Celebrazione della caduta del muro di Berlino. “Libertà in eredità ai giovani”
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Si è tenuta sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, il Consiglio provinciale di Benevento in seduta aperta e monotematica, dedicato alla Celebrazione della caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989.
Il presidente Maturo, che ha aperto i lavori, ha inquadrato la vicenda della Caduta del Muro come la dimostrazione del perenne anelito alla libertà e come uno scatto di dignità da parte di un popolo costretto dalla tirannide comunista a sopportare le catene di un’ideologia che non avevano avuto la possibilità di scegliere. Maturo ha tuttavia ricordato che la ferita del Muro è stata anche l’ultimo effetto collaterale della guerra scatenata dai nazisti, visto che anche campioni dell’anticomunismo, come la Thatcher, non videro di buon occhio la riunificazione della Germania, temendo la rinascita del nazionalismo tedesco.
E’ intervenuto in seguito il Presidente della Provincia Aniello Cimitile, il quale ha introdotto il suo ricordo personale di quella notte del1989, vissuta in America insieme ad un amico cecoslovacco, che sembrò impazzire per la gioia. “La libertà è come l’aria – ha detto Cimitile - ne avverti la necessità quando ti manca”. Secondo Cimitile, il muro oltre che a dividere un popolo in due e a simboleggiare la libertà negata, è stato il simbolo stesso del ‘900, diviso in due parti: una prima, articolata su due guerre mondiali, sui gulag e i campi stalinisti e una seconda parte spesa nello sforzo di costruire la pace, la libertà e l’Europa unita.
Successivamente sono intervenuti i rappresentanti degli enti, delle Istituzioni e delle Associazioni, presenti in Sala. Ha cominciato la dott.ssa Emilia Tartaglia Polcini, in rappresentanza del Provveditore agli studi, secondo la quale il Muro è stato il segnale del sonno della ragione. “Nessuno di noi ha diritto di ledere la libertà degli individui. L’educazione – ha dichiarato la Tartaglia Polcini - ci insegna a comportarci bene, ma di fronte ad esempi di questo tipo della storia, ci chiediamo: è lo stesso uomo, quello capace di sconfiggere i mali più grandi delle persone e, dall’altra, capace di erigere un muro?” Secondo la Tartaglia Polcini occorre trasmettere ai giovani esempi positivi, perché la conoscenza rende liberi. Giuseppe De Lucia, di Azione Cattolica, ha affermato che la memoria storica è fondamentale, soprattutto per la vicenda del Muro. “Va trasmessa ai giovani la conoscenza di ciò che è accaduto – ha affermato De Lucia - perché si possano valutare gli errori e guardare al futuro con maggiore tranquillità. Nella nuova Europa, deve esserci la libera circolazione delle idee, del confronto e della cultura”. Luca Pacelli, di Azione Giovani, ha detto che tra le date memorabili della storia universale, il 9 novembre dell’89 è di scuro una delle più eminenti in quanto è la data che segna la base per la nascita delle democrazie di oggi. Egli ha quindi auspicato che vengano incentivate manifestazioni e progetti, nel mondo giovanile e scolastico, in ricordo di quegli eventi, perché tra i giovani c’è una grave crisi di valori. “Faccio appello per intitolare una strada, una piazza o un monumento al 9 novembre, che deve essere per tutti noi il Giorno della Libertà – ha concluso Pacelli”.
Hanno in seguito preso parola anche i consiglieri provinciali, che hanno inquadrato la vicenda del Muro nel contesto delle politiche per la nascita dell’Europa unita, soffermandosi sull’acume e la lungimiranza di uomini che della politica fecero la missione della loro vita come Alcide De Gasperi, grazie ai quali oggi si può celebrare la libertà.
“Oggi è straordinariamente necessario dover promuovere e ricordare quei giorni di Berlino: la libertà e la democrazia sono i patrimoni più grandi consegnati ai giovani. A questi ultimi il compito di perpetuarli, consapevoli che tante persone hanno subìto pene amare e soprusi per conquistarli. È giusto fare argine, è giusto che le forze del territorio che sentono questi grandi temi si uniscano Le istituzioni possono e debbono ricoprire anche una funzione pedagogica, in collaborazione con il mondo della scuola, per sopperire al deficit di informazione che si registra sui temi della libertà. I più penalizzati ancora oggi sono i più giovani: il muro era la barriera rispetto alle loro prospettive”.


















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