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L’on. Pepe risponde ai ministri Bondi e Zaia

Scritto da redazione agosto - 11 - 2009   Stampa articolo Stampa articolo

mariopepeIl parlamentare Sannita del Pd Mario Pepe in due note, che di seguito pubblichiamo integralmente, risponde ai Ministri Zaia e Bondi su loro interventi di questi giorni apparsi sulla stampa.
“Smisurato e fortemente ridondante è l’intervento del Ministro Zaia nel commentare l’articolo di Claudio Magris. Un commento inadeguato e insufficiente che si sforza di contrastare le valide considerazioni espresse da Claudio Magris. Anche i riferimenti culturali non sono appropriati: la storia della letteratura del De Sanctis più che excursus storico – critico, filologicamente costruito, era ed è lo sforzo di unire linguisticamente, culturalmente e politicamente l’Italia.
Ministro Zaia vogliamo rinunciare alla lezione del De Sanctis?
Non conviene, non è giusto, è un processo anti – storico.
Piuttosto cerchiamo di attuare bene il federalismo se vogliamo difendere le territorialità ma sempre per ricercare più unità umana e politica nel nostro paese.
Non riusciamo attraverso le umane lettere? Facciamolo attraverso le idee gastronomiche di cui Lei dovrebbe essere tutore e difensore della buona agricoltura e delle produzioni di qualità del nostro paese”.
Ed ecco la nota in risposta al ministro Bondi.
Il Ministro Bondi ha avuto la pretesa, Lui Ministro dei Beni culturali, di correggere ed integrare Galli della Loggia che si era permesso di scrivere l’articolo di fondo: “una politica senza cultura”. Il Ministro Bondi si è divertito e ha scritto perché non dire: “una cultura senza politica?”.
Io condivido le posizioni espresse da Galli Della Loggia e devo constatare che questo Governo si distingue più per le amenità edonistiche che per motivazioni culturali.
E non basta citare le varie associazioni per dire che è presente la cultura, sono presenti, dobbiamo dire, esigenze culturali per coprire ambizioni politiche. Il Governo in carica è vuoto di cultura e le iniziative nei vari settori stanno a dimostrare una incertezza di proposte e di indicazioni creando confusioni dalla università, agli enti di ricerca, alla scuola.
La cultura non deve morire nella politica, essa è altro e rappresenta il patrimonio di un popolo.
La politica invece come strumento di governance deve rilanciare la cultura e i processi formativi se vuole essa (la Politica) rispettare i canoni del suo esistere.

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