questo!

POCINO: sì..sì..vi sto aggiornando a 10 minuti fa.

DE STEFANO: Cose da pazzi. Questo è pazzo!!

POCINO: Direttore questo indebolisce molto l’Amministrazione in caso di ricorso.

DE STEFANO: Ma questo è un uomo di merda. A me mi ha garantito che andava a cambiare tutto.

POCINO: E va bene…voglio andare a controllare..

DE STEFANO: E’. Vedete un poco ià..E poi se hanno messo a verbale la trasmissione di quella questione di Zerella DALLA FINESTRA.

Conversazione delle ore 15,46.

DE STEFANO: Avete saputo niente di quel fatto?

POCINO: Allora è rimasto tutto confermato come vi avevo detto questa mattina.

DE STEFANO: Ma questo è scemo…non ho capito..

POCINO: Direttore….dice che lui si era consigliato con..non so..con un Magistrato boh!!

DE STEFANO: E viene da me -non si preoccupi direttore…io vado - io ho detto - non è compito mio questo ma faccia allegare alla decisione la lettura di questo episodio sotto la televisione - . - Ah, sì,sì,sì, allora questo può essere…lei con questo lo può licenziare tranquillamente.

POCINO: Rimane il fatto che è rimasto fermo sul suo…

DE STEFANO: E come ha messo nel verbale…che non ci sono elementi?

POCINO: No, il verbale non l’ho letto. Se volete me lo faccio dare..

DE STEFANO: E’…fatemi il piacere..

Conversazione delle 16,09.

DE STEFANO: E allora?

POCINO: Allora (la donna legge le motivazioni della decisione assunta dall’avvocato Mennitto per le quali si rimanda al verbale allegato).

DE STEFANO: Ma questo è proprio un uomo di merda. E del fatto di Zerella non ne ha parlato proprio?

POLCINO: No. Perchè la sua cosa finisce qui. C’è, poi, tutta una articolazione di 4 pagine di tutti quanti gli altri…Allora dichiarata chiusa la discussione pone ai voti la proposta di archiviazione del procedimento formulata dall’avvocato Mennitto…

DE STEFANO: Si.

POCINO: La votazione resa a scrutinio palese da il seguente risultato proclamato dal Presidente: Presenti 5; votanti 5; favorevoli 1, quindi, soltanto Mennitto favorevole; contrari 4. Poi la votazione per il secondo punto, cioè quella richiesta di Campanelli di licenziamento dà il seguente risultato: Allora 5 votanti di ui 4 favorevoli. 1 astenuto: Mennitto.

La resistenza opposta dall’avvocato Mennitto sembrava essere stata superata. Il Direttore Generale riferisce, infatti, di aver avuto rassicurazioni dallo stesso legale circa il suo mutato orientamento rispetto a quanto precedentemente deciso:

DE STEFANO: Ma questo è un uomo di merda. A me mi ha garantito che andava a cambiare tutto. Ma questo è uno scemo….non ho capito..E viene da me - non si preoccupi direttore…io vado - io ho detto - non è compito mio questo ma faccia allegare alla decisione la lettura di questo episodio sotto la televisione - - Ah,sì..sì..sì, allora questo può essere…lei con questo lo può licenziare tranquillamente.

Dalle conversazioni riportate si rilevano gli esiti finali del procedimento discilplinare a carico del De Lorenzo innanzi alla commissione. La procedura, così conclusasi presso l’azienda sanitaria locale, prevede un ulteriore passaggio presso la Commessione dei Garanti, così come riferito dalla stessa Asl con nota n. 87749 dell’11 giugno 2009, allegata agli atti.

Il condizionamento di tale organo diviene, quindi, il successivo obiettivo.

In data 1 giugno 2009, alle ore 9,56, il De Stefano colloquia brevemente con tale Mario al quale chiede un appuntamento perchè “ti devo chiedere un consiglio…un parere..non sono fatti miei personali…sono una cosa che mi serve un tuo parere”.

Alle ore 10,02 della stessa giornata, De Stefano, mentre è in attesa di colloquiare con tale Federico, confida ad una persona che gli è accanto: “lui è presidente di una commissione a Napoli. Si chiama Comitato dei Garanti….abbiamo fatto la procedura per il licenziamento…”.

De Stefano e Mario si incontrano realmente in data 3 giugno 2009. La registrazione della conversazione in quella data detta i termini dell’incontro.

