payday loans car insurance

Vivere con un mostro

Scritto da redazione giugno - 27 - 2009   Stampa articolo Stampa articolo

Ho convissuto mesi sotto lo stesso tetto con un mostro e vi giuro che non è stato facile.

La voglia di scappare via era forte, ma più forte era il bene per la mia famiglia.

Sapevo che se fossi andata via, lui avrebbe fatto del male a qualcuno dei miei familiari, ed io questo non me lo sarei mai perdonato.

Preferivo farmi umiliare, farmi maltrattare, farmi violentare…ma i miei genitori non li avrebbe mai sfiorati con un dito…

E mio fratello, così giovane e innocente, incapace di poter reagire di fronte a così tanta violenza…

Io per lui ero un oggetto sul quale lui aveva possesso assoluto, non ero una persona.

I motivi per i quali mi maltrattava erano i più disparati ma tutti con lo stesso comune denominatore : un niente.

Poteva essere aver messo troppi gamberetti nella pasta o aver detto la mia su un film.

Di tutti quei mesi non ricordo molto se non le sue mani sul mio corpo e le mie sul mio volto.

Avevo provato a reagire all’inizio ma era servito a poco.

Allora non mi restava che subire ed aspettare con ansia che gli sarebbe passata.

In quegli istanti non riuscivo a pensare a nulla, nella mia mente avevo solo le immagini della mia famiglia.

Come facevano male le sue mani…oddio se ci penso…era in grado di stordirmi…

Quando poi vedevo uscire del sangue dal mio corpo, restavo meravigliata dal fatto che il dolore che avevo dentro era più forte di quello fisico.

Se penso a quante volte mi sono accucciata in un angolo sperando che la smettesse, in ginocchio e con le mani sul capo gli sussurravo parole di aiuto.

Chiedevo aiuto proprio a lui…

Si perchè il senso di vuoto in testa mi faceva paura…quella stessa testa che era il suo bersaglio preferito…

Dopo la tempesta capitava spesso che si metteva sul mio petto ed in lacrime mi chiedeva perdono…

In quei momenti avrei voluto ucciderlo, ma non riuscivo a non provare pietà.

Allora lo accarezzavo e gli dicevo che era tutto finito…

Fingevo…ma dovevo fingere per evitare che il mostro ritornasse…

Com’era tremendo per me dopo che aveva distrutto il mio corpo e la mia anima dover dormire nello stesso letto con lui.

Passavo tutta la notte ad aspettare che lui si addormentasse per poi poter lasciar scendere le mie lacrime sul mio volto.

Come avrei voluto che quella calma apparente fosse durata per sempre.

Appena vedevo un riflesso di sole scattava in me la paura di un nuovo giorno.

E di nuovo dovevo alzarmi e fingere che tutto era normale, farmi una doccia per scrollare via di dosso il suo odore e mettermi la maschera della donna felice.

Dovevo, fin dal mattino, stare attenta a come parlavo o mi muovevo per evitare che potesse ritornare il mostro…non era facile…

Scattavo ad ogni rumore, ogni piccolo gesto, ogni piccolo grido.

La mia mente era sempre in allerta.

Dovevo farmi vedere forte e quella forza non so da dove mi usciva fuori.

Ancora oggi che è passato un anno ormai, non riesco a dimenticare.

Nel mio cuore c’è ancora tanto dolore e nella mia testa ancora troppi ricordi.

Giusy Savastano

Condividi questo articolo

Leggi anche...

  • No Related Post
Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.

LASCIA UN COMMENTO






premiograndemilano.jpg













archivio video


tv radio

COSA PENSI DEL SITO DEL CORRIEREDELSANNIO.IT?

Guarda i Risultati

Loading ... Loading ...









Commenti recenti

EDITORE:
AG Alfani Group srl
Iscrizione ROC n. 18201
Registrato presso il Tribunale di Benevento
n. 5 anno 2009
P.IVA 05915081219
Tel. 0824 36 05 89
Fax 0824 36 46 78

CREDITS: STARTUP snc

Tutto le fotografie pubblicate online sono protette da copyright. E' vietata la riproduzione, anche parziale, del contenuto di questo sito - Tutti i diritti riservati
SITO OTTIMIZZATO PER MOZILLA FIREFOX e INTERNET EXPLORER 8