Che fine ha fatto l’AVIS di Benevento?
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Cercando la sede dell’AVIS della nostra città su Internet ho passato ore ed ore senza trovare alcun indizio a riguardo. Così l’intuito mi ha suggerito di cercare sul sito ufficiale dove ho trovato solo un indirizzo ma nessun numero di telefono di riferimento. Allora ho chiamato la sede nazionale dell’Avis a Milano ed ho chiesto informazioni ma, purtroppo, non hanno potuto far altro che rimandarmi alla sede di Napoli. Quando infine ho contattato Napoli, Pasquale Pecora, Consigliere Nazionale AVIS, rappresentante della Campania, con grande entusiasmo e cortesia, mi ha spiegato che la sede di Benevento negli anni passati è stata abbandonata a se stessa per poi scomparire del tutto poiché , a suo sapere,non c’era stata più la volontà associativa da parte di coloro i quali fino ad allora avevano collaborato come volontari alla gestione dell’Avis. Mi ha anche detto che oggi è intenzione del direttivo regionale rilanciare e valorizzare la sede di Benevento , attraverso diverse iniziative e la diffusione di una campagna di sensibilizzazione nazionale che verrà affidata al giovane cantante della edizione di quest’anno di Amici, Luca Napolitano. Oggi sappiamo che la campagna di sensibilizzazione è affidata a Tiziano Ferro che durante i suoi concerti dal palcoscenico testimonia la sua fede Avissina. Il consigliere Pecora, inoltre, mi ha detto che si farà di tutto per cercare di portare Benevento al livello delle altri sedi campane perché bisogna reclutare nuove leve disposte a donare sangue, soprattutto tra i giovani. E’ prevista ,dunque, una ripresa alla grande dell’Avis di Benevento.
Ricordiamo che l’Avis di Benevento nasce nel 1966 durante un incontro tra amici, i quali si occupavano di uno dei primi giornalini studenteschi della città, il cui nome era “Il Ping”. Tra i suoi fondatori c’era Cosimo Nuzzolo, da sempre interessato alle questioni sociali; egli fu anche delegato provinciale della associazione “Amici di Raoul Follerault contro tutte le lebbre”, e medaglia al valor civile,in quanto sacrificò la sua vita per salvare due turiste francesi che rischiavano l’annegamento. La prima sede dell’Avis era presso la clinica Santa Rita della famiglia Cozzi al viale Mellusi. L’Associazione da sempre è stata composta da volontari (tranne il segretario): dal Direttore Sanitario Cesare Vesce, al personale della clinica, suor Enrichetta e all’infermiere Tonino Russo , responsabile interno per l’erogazione del sangue era Marco Tullio. Dopo il viale Mellusi , l’associazione si trasferì in via Manciotti ed infine in via Capilongo. Tra i presidenti dell’Avis di Benevento che si sono distinti per il loro operato ricordiamo Francesco Velotti, il notaio Mario Prozzo, Domenico Criscuolo ed Eugenio Pepe. Tra le varie iniziative non possiamo dimenticare che nel 1971 da Bologna venne , in moto, una delegazione di soci per dimostrare la loro parte associativa ma soprattutto per convincere i giovani ad incentivare la donazione del sangue. Ancora , come iniziativa, inusuale per l’epoca, fu messa a disposizione una autoemoteca , un pullman dotato di tutte le necessità che girava per la provincia per permettere ,a chi voleva, di donare il sangue con tutte le comodità possibili. Da sola, la sede di Benevento , purtroppo, non è mai riuscita a coprire il fabbisogno di sangue che così veniva pagato tra le 12.000 e 13.000 mila lire a sacca e proveniva da Rovereto e da Bologna. La sede di Benevento si è distinta anche perché in Italia era una tra le poche ad essere specializzata nella aferesi. Per aferesi si intende quel procedimento mediante il quale si preleva dal circolo sanguigno del donatore il sangue, che viene frazionato nei suoi componenti; vengono così trattenuti e convogliati in una sacca di raccolta gli elementi di cui si necessita mentre si reinfondono al donatore tutti gli altri. Questa procedura avviene con l’ausilio di una macchina computerizzata detta separatore cellulare. Mediante questa tecnica si possono prelevare separatamente: globuli rossi, bianchi, piastrine e plasma che possono essere utilizzati a seconda delle necessità. Purtroppo negli anni 90 l’AVIS ebbe fine a Benevento a causa di un “buco” di diversi miliardi. Un grande problema si è presentato a questo punto per chi è stato donatore ed ha sempre fatto riferimento all’AVIS per donare il sangue poiché all’improvviso si è ritrovato sbandato e senza sapere dove andare e cosa fare. Oggi chi vuole donare sangue può fare riferimento alla Consociazione Nazionale dei Gruppi donatori di sangue Fratres delle Misericordie d’Italia, dove è possibile donare tutti i giorni, inclusa la domenica, dalle 08:00 alle 11:00 presso il Servizio Trasfusionale (S.I.T.) dell’Azienda Ospedaliera “Rummo” di Benevento; presso l’Ospedale “Maria delle Grazie” di Cerreto Sannita il sabato dalle 08:00 alle 10:30. Ricordiamo che da sempre tutti possiamo donare il sangue, quello che manca è la sensibilizzazione da parte delle istituzioni. Ad esempio qualche anno fa fu scelto come testimonial della campagna di sensibilizzazione dell’Avis Gianni Morandi grazie al quale ci fu un sensibile aumento delle donazioni. Fino a qualche tempo fa i giocatori del Benevento calcio hanno partecipato attivamente alla campagna di sensibilizzazione per l’uso del casco,allora, perché non aiutare la causa della donazione del sangue grazie ai personaggi locali del mondo dello sport o dello spettacolo? Donare il sangue non è solo un atto di grande umanità ma ritorna utile per il donatore stesso che, sottoponendosi al prelievo, controlla il proprio stato di salute, ha le arterie sempre pulite, mentre la milza costringe il sangue a rigenerarsi.
Margheritamaria Cozzi
Un ringraziamento particolare ad Eggi che a Novembre festeggia il suo 40°anniversario da donatore di sangue.


















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