Operazione”Bad Girls”, 9 arresti
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Non è passato nemmeno un mese dalla ormai nota operazione “Villa Comunale” afferente l’attività svolta dalla Procura della Repubblica in materia di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e che portò all’esecuzione di 16 misure cautelari che già oggi si ritorna sul tema. Infatti è delle prime ore della giornata odierna, la notizia dell’esecuzione di 8 misure di custodia cautelare in carcere e una di arresti domiciliari per detenzione e spaccio di cocaina e haschish nei comuni di Apice, San Giorgio del Sannio e Benevento; le ordinanze, sono state emesse dal GIP presso il Tribunale di Benevento su richiesta della Procura della Repubblica, da cui peraltro emerge un dato allarmante come riporta il Procuratore Capo Maddalena in conferenza stampa citando testualmente “soggetti che nonostante la giovane età hanno dimostrato notevole capacità criminale e cinismo”. Si tratta, infatti, per la maggior parte di giovani tra i 22 ed i 44 anni tra cui un extracomunitario: Zullo Anna di anni 28, Zullo Giuseppe di anni 23, Guerra Sonia di anni 28, Zullo Antonio di anni 22, Zullo Paola Maria Grazia, Cervone Vincenzo di anni 43, Frusciante Claudio di anni 41, Terlizzi Francesco Saverio di anni 32 e Seghir Nabil di anni 27 agli arresti domiciliari. Un gruppo che aveva tutte i presupposti e le possibilità per diventare un clan come è emerso nel corso di questa indagine durata soltanto pochi mesi. L’attività investigativa, svolta dalla Questura – Squadra Mobile di Benevento sotto la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica è partita sulla base di arresti ed escussioni eseguite nei confronti di alcuni acquirenti, da intercettazioni telefoniche ed ambientali, nelle quali, peraltro, viene chiaramente indicato il termine “cocaina”, come ci riporta lo stesso dott. Maddalena. Le operazioni hanno inoltre portato al rinvenimento di un rudere nel Comune di Apice dove avvenivano gli approvvigionamenti e dove sono stati reperiti circa 1.300 kg di marijuana ed haschisch in parte confezionati ed in parte da confezionare e dove avvenne il fermo della Z. A., trovata in possesso di una documentazione importante in merito. Si sottolinea, inoltre che l’operazione è stata così denominata per il ruolo predominante svolto dalle donne nell’ambito della succitata attività criminosa che non aveva una gestione da strada ma era organizzata in maniera quasi imprenditoriale, tant’è che le stesse custodivano dei documenti dove portavano una vera e propria contabilità relativamente all’attività svolta. Inoltre, tanto per dare una dimensione del tenore delinquenziale del mentovato gruppo, va detto che gli inquirenti hanno effettuato un arresto per detenzione di arma con matricola abrasa munita di munizionamento bellico: una 7,65 con 22 proiettili para bellum. Va ancora detto che il gruppo, aveva mire internazionalistiche, in quanto come ci riporta uno degli inquirenti, durante la conferenza stampa, il capo della Squadra Mobile Moschella, di recente è stato bloccato un carico proveniente dal Marocco. La maggiore piazza di spaccio è stata individuata nella zona di Apice, e solo marginalmente veniva toccato il capoluogo sannita. Tuttavia il fenomeno appare di grande allarme sociale in quanto si tratta di soggetti di cui la maggior parte incensurati che hanno dato prova di elevato spessore criminale nonostante la giovane età e l’inesperienza.


















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