IX° Rapporto di Cittadinanza Attiva
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IX° Rapporto di Cittadinanzattiva-PiT Servizi
I servizi pubblici alla prova del quotidiano:
in Campania maglia nera alla PA, seguita dalle Tlc
Se a livello nazionale sono le telecomunicazioni in testa ai servizi più criticati dai cittadini, in Campania al top delle lamentele figura la macchina burocratica della PA. Infatti, su 100 cittadini che nel 2008 hanno avuto motivo di reclamare in tema di PA e servizi di pubblica utilità, in Campania più di uno su due lo ha fatto a causa di un disservizio riguardante la PA (29%) o le telecomunicazioni (25%).
Significative anche le segnalazioni riguardanti i servizi postali (18%).
On line su www.cittadinanzattiva.it il dossier completo dal titolo: “I consumatori pagano il conto. Tutela dei diritti e potere d’acquisto in tempi di crisi”.
L’analisi a livello nazionale, presentata oggi a Roma alla presenza del Ministro Brunetta, è il frutto di 8.330 segnalazioni (+25% rispetto all’anno prima) che i cittadini hanno rivolto nel 2008 al Pit Servizi, il servizio di Cittadinanzattiva che fornisce gratuitamente ai cittadini assistenza e tutela dei diritti nei servizi di pubblica utilità.
Per la Campania emerge la seguente classifica dei settori in cui si riscontrano con più frequenza le criticità:
Campania %
PA (multe, fisco, pratiche amministrative, welfare) 29
Telecomunicazioni (telefonia fissa, mobile, Internet, pay tv) 25
Servizi postali 18
Energia elettrica & gas 9
Servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporto locale) 8
Servizi bancari & finanziari (mutui, titoli, finanziarie, c/c, carte) 5
Trasporto ferroviario 4
Assicurazioni (Rc auto, ramo vita/infortuni) 2
Beni e prodotti 1
Fonte: Cittadinanzattiva – IX Relazione Pit Servizi, 2009
Il commento: “Negli anni passati” afferma Fernando Iavarone, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Campania, “le segnalazioni riguardavano soprattutto la scarsa qualità dei servizi, oggi i cittadini non riescono più ad accedere ai servizi, attendono troppo o comunque non riescono a sostenerne i costi. In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, ci si aspetterebbe l’attivazione di un sistema di tutele volto a rafforzare i diritti dei consumatori. Purtroppo, in Italia, sta accadendo esattamente l’opposto: da un lato si congelano le leggi che hanno ad oggetto l’attuazione di maggiori tutele per i consumatori come la class action, dall’altro anziché ampliare il quadro normativo si torna indietro sulle liberalizzazioni. Il risultato è che a soffrire non è solo il potere di acquisto, ma anche la tutela dei diritti, e i cittadini ne pagano il conto sia in termini di denaro che di tempo perso: diminuisce il primo e aumenta il secondo in attesa che si ripristini un qualsivoglia disservizio”.


















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