La PG identificava Mario nel presidente del Comitato dei Garanti dell’Area della Dirigenza Sanitaria Professionale Tecnica Amministrativa il cui nome è Colantonio Mario Aldo che peraltro è anche Presidente, della STOA - Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa. Non a caso le conversazioni intercorse con “Mario” erano captate sull’utenza …omissis…intestata proprio alla Stoa.

Risultava, poi, una ulteriore conversazione intercorsa in data 5 giugno 2009 tra Arnaldo Falato e Bruno De Stefano.

DE STEFANO: Statemi a sentire, quello mi ha mandato il fascicolo. Mo lo tengo a casa e oggi me lo devo leggere. Però al fascicolo dobbiamo allegare tutta la documentazione degli artcoli sul giornale….la notifica che ha fatto. Perchè la commissione dei Garanti se non ha gli allegati probanti, quello che noi diciamo….perchè lui non può fare niente.

FALATO: Quindi la contestazione di addebiti fra i cosi incriminati…tutto coso…ho capito.

DE STEFANO: Tutto! Non deve essere….personalmente…e poi io vi trasferisco il fascicolo e vi dico di seguire le procedure.

FALATO: Perfetto.

DE STEFANO: Così poi come devo notificare al comitato…vedete che c’è un sito su internet..

FALATO: Va buono..datemi pure un riferimento con cui posso parlare a Napoli per farci tutta la notifica.

DE STEFANO: No. Dovete vedere questo sito internet perchè io ho parlato proprio con il Presidente.

omissis

Dunque, risulta dal contenuto della conversazione che precede che è lo stesso De Stefano non solo a confermare il suo incontro con il Presidente del Comitato dei Garanti, ma anche l’oggetto dell’incontro. Come si è detto sopra, l’ASL Bn 1, con la sua nota n.87749 del 11 giugno 2009, aveva rappresentato l’esistenza di due distinti procedimenti disciplinari a carico di De Lorenzo. Rigardo al secondo, si è anche accennato che lo stesso veniva ” …avviato con nota protocollo n. 75591 del 19.5.2009, sospeso in ragione della sussistenza per gli stessi fatti di procedimento penale”. Tuttavia, seppure sospeso, il procedimento in esame era oggetto di alcune conversazioni intercorse tra De Stefano e Zerella.

Conversazione dell’1.6.2009.

DE STEFANO: Per quella persona che sta sotto commissione di disciplina, vogliamo iniziare il secondo procedimento se lei ci sta..

ZERELLA: Dobbiamo iniziare il secondo?

DE STEFANO: E’. Deve essere mandato con le stesse procedure.

ZERELLA: Le ho mandate. Ho parlato con il responsabile e ha detto che l’ha mandata già dicendo di un altro procedimento. Non aggiunto al primo.

DE STEFANO: Un altro procedimento. Che se fallisce il primo ci sta già il secondo che…

omissis

Conversazione del 3 giugno 2009:

DE STEFANO: Avete mandato quella cosa come seconda apertura di indagine?

ZERELLA: Sì, sta sopra. Però, mi dicevano loro che quando c’è un procedimento penale in atti non possono intervenire come commissione.

DE STEFANO: Quale procedimento penale?

omissis

In sostanza, il secondo procedimento disciplinare - almeno negli iniziali intendimenti - era destinato ad elidere il primo in caso di un suo esito negativo.

Al di là del merito appare evidente l’utilizzo anche di questa seconda iniziativa che viene intesa come ulteriore mezzo per estromettere De Lorenzo.

In data 4 giugno 2009, intercorreva una conversazione tra Bruno De Stefano ed una persona allo stato non ancora identificata avente ad oggetto l’atteggiamento assunto in seno alla commissione di disciplina dall’avvocato Mennitto.

DE STEFANO: Devo acchiappare a Mennitto, porco giuda, prima che me ne vado, lo devo fare…

UOMO: Perchè si è comportato male?

DE STEFANO: Alla faccia del cazzo!!! Ma pure Campanelli!!! Ma a me se mi gira la testa li chiamo e gli dico - da oggi in poi non venite mai più qua dentro, tutte le cose che volete fare, scrivetele-. E stanno difendendo a De Lorenzo.

UOMO: Sì?

DE STEFANO: Sì.

UOMO: Bella chiavica tutti e due. Ma, infatti, mo stamattina Campanelli ha mandato al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale una nota in cui chiedeva certe cose…certe delucidazioni…

omissis

DE STEFANO: questo è diventato un burocrate.”

P. S. Quanto riportato è solo una parte minima di quanto espresso dall’A.G. nelle 111 pagine che mi riguardano.

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