Si è svolta stamani l’annunciata Tavola rotonda sui temi dell’ incastellamento nella Sala consiliare della Provincia di Benevento alla Rocca dei Rettori. Promossa dall’Istituto Italiano dei Castelli, nell’ambito della XI edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, con il patrocinio della Provincia di Benevento, la Tavola rotonda è rientrata, come da tradizione, nella visita e nello studio di un gran numero di fortificazioni che l’Istituto organizza.
Dopo i saluti di Carlo Falato, Assessore Provinciale alle politiche culturali, che ha definito “importante per il territorio sannita” il coinvolgimento della Rocca nelle iniziative dell’Istituto ed ha auspicato futuri nuove occasioni di visita, è intervenuto Pietro Iadanza, Assessore Comunale alle Attività Produttive, in rappresentanza del Sindaco Fausto Pepe, il quale ha voluto vedere la visita dell’Istituto come un importante promozione del territorio ed anche come attrattore turistico
I lavori della Tavola rotonda sono stati moderati da Marcello Orefice, dell’istituto Italiano Castelli il quale ha ricordato come la cartografia tematica dei castelli in Campania curata dall’Istituto stesso attesta la presenza di una infinità di castelli, che impongo un intervento delle Istituzioni ed un impegno dei cittadini per la loro salvaguaria.
Sono quindi seguite le relazioni degli studiosi sanniti. E’ per primo intervenuto il dott. Italo Iasiello su: “L’area della Rocca dei Rettori nella documentazione archeologica”. Egli ha inquadrato la Rocca dei Rettori nel contesto archeologico, evidenziando le diverse fase di occupazione del sito e la funzione che ha avuto nel contesto urbano dalle origini dell’insediamento benevento nell’VIII sec. a.C. fino al periodo tardo anticoIasiello ha innanzitutto evidenziato la necropoli, che si data dalla fine dell’VIII-inizio VII al VI sec., nell’area della Rocca; quindi un intervento di fortificazione datato alla fine del IV sec. a C. Successivamente c’è stato un intervento di urbanizzazione con l’acquedotto ancora visibile in una delle sale della Rocca di età Augustea. Benevento oggi - ha detto Iasiello - sta riscoprendo tanti aspetti della sua archeologia: il recupero dell’Arco del Sacramento, gli scavi di piazzetta Sabariani e la stessa Rocca dei Rettori e la loro messa in rete implica una possibilità di valorizzazione.
Il prof. Carmelo Lepore, che ha relazionato sul tema “Il Monastero di Santa Maria di Porta Somma”, ha spiegato che sorgeva fin dall’VIII sec. proprio nel sito dove attualmente si erge la Rocca una istituzione ecclesiastica. Sulla base di documenti è stato determinato che la chiesa doveva essere fra il sito dove oggi sta il leone e la porta del castello. Il monastero fu evacuato e fu abbattuto dopo il 1321, proprio per far posto al castello come abitazione del Rettore o governatore pontificio in quanto, i Rettori erano spesso oggetto di attacchi e contestazioni violente. Secondo Lepore, oggi bisogna innanzitutto conoscere questo monumento, perché c’è molta presunzione su questo punto.
E’ quindi intervenuto l’arch. Franco Bove che ha discusso sul sistema fortificato beneventano ed i castelli della provincia. Nel Sannio, ha detto l’architetto, ci sono architetture che meritano di essere, non solo valorizzate, ma studiate molto di più: esse si inseriscono bene nel panorama dell’architettura difensiva medievale del Mezzogiorno. Egli ad esempio ha citato il castello di Sant’Agata de’ Goti, poco studiato, ma di enorme rilievo perché probabilmente si tratta di un edificio Normanno-Svevo di notevole qualità, con interventi successivi che arrivano fino alla seconda metà del Quattrocento e poi al Settecento. Bove ha quindi ricordato la Domus Solaciorium fatta costruire da Federico II nel 1241 a Calvi, che è una delle poche ville da caccia di Federico II che siano conservate in tutto il Mezzogiorno abbastanza integra. C’è poi da studiare un itinerario per tutti questi siti che sono oggi parzialmente conservati, o non restaurati o restaurati senza una strategia complessiva; e poi naturalmente bisogna parlare della città di Benevento perché è il sistema di difesa della città di Benevento, oltre che sulla Rocca dei Rettori, si basava - ha spiegato Bove, su una serie di strutture che sono, dal punto di vista tecnico, restate alla loro impostazione alto medievale: quindi il sistema murario beneventano costituisce una testimonianza di lunga durata delle tecniche difensive alto medievale, il che dimostra che la città di Benevento è riuscita a mantenere la sua autonomia grazie più alla politica che alle capacità militari – ha concluso Bove.
E’ quindi intervenuta la prof.ssa Rossella Del Prete sul tema: “Il FAI ed i beni culturali: politiche ed azioni di valorizzazione”. L’emergere del tema della valorizzazione del patrimonio culturale come impegno coinvolge, a vario titolo, Stato, regioni ed Autonomie locali – ha detto la Del Prete: il superamento dell’ idea del singolo bene, la cui valorizzazione impone logiche di concertazione sul territorio e la costruzione di reti, si accompagna al crescere della domanda di servizi sempre più complessi. Tutto ciò ha imposto ai soggetti titolari di beni culturali – e tra questi al FAI - la progressiva costruzione di una serie di legami con le Istituzioni. A sostegno di tale dichiarazione, il capo delegazione FAI-Benevento, Maria Francesca Ocone, ha aggiunto: “Più forte del nostro vivere, presi da noi stessi, è stata l’urgenza di raccordare piccole e quotidiane storie. Accendiamo una luce con azioni, che, ogni mese, ci ricordino che non possiamo amare e rispettare quello che non conosciamo. La conoscenza non è un esercizio difficile ma un facile approdo se, pur nella esattezza delle definizioni, rimane un gioco di curiosità e di amore per gli altri. Questo fare, per noi, si chiama accoglienza, comunità, cura del bene comune, identità, in una parola cultura”